Signora Natale VS Mary Poppins ESPLICITO

La baby-sitter dotata di poteri magici contro la moglie di Babbo Natale: ecco una Rap Battle nata dalla fantasia di Whitney Avalon, una simpaticissima youtuber che si diverte a indossare i panni delle eroine più amate!

I sottotitoli che vedete nel video sono opera nostra, ma i giochi di parole sono talmente tanti da aver bisogno di una spiegazione aggiuntiva, che trovate qui sotto! Questi video sono davvero ben fatti e volevamo farveli conoscere, quindi abbiamo trascorso un po’ di tempo traducendo i testi in modo che anche chi non ha molta dimestichezza con l’inglese possa goderseli! Attenzione, le fanciulle ci sono andate giù un po’ pesanti con gli insulti e le volgarità!

Ringraziamo Whitney per la sua gentilezza e per averci spiegato alcuni doppi sensi un po’ difficili da rendere in italiano!
Dear Whitney, thanks for your kindness and your help with the translations!

Mary: Quando incombe una battaglia
da affrontare e combattere,
la lezione è: inizia all’istante!
Le persone praticamente perfette
preferiscono essere gentili,
ma certe volte devi proprio dire
“fanc**o!”
Non ricevi mai elogi,
Sei la parte dipendente della coppia,
Sei nota come quella che incarta i giocattoli
Ma le mie abilità nel rappare ti distruggeranno
Sono preziosa per i Banks,
quindi mostrami rispetto
Se mi strappi come fossi carta
allora risorgerò
E penso che dovresti controllarti
il colesterolo due volte.
Hey, gatta grassa,
come te cavi a prendere i topi?
Sei come una sfoglia
così facile da sbriciolare
Darò agli uccelli quel che resta di te
non appena ti avrò reso spazzatura
Ho sentito dire che sono passati anni
da quando il Polo diventò rigido
Le previsioni di oggi mi dicono
che tu sei completamente frigida.

Le persone praticamente perfette: Mary Poppins si presenta al signor Banks, il padre dei bambini di cui andrà ad occuparsi, come “praticamente perfetta sotto ogni aspetto”.
Ma le mie abilità nel rappare ti distruggeranno: in inglese si vuol giocare sull’assonanza tra “wrapping” (incartare) e “rapping” (reppare). In italiano tutto questo ha poco senso.
Sono preziosa per i Banks: Banks è il cognome della famiglia per la quale lavora Mary. Inoltre, il signor Banks lavora proprio in banca ed è molto attaccato all’idea del denaro. Gioco di parole che rende molto meno se tradotto in italiano.
Se mi strappi come fossi carta allora risorgerò: la famiglia Banks era in cerca di una baby sitter per i loro due bambini, i quali decisero di scrivere la descrizione della candidata ideale. Tale descrizione fu fatta a pezzi e gettata nel camino, ma ricomparve magicamente intera proprio tra le mani di Mary Poppins. I versi si riferiscono a questo episodio.
E penso che dovresti controllarti il colesterolo due volte: iconicamente, la Signora Natale ha spesso qualche chilo di troppo, pertanto Mary assume che i dolci che cucina (e che probabilmente mangia) possano averle alzato il colesterolo.
Hey, gatta grassa, come te cavi a prendere i topi?: Spesso i gatti in sovrappeso non sono molto agili, quindi più in difficoltà se devono catturare un topo. Anche questa è un allusione al peso della Signora Natale.
Ho sentito dire che sono passati anni da quando il Polo diventò rigido Le previsioni di oggi mi dicono che tu sei completamente frigida: battuta a sfondo sessuale: Mary assume che Babbo Natale e signora non siano più una coppia molto appassionata a causa dell’età avanzata.

Signora Natale: Non provarci, cara,
in città si dice
che basta un poco di zucchero
per farti andare giù
Il pappagallo sul tuo ombrello
non fa altro che lamentarsi
Sei una serva piena di sé
vestita in modo ho-ho-orribile
Siamo la più grande azione di carità di sempre,
aiutiamo la gente
Grazie a te quei due bambini
si sono riempiti il c**o di schegge (Screanzata!)
Le tue rime sono gracili,
se un giocatore mediocre,
Vieni qui, mostriciattolo,
che ti canto una canzoncina
Io sto dietro le quinte,
ma questo non significa che sia una sciocca
mi prendo cura del laboratorio, dei libri,
e sono la consigliera del Confettino
Sono una pasticcera, faccio i rolls,
sembro un pugile grande e grosso,
anche il tuo riflesso
pensa che tu sia una perdente.

in città si dice che basta un poco di zucchero per farti andare giù: riprendendo il famoso ritornello “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”, la Signora dà a Mary della ragazza di facili costumi.
vestita in modo ho-ho-orribile: ripresa del tipico “ho-ho-ho” iconicamente associato a Babbo Natale.
mostriciattolo: in inglese “freak”, parola che indica tutto ciò che diverge dalla normalità; in questo caso, il riferimento è ai poteri sovrannaturali di Mary.
che ti canto una canzoncina: “I’ll one-horse open slay ya”, in inglese; la Signora ha storpiato un verso di “Jingle Bells” per minacciare Mary di morte, ma in italiano non era possibile rendere il doppio senso.
rolls: dolci spesso noti in italia con il nome di “girelle”.
riflesso: il riflesso di Mary nello specchio a volte prende qualche iniziativa personale slegata dalla volontà di Mary.

Mary: Tutto questo è noioso, giochiamo in doppio!

Signore Natale: Fatti sotto, sorella,
che vi facciamo il c**o!

Babbo Natale: Bert

Bert: Babbo

Babbo Natale: Mary

Mary: Signora…?

Bert: Improvviso proprio davanti ai tuoi occhi
Rido da morire quando vedo i grassi perdenti che odio
Mi piace cosa reppo e reppo quello che mi piace.
perchè Van Dike sa usare quel microfono dannatamente bene!
Tu sei un simbolo della cupidigia
che ha corrotto il periodo natalizio
Porti il carbone ai bambini cattivi,
Mary, spiegagliene il motivo, lei è:

Mary: Super chic, spaccac**i, forte e strepitosa

Mary & Bert: Super chic, spaccac**i, forte e strepitosa

Mary: Potrei recitarlo anche al contrario,
ma credo proprio
di star completamente sprecando il mio tempo,
perché non esistete nemmeno!

Bert: è lo spazzacamino amico di Mary.
Rido da morire: riferimento a una canzone del film, cantata dallo zio di Mary, “Love to laugh” in lingua originale.
Van Dike: Dick Van Dyke è l’attore che interpreta Bert.
Super chic, spaccac**i, forte e strepitosa, Potrei recitarlo anche al contrario: riferimento a “Supercalifragilistichespiralidoso”, canzone cantata in duetto da Bert e Mary, durante la quale Mary afferma di essere in grado di dire questa parola anche alla rovescia.

Babbo Natale: Sciocca, sono vero, e sono spettacolare
Questo Dick non riesce ad attenersi a un accento
o a un vernacolo

Signora Natale: La tua orrenda borsa tappeto
può far colpo su un cretino

Babbo Natale: Ma il mio sacco contiene miliardi
di regali tutti insieme
Tutto il paese fa il conto alla rovescia
fino alla Vigilia di Natale
L’inverno sta arrivando,
sono il “Re del Nord”

Questo Dick non riesce ad attenersi a un accento: critica che venne mossa all’attore riguardo il suo modo di parlare. Sottile ironia sul nome “Dick”, che in inglese oltre ad essere un diminutivo di “Richard” (vero nome dell’attore) è anche un termine volgare per indicare l’organo sessuale maschile.
borsa tappeto: la borsa magica di Mary è fatta con un tappeto e contiene di tutto.
Ma il mio sacco contiene miliardi di regali tutti insieme: ambiguo riferimento di Babbo Natale al sacco pieno di regali e ai propri testicoli (notare dove tiene la mano mentre lo dice e la conseguente faccia disgustata di Mary).
L’inverno sta arrivando, sono il “Re del Nord”: riferimento a “Il trono di spade”. “Winter is coming”, “l’inverno sta arrivando”, è il motto della casata Stark, sovrana del Nord prima della venuta della famiglia Targaryen.

Signora Natale: Bere una Coca all’anno
ci ha fatto diventare ricchi

Babbo Natale: La mia lista non sbaglia mai:
dice che sei una tr**a!

Mary: Per favore, non atteggiarti
come se fossi una specie di santo, Nicola

Bert: Sei sempre a spiare i bambini

Mary & Bert: Non hanno raggiunto l’età del consenso, coglione!

Signora Natale: Questa noiosa ragazza britannica
ha proprio bisogno
di andare il letargo

Babbo Natale: Sei stata una bimba cattiva,
stai zitta e siediti sulle mie ginocchia

Mary: Ne ho abbastanza,
il vento sta cambiando, qui
Vediamo come volate bene
senza le vostre renne!

Bere una Coca all’anno: in alcuni spot pubblicitari della Coca Cola si vede proprio Babbo Natale come testimonial.
come se fossi una specie di santo, Nicola: riferimento al nome inglese di Babbo Natale, ovvero Santa Claus, San Nicola, il quale donò a tre fanciulle una consistente somma di denaro per costituire la loro dote, permettendo loro di sposarsi anziché essere avviate dal padre alla prostituzione.

KIRIA SU FACEBOOK?!

Ebbene sì, lo confesso.
Ho aperto ad agosto un profilo personale su Facebook con il nome “Kiria EternaLove“, che è anche lo pseudonimo con cui pubblicherò “Le avventure di Norvy”. Volete sapere perché l’ho fatto? L’ho fatto proprio per Norvy. Avevo bisogno di un metodo veloce per contattare le case editrici. Non tutti lo sanno, ma soltanto gli utenti possono inviare messaggi, le pagine possono solo rispondere. Da allora, ho usato il profilo soprattutto come promemoria personale: mi sono anche appuntata nella sezione “Libri” tutti i libri che ho letto quest’anno (se dovessi postare tutti quelli che ho letto in vita mia, non finiremmo più!).

Chi è interessato a conoscermi meglio, a sapere qualcosa in più di me, potrà seguirmi, se vuole: posterò chiacchiere, condividerò video e articoli, pubblicherò qualche disegno inedito e parlerò delle fasi di stampa del libro di Norvy. Ormai non manca molto!
Vi aspetto su Facebook!

Io odio i paragrafi descrittivi

KIRIA racconta: dopo aver visto “Il gobbo di Notre Dame” della Disney e l’opera popolare “Notre Dame de Paris” di Cocciante dal vivo, e averla rivista in video per ore e ore, ho iniziato a leggere “Notre Dame de Paris” di Victor Hugo. Il libro, per quanto interessante e incalzante possa essere, ha un enorme difetto: è pieno di capitoli (non solo paragrafi, capitoli!) descrittivi e discorsivi in cui si parla di Parigi e delle sua cattedrali. Io amavo storia dell’arte come materia scolastica, ma, non so perché, non ho mai apprezzato molto l’architettura ed ero molto più contenta di essere interrogata su un quadro o una statua. Devo dire comunque che questi capitoli sono ottimi per conciliare il sonno; eppure è raro che un libro mi faccia questo effetto. Ricordo di aver provato la stessa sensazione anche durante la lettura de “Il signore degli anelli”, in cui le descrizioni piovono dal cielo come fiocchi di neve durante Gennaio.

