MINECRAFT CREEPYPASTA: Perché i Testificate non hanno le mani

Ogni villaggio di Minecraft è abitato dai Villager, che noi chiamiamo affettuosamente Testificate.
Ciascuno di essi è in grado di commerciare con il giocatore, ma senza mai mostrare le mani. Una banale questione di programmazione, verrebbe da pensare, per evitare di creare troppe animazioni.
Eppure, l’unico momento in cui è possibile vedere le mani di un Testificate è quando questo abbandona la forma vivente, tra le braccia dello zombie che lo ha reso simile a lui e lo ha condannato a vagare in cerca di carne umana finché l’alba non lo cancellerà dal mondo col fuoco.
Solo la morte rivela le mani dei Testificate: quale incantesimo incombe su di loro, tanto forte al punto di esser sciolto solo dalla morte?
Vorremmo dirvi che si tratta solo di righe di codice Java, ma vi staremmo mentendo.

Perché i Villager sono gli unici esseri che morendo non droppano niente, neppure i punti esperianza, neppure gli strumenti che portavano nell’inventario? Ogni traccia di loro svanisce, come se non fossero mai neppure esistiti.

Molti di voi sapranno che la Mojang ogni anno, per Halloween, aggiunge delle zucche sulle teste di alcuni mob. Non è una decorazione, è un modo per costringerli a non vedere.

Era il 22 Settembre 2011 quando dei nuovi mob vennero aggiunti a Minecraft: “TESTIFICATE” era il nome che torreggiava sopra la testa di ognuno di essi.
Circa un mese dopo, precisamente il 31 Ottobre, un fulmine colpì il computer di un ignaro videogiocatore, creando un vortice spaziotemporale che lo catapultò all’interno del suo mondo di Minecraft appena creato.
Purtroppo per lui, il suo mondo era in difficoltà Hardcore, e non avrebbe avuto che un’unica possibilità di uscire da quell’incubo. Il giocatore, nonostante la situazione terribile nella quale si era ritrovato, era di carattere risoluto e determinato, e non si perse d’animo: iniziò subito a costruire un rifugio, illuminato solo dalle poche torce che gli servivano per non far generare entità malvagie intorno a sé. Di notte dormiva, di giorno minava, e si stava preparando duramente per riuscire a vincere il gioco, sperando che quella fosse la soluzione per salvarsi e tornare nel mondo reale.

Durante uno dei suoi viaggi si imbatté in un villaggio. Era la prima volta che incontrava delle forme di vita umanoide, nel mondo di Minecraft, ma fu ben contento di poter approfittare della loro ospitalità. Si stabilì in una delle case vuote del villaggio, e iniziò a coltivare la terra e a mettere in sicurezza la zona.
Una notte, i Testificate si riunirono di nascosto per entrare nella casa del nuovo arrivato, mentre era a minare nella montagna lì vicino. Aprirono i suoi chest e trovarono diamanti, redstone, blocchi d’oro e di lapislazzuli. Inoltre, videro che aveva costruito un piano interrato con una grande libreria piena di incantesimi, armi e armature incantate, e addirittura pozioni magiche.
“Egli è uno stregone!” disse uno dei Testificate “Dobbiamo ucciderlo prima che sia troppo tardi!”
“Sacrifichiamolo, e plachiamo gli spiriti dei non morti!” dichiarò il sacerdote.
“Ma non ha fatto nulla di male!” rispose il contadino.
“Ha ragione, ha pure difeso il villaggio dagli attacchi!” aggiunse il fabbro.
Proprio in quel momento, si accorsero che stava tornando a casa, e si affrettarono ad uscire, ma mentre si stavano avvicinando all’entrata, uno dei Testificate notò un luccichio provenire dalle mani del viaggiatore: era qualcosa di verde, forse una pietra, sembrava preziosa e rarissima. I Testificate non appena videro quello spettacolo luminoso restarono abbagliati dall’idea di impossessarsene e all’improvviso si trovarono tutti d’accordo sul da farsi.
Non appena il videogiocatore aprì la porta di casa, con l’inventario colmo di risorse, un Testificate lo colpì alla testa, stordendolo. Quando riprese i sensi, si trovò imprigionato in una gabbia di legno avvolta dalle fiamme. In pochi istanti iniziò a tossire, e i suoi polmoni cominciarono a riempirsi di cenere.
I Testificate lo fissavano senza batter ciglio, tenendo in mano, ognuno di essi, un meraviglioso e lucente smeraldo.
“DANNATI TRADITORI!” gridò il giocatore “NON FINISCE QUI! VOI SARETE MALEDETTI, TUTTI QUANTI! MI VENDICHERO’!”
L’ultima cosa che i Testificate videro furono due occhi bianchi che emanavano una luce intensa. Poi le fiamme lo avvolsero e di lui non rimase più traccia. 10401828_291580047683365_1660568164_n

