BACK TO SCHOOL: Perché credo che a volte sia meglio omologarsi

Questo messaggio è apparso anche su Facebook e su Youtube, ma lo ricopio qui per chi non usa Facebook o non legge i commenti sotto i video.

Molti di voi stanno cominciando o hanno cominciato la scuola, perciò voglio farvi un grande in bocca al lupo!

In una live, ho espresso il pensiero per cui è importante non dare troppo nell’occhio, soprattutto quando si è in una scuola nuova, e di mischiarsi con la massa.
Alcuni hanno espresso dissenso a questa mia affermazione, ribadendo l’importanza della propria individualità.

Per non essere fraintesa, il mio consiglio è rivolto a tutte quelle persone che hanno paura di essere vittima di bullismo. Mi avete scritto in parecchi dicendomi “mi prendono in giro perché sono grasso, straniero, gay” o mille altre cose.

Le persone che incontrerete nel vostro percorso di studi potrebbero essere meravigliose, oppure neutre, o purtroppo molto cattive. Tutto ciò che diverge da quel che viene considerato “normale” vi esporrà come vittime di insulti o scocciature. Non è detto che accada, ma non è detto che non accada.

La vostra individualità e le vostre passioni sono la parte migliore di voi stessi. Non datela in pasto a chi non sa apprezzarla, condividetela con le persone che vi amano e che vi vogliono bene, con gli amici e i compagni di cui vi fidate davvero. C’è una vita che vi aspetta fuori dalle mure scolastiche, è lì che voi potete essere come vi pare, ma quando siete a scuola siete studenti, dovete concentrarvi sullo studio e sul prendere buoni voti.

La vostra unica paura a scuola deve essere “Aiuto, c’è l’interrogazione!”, non “Adesso quello mi picchia perché ho detto una cosa che non gli è piaciuta!”. Le persone cattive esistono ed esisteranno sempre e a volte non si può fare niente se non evitare che quelle persone vi prendano di mira.

Pride 2017

Su Deviantart si sta celebrando il Pride 2017 tramite le forme artistiche. Il mio contributo lo vedete nell’immagine in cima all’articolo.
Lo sapete, ho sempre detto apertamente che secondo me tutte le coppie hanno il diritto di sposarsi, mettere su famiglia e vivere la propria vita a fianco delle persone che amano. Trovo veramente fuori di testa che nel ventunesimo secolo ancora ci sia chi si preoccupa del sesso delle persone.
Ci sono persone, tante, tantissime, purtroppo, che nascoste dietro paroloni, religioni, morali poco solide e intolleranza, ancora vogliono negare ai gay, alle lesbiche, ai bisessuali, ai trans, ai queer, di vivere la loro vita come chiunque altro.
Veramente l’essere uomo o donna dovrebbe contare davvero?
Veramente, con tutti i problemi che ci sono, si deve stare a discutere se il matrimonio gay possa in qualche modo corrompere l’idea di famiglia?
Veramente ci si chiede ancora se sia meglio lasciare i bambini a marcire negli orfanotrofi o darli in adozione a due mamme o due papà? Ho sentito tanta gente dire che i bambini devono avere “un padre e una madre”, come se non esistessero le famiglie con un solo genitore, con i genitori che litigano o si tradiscono, con i genitori che hanno problemi di droga o di alcolismo. Per non parlare di quelle persone che invocano la scienza: da due donne o da due uomini non nasce un figlio! Beh, nemmeno dalle persone sterili, se è per questo, eppure nessuno dice niente.
Ancora si dà dei malati di mente a chi nasce nel corpo sbagliato?
Ancora si dà dei pervertiti a chi ama sia gli uomini che le donne?
Perché molte persone si inquietano quando vedono due ragazzi tenersi per mano o due ragazze che si scambiano un bacio?
Io sono felice di difendere i diritti degli esseri umani, non me ne importa nulla se sono maschi, femmine, entrambi o nessuno dei due. Non mi importa nemmeno dei loro gusti; sono esseri umani e come tali meritano di poter vivere serenamente.
Io non sono gay, ma questo non significa che la discriminazione non mi tocchi.
Per tutti gli eterosessuali che stanno leggendo: come vi sentireste se qualcuno dicesse che i vostri sentimenti sono vergognosi, impuri, schifosi e indegni di esistere? Io li prenderei a calci dove non vi dico.
Per tutti i cisgender* che stanno leggendo: come vi sentireste se ogni volta che vi guardate allo specchio vedeste l’immagine di qualcuno che non siete voi? Male. Io mi sentirei abbastanza male.
Sogno un mondo in cui le etichette cadono e restano solo le persone.

*Cisgender è il contrario di transgender, ovvero una persona che sente corrispondenza tra il sesso biologico, con cui è nato, e il sesso a cui si sente di appartenere.

La strana storia delle balene suicide

Qualcuno ne avrà sentito parlare, agli altri lo spiegherò io: un gruppo di sociopatici russi si sta divertendo a contattare/farsi contattare da adolescenti e giovani particolarmente sensibili o che stanno attraversando periodi di vita particolari. L’obiettivo è spingerli al suicidio attraverso 50 sfide quotidiane, di cui molte incentrate sull’autolesionismo. La sfida si chiama “Blue Whale Challenge” e onestamente mi dispiace per le balene, animali meravigliosi che adesso verranno associati ai pazzi.
Io non so perché questa gente si diverta a giocare con la vita delle persone e non starò a parlare di questo, voglio parlare con tutte quelli che almeno una volta hanno seriamente preso in considerazione l’idea di farsi fuori.
L’adolescenza è la fase di vita in cui il cervello va per conto suo. E’ come essere sotto costante influsso di droghe: tutto è amplificato, tutto è più grave, tutto capita solo a noi, gli altri ci odiano e se sparissimo non mancheremmo a nessuno. NON è così, anche se sembra.
Se c’è qualcuno tra di voi che sta avendo pensieri troppo strani o che sta iniziando a essere troppo in confidenza con le lamette e con le cose appuntite, fatevi aiutare. Se pensate che i vostri genitori non possano, se non avete amici, avete sempre gli insegnanti. Se nemmeno loro vi ispirano fiducia, provate in ospedale, dal preside, da chiunque. La vita è troppo breve per metterla a rischio con dei pensieri sbagliati. Ci sono professionisti e/o volontari che possono aiutarvi. Se una persona vicina a voi ha dei comportamenti che non vi sembrano normali o ha dei segni sul corpo che nasconde e di cui non vuol parlare, segnalatelo subito all’adulto di cui vi fidate di più.
Spesso chi medita il suicidio o pratica autolesionismo non vuole farlo sapere, ma questa è l’epoca in cui si posta qualunque cosa sui social network e nemmeno una cosa privata come la depressione viene risparmiata dagli hashtag. Guardatevi intorno.
A tutti capita un momento di scoraggiamento, a tutti capitano delle giornate no, a tutti capita di pensare che tutto sommato nessuno piangerebbe la nostra morte. Come sempre, il confine tra sanità e malattia è lo stesso che passa tra pensiero e azione. Se il pensiero di agire, di passarvi una lametta sulle braccia, si fa più forte, DOVETE farvi aiutare. Le balene stanno bene solo in acqua, non sulle braccia delle persone.
Avevo un amico, un tempo, che praticava autolesionismo. Una volta eravamo in giro per negozi; si fermò e mi mostrò il braccio. Aveva una cicatrice enorme e fresca, molto profonda, che si era fatto da solo. Anche il suo coraggio però fu enorme: parlò dell’accaduto con i genitori e loro trovarono il modo di farlo stare meglio affidandolo a dei professionisti. L’ultima volta che l’ho sentito aveva quasi finito l’università e stava bene. Fate come lui, per favore. PARLATE.

TRASFERIMENTO IN CORSO #9: Muffa e mobili in decomposizione

Ho un mal di test da deprivazione di sonno niente male, in questo momento. E comunque, anche se volessi dormire, non sarebbe facile. Ho troppe cose da fare.
In questi giorni ci sono state delle ondate di gelo anomale che hanno dato il colpo di grazia all’armadio tarlato che abbiamo in camera da letto.
Una sera, stavo tranquillamente spostando dei vestiti quando – SORPRESA!- un bello strato di muffa verdina fa capolino sulla parete interna dell’armadio. Non abbiamo ancora osato spostare le coperte per vedere come sono conciate, ma sappiate che abbiamo riempito tre sacchi con la roba da lavare che non è ancora stata del tutto contaminata. Al momento, siamo senza vestiti di ricambio, senza asciugamani e senza lenzuola. Si è salvato solo quel poco che era sullo stendino. A proposito di stendino, ne abbiamo uno in arrivo da Amazon insieme a un deumidificatore che dovrebbe depurare un po’ la stanza. Avremo da fare bucati per giorni!
Il problema grosso però è un altro: pare che in tutta la città non ci sia nessuno disposto a venire a prendere l’armadio putrefatto in tempi ragionevoli. Non so voi, ma a me l’odore della muffa fa parecchio schifo! Forse, se fosse venuto il sole, non sarebbe successo nulla, ma quest’anno la primavera è latitante.
Nei prossimi giorni dovremo anche svuotare un altro armadio, quello nella stanza-magazzino che abbiamo infestato negli ultimi mesi con scatole vuote e cianfrusaglie varie. Oltre a questo, dovremo anche mangiare e fare video, ogni tanto. Aiuto.

KIRIA si racconta: la mia EX migliore amica

Non ho intenzione di romanzare questa storia. Ve la racconterò così come mi viene alla mente. Magari un giorno ci farò anche un video, chissà!
All’epoca frequentavo la terza media. Non avevo molti “amici”, solo qualche conoscente che fingeva di essermi amico. Tutta gente che ormai non vedo e non sento da secoli. Due o tre pomeriggi a settimana tornavo a scuola per seguire un inutile corso di latino, dove non imparai niente di niente. Quando giunse l’ultima lezione, una ragazza arrivò un po’ dopo e mi chiese se poteva sedersi accanto a me. Si chiamava… Tiburzia. Scusate, ma non posso dirvi il suo vero nome. Dubito fortemente che leggerà mai questo blog, ma preferisco non rischiare.
Tra lei e me fu amicizia a prima vista. Parlammo di tutto e di tutti, ci raccontammo le nostre intere vite e ci scambiammo i numeri di telefono. Non ci volle molto affinché cominciassimo a uscire insieme per negozi e trascorressimo ore e ore al telefono, spettegolando e scambiandoci segreti.
Quando iniziarono le superiori, la nostra amicizia non venne minimamente intaccata. Ci sentivamo sempre, a volte la aiutavo anche con le versioni di latino. Ero bravissima, sapete? Una delle migliori della classe, e non certo per merito di quello stupido corso!
L’anno scolastico successivo, Tiburzia dovette cambiare scuola. Là conobbe Sempronia Caia e divenne sua amica in fretta, poi fece amicizia anche con sua sorella. Una volta sono uscita insieme a tutte e tre; non fu una brutta serata, lo ammetto, ma avrei dovuto capire che qualcosa non quadrava più.
Spesso Tiburzia spariva per stare con Sempronia Caia e sua sorella: la chiamavo e non era in casa, le chiedevo di uscire e lei non poteva perché aveva già fissato con le altre due. All’epoca non ci feci troppo caso; avevo degli amici in classe che mi facevano passare ogni preoccupazione.
Eppure, quando tornava l’estate, Tiburzia e io passavamo insieme ogni singolo pomeriggio e talvolta anche la sera dopo cena. Eravamo inseparabili. Ero sollevata quando sapevo che Sempronia Caia non era tra i piedi. So che essere gelosi di un’amica è sciocco, ma non potevo farne a meno. Ho molti bei ricordi insieme a Tiburzia, ma pensarci ora mi fa un po’ male, perciò spero mi scuserete se non entrerò in dettagli.
Quando mi fidanzai con Luca, non smisi di frequentare Tiburzia. Tenevo molto a lei.
Gli anni passavano. Quando finì il liceo, le cose per un po’ durarono come erano sempre state, ma non per molto. Tiburzia cominciò a tenermi segrete tante cose (che sono comunque venuta a sapere), anche piuttosto gravi, sulle quali non riuscii a soprassedere. Non ci sentivamo più, non ci vedevamo nemmeno più. Passarono almeno due anni prima che trovassi il coraggio di affrontarla, così una sera la chiamai e le dissi quello che avevo provato. Per un attimo pensai che la nostra amicizia potesse essere recuperata… mi sbagliavo. Tiburzia non aveva ancora finito di mentirmi.
Quando tornò la primavera, la invitai a un evento importante per me. Lei accettò l’invito, ma poi, il giorno prima della fatidica data, telefonò per accampare scuse. Ero certa che fossero scuse, come vi ho detto ho avuto diverse conferme da altre persone che ne sapevano più di me. E poi la conoscevo troppo bene: era brava a raccontare bugie, ma io sapevo riconoscerle. A quella telefonata non risposi io, ma mia madre: non presi neanche la cornetta, mi limitai a insultare Tiburzia da lontano, gridando tutte le parole che sul canale non uso mai. Non ricordo bene cosa dissi, ma Luca giura di avermi sentito urlare a mia madre “digli di andarsene a fan**lo!”.
Quella è stata l’ultima volta che ho avuto qualche contatto con Tiburzia. Eppure mi sento sollevata, da allora: in pochi minuti le dissi tutto quello che non avevo osato dirle per anni. La nostra amicizia era finita, sepolta sotto mucchi di bugie e omissioni. Lo sapete, io sono una di quelle che dice le cose in faccia: lei no. Lei sapeva parlare solo alle spalle. Sapete la cosa buffa? Sempronia Caia e Tiburzia sono ancora amiche. L’ho visto sul profilo Facebook di Tiburzia. Diceva di non volersi aprire un profilo Facebook, invece lo ha fatto, e lo usa solo per postare selfie con frasi scopiazzate a destra e a sinistra.
Non era così la Tiburzia che conobbi tanti anni fa, o forse lo era e non me ne resi conto.
Comunque adesso va meglio. Scrivere queste cose non mi fa piacere. Avrei preferito raccontarvi una bella storia di amicizia che supera il tempo e le difficoltà della vita… Beh, la lezione invece è un’altra: è meglio rompere per sempre che vivere nella bugia. Un’amica che mente non è una vera amica.

Lettera alla Chiara di 9 anni fa

Cara Chiara,
è la Chiara del futuro che ti parla. Nel tempo dal quale provengo io, hai appena festeggiato il nono anniversario di fidanzamento con Luca. So che al momento sei euforica e non vedi l’ora che lui torni a trovarti, ma prima lascia che ti spieghi un paio di cose. Sfortunatamente, pochi mesi fa, ti sei innamorata del film “La Bella e la Bestia”, che curiosamente è al cinema proprio in questo periodo con Hermione Granger nei panni di Belle. Ecco, nella vita reale la bestia non diventa mai uomo. MAI. Di seguito troverai una piccola lista di pro e contro della vita di fidanzata. Leggili con attenzione.Ci vediamo tra nove anni.

N.B.: Leggi da sinistra verso destra.

I LATI POSITIVI DI FIDANZARSI I LATI NEGATIVI DI FIDANZARSI
C’è sempre qualcuno con cui parlare, di qualunque cosa! Parlare, parlare, parlare, parlare… ma quanto cavolo parla Luca?!
E’ bello avere qualcuno con cui condividere le proprie passioni. Attenta a come usi gli analogici del joypad. Non importa se è la prima volta che giochi o quasi, se non li sai usare lui ti insulterà.
Lui ci sarà a qualunque ora del giorno e della notte per te! Preparati ad andare a letto tardi, ma così tardi che l’alba diventerà la fine della tua giornata, non l’inizio.
Ti farà conoscere un sacco di cose di cui non eri a conoscenza! Videogiochi, film, serie televisive, cartoni animati… E ovviamente anche tu gli farai conoscere quel che piace a te! Tu ti dovrai fare la maratona di Star Wars e giocherai a Dungeons & Dragons, ma non pensare che lui oserà mai leggere Il piccolo Principe.
Ci sarà sempre un regalo speciale ad aspettarti per Natale o per il tuo compleanno! Vedrai come diventerà difficile trovare sempre qualcosa da regalargli!
Avrai qualcuno che ti preparerà il pranzo mentre sei ancora a letto… …ma te lo rinfaccerà almeno una volta al giorno
Avrai qualcuno che ti preparerà la camomilla quando hai mal di pancia…. … ma dovrai comunque spazzare, riordinare e fare il bucato perché a lui non può fregar di meno.
Aprirete un canale Youtube insieme in cui giocare a Minecraft e ad altri giochi! Non tentare di dargli suggerimenti, è fiato sprecato. Registrerete sempre e solo quello che dice lui.
Potrai visitare la sua città e vedere un sacco di cose belle. I suoi genitori ti odieranno a morte e rimpiangerai la tua terra fino alle lacrime.
All’inizio vi vedrete poco, ma quel poco tempo insieme sarà speciale! Vero. Però poi soffrirete per settimane senza potere stare insieme.
Resistete, che poi andrete a vivere insieme! Vero. Però preparatevi a litigare a qualunque ora del giorno e della notte, su qualunque argomento, con qualunque pretesto.
Ci sarà sempre qualcuno che porterà per te i pacchi pesanti e che porterà fuori la spazzatura. Portar fuori la spazzatura? Una volta al mese, forse!

Forse ti ho spaventato, ma non c’è ragione di preoccuparsi; hai presente quella sensazione che hai provato quando hai rivisto Luca dopo più di sei mesi di lontananza, quella sensazione di euforia e quella certezza che lui fosse quello giusto? Dopo tutti questi anni, quella certezza ce l’avrai ancora.

KIRIA SU FACEBOOK?!

Ebbene sì, lo confesso.
Ho aperto ad agosto un profilo personale su Facebook con il nome “Kiria EternaLove“, che è anche lo pseudonimo con cui pubblicherò “Le avventure di Norvy”. Volete sapere perché l’ho fatto? L’ho fatto proprio per Norvy. Avevo bisogno di un metodo veloce per contattare le case editrici. Non tutti lo sanno, ma soltanto gli utenti possono inviare messaggi, le pagine possono solo rispondere. Da allora, ho usato il profilo soprattutto come promemoria personale: mi sono anche appuntata nella sezione “Libri” tutti i libri che ho letto quest’anno (se dovessi postare tutti quelli che ho letto in vita mia, non finiremmo più!).

Chi è interessato a conoscermi meglio, a sapere qualcosa in più di me, potrà seguirmi, se vuole: posterò chiacchiere, condividerò video e articoli, pubblicherò qualche disegno inedito e parlerò delle fasi di stampa del libro di Norvy. Ormai non manca molto!
Vi aspetto su Facebook!

TRASFERIMENTO IN CORSO #8: La lavastoviglie funziona, ma noi no

KIRIA racconta: questa settimana abbiamo dormito poco… uhm… abbiamo dormito? Siamo sicuri?
Finalmente, dopo tremila ere geologiche, il nostro bel soprammobile (detto anche “lavastoviglie”) è finalmente diventato operativo, grazie all’idraulico latitante che alla fine si è costituito e si è deciso a installarcela. L’idraulico è venuto a casa nostra alle otto e mezza di mattina (che è praticamente l’alba, per noi), e adesso c’è un bel tubo rossiccio nuovo di zecca appiccicato al muro. La soddisfazione di vedere il lavello sempre vuoto e di non dover più passare un’ora al giorno a strofinare pentole e posate è impagabile. Il grosso problema è che al momento abbiamo solo due bicchieri e poche posate, ma riusciremo a sopravvivere. In compenso, ora è possibile lavarsi le mani in bagno in meno di venti minuti, perché il getto d’acqua è sufficientemente potente.

Abbiamo appena preso una lavagnetta magnetica per attaccarla al frigo. Luca ed io abbiamo poca RAM, così io uso un’agenda in cui appunto qualsiasi cosa, ma a volte le cose ci vengono in mente mentre cuciniamo, così le scriviamo sulla lavagnetta. Il fatto è che, se non ci scordiamo cosa dovevamo scrivere, ci scordiamo di guardare cosa abbiamo scritto. Abbiamo anche i pennarelli colorati per rendere la lavagnetta più simpatica, ma li teniamo in un’altra stanza, così ci scordiamo di usarli. Abbiamo messo due sveglie nuove sul comodino, ma ci scordiamo sempre di inserirci le pile, così stanno lì a prendersi la polvere. Qualcuno ci faccia un upgrade.

Con la lavastoviglie, ci hanno regalato un robot da cucina: apparentemente dovrebbe essere in grado di cucinare qualunque cosa. E’ collegato a un’applicazione contenente un sacco di ricette, ma ci scordiamo di guardarle, e finiamo per cucinare alla vecchia maniera. A me piace stare ai fornelli, purché non mi si metta fretta, vediamo se sarà divertente anche usare questo robottino. Se qualcuno di voi ce l’ha, saremmo curiosi di sapere cosa gli chiedete di fare. A proposito di robot, abbiamo tentato di pulire il pavimento della cucina, provato da sgocciolii e impronte di idraulico, con il nostro robot pulitore, munito di straccio umido e detersivo: il pavimento fa più schifo di prima. Aspetto ancora il giorno in cui inventeranno degli androidi come quelli che si vedono nel film “L’uomo bicentenario”. Chi non l’ha visto, corra immediatamente a rimediare e inventi un robot come quello. Poi mi telefoni, così ci mettiamo d’accordo su cosa farne.