So che molte persone amano le descrizioni, e già mi sembra di sentire qualcuno dire “Ma KIRIA! Le descrizioni servono per farti immaginare le scene, per darti l’illusione di essere lì per davvero!“. NO. Non voglio essere lì per davvero, non me ne importa (quasi) nulla dei luoghi, io voglio la narrazione: se volevo una descrizione di Parigi, mi prendevo una guida turistica! Lo stesso vale per Minas Tirith: datemi una descrizione sommaria, non fornitemi tremila spiegazioni che spezzano la narrazione e mi fanno perdere il filo delle vicende dei personaggi. Sono molto più interessata alle persone che alle location, e non voglio saperne troppo neppure sull’aspetto di costoro: mi accontento di sapere qualche dettaglio generico, non ho alcun bisogno di una descrizione da manuale di sartoria sugli abiti che indossano.

Alcuni di voi sanno che il mio sogno è fare la scrittrice; nei miei libri non troverete mai capitoli interi dedicati alla descrizione di persone, cose, luoghi o qualunque altra cosa; troverete pensieri, dialoghi, azione, introspezione e sentimento, e solo qualche vago cenno descrittivo per rendere l’idea. Ho chiuso gli occhi tre o quattro volte, mentre leggevo la descrizione della cattedrale di Notre Dame, e non vorrei che qualche lettore facesse lo stesso con un mio libro, prima o poi.
Ovviamente, non sto criticando Victor Hugo, Tolkien, loro sono rimasti nella storia della letterature come pilastri e io passerò e me ne andrò come una granello di polvere, e non sto dicendo nulla contro quegli scrittori/lettori che amano le descrizioni. Sto solo esprimendo il mio pensiero riguardo una scelta meramente stilistica che ognuno è libero di abbracciare o meno, e io non ho intenzione di abbracciarla.

TRASFERIMENTO IN CORSO #8: La lavastoviglie funziona, ma noi no

KIRIA racconta: questa settimana abbiamo dormito poco… uhm… abbiamo dormito? Siamo sicuri?
Finalmente, dopo tremila ere geologiche, il nostro bel soprammobile (detto anche “lavastoviglie”) è finalmente diventato operativo, grazie all’idraulico latitante che alla fine si è costituito e si è deciso a installarcela. L’idraulico è venuto a casa nostra alle otto e mezza di mattina (che è praticamente l’alba, per noi), e adesso c’è un bel tubo rossiccio nuovo di zecca appiccicato al muro. La soddisfazione di vedere il lavello sempre vuoto e di non dover più passare un’ora al giorno a strofinare pentole e posate è impagabile. Il grosso problema è che al momento abbiamo solo due bicchieri e poche posate, ma riusciremo a sopravvivere. In compenso, ora è possibile lavarsi le mani in bagno in meno di venti minuti, perché il getto d’acqua è sufficientemente potente.

Abbiamo appena preso una lavagnetta magnetica per attaccarla al frigo. Luca ed io abbiamo poca RAM, così io uso un’agenda in cui appunto qualsiasi cosa, ma a volte le cose ci vengono in mente mentre cuciniamo, così le scriviamo sulla lavagnetta. Il fatto è che, se non ci scordiamo cosa dovevamo scrivere, ci scordiamo di guardare cosa abbiamo scritto. Abbiamo anche i pennarelli colorati per rendere la lavagnetta più simpatica, ma li teniamo in un’altra stanza, così ci scordiamo di usarli. Abbiamo messo due sveglie nuove sul comodino, ma ci scordiamo sempre di inserirci le pile, così stanno lì a prendersi la polvere. Qualcuno ci faccia un upgrade.

Con la lavastoviglie, ci hanno regalato un robot da cucina: apparentemente dovrebbe essere in grado di cucinare qualunque cosa. E’ collegato a un’applicazione contenente un sacco di ricette, ma ci scordiamo di guardarle, e finiamo per cucinare alla vecchia maniera. A me piace stare ai fornelli, purché non mi si metta fretta, vediamo se sarà divertente anche usare questo robottino. Se qualcuno di voi ce l’ha, saremmo curiosi di sapere cosa gli chiedete di fare. A proposito di robot, abbiamo tentato di pulire il pavimento della cucina, provato da sgocciolii e impronte di idraulico, con il nostro robot pulitore, munito di straccio umido e detersivo: il pavimento fa più schifo di prima. Aspetto ancora il giorno in cui inventeranno degli androidi come quelli che si vedono nel film “L’uomo bicentenario”. Chi non l’ha visto, corra immediatamente a rimediare e inventi un robot come quello. Poi mi telefoni, così ci mettiamo d’accordo su cosa farne.

VITA DA VEGETARIANA – Le ricette di Luca & Chiara: “Lasagne al ragù di soia”

Nota di KIRIA: questa ricetta è assolutamente adatta ai vegetariani (ma non ai vegani), e anche agli intolleranti al lattosio come me: basta usare il latte Zymil o Accadì. Abbiamo quasi rischiato un’indigestione, con queste lasagne, da quanto ci sono piaciute! Con le dosi che vi do adesso otterrete delle lasagne molto, molto condite, con 4 strati di pasta, in una teglia bella grande. La nostra bilancia segnava circa 2 kg! Per prima cosa si fa il sugo, poi la besciamella e infine si assembla il tutto.

INGREDIENTI PER IL SUGO DI SOIA

  • 160 g di soia secca, cotta in un brodo vegetale ottenuto da 1 dado e strizzata dal brodo in eccesso
  • olio extra vergine di oliva
  • 250 g di misto per soffritto (ovvero cipolla bianca, sedano, carota)
  • 3 spicchi aglio
  • 75 g di cipolla rossa (se non avete o non amate la cipolla rossa, aggiungete più misto per soffritto)
  • 150 ml di vino bianco
  • 250 g di passata di pomodoro.

PROCEDIMENTO:
Rosolare in abbastanza olio tutti gli ingredienti per soffritto per diversi minuti. Aggiungere la soia strizzata e sfumare con il vino bianco. Questo passaggio toglie l’odore di cartone che a volte ha la soia; il vino cuocendo fa evaporare l’alcol, quindi la ricetta è adatta anche ai bambini. Quando il vino è evaporato, aggiungere pomodoro, 1 dado da minestra e acqua. Cuocere almeno mezz’ora e lasciare il sugo abbastanza liquido.

INGREDIENTI PER LA BESCIAMELLA

  • 600 ml di latte
  • 65 g di farina
  • 6 cucchiai d’olio extravergine di oliva
  • sale

PROCEDIMENTO:
Preparare la besciamella versando in una pentola olio e poca farina alla volta. Il fuoco sotto la pentola deve essere molto basso. Quando olio e farina saranno bene amalgamati e privi di grumi, iniziare ad aggiungere il latte fino a raggiungere la consistenza desiderata.

ASSEMBLAGGIO DELLE LASAGNE
Iniziare con uno strato di sugo e besciamella, poi coprire con la pasta. Andare avanti così a piacere. Nell’ultimo strato, versare sugo e besciamella rimasti (se possibile, una dose abbondante). Lasciare riposare almeno 10 minuti. Infornare secondo indicazioni della pasta delle lasagne (nel nostro caso: 180° per circa 20 minuti in forno ventilato).

Annotazioni utili
La ricetta che abbiamo usato per la besciamella è un’idea di mio padre, che come me non ama affatto il burro; l’olio al posto del classico burro rende la preparazione più leggera. Ricordiamo inoltre che molti aggiungono la noce moscata alla besciamella, ma noi non siamo amanti delle spezie. Io odio i formaggi, ma chi non li odia più aggiungere un po’ di parmigiano tra uno strato e l’altro. Queste lasagne sono buonissime anche il giorno dopo, soprattutto se avete lasciato il sugo e la besciamella abbastanza liquidi; basta conservarle in un contenitore di acciaio in frigorifero.

P.S.: Per tutti gli scettici convinti che le lasagne con il ragù di soia non possano reggere il confronto con quelle tradizionali: assaggiate prima di parlare! 😛

piattolasagne