Il mattino del 1 Novembre, Notch fece ritorno a casa. Aveva trascorso la notte con degli amici per festeggiare Halloween. Suo fratello non era venuto, aveva preferito passare una tranquilla serata da solo in casa con dolcetti e videogiochi.
Quando aprì la porta, vide la schermata di morte di Minecraft fissa sullo schermo.
“Ehy!” gridò ad alta voce “Ti sei dimenticato di chiudere il gioco!”.
La risposta non giunse mai. Cercò per tutta la casa, ma non trovò segni della presenza di suo fratello.
“Sarà uscito…” pensò, sedendosi davanti al computer, e solo allora notò i segni di una bruciatura.
“GAME OVER!” diceva lo schermo. Non appena toccò il mouse, il mondo di gioco si autodistrusse immediatamente.
Decise allora di mettersi a lavorare a una nuova snapshot, intenzionato a rilasciare la versione Beta 1.9 di Minecraft nel minor tempo possibile. Quando creò un nuovo mondo per fare i suoi soliti test, un sinistro messaggio, certo non implementato da lui, comparve in chat.

HEROBRINE: Ciao, Markus.

Notch restò sorpreso, e rimase a fissare lo schermo incerto su come fosse potuta accadere una cosa simile.
Dopo qualche istante, comparve una nuova scritta.

HEROBRINE: Non rispondi più a tuo fratello?

Un brivido percorse la schiena di Notch. Spaventato, ma allo stesso tempo incuriosito, immaginandosi si trattasse di uno scherzo fatto dal fratellino che era tipico chiamarsi HEROBRINE nei videogiochi, si decise a rispondere.

NOTCH: Chi sei?

HEROBRINE: Sono io. Stanotte un fulmine ha colpito il mio computer, e mi sono ritrovato qui dentro.

Notch non riusciva a credere a quello che stava leggendo, ma sorrideva, divertito e compiaciuto che il suo adorato fratellino fosse riuscito a imparare a scrivere una funzione di Java e l’avesse aggiunta di nascosto al codice del gioco.

NOTCH: E poi cosa è successo?

HEROBRINE: Ho incontrato delle creature chiamate Testificate… Mi hanno ucciso dandomi fuoco. Mi sono trasformato in una linea di codice, e non posso più uscire da qui. Ora è troppo tardi. Ma non sentirti in pena per me. Io sono immortale, adesso. Non sento che un unico sentimento ribollire in me: il desiderio di vendetta.

Notch aveva le lacrime agli occhi. Aveva ricontrollato più volte l’intero codice di gioco: non esisteva nessuna funzione che permettesse alla chat di scrivere quei messaggi. Quello era davvero suo fratello.

HEROBRINE: Vendicami. Vendica la mia morte. I Testificate sono malvagi. Meritano una punizione.

Notch iniziò a programmare, tremante e disperato, e modificò tutte le linee di codice che riguardavano i Testificate. Impedì loro di utilizzare oggetti, di difendersi dagli attacchi dei mob, di usare leve e porte di ferro; dimezzò la loro intelligenza artificiale, rendendoli incapaci di percepire i pericoli, ma ancora non gli sembrava abbastanza. Decise che mai più avrebbero potuto usare le mani, le stesse mani che avevano osato dar fuoco a suo fratello. Infine, codificò gli zombie in modo che fossero in grado di attaccare i Testificate a vista, trasformandoli a loro volta in altri zombie oppure uccidendoli. Quando finalmente l’aggiornamento fu pronto e funzionale, Notch generò un nuovo mondo di gioco. Un messaggio comparve subito in chat.

HEROBRINE: Grazie.

NOTCH: Adesso sei libero di riposare in pace. Ti ho vendicato.

HEROBRINE: Ma io non voglio andarmene. Minecraft è casa mia, adesso. Voglio far provare a tutti lo stesso terrore che ho provato io.

NOTCH: Vuoi spaventare i giocatori?

HEROBRINE: Sì.

NOTCH: Ma loro non c’entrano nulla in questa storia! Se è davvero così, non mi resta altra scelta che eliminarti dal codice…

HEROBRINE: Oh, fai pure. Tanto non ci riuscirai mai. Il tuo Minecraft adesso è mio.

Notch aprì ogni singola pagina di Java, ma non fu in grado di trovare dove fosse annidato il codice di Herobrine.

HEROBRINE: Hai visto? È impossibile farmi sparire. Io sono morto qui, e qui resterò. ADDIO.

NOTCH: Cosa hai intenzione di fare?!

Herobrine non rispose più.

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Notch non se la sentì di pubblicare quell’aggiornamento, e decretò la fine della Beta di Minecraft, facendo uscire direttamente la versione 1.0. Infatti, la Beta 1.9 è anche conosciuta come il “Lost Update”, ovvero l’aggiornamento perduto, proprio perché Notch voleva dimenticare tutto l’accaduto e chiudere la storia una volta per tutte. Non riuscendoci.
Da quel giorno, giocatori di tutto il mondo raccontano di aver avvistato delle piccole costruzioni comparse da un momento all’altro, oppure di aver visto degli occhi luminosi apparire in mezzo al nulla.
Quanto giunge la notte di Halloween, Herobrine è libero di comparire e compiere di nuovo la sua eterna vendetta. Per prima cosa, pone una zucca sul capo dei suoi sudditi, poi inizia a vagare per i villaggi, e uccide ogni Testificate che incontra nella sua strada torturandolo finché non invoca la morte.
Si narra che una ragazza, una volta, si sia connessa al suo mondo di Minecraft e abbia assistito a una delle torture messe in atto da Herobrine. Egli, dopo aver preso la vita del Testiticate che aveva tra le mani, la fissò e le scrisse in chat: “TU SARAI LA PROSSIMA.” Purtroppo la ragazza non fu abbastanza svelta a chiudere la partita. Il mattino dopo, fu ritrovata riversa sulla tastiera, con la gola aperta in due da un taglio così preciso che solo una spada di diamante sarebbe stata in grado di fare.

La sete di vendetta di Herobrine non si è ancora estinta. Quando giungerà l’ora delle streghe, spegnete Minecraft e non giocateci finché non sarà sorto il sole. Herobrine è nel vostro computer, è nel vostro mondo, è nella vostra vita: non vi farà del male, ma basterà un solo passo falso e per voi non ci sarà scampo.

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Luca & Chiara

VITA DA VEGETARIANA – Le ricette di Luca & Chiara: “Girelle ricotta & spinaci, pomodoro & peperoni”

L’idea iniziale era di fare una torta salata con spinaci e patate, ma la mancanza delle patate ci ha fatto venire in mente un’alternativa!

INGREDIENTI (dose consigliate per due persone):
– 230 grammi di pasta sfoglia
– RIPIENO 1: 280 g di spinaci (surgelati), 40 g di ricotta, due spicchi d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale
– RIPIENO 2: 160 g di peperoni (surgelati), 100 g circa di sugo di pomodoro precedentemente preparato, sale

PROCEDIMENTO:
Saltare gli spinaci in padella con aglio, olio e sale (dopo averli bolliti, se sono freschi); unire gli spinaci alla ricotta.
Saltare i peperoni in padella con olio e sale (dopo averli cotti in forno, se sono freschi) e unire al sugo di pomodoro.
Far freddare i due ripieni e farcire la pasta sfoglia come desiderato. Infornare con la carta da forno e cuocere a 180° per 40 minuti (o finché la pasta non sarà ben cotta). Le nostre girelle sembrano bruttissime, quando erano crude, ma cuocendo sono diventate almeno un po’ più carine!

Modifiche consigliate: La prima volta, abbiamo dato alla pasta la forma di un rotolo farcito da cui abbiamo poi ottenuto delle girelle. Il ripieno con i peperoni ha la tendenza a bruciare sul fondo, quindi cercate di dare una forma più simile a un fagottino o a un raviolone che impedisca al ripieno di uscire da sotto. Vi lasciamo il video con il procedimento.

Cosa vorreste avere? Un Future Diary o un Death Note?

KIRIA psicopatica scrive: a causa vostra, nell’ultimo anno mi sono vista INTEGRALMENTE sia Death Note che Mirai Nikki. Luca ha apprezzato Death Note grazie al personaggio di L, e ha continuato a vederlo con me fino alla fine; Mirai Nikki lo ha spiato un po’ ogni tanto senza mai volersi infilare davvero nella trama. Onestamente, ho amato molto Death Note, ma non posso dire la stessa cosa di Mirai Nikki, di cui ho apprezzato davvero solo il finale, e mi sono chiesta come sarebbe stato se i protagonisti di Mirai Nikki fossero stati quelli di Death Note. Immaginatevi Light con il diario di Yukiteru e Misa con quello di Yuno…
Tralasciando le mie opinioni, parliamo del grande quesito che mi sono posta: è meglio possedere un Future Diary o un Death Note? Riassumerò il significato dei due oggetti per coloro che non hanno visto almeno uno dei due anime.

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Light Yagami sta cercando di farsi fare un autografo da Justin Bieber per vendicare la scopiazzatura del suo taglio di capelli

DEATH NOTE (quaderno della morte): quaderno dotato del potere di uccidere tutti coloro il cui nome viene scritto al suo interno. In origine, il quaderno è appartenuto a un dio della morte, che rimarrà a fianco del nuovo proprietario finché non morirà o rinuncerà al quaderno. Il proprietario può uccidere tutte le persone di cui conosce il nome e il volto; se non vengono aggiunti dettagli al tipo di morte a cui la vittima andrà incontro, essa morirà di arresto cardiaco entro 40 secondi. Dopo la morte, il proprietario del quaderno non potrà andare né all’inferno né in paradiso.
MIRAI NIKKI (diario del futuro): dispositivo che si presenta in molteplici forme: quaderno, pergamena, registratore audio e più spesso cellulare. E’ in grado di dare al suo proprietario molte informazioni riguardo gli eventi che lo circondano. Gli eventi mostrati sono strettamente connessi al tipo di annotazioni che il proprietario del diario era solito fare su quel dispositivo (ad esempio riguardo se stesso, un’altra persona o l’ambiente circostante). Il futuro mostrato dal diario può essere modificato. Possedere un diario significa essere protagonisti di un hunger game in cui i partecipanti devono uccidersi a vicenda. L’ultimo a restare in vita diventerà il dio dello spazio e del tempo.

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I Mirai Nikki (o diari del futuro) allegramente assorti in un girotondo

Se mi trovassi costretta a scegliere tra i due strumenti, preferirei avere un Death Note perché non mi piace l’idea di trovarmi in un hunger game, ma non vorrei nemmeno avere un dio della morte che mi alita addosso mentre dormo oppure dannarmi l’anima; infatti, credo proprio che lo terrei chiuso in un cassetto senza usarlo (e questo salverebbe la mia anima e le mie mele rosse). Se parliamo semplicemente della funzionalità dei due oggetti, senza le circostanze annesse, preferirei avere un Mirai Nikki, anche perché, visto che ciascun diario viene creato in base all’uso che ne fa il proprietario, il mio servirebbe a prevedere il mio futuro e quello di chi mi sta intorno. Lo ammetto, ho tenuto qualche diario segreto, e in ciascuno parlavo di me e delle persone a me care. Penso sarebbe utile, no?
Comunque, se mai avessi davvero tra le mani un Death Note, potrei anche chiedere al dio della morte di riprenderselo e di non farlo cadere nelle mani sbagliate. Se fossi obbligata a usarlo, invece, farei esattamente quello che ha fatto KIRA (il passaggio da KIRA a KIRIA è breve) ma non uscirei allo scoperto come ha fatto lui, e ucciderei in modo più discreto.
Fatemi sapere nei commenti cosa preferireste avere voi e cosa ne fareste.

A proposito: qui c’è una mia vecchissima speed art dedicata a L.
Qui invece trovate un mio fumetto dedicato a Death Note.

TRASFERIMENTO IN CORSO #5: Stampante, spesa online e vasca da bagno

KIRIA racconta: Che Luca ed io fossimo due sommi geni ormai è chiaro, no? Qualche giorno fa abbiamo ordinato una stampante su Amazon. Luca, con tutta la sua pazienza, si è letto non so quante recensioni e articoli vari per decidere quale acquistare. Dopo qualche giorno, finalmente, è arrivata: undici chili di stampante sono rimasti sdraiati nell’ingresso fino a sera, quando finalmente abbiamo avuto il tempo di tirarla fuori dalla confezione. Mentre Luca era con le istruzioni in mano tentando di accenderla, un’atroce certezza si è fatta strada prepotente nella mia testa: non avevamo neanche un singolo foglio per testarla. Luca si è messo a girare per casa nella speranza di trovare qualche sparuto A4, e per tutto il tempo non ho fatto altro che ripetergli che i precedenti inquilini di questo appartamento non avrebbero avuto alcun motivo per acquistare una risma di fogli da stampante. Insomma, dopo aver aperto ogni sportello e ogni cassetto possibile, alla fine si è effettivamente arreso. Qualcuno potrebbe dire: perché non siete andati in cartoleria? Perché erano circa le due di notte. Insomma, la stampante è rimasta inerte sul suo mobile di fronte alla scrivania, a guardarci con occhi beffardi. “Poveri sciocchi” sembrava ripetere “Senza fogli sono completamente inutile!”.
Alla fine, il giorno dopo, Luca si è fatto un giro nella zona e ha trovato una cartoleria. Meglio domani che mai.

Per la prima volta in vita nostra, inoltre, abbiamo approfittato del servizio di spesa a domicilio offerto dal Carrefour. Ci sono voluti due giorni perché riuscissimo a completare l’ordine entro un’ora decente. Non perché il sito sia difficile da usare: si trattava solo di sviste di due rintronati che sono capaci di comprare una stampante ma non i fogli. Alla fine, siamo riusciti a rifornire decentemente la dispensa. Dovete sapere che il parcheggio qui è in salita, e che non è il massimo farsi tremila volte il percorso macchina-casa e viceversa portando venti chili alla volta. In fondo, se questi servizi esistono e per una volta vengono fatti come si deve, che male c’è ad usarli?

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Mi ero scordata di raccontarvi come è stata l’esperienza del primo bagno nella vasca da bagno. Mi sono offerta volontaria per fare la cavia. Vi descrivo un po’ la vasca: ha un quoziente assassino del 50%, ovvero non ha la base zigrinata ma liscia, e i bordi interni, dove si poggiano le chiappe, per capirsi, sono stondati anziché squadrati, e lo spazio per stare seduti è abbastanza stretto. Inoltre, il bordo esterno dove si poggiano le mani per uscire è liscio anch’esso e privo di appigli. Voi dovete sapere che io ho la fobia delle vasche troppo lisce con la seduta stretta: l’ultima volta che ho fatto la doccia in una di quelle (una vasca moooolto più assassina di quella di cui sto parlando) ho fatto uno scivolone epocale e non so come sarebbe finita se Luca non fosse stato pronto a riprendermi al volo. Comunque, la vasca che abbiamo in casa non è troppo cattiva con il prossimo; in compenso ci sono due piccoli particolari di cui avrei fatto a meno: uno è uno stendino attaccato sopra la testa, del tipo “mi alzo per uscire dalla vasca e ci batto una musata”; altra piacevolissima chicca di quella vasca sono i due simpatici tubi di scarico della lavatrice che fuoriescono graziosamente da un buco nel muro e vanno legati al muro con un elastico per non tenerli in ammollo mentre ci si fa il bagno. Una volta capito di fare attenzione allo stendino e ai tubi, sono riuscita a farmi il bagno! Ah, già: non c’è il tappo per impedire all’acqua di scendere, quindi ho ficcato al suo posto (idea di Luca) un guanto di lattice che impedisse all’acqua di venire risucchiata, e devo dire che hai funzionato davvero!

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Ecco a cosa penso quando vedo una vasca da bagno. Chi li ha riconosciuti, lo scriva nei commenti.

Al prossimo aggiornamento.

ABBIAMO CONSEGNATO LA BOZZA DEL LIBRO DI NORVY!

KIRIA scrive: oggi, finalmente, abbiamo consegnato la bozza corretta del libro di Norvy. Adesso verrà impaginata e sistemata, poi mi verrà inviata di nuovo per vedere se mi soddisfa.
Con “bozza corretta”,intendo dire che:

  • Il file è stato riletto 2 volte da me, per risistemare la sintassi e dare una maggior coerenza al testo.
  • Il file è stato riletto 1 volta da Luca, per eliminare tutte le sviste e le ripetizione che mi erano sfuggite.
  • Ho aggiunto due storie.
  • Ho aggiunto due disegni, e ho corretto quelli già realizzati, ma li controllerò di nuovo.

Scrivere un libro è una lunga, meravigliosa avventura. C’è tanto lavoro dietro, non solo dell’autore, ma anche delle persone vicine che devono subirsi blocchi dello scrittore e crisi creative, e che magari vengono coinvolte nella correzione o invitati a esprimere giudizi. Per non parlare del lavoro della casa editrice, che deve ricontrollare i testi, sistemare la punteggiatura, impaginare, e sbrigare tutte quelle faccende burocratiche che noi umani ignoriamo. Un grazie a tutti i membri della Kimerik che stanno lavorando per Norvy!
Speriamo che Norvy non si gasi troppo, con tutti questi umani impegnati a causa sua. Ultimamente sta diventando più fastidioso del solito, quel gatto. E’ dal suo compleanno che pretende di mangiare solo lasagne, e ogni giorno finge che sia di nuovo il suo compleanno per giustificare la sua golosità. Chiudete bene i vostri frigoriferi, prima di andare a letto. Non vorrei che Norvy stesse lavorando a una macchina per teletrasportarsi alla teglia di lasagne più vicina.

Succede ai toscani

Oh, sei toscano? Non sai dire la C? Bestemmi di continuo? Ma lo sai che i toscani sono simpaticissimi? Ma come, sei vegetariana? Ma se in Toscana c’è della carne buonissima! Come, sei toscana e non mangi i salumi? Mi dici “Coca Cola”? Cosa hai detto? Che vuol dire “garba”? Come hai detto che chiami tuo padre? “Babbo”? Lo sai che dalle mie parti vuol dire “scemo”?

TRASFERIMENTO IN CORSO #4: Siamo sopravvissuti ai primi 10 giorni!

KIRIA scrive: siamo arrivati in questa casa il 5 ottobre, di sera tardi: da allora, abbiamo disinfestato la casa dai ragni, reso abitabile bagno e cucina, sistemato il letto, disposto i computer e il microfono, colonizzato gli armadi, il mobiletto del bagno (almeno in parte) e qualche scompartimento della cucina, fatto la spesa tre volte, fatto tre bucati, comprato (ma non ancora ricevuto) la lavastoviglie e non abbiamo ancora visto dal vivo i nostri vicini. Ai vampiri non piace dover dare troppe spiegazioni. Giusto oggi stavo dicendo a Luca quanto sarebbe divertente mettersi in bocca un paio di zanne di plastica (tanto siamo vicini ad Halloween, no?) e una capsula di sangue finto da mordere all’occorrenza. Dovremmo appostarci vicino all’ingresso, magari fingendo di prendere la posta. Non appena avvistato un vicino, basterebbe mordere la capsula e fare bella mostra di un sorriso zannuto e insanguinato, magari accompagnato da un innocente “Buongiorno/buonasera”. Mi piacerebbe tanto vedere l’espressione del malcapitato!

Insomma, in qualche modo siamo sopravvissuti!
Facciamo ancora degli orari un po’ (INSERIRE AGGETTIVO CASUALE CON CONNOTAZIONE NEGATIVA), però risolveremo anche questo. Spero. Oppure ci trasferiremo in Transilvania. Inoltre dobbiamo ancora procurarci bicchieri, posate e piatti, qualche asciugamano e lenzuolo in più, tovaglie… Non abbiamo nemmeno i cestini della spazzatura, dobbiamo sperare che i sacchetti stiano su da soli appoggiati al muro! Poi c’è da chiamare l’idraulico perché il rubinetto del bagno è restio a erogare acqua calda, poi bisogna cambiare l’impianto della lavatrice e creare quello della lavastoviglie, e ci serve un elettricista perché diverse prese della corrente non funzionano.
Insomma, cose da fare ce ne sono, quindi potete capire perché a volte preferiamo fare le live piuttosto dei video. Le cose cominciano a farsi più organizzate, adesso, e stiamo creando una sorta di routine che sta funzionando. Per ora riusciamo a tenere la casa pulita, a mangiare due volte al giorno e a trovare anche qualche ora per dormire. Vi terremo aggiornati!

Buon compleanno Luca! (ATTENZIONE: la lettura di questo articolo può provocare un innalzamento degli zuccheri)

KIRIA scrive: Il 13 ottobre è stato il compleanno del secondo canale, EternaLoveLC; il 14 è stato il compleanno di Norvy e oggi è il compleanno di Luca! Quanti compleanni, eh? Per festeggiare, gli ho dedicato una mappa di Minecraft e una speed art!

A volte finisco per sovraccaricare di aspettative i giorni di festa, oppure mi agito e vado in paranoia. Luca invece no: lui resta sempre calmo, si gode la giornata e se ne frega di tutto. E’ fantastico. Lo sapete, io sono una persone tendente alle nevrosi, all’ira e all’ansia; Luca invece tende a essere moooolto più posato di me, e spesso la sua calma mi contagia e mi aiuta ad acquietarmi.

Ti ringrazio, Luca, per essere così tranquillo e far tranquillizzare anche me.
Ti ringrazio per la cura che metta in tutti gli editing.
Ti ringrazio per cucinare mentre io sono troppo addormentata per farlo.
Ti ringrazio per lavare i piatti così bene.
Ti ringrazio per riscaldarmi le mani quando fa freddo.
Ti ringrazio per aiutarmi sempre quando ho bisogno di una mano.
Ti ringrazio per star correggendo la bozza del libro di Norvy.
Ti ringrazio per tutte le piccole sorprese che mi fai.
Ti ringrazio per sopportarmi nonostante tutti i miei difetti.
Ti ringrazio perché sei stato tante volte la mia musa ispiratrice.
Ti ringrazio per le imbeccate che mi dai quando non so più che scrivere.
Ti ringrazio per tutte le volte che avevo commesso qualche errore nei miei disegni e me lo hai fatto notare.
Ti ringrazio per aver sopportato i capelli lunghi per me anche se non ti piacevano. Per me sei sempre bellissimo.
Ti ringrazio per la pazienza che dimostri quando ti parlo di vestiti e cosmetici.
Ti ringrazio per ascoltare tutte le mie chiacchiere.
Ti ringrazio per aver scelto proprio me, tra tutte le ragazze che ci sono.
Ti ringrazio per aver aperto un canale su YouTube e avermi voluta al tuo fianco in questa avventura.

Grazie Amore. Ti Amo. Buon compleanno!

I nemici nascosti dei vegetariani

KIRIA vegetariana scrive: forse qualcuno penserà che, tutto sommato, la vita per un vegetariano sia semplice. Basta evitare carne e pesce, no? Sbagliato: la carne e il pesce, se pur in forme strane e destrutturate, si trovano in più posti di quelli che pensate! Se siete appena diventati vegetariani, volete essere d’aiuto a qualche vostro amico/parente vegetariano oppure siete semplicemente curiosi, di seguito trovate un elenco di cibi che sembrano sicuri, ma non lo sono affatto!

  • Bavaresi, marshmallow, caramelle, e tutto quel che contiene la gelatina: la gelatina, nella maggior parte dei casi, viene ottenuta dalla colla di pesce. Sapete come si fa la colla di pesce? Si prendono gli scarti di macellazione (tendini, nervi, cartilagini, eccetera) e si bollono tutti insieme finché non si ottiene la gelatina. Quanto volete acquistare un prodotto di pasticceria, domandate sempre che non ci sia colla di pesce tra gli ingredienti; quando invece acquistate delle caramelle confezionate, leggete che tipo di gelatina viene usata. La versione vegetale della gelatina si ottiene con l’agar agar, ricavato da un’alga, adatto quindi anche ai vegani. Ironia della sorte, la Simmental usa proprio l’agar agar, per la sua carne in scatola.
  • Strutto, alias grasso di maiale: il maledetto strutto imperversa in moltissimi prodotti da forno; focacce, biscotti, grissini, panini, ovunque! E non solo nei prodotti confezionati, anche in quelli freschi che trovate nei panifici! Come sempre, basta domandare. Quando entro in un panificio nuovo, guardo il commesso e chiedo: “C’è qualcosa senza strutto?”; di solito, la risposta è “No”. Questo è il motivo per cui Luca ed io abbiamo comprato la macchina del pane. Alcuni fornai vi diranno di aver fatto uso di “strutto vegetale”, altro modo per chiamare la margarina. La margarina è vegana, però è molto ricca di grassi saturi.
  • Liquori: alcuni liquori e bevande alcoliche e analcoliche sono rosse a causa della cocciniglia, un colorante fatto con gli omonimi insetti macinati. Non credo serva aggiungere altro. La sua sigla è E 120.
  • Integratori, antibiotici, antidolorifici: ebbene sì; i medicinali non sono adatti ai vegetariani. Molti di essi, tra gli eccipienti, riportano la dicitura “magnesio stearato”, ovvero grasso animale! Purtroppo, alcune volte non si può fare a meno di certe medicine. Spero che un giorno le aziende farmaceutiche si decidano a prendere in considerazione anche i vegetariani.
  • Saponi: giusto perché lo sappiate, spesso anche le saponette hanno come primo ingrediente “Sodium tallowate”, ovvero il solito grasso animale. La prossima volta che vi lavate il viso con una saponetta, pensateci bene…

Un ultima cosa, che forse non tutti sanno; non c’entra con l’alimentazione, ma ci tenevo a dirvela: la seta è un tessuto di origine animale, come la lana; la raccolta della lana, però, se effettuata correttamente, non comporta sofferenza per l’animale. Quando il baco da seta produce il bozzolo e si trasforma in pupa, viene ucciso con l’acqua bollente, in modo da impedirgli di sfarfallare e di rovinare il filo di seta di cui è costituito il bozzolo. Esiste anche una seta chiamata seta ahimsa, prodotta con i resti del bozzolo delle farfalle, che invece è prodotta nel rispetto dell’animale.

Spero di esservi stata utile, in qualche modo! Se ho dimenticato qualcosa, fatemelo sapere!

“Harry Potter e la maledizione dell’erede” – J.K. ROWLING (NON CONTIENE SPOILER)

KIRIA lettrice scrive: Ho appena finito di leggere “Harry Potter e la maledizione dell’erede”. Ci ho messo poche ore a concluderlo, avida lettrice quale sono.
Parliamo di impressioni a caldo: mi è piaciuto? Sì. Scorre benissimo e fa venire una gran voglia di proseguire. Ha un ritmo molto incalzante.
Ho notato qualche forzatura? Non direi forzatura, quanto accorciamento dei fatti. Dopotutto, questo libro altro non è che il copione di un’opera teatrale che dura circa cinque ore, e immagino che non fosse il caso di allungare ancora la vicenda. Spero tanto di poterla vedere recitata dal vivo, un giorno.
I personaggi mi hanno convinto? Sì e no. Ron sembra veramente un personaggio inutile messo lì solo per far ridere. Eppure non è proprio così che me lo ricordavo.
Ci sono incongruenze con i libri precedenti? Beh, probabilmente qualcosa ci deve essere, magari mi verrà in mente a breve, o magari non ci farò caso perché sono passati anni dall’ultimo libro di Harry Potter che ho letto.
Non farò spoiler, anche perché ho intenzione di registrare un video in cui parlerò più approfonditamente di questo libro, però… c’è da restare sorpresi, ecco. Non sorpresi “WOW!”, ma almeno sorpresi “OOOH!”.
Naturalmente, tutti gli amanti della serie di Harry Potter devono leggere questo libro, a costo di incavolarsi per alcune scelte e di emozionarsi per altre. E’ difficile pensare che dopo quel perfetto finale del settimo libro ci possa essere ancora qualcosa, però a quanto pare c’è eccome, anche se forse, per il momento, J.K. Rowling ha davvero finito di stupirci. Ah, ultimissima cosa: chi, come me, si ricorda ancora i vecchi nomi quali “Paciock”; “McGranitt” eccetera, si prepari a stramaledire i nuovi traduttori,

P.S.: Il video che ho intenzione di fare conterrà spoiler, e parleremo più approfonditamente di questo quesito che vorrei porvi: alla fine, questo erede maledetto, chi diamine sarebbe?!