CHALLENGE: “Scrivi il responso del biscotto della fortuna di ieri: era tutto sbagliato!”

KIRIA scrive: Come alcuni di voi ormai sanno, Luca ed io vorremmo, prima o poi, che le avventure di Norvy si materializzassero in un libro vero! Purtroppo però non sempre sono ispirata a scrivere, perciò sto cercando qualche input in questo libretto: 642 tiny things to write about (642 piccole cose di cui scrivere); l’obiettivo è completare 642 mini sfide che mi spingeranno a inventare una storiella a tema. La sfida di oggi prevede che io scriva la giornata di ieri… al contrario! Fateci sapere se vi piace questa nuova, stramba idea!

Dal biscotto della fortuna immaginario che avrei dovuto leggere l’altro ieri
“Salute a te, ignaro e scettico lettore di biscotti insipidi ma fortunati. Nonostante io sia prolisso, so essere preciso, perciò sturati le orecchie e ascoltami bene. Domani ti alzerai molto, molto presto; così presto che il sole non sarà nemmeno sorto. Nessuno sarà così gentile da prepararti il pranzo, perciò passerai la giornata a cucinare senza avere nemmeno un secondo per startene tranquillo in bagno. Non temere, perché dopo aver mangiato avrai tutto il pomeriggio per non pensare al lavoro, anche perché il tuo partner sarà in casa pronto a pensarci al posto tuo. Inoltre, costui, che non si sognerebbe mai di ridurre l’armadio come un campo di battaglia, sarà disposto anche ad aiutarti a mettere in ordine la vostra già ordinatissima camera da letto. Nessuna musica allieterà il tuo pomeriggio, sarai troppo impegnato a gloriarti del perfetto ordine della tua magione. Ogni tanto, potresti aver bisogno di infilare la testa nel frigo a causa del troppo caldo. Infatti, stanotte dovrai dormire in mutande, per non squagliarti come un gelato sul cofano di una Panda parcheggiata sotto il sole d’agosto. Ricordati, come d’abitudine, di andare a letto presto e di ignorare i libri; perché si sa, i libri fanno male agli occhi. Buona giornata!”

P.S.: Chi volesse dare un’occhiata al libro da cui sto prendendo spunto, può trovarlo qui.

FILM: “Big Eyes” – Tim Burton

KIRIA Pensante scrive: i film firmati “Tim Burton” sono una garanzia di risultati fenomenali, e forse vi siete affezionati a questo regista grazie ai suoi personaggi macabri e inquietanti quanto adorabili; per una volta, lasciate i pupazzi e la stop motion nel cassetto, e preparatevi a rivivere gli anni Cinquanta e Sessanta attraverso gli occhi di una pittrice famosa per disegnare… occhi.

Trama (SPOILER)
Anni Cinquanta, Stati Unit: Margaret, un giorno in cui il marito non è in casa, prepara le valige per sé e per la figlioletta, e fugge di casa, non potendo più sopportare un matrimonio infelice. Riesce a trovare lavoro come decoratrice di mobili, continuando a dipingere nel tempo libero: i suoi quadri sono tutti ritratti di bambini, ispirati alla figlia, caratterizzati da occhi grandissimi ed espressivi, quasi sempre tristi. I suoi quadri vengono presto notati da un paesaggista, Walter, il quale inizia a corteggiare Margaret e in brevissimo tempo la convince a sposarlo. Dopo alcuni mesi di matrimonio, Walter vorrebbe rilanciare la sua carriera di artista, e affitta le pareti di un bar per appendere i suoi quadri e quelli di Margaret; in breve, si rende conto che a nessuno interessano i suoi scorci parigini, ma molti iniziano ad interessarsi ai bambini dagli occhi tristi, così decide di fingersi lui stesso l’autore dei quadri della moglie, la quale aveva firmato le sue opere con il cognome del marito. Margaret, se pur titubante, continua a dipingere e a cedere i diritti e i guadagni, sempre più ingenti, al marito, che presto diviene uno degli artisti più famosi e acclamati del momento.
Dopo anni di sopportazione, Margaret scopre che nemmeno i paesaggi che Walter spacciava per suoi sono stati dipinti da lui, e in seguito a uno degli ennesimi atti di violenza del marito, Margaret, portanto con sè la figlia, si trasferisce alle Hawaii. Walter è disposto a concedere il divorzio solo se Margaret dipingerà per lui altri cento quadri, ma un incontro con un gruppo di testimoni di Geova darà a Margaret il coraggio di rivelare al mondo la verità e di trascinare Walter in tribunale per rivendicare i diritti sui suoi quadri. Il giudice fornisce ai contendenti tela, pennelli e colori per ricreare un bambino dagli occhi tristi; Walter simula una contusione ad un braccio, mentre Margaret riesce a portare a termine il quadro, assicurandosi la vittoria della causa.

Storia biografica e contesto storico
La storia di Margaret non è uscita dalla fantasia del regista, ma dalla realtà: Margaret Keane è attualmente una pittrice novantenne, e la storia di cui narra il film è assolutamente biografica. Walter Keane, morto nel 2000, non cessò mai di rivendicare i quadri della ex-moglie come suoi.
Tim Burton conosce di persona Margaret, ed è un grande appassionato dei suoi quadri.

Il film è intriso di piccoli dettagli che rendono la storia ancor meglio collocata all’interno del suo contesto storico. Quando Margaret si presenta al suo primo colloquio di lavoro dopo il divorzio, le viene chiesto se a suo marito andasse bene che lei lavorasse. Inoltre, più volte durante il film Walter sostiene che i bambini con gli occhi tristi non interesserebbero più a nessuno se venisse fuori che ci li ha dipinti è una donna. Negli anni Cinquanta, quando i movimenti femministi non erano ancora esplosi e alle bambine veniva inculcata l’idea che solo l’uomo può meritarsi il titolo di “capofamiglia”, Margaret si ritrova vittima di un marito prepotente che la spingerà a mentire persino alla figlia, per non rivelare l’imbroglio di cui è complice e vittima.

Gli eventi narrati durano circa dieci anni: lo scorrere del tempo è visibile anche grazie alle acconciature, al make up e all’abbigliamento; le pettinature si accorciano e si fanno più vaporose e cotonate, l’eyeliner nero e il rossetto rosso, tanto cari a Marylin Monroe, fanno spazio alle tinte rosa e agli ombretti colorati; i vestitini con la gonna a ruota e la vita alta lasciano spazio ai pantaloni, così come gli anni Cinquanta cedono il passo agli anni Sessanta.

Mi è piaciuto?
La recitazione è eccezionale, così come la ricostruzione del periodo storico. Essendo io stessa una disegnatrice, mi è stato facile immaginare quanto amaro possa essere il vedere un proprio quadro spacciato per proprio da un impostore, e mi ha un po’ fatto innervosire, da testa calda quale lo sono, il fatto che Margaret abbia trovato la forza di ribellarsi solo dopo un decennio, ma meglio tardi che mai. Da quanto è scritto su Wikipedia, dopo il processo contro l’ex marito, i suoi bambini con gli occhi grandi non piangono più, ma ridono; e se i quadri sono lo specchio dell’anima dell’artista, sono molto felice per lei.

Lo consiglio?
Sì, però questo film può far scordare che il regista è lo stesso Tim Burton di The Nightmare Before Christmas, La Sposa Cadavere, Frankenweenie, eccetera, ma non bisogna perder di vista il fatto che si tratta di un racconto biografico, perciò la magia, i colpi di scena spettacolari e gli effetti speciali hanno lasciato il posto a una rappresentazione più fedele alla realtà. Se si è pronti a fare i conti con questi aspetti, allora consiglio di vedere il film, soprattutto a coloro che vogliono vedere per un attimo il mondo così come lo vede un’artista.

La pittrice Margaret Keane con l’attrice che l’ha interpretata, Amy Adams.

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – LA FOTO– 15°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Norvy, ti spiacerebbe venire qui un momento?” disse Luca, tenendo qualcosa nascosto dietro la schiena.
Norvy, con la bocca piena di suoi peli, rispose: “Szì? Tze tzh’è?”
“Ci è arrivata una mail del tuo allevatore, ti ricordi di lui?”
“Ah szì? E che vuole?”
“Ci ha chiesto come stai e vorrebbe una tua foto.”
“Che si impicchi!”
“Dai, che ti costa! Stai un attimo fermo così ti faccio una bella fotografia.” Disse Luca tirando fuori la macchina fotografica.
“Neanche per sogno!”
“Ci ha detto di dirti che i tuoi genitori stanno bene e che i tuoi fratelli sono tutti felici nelle loro nuove famiglie.”
“Bene, mi fa piacere per loro. Ma niente foto!”
“E dai! Che vuoi che sia?”
“Ho detto di no! Quel tizio mi ha sempre odiato: non mi permetteva di dormire in camera sua, mi obbligava a utilizzare la lettiera puzzolente che usavano anche i miei fratelli e mi dava da mangiare dei croccantini schifosi! Non lo sopporto!”
“Ma non ti costa niente!”
“Ho detto no!” disse Norvy deciso.
“Stasera pensavo di cucinare dei filetti di sogliola… vuol dire che li mangerò tutti da solo…”
“Sogliola? Potevi dirlo subito?!”
Norvy balzò su una sedia per mettersi in posa, mentre Luca accese la fotocamera.
“Potresti non mostrare i denti, per favore?” chiese Luca, osservando l’inquietante sorriso dentato di Norvy.
“Ora rimetti gli artigli a posto, grazie… No, non devi soffiare all’obiettivo!”
“Non è colpa mia!” disse Norvy, stizzito “Ogni volta che ripenso a quell’allevatore mi viene da soffiare!”
“Ora non farlo! Dai, guarda qui… anzi, guarda da un’altra parte… non fare la linguaccia! Non fare gestacci con le zampe… no, no, così lo spaventi! Oh, basta, ci rinuncio! Ho fatto qualche foto, me le farò andare bene!”

“Amore, hai spedito all’allevatore le foto di Norvy?” chiese Chiara più tardi.
“Sì. In una sembra uno zombie, in una lo Stregatto e nell’altra un demone evocato durante un rituale di magia nera. Ah, gli ho mandato anche quella in cui sembra un vampiro. L’allevatore ha detto che di solito gli dispiace vendere i suoi gattini ma che Norvy è stato un’eccezione. Mannaggia a lui!”
“Ma dai, tutto sommato Norvy non è male. È pestifero, è vero, ma è molto meglio di qualunque gatto normale. Voglio dire, con lui puoi addirittura fare una conversazione intelligente!”
“TI HO SENTITO! TI HO SENTITO! Allora mi vuoi bene! Allora mi vuoi bene!” disse Norvy, sbucando dal mobile dietro cui si era nascosto per spiare gli umani.
Chiara prese in braccio Norvy e lo accarezzò sulla schiena: “Certo che ti vogliamo bene, anche se dovresti comportarti un po’ meglio con noi!”
“Ma è il mio modo per dimostrare il mio affetto! I miei dispetti sono un modo per dirvi che vi penso!”
“E allora pensaci un po’ meno!” rispose Luca, ridendo.

– FINE QUINDICESIMA PUNTATA-

Chiara

LIBRI: “The Martian” – Andy Weir (NON CONTIENE SPOILER)

KIRIA Pensante scrive: Qualche tempo fa, in una delle subscription box che Luca ed io testiamo mensilmente (nel caso specifico, la ZBOX che potete vedere qui) abbiamo trovato “The Martian”, tradotto in italiano come “Sopravvissuto”. Ho pensato che fosse un buon modo per migliorare il mio inglese, anche se in alcuni punti ho faticato a capire tutto a causa dei pullulanti termini scientifici (che nemmeno in Italiano conosco, a onor del vero). Mi è piaciuto al punto che anche Luca si è convinto a leg… a vedere il film, che pensavate?

Trama
Mark Watney, il diciasettesimo essere umano ad aver mai calpestato il suolo marziano, è stato abbandonato sul pianeta rosso dai suoi compagni perché creduto morto. Mark è un tipo pieno di risorse, di senso dell’umorismo e di forza d’animo, ma anche di una bella dose di sfiga marziana che lo accompagnerà per tutta la sua permanenza extraterrestre. Anche quando le cose finalmente stanno prendendo il verso giusto, gli capita sempre qualcosa che ribalta la situazione a suo sfavore.

Stile
Il libro è costituito per la maggior parte dai resoconti giornalieri di Mark, sotto forma di diario, pertanto in prima persona, con sporadiche intrusioni in terza persona che narrano gli eventi di cui Mark è vittima. Inoltre, talvolta si assiste anche agli accadimenti sulla Terra o si conosce il punto di vista dei cinque astronauti compagni di Mark.
Il libro è scorrevole, piacevole, e l’umorismo di Mark permea ogni singola pagina; come c’era da aspettarsi, i capitoli abbondando di dettagliatissimi paragrafi descrittivi e tecnici che appesantiscono un po’ la narrazione per chi, come me, non conosce benissimo i tecnicismi (figuriamoci in inglese). Se non altro, Mark ogni tanto fornisce qualche riassunto per spiegare in parole spicciole cosa sta combinando.

Lo consiglierei?
Certo che sì. L’unico accorgimento: ogni tanto (probabilmente), trattandosi di finzione letteraria, viene tirato fuori qualche sfondone che non si basa propriamente su fondamenti scientifici, quindi va letto come un romanzo di fantascienza e non come un manuale serio di sopravvivenza su Marte. Non sono certa del fatto che le patate crescano bene su Marte (anche se pare che qualcuno abbia intenzione di scoprirlo), non sono certa del fatto che viaggiare su un’astronave smembrata sia sicuro e non so nemmeno se è possibile ottenere acqua dal carburante, perciò il libro è godibile a patto di non mettersi a insultare l’autore per aver inventato un po’.

Il film
Dopo aver concluso la lettura, Luca ed io abbiamo anche visto il film. Sono lieta di constatare che la sceneggiatura è piuttosto fedele al libro, anche se, come sempre succede, alcune scene sono state tagliate per non allungare eccessivamente il film, già abbastanza lunghetto di per sé. La parte un po’ più rimaneggiata è il finale, al quale sono state fatte modifiche a aggiunte che non sconvolgono il succo della questione. Comunque, da buon topo di biblioteca quale sono, devo dirlo: il libro è sempre meglio!

Ecco il video in cui potrete vedere dove mi sono procurata il libro. Per chi fosse interessato ad acquistare il libro, in italiano, potete trovarlo qui: http://amzn.to/1SJrJgv

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – GELATINE ALLA FRUTTA– 14°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

Chiara e Norvy erano seduti sul divano, intenti a giocare a sette e mezzo. Poco dopo la decima vittoria di Norvy, Luca tornò a casa, posò un sacchetto sul tavolo e si ritirò con Chiara nello studio per finire un lavoro la cui scadenza era fissata per l’indomani.
Norvy iniziò a sentire un’irresistibile curiosità. Si assicurò di essere solo, balzò sul tavolo e iniziò a trafficare nel sacchetto, tentando di estrarne il contenuto.
Si trattava di una scatola priva di scritte, piena di caramelle gelatinose confezionate singolarmente. Norvy fece del suo meglio per prenderne una verde, scartarla e ficcarsela in bocca. Se ne pentì dopo un nanosecondo.
Il canino destro di Norvy si conficcò dritto nella caramella, e ogni tentativo che fece per liberarsene fu vano. Provò a bere dell’acqua, versandone più a terra che nella sua bocca, tentò di mordere qualcosa, decise persino di succhiare via la caramella (che aveva pure un sapore orribile). La caramella era ancora lì, inchiodata al suo posto. Disperato, cercò di mangiare un biscotto per gatti, peggiorando solo la situazione: il biscotto andò ad incollarsi contro la gelatina insalivata impedendo a Norvy di chiudere la bocca.
“AHUUUOOO! AHUUUOOO!” gridava, correndo come un pazzo per tutta la cucina. Gettò per terra le pentole sporche accanto al lavandino, ribaltò una sedia, rovesciò una bottiglia d’acqua sul piano cottura, fece crollare la scopa sopra lo sportello aperto della lavastoviglie e ruppe un paio di bicchieri.
“MA INSOMMA, SI PUO’ SAPERE CHE STA SUCCEDENDO?!” urlò Chiara, uscita dallo studio e venuta a vedere cosa stesse combinando il lurido gatto.
Rimase per un attimo interdetta dal soqquadro che si era impadronito della cucina, ma riuscì ad acchiappare Norvy al volo quanto prima, per consegnarlo a Luca, alle sue spalle.
Norvy non oppose resistenza, ma mostrò la bocca in segno di resa.
“Ma che… ti sei messo a mangiare le gelatine? Ne hai una incastrat… bleeeh! Che cos’è questo schifo?!” disse Luca alludendo alle briciole di biscotto incollate sulla caramella.
“Guarda come ha ridotto questa stanza! Lasciamolo così!” suggerì Chiara.
“NOOOOO! ‘I ‘REGO! NOOOO!” cercò di dire Norvy.
“Non so se è una buona idea, potrebbe combinare di peggio.” Rispose Luca. Poi si rivolse a Norvy “E va bene, gattaccio, ora stai qui buono che ti libero. Ma non credere di passarla liscia! Hai demolito mezza cucina!”
Luca si mise un guanto di lattice e riuscì a togliere la caramella dal canino di Norvy.
“Adesso è l’ora che tu riceva la punizione!” sentenziò Luca. “Non dovresti MAI prendere le cose senza permesso perché potresti rischiare delle brutte sorprese. Questa volta ad esempio, sai cosa hai osato mettere in bocca? Delle gelatine per CANI! Le ho comprate per il bracchetto della nostra vicina, la signora Berlocchi! E tu ne hai quasi mangiata una!”
“COOOSA?! IO?! IO HO MANGIATO UNA COSA DESTINATA A UN CANE SCHIFOSO?! ONTA E DISONORE A ME, ONTA E DISONORE A MEEEE!”
Norvy scappò in camera sua e si chiuse dentro a chiave.
“Così queste sarebbero gelatine per cani, eh? Ma com’è che Norvy se le beve tutte, le sciocchezze che gli racconti?” disse Chiara scartando una caramella.
“Ho pensato che questo gli farà venire una sana fifa dei sacchetti dal contenuto ignoto.” Disse Luca, prendendo una caramella a sua volta.
“Oh, questo è certo. Vorrà lavarsi la bocca con il sapone di Marsiglia! “ rise Chiara.
“O con dello shampoo per cani!”

– FINE QUATTORDICESIMA PUNTATA-

Chiara

300.000 iscritti su YouTube – EternaLoveCL!

Cari Amici, esiste un modo per dimostrarvi la nostra profonda gratitudine? Non sapendolo, abbiamo cominciato con tre live dalla durata di quattro ore complessive circa, poi abbiamo rinnovato la grafica del canale e… aspettatevi degli altri video speciali! Se siete curiosi di saperne di più su di noi, non perdeteveli! 😉
Se volete seguire le nostre live (adesso che la connessione funziona decentemente aspettatevene di più!), non dimenticate di iscrivervi a Twitch: https://www.twitch.tv/EternaLoveCL. Molti partecipanti delle live su YouTube hanno espresso un po’ di timore nei confronti di questa piattaforma, ma vi assicuriamo che è un sito sicuro e gratuito che vi permetterà di iscrivervi al nostro account in modo da ricevere la notifica ogni volta che siamo in live. Inoltre, per ringraziarvi di questo traguardo, abbiamo intenzione di organizzare qualche giveaway proprio in live; abbiamo già messo in palio due codici per Minecraft Realms (regalo di Bigre) e una gift card da 10 € per G2A.com. Regaleremo anche altri codici, tra cui key per Steam di LEGO Jurassic World, Contagion, e tanto altro!

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GRAZIE DI CUORE!

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – IL CACCIATORE– 13°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

Norvy, con il pancino pieno dopo una scorpacciata di triglia al forno, sonnecchiava sul davanzale della finestra aperta del salotto, quando d’un tratto un rumore lo costrinse ad aprire gli occhi. Un passerotto stava cinguettando su un ramo a un solo metro di distanza dal davanzale.
In un istante, un’idea malsana balenò nel cervello di Norvy.
“E se provassi a prenderlo?” si chiese. “Non ho mai cacciato prima, ma i gatti sono abilissimi cacciatori. Ho dei denti aguzzi e delle unghie affilate… al momento rivestite di rosa, che schifo, ma sono pur sempre un gatto. Quasi quasi ci provo… aspetta, com’è che si fa? Com’è che faceva la mamma?”
Norvy abbassò la pancia e la testa, tenendo lo sguardo fermo sul passerotto; iniziò ad ondeggiare con la parte posteriore del corpo, cercando di calcolare le distanze e prendendo bene la mira.
Quando si sentì pronto, distese le zampe posteriori per spiccare un salto ma qualcosa lo bloccò e gli impedì di portare a termine il suo agguato. L’uccellino finalmente si accorse di essere sotto tiro e volò via.
Norvy si voltò e si accorse che ciò che l’aveva trattenuto altro non era che la mano di Chiara, saldamente stretta intorno alla sua coda.
“Cosa credevi di fare, eh, gattaccio?”
“Io sono un grande cacciatore! E tu mi hai fatto scappare la preda, umana insolente!”
“Ma cosa pensavi di fare?! Hai mangiato come un porcellino, a pranzo! Non hai bisogno di infastidire gli uccelli!”
“Ma che vuoi capirne, tu! La caccia per noi gatti è istintiva, è un legame ancestrale con la natura stessa!
“La caccia è istintiva, eh? Allora come mai quando Luca gioca con il tuo topo meccanico, tu scappi come un forsennato sopra il tuo armadio, invece di provare a prenderlo?”
“CHE C’ENTRA! Quello è brutto e rumoroso! Io parlo di prede vere, che scappano, che fanno provare il vero brivido della caccia, che ti lasciano in bocca il sapore della selvaggina fresca!”
“Ieri Luca ha cotto la tua braciola per trenta secondi in meno del solito e tu hai scatenato un finimondo perché in un punto era appena rosata, e l’hai costretto a ricuocerla. Lo sai che in natura i gatti mangiano solo carne cruda, vero?”
“IN NATURA I GATTI NON HANNO A CHE FARE CON UMANI ROMPISCATOLE CHE BLOCCANO I LORO AGGUATI E INCOLLANO SCHIFEZZE ROSA SULLE LORO UNGHIE!”
“D’accordo, mi hai convinta. Adesso ti tolgo i gommini. Però non ti daremo più di mangiare. Sei un gatto quasi adulto, è ora che ti procacci da solo il cibo. Ratti, uccelli, talpe, lucertole, là fuori è pieno di prede che aspettano solo di finire nel tuo stomaco. Ah, povero Luca, adesso chi mangerà le sue sogliole al piatto? Chi mangerà i suoi branzini arrosto? E soprattutto, chi dividerà con lui quelle enormi teglie di lasagne che grondano sugo da ogni parte? Ma tu sei un grande cacciatore, tu non perdi certo tempo con queste frivolezze da micio domestico. Su, dammi la zampa, che ti tolgo questi cosi rosa; i tuoi artigli saranno le tue armi, devono essere lucide e appuntite per la battuta di caccia che ti attende!”
Norvy, con sguardo terrorizzato , iniziò a balbettare: “Ripensandoci… Credo proprio che tu abbia ragione. Perché dovrei dare fastidio a quei poveri uccellini? Non mi hanno mica fatto niente di male! E poi non trovi che il rosa mi doni?” aggiunse guardandosi le zampe. “E’ una tonalità così delicata, mi sta d’incanto! E poi non vorrei che Luca perdesse la passione per la cucina a causa mia, oh no, non lo permetterei mai! Soprattutto oggi che voleva cucinare il sugo di vongole… ehm, volevo dire, sarebbe crudele da parte mia togliergli il gusto di cucinare!”
Chiara sorrise e accarezzò Norvy sulla testa.
“Se ti ripesco a dare la caccia agli uccellini mangerai broccoli per una settimana, intesi?”
Norvy deglutì e fece cenno di sì con la testa.
“Adesso siediti qui con me, è ora della spazzolata.”
Dopo qualche minuto, un altro uccellino si posò sul davanzale. Norvy si voltò verso di lui e gridò: “VAI VIA!”.
L’uccellino fuggì in un baleno.
“Così va bene?” chiese Norvy con un sorriso ironico.
“Così va bene!” rispose Chiara, ricominciando a spazzolarlo.

– FINE TREDICESIMA PUNTATA-

Chiara

Bimba manga per la mamma di KIRIA

KIRIA scrive: Oggi è il compleanno di mia madre, che ogni volta che mi vede disegnare mi dice “Disegnami una bambina! Disegnami una neonata!”. Stavolta ho deciso di accontentarla… in stile manga! Non disegno praticamente MAI bambini piccoli, quindi… Spero che le piaccia! 😀

Per chi fosse interessato al disegno dal punto di vista tecnico, per colorarlo ho svuotato il repertorio: ho usato copic, pastelli a secco, pastelli acquerellabili e due diverse penne a china.