C’è mancato poco!

Forse nessuno leggerà questo commento, e magari a nessuno importa leggerlo, ma sappiate che il blog si è appena salvato dal mio essere cretina grazie al signor Alessandro che ha risposto alla mia chiamata all’assistenza. Per qualche ora avevo completamente perso la possibilità di accedere a questo blog. I moderatori ci hanno provato a darmi una mano, ma stavamo brancolando tutti nel buio. Comunque ora è tutto ok.

Stay tuned…

Quando un personaggio esce spontaneamente dal tuo libro

Vi siete mai chiesti cosa accade quando un personaggio di un libro decide di andarsene da quel libro? Non pensate possa succedere? Oh, sì che può. A me è capitato. E adesso ci sono un sacco di pagine vuote che devo riscrivere. E lo farò, non temete.
Immaginatevi un libro quasi finito, un libro a cui manca solo la conclusione per essere praticamente terminato. Immaginatevi che a un passo da quel finale, a cui pensate ormai da mesi, vi venga voglia di guardarvi indietro e vi accorgiate che uno dei personaggi che avevate inventato ha fatto i bagagli e ha cambiato vita. E’ come scalare una montagna e scoprire, una volta in vetta, di non essere affatto arrivati alla vetta.
Cosa fa uno scrittore in questi casi? Dice addio a quel che aveva scritto e ricomincia da zero, salvando quel che merita di essere salvato e lasciando andare tutto il resto.
In fondo cosa volete che sia riscrivere un libro, dopo che si è riscritto la propria vita?

Ok, adesso la smetto di fare metafore. Scusate, è che le trovo divertenti. Mi fanno sembrare intellettuale e quindi mi viene voglia di abusarne. Comunque, al di là dei significati occulti di questo messaggio, il senso è semplicemente questo: avevo quasi terminato di scrivere il seguito di “Le avventure di Norvy”, ma al momento Norvy non è più il “gatto immaginario di Luca e Chiara”, dunque devo fare qualche sistemazione (leggasi come: devo riscrivere praticamente da capo).
Norvy e io abbiamo passato momenti peggiori, una riscrittura non ci spaventa affatto. Nel frattempo, preparategli un po’ di lasagne per ingannare l’attesa.

Quando l’ispirazione non arriva

Non so bene in che percentuale l’ispirazione e l’allenamento contribuiscano a creare qualcosa. Sono entrambi due parametri di cui non si può in alcun modo fare a meno. Tuttavia, si può creare un’opera perfetta dal punto di vista tecnico ma priva di emozione, così come è possibile comunicare efficacemente quello che si sente in una forma pessima. Quale delle due mancanze è più grave? Dipende tutto dall’occasione, suppongo. Dubito che qualcuno si aspetti di emozionarsi leggendo un articolo sull’ultima tendenza in fatto di ombretti e smalti, ma sicuramente non vorrà vedere “H” messe a casaccio e congiuntivi in libertà.
Ok, vi ho sentiti.
“Kiria, che cosa stai cercando di dire?”
Voglio dire che sto scrivendo poco, diamine. Aspetto l’ispirazione, l’aspetto, l’aspetto… Meglio se cambio approccio e me la vado a cercare. Non è proprio vero che non sono ispirata, semplicemente non lo sono per quanto riguarda la scrittura. Ho disegnato con soddisfazione diverse vignette e ho persino ripreso a disegnare un po’ a mano. Ma non mi basta. Sono una maledetta scrittrice, e come tale devo scrivere. Scrivere. Scrivere. SCRIVERE. E lo farò. Avete presente tutti quei manichini privi di volto che ho disegnato mentre studiavo l’anatomia del corpo umano? Proverò a trattare la scrittura nello stesso modo. Mi allenerò di più, scriverò di più, disegnerò di più, registrerò di più… Ok, ho capito. Hermione, passami la giratempo!

Blocco dello scrittore (sì, di nuovo)

Parliamoci chiaro.
Al momento ho le mani in tre libri. TRE. Un fantasy che mi ha preso la mano, uno young adult novel e il sequel di Norvy, che come potete facilmente immaginare ha bisogno di qualche migliaio di modifiche. Sono tutti e tre pieni di errori da far schifo e di cambiamenti da fare. Qualche cavia si è volontariamente offerta di aiutarmi e sono molto grata per questo.
Ma non sto scrivendo più niente, porca miseria.
Non riesco quasi a disegnare, figuriamoci a scrivere.
Il mio prossimo progetto è un ebook con tre racconti del mistero (vedi “L’assassino delle fiabe”), ma non riesco a scrivere il terzo. Non trovo un finale. E l’altro racconto, “Bello da morire”, è concluso ma non pienamente soddisfacente.
Il mio cervello sta galleggiando in un mare di cose in sospeso (dal punto di vista lavorativo intendo) e io sto annaspando come una cretina. Ma sapete cosa? Va benissimo così. Sto bene. Ricomincerò a scrivere prima o dopo.
Il mio cuore è di nuovo intero, non intatto, perché le cicatrici restano anche dopo che la ferita è chiusa, ma quel che non ammazza rende solo più forte.
Sono più forte? Sì.
Mi sono persa d’animo? Ovvio.
Mi sono rialzata? Ci ho provato in tutti i modi.
Ce l’avrei fatta da sola? Mai.
Ho ricominciato a ridere? Sì.
Sono soddisfatta della mia vita? Sì, ma voglio lottare con ogni goccia del mio sangue per dare tutto quello che ho dentro. E dentro ho veramente tanto.

LISTA DELLE LIBRERIE DOVE NORVY E’ DISPONIBILE SENZA ORDINAZIONE

Gli amanti degli acquisti online già sapranno che il libro di Norvy è disponibile sul sito Kimerik, Amazon, IBS, Feltrinelli, Mondadori, ecc.

Alcuni mi hanno segnalato qualche difficoltà dovuta all’incapacità dei librai di reperire il libro di Norvy. Vi garantisco che avete solo avuto sfortuna e vi consiglio di cambiare libreria, perché vi assicuro che è assolutamente ordinabile in qualsiasi parte dell’Italia!

Per fortuna ci sono alcune libreria che vedono “Le avventure di Norvy” anche senza ordinazione! La maggior parte sono al Sud perché la casa editrice è siciliana.

NORD
❤ “LIBRERIA FONTANA” di “Torino”
❤ “Libreria Galla 1880 srl” di “Vicenza”
❤ “Libreria Internazionale Ulrico Hoepli” di “Milano”
❤ “Mondadori Occasioni D’Inchiostro ” di “Milano”
❤ “Libreria Lovat Trieste Don srl ” di “Trieste”
❤ “LIBRERIA SISTINA di SISTINA ROVELLI” di “Rovellasca”

CENTRO
❤ “Libreria Cavour di Del Monte A. & C. Snc” di “Macerata”
❤ “Libreria StarMusic di Pantini Stefano ” di “Roma”

SUD
❤ “Pitagora Scolastica Snc” di “Matera”
❤ “Libernova srl (Feltrinelli point Messina)” di “Messina”
❤ “Libreria Bonanzinga Di Bonanzinga Daniela ” di “Messina”
❤ “Libreria Baba Jaga” di “Messina”
❤ “Cartolibreria Filoramo Stefano di Paolo” di “Milazzo”
❤ “Libreria L’Approdo Snc” di “LOCOROTONDO”
❤ “LUNA DI SABBIA S.R.L.S.” di “Trani”
❤ “Libreria Capitolo 18 ” di “Patti”

Spero che piano piano compaiano nella lista anche biblioteche del Centro!

Grazie a tutte le persone che ogni giorno mi taggano su Instagram per mostrarmi la loro copia del mio libro! E’ una gioia immensa sapere che il risultato del mio lavoro vi sta regalando ore di sorrisi in compagnia di Norvaccio!
Ormai non è un segreto, sto scrivendo il seguito, ma sono ancora un po’ indecisa sul finale…
Chissà!

KIRIA racconta: “L’assassino delle fiabe” – PARTE 10

Fu così, nello scantinato sotto la mia camera da letto, tra le labbra e le lacrime di Francesco, che dissi addio ai miei peccati e chiesi perdono alle mie vittime. I miei occhi iniziarono a chiudersi, le mie mani lasciarono andare il pugnale. Non sentivo più niente: solo il sale che mi bagnava la bocca. Scivolai da sola verso il buio, come la strega che viene arsa sul rogo, come Capitan Uncino tra le fauci del coccodrillo, come il cattivo di ogni fiaba…

Chiara digitò sulla tastiera l’ultimo puntino di sospensione.
“E’ perfetto” pensò, con un sorriso. “Nessuno si sarebbe mai aspettato di avere avuto l’assassino sotto gli occhi fin dall’inizio!”
Per qualche istante rimase ferma a fissare lo schermo, rileggendo le ultime pagine del suo racconto. Una volta che ebbe eliminato gli ultimi refusi ed ebbe indentato bene il testo, decise di stampare i nove capitoli. Gettò un’occhiata all’orologio in basso a destra sul desktop e notò che erano quasi le quattro del mattino. Si avvicinò alla finestra per abbassare la saracinesca e notò che nel cielo splendeva una meravigliosa luna piena.
“Ciao” sussurrò una voce, alle sue spalle. Chiara si voltò, credendo che fosse entrato un ladro in casa.
“Che ti succede, hai paura di me? Eppure sei tu ad avermi creata!”
Una ragazza alta con i capelli corti era in piedi a pochi passi da Chiara. Indossava una maglietta con una grossa macchia di sangue all’altezza dello stomaco.
“Sono io, Marta. L’assassina delle fiabe. Non guardarmi così, mi conosci benissimo!” disse la spettrale figura.
“No… non è possibile…” disse Chiara, incredula, tentando di uscire dalla porta della sala.
“Stai tranquilla, non ho intenzione di farti del male” disse Marta con un ghigno, afferrando Chiara per le spalle. “Mi hai dato una vita breve, una morte orribile e una schizofrenia incurabile, ma almeno mi hai resa forte e mi hai fatto provare dei sentimenti di amore e di amicizia. In fin dei conti ti vorrei ringraziare. Pare che una parte di me odi le storie a lieto fine, e di certo la mia storia non ne ha uno, quindi tutto sommato mi piace quello che hai scritto.”
“Cosa vuoi da me?” domandò Chiara, cercando di liberarsi dalle due gelide mani che la stringevano.
“Niente, volevo solo farti sapere che esisto e che la mia storia non è finita…”
“Tu sei morta, la tua storia è finita eccome!” rispose Chiara, pentendosi immediatamente della sua audacia.
“Vero, vero… però vedi, un personaggio immaginario, come me, non può mai morire del tutto, neppure se lo uccide il suo creatore. Ogni libro, fiaba, racconto o novella può essere riletta da capo, perciò i personaggi morti possono rigenerarsi ogni volta che qualcuno ricomincia a leggere. Hai pubblicato la mia storia sul Web, non è vero? L’hanno letta parecchie persone. Sono loro ad avermi dato la forza di uscire dalle tue pagine e di entrare in questo mondo. Un modo per uccidermi esiste, in effetti. Dovresti uccidere tutti coloro che hanno letto “L’assassino delle fiabe”, ma non credo che lo farai. Oppure potresti… “
Marta si zittì di colpo, si guardò rapidamente intorno e guardò Chiara fissa negli occhi.
“Adesso scusami, ma ho un paio di faccende da sbrigare. Devo ritrovare Francesco e devo continuare a uccidere.”
Chiara aprì bocca per ribattere, ma Marta la spinse contro il muro, facendole battere una testata abbastanza forte da farle perdere i sensi.
“Ci vediamo, creatrice…” sussurrò Marta ridendo, mentre svaniva nel nulla.

Verso le quattro e mezza del mattino, Chiara aprì gli occhi. Era seduta davanti al suo portatile, con la testa fra le braccia.
“Deve essermi venuto un colpo di sonno” pensò. “Meglio che vada a dormire adesso.”
Chiara si sentiva frastornata. Ricordava di avere sognato qualcosa o qualcuno proveniente dal suo racconto, ma non riusciva proprio a ricordarsi che cosa.

Il giorno seguente, Chiara cercò i fogli sui quali aveva stampato “L’assassino delle fiabe”, ma non li trovò da nessuna parte.
“Pazienza” pensò. “Si vede che facevano parte del sogno anche quelli!”
Accese il computer per controllare la posta elettronica. Per caso si imbatté nel sito di un noto quotidiano. La sua attenzione venne attratta da una notizia di cronaca nera.

“DICIOTTENNE TROVATA MORTA SULLE SCALE DELLA SCUOLA
Angelica C., studentessa di quinta liceo, è stata trovata morta sulle scale antincendio del liceo classico Andrea d’Oria alle otto del mattino del 19 settembre. La causa della morte è il soffocamento provocato da un pezzo di mela ritrovato nella gola della giovane. Non sono ancora confermate le voci che ipotizzano un omicidio doloso premeditato. Il corpo della ragazza è stato trovato circondato da fiori bianchi e truccato con cerone bianco e rossetto rosso, in un macabro tentativo di evocare la morte di Biancaneve. Il cadavere stringeva tra le mani un foglio con su scritte le parole “Grazie, Chiara”…”

Chiara scorse la notizia fino in fondo, scordandosi di respirare.
“Non è possibile” pensò. “Deve essere un pazzo che ha letto la mia storia e adesso sta simulando gli omicidi che ho scritto…”
“Ovviamente no, mia cara!” disse una voce femminile.
Chiara si voltò. Marta era in piedi, davanti a lei. Stringeva una mela morsicata nella mano destra e un fiore nella sinistra.
“Non ha sofferto, stai tranquilla…” sussurrò Marta, avvicinandosi a Chiara. “Era così bella, con quei capelli neri e quegli occhi color del mare… Non potevo lasciare che il tempo distruggesse il suo volto. La morte adesso avrà una sposa bellissima! La morte è l’unico principe che verrà mai a salvare le principesse in pericolo!”
“Io non ti ho creata in questo modo! Io ti ho creata buona!” disse Chiara con disprezzo.
“E’ vero… ma vedi, tu hai lasciato che la mia parte buona si suicidasse per distruggere quella cattiva, che invece, come puoi vedere, non è affatto morta…”
“Ti fermerò, in un modo o nell’altro ti fermerò!” gridò Chiara.
“Non sai come fare! E non lo saprai mai! Addio creatrice, devo accompagnare Cenerentola al ballo! Il suo principe la sta aspettando per morire insieme a lei!”
Chiara cercò di afferrare le mani evanescenti di Marta, ma tutto quello che le rimase tra le mani furono una mela rossa e un fiore bianco.
Chiara rimase in piedi, immobile, fissando il fiore e la mela. Era in preda alla rabbia e alla disperazione, ma riuscì a non perdersi d’animo. Rifletté a lungo, e alla fine un’idea la colse di sorpresa come un fulmine a ciel sereno.
“Non posso distruggere la storia di Marta, ormai è già stata divulgata… Però posso continuarla! Non conosco le regole per distruggere il suo gioco, ma… se riscrivessi le regole io stessa, allora forse…”
Chiara aprì il documento Word “L’assassino delle fiabe” e iniziò a scrivere.

#MeToo

In questi giorni mi sono imbattuta nell’hasthag “MeToo”, “anche io”. Lo stanno postando sui social tutte quelle donne e ragazze che almeno una volta nella vita sono state molestate, abusate o stuprate dagli uomini. Finalmente il muro di silenzio si sta aprendo e le vittime non vogliono più stare zitte per paura di essere giudicate. Lo sapete come la penso: quando avete un problema dovete parlarne: con i genitori, con gli amici, con gli insegnanti, con il vostro medico, con la polizia se serve.

Questo messaggio non è per le donne o le ragazze, non è nemmeno per quei pochi o tanti gentiluomini che ancora esistono: è per i ragazzi giovani che mi seguono e che sono ancora innocenti. Fischiare dietro a una ragazza non è bello. Nemmeno seguirla sotto casa, nemmeno farle dei complimenti volgari. Se una donna è gentile con voi, non è detto che  le piacciate. Se una donna vi dice “no” quando voi le state facendo delle avance, non è né “sì” né “forse”, è “NO.”.

Noi donne viviamo nella paura: quando facevo l’università e prendevo il treno per tornare a casa, ero sempre felice di avere dei compagni di classe che viaggiassero con me. Quando ero da sola invece stavo con gli occhi bassi e rasentavo i muri per non farmi vedere. Mi sedevo tra un vagone e l’altro, nella speranza di non fare brutti incontri. Una volta un ragazzo che conoscevo poco mi offrì un passaggio. Rifiutai. Anche una mia amica fece lo stesso. Accettammo solo quando offrì il passaggio a entrambe lo stesso giorno. Alla fine si rivelò un passaggio innocente, ma una donna le pensa tutte prima di accettare una gentilezza.

Mi raccomando ragazzi, il futuro delle donne siete anche voi che state ascoltando il video in questo momento. Io sono stata fortunata: quando ho detto a un ragazzo di fermarsi perché non me la sentivo di fare una cosa, nessuno ha mai preteso niente da me con la forza, ma non a tutte le ragazze va così bene. Forse la cavalleria è morta, forse lo sono anche le fiabe. Non siamo più principesse in cerca del principe azzurro, però se non siete principi allora fatemi un favore: non fate nemmeno gli orchi.

 

IL LIBRO DI NORVY E’ FINALMENTE ACQUISTABILE!

Finalmente, dopo tante ore passate davanti al computer a correggere, sistemare, scrivere, disegnare e vegliare, finalmente Norvy, nato proprio su questo blog, ha visto la luce!
Potete acquistarlo qui:

❤ KIMERIK: http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=2783
❤ AMAZON: http://amzn.to/2kGMIfs
❤ IBS: https://www.ibs.it/avventure-di-norvy-gatto-immaginario-libro-kiria-eternalove/e/9788893750707?inventoryId=89717365
❤ FELTRINELLI: http://www.lafeltrinelli.it/libri/kiria-eternalove/avventure-norvy-gatto-immaginario-luca/9788893750707
❤ MONDADORI: http://www.mondadoristore.it/avventure-Norvy-gatto-Kiria-EternaLove/eai978889375070/
❤ LIBRERIA UNIVERSITARIA: https://www.libreriauniversitaria.it/avventure-norvy-gatto-immaginario-luca/libro/9788893750707
❤ HOEPLI: https://www.hoepli.it/libro/le-avventure-di-norvy-il-gatto-immaginario-di-luca-e-chiara/9788893750707.html
❤ LIBRO CO: https://www.libroco.it/dl/Kiria-EternaLove/Kimerik/9788893750707/Le-avventure-di-Norvy-Il-gatto-immaginario-di-Luca-e-Chiara/cw693683357526444.html

Oppure potete ordinarlo in qualunque libreria! 

Voglio dire grazie a voi, che mi avete supportato fin dalla prima storia.
Voglio dire grazie a Luca, che è stato sveglio con me fino all’ultima correzione.
Voglio dire grazie alla Kimerik, la casa editrice che ha avuto la pazienza di sopportarmi fino all’ultima email.

Pensate che il viaggio di Norvy sia giunto al termine? Sbagliato! Sapete perché? Perché sto già scrivendo il seguito!
Fatemi sapere se pensate di acquistarlo e se vi piacerà! GRAZIE A TUTTI!

5 ANNI SU YOUTUBE

Quando Luca aprì un canale Youtube, all’inizio la cosa mi sembrò più un gioco che altro. Le cose erano ben diverse cinque anni fa: non potevi andare dai tuoi genitori e dire “mamma, babbo, faccio lo YouTuber” senza sentirti dire “Lo youche? Ma vai a studiare!”.
All’epoca facevo l’università, cosa che mi risucchiava tempo ed energia in quantità esorbitanti, però non ci vidi niente di male nel registrare qualche video a caso giocando a caso. La mia iniziazione al mondo dei videogiochi era avvenuta pochissimi anni prima e perlopiù avevo giocato a “The Sims” con le copie dismesse dei miei amici. Non ero per niente una gamer, anzi, ma decisi che sarebbe stato divertente provarci.
Se c’era qualcosa che non avevo proprio messo in conto era la componente umana della vita su Youtube. Io sono uno di quegli utenti fantasma che gira sul web, si fa gli affari propri e svanisce nel nulla. Voi no: voi siete reali. Siete persone che scrivono, propongono, inviano disegni, consigli, fan made. Non me lo aspettavo. Il vostro feedback è stata la cosa che più in assoluto ha trasformato un gioco in qualcosa che amo e che non voglio mai smettere di fare.
Un’altra sorpresa assoluta è stato come Youtube abbia influito sulla mia crescita personale grazie a voi. Io amo fare due cose: disegnare e scrivere. Senza i vostri consigli e i vostri pareri non penso che sarei giunta a questo punto. Ho acquisito abbastanza fiducia in me stessa da smettere di scopiazzare anime spudoratamente e ho persino trovato il coraggio di scrivere dei libri veri come ho sempre sognato. Pensate a Norvy: se non avessi letto i vostri commenti non avrei mai deciso di dare vita a questa pestifera creatura. Quando il libro verrà pubblicato, vedrete che nella dedica ci siete anche voi Cari amici.
Non sono un tipo troppo sentimentale, lo sapete, però voglio ringraziarvi per essere così come siete. Ho conosciuto persone fantastiche grazie a questo sentiero, che forse non avrei mai incontrato altrimenti. Essere uno Youtuber è come essere un puzzle: senza di voi, che siete i pezzi che formano il puzzle, non esisteremmo affatto.

La strana storia delle balene suicide

Qualcuno ne avrà sentito parlare, agli altri lo spiegherò io: un gruppo di sociopatici russi si sta divertendo a contattare/farsi contattare da adolescenti e giovani particolarmente sensibili o che stanno attraversando periodi di vita particolari. L’obiettivo è spingerli al suicidio attraverso 50 sfide quotidiane, di cui molte incentrate sull’autolesionismo. La sfida si chiama “Blue Whale Challenge” e onestamente mi dispiace per le balene, animali meravigliosi che adesso verranno associati ai pazzi.
Io non so perché questa gente si diverta a giocare con la vita delle persone e non starò a parlare di questo, voglio parlare con tutte quelli che almeno una volta hanno seriamente preso in considerazione l’idea di farsi fuori.
L’adolescenza è la fase di vita in cui il cervello va per conto suo. E’ come essere sotto costante influsso di droghe: tutto è amplificato, tutto è più grave, tutto capita solo a noi, gli altri ci odiano e se sparissimo non mancheremmo a nessuno. NON è così, anche se sembra.
Se c’è qualcuno tra di voi che sta avendo pensieri troppo strani o che sta iniziando a essere troppo in confidenza con le lamette e con le cose appuntite, fatevi aiutare. Se pensate che i vostri genitori non possano, se non avete amici, avete sempre gli insegnanti. Se nemmeno loro vi ispirano fiducia, provate in ospedale, dal preside, da chiunque. La vita è troppo breve per metterla a rischio con dei pensieri sbagliati. Ci sono professionisti e/o volontari che possono aiutarvi. Se una persona vicina a voi ha dei comportamenti che non vi sembrano normali o ha dei segni sul corpo che nasconde e di cui non vuol parlare, segnalatelo subito all’adulto di cui vi fidate di più.
Spesso chi medita il suicidio o pratica autolesionismo non vuole farlo sapere, ma questa è l’epoca in cui si posta qualunque cosa sui social network e nemmeno una cosa privata come la depressione viene risparmiata dagli hashtag. Guardatevi intorno.
A tutti capita un momento di scoraggiamento, a tutti capitano delle giornate no, a tutti capita di pensare che tutto sommato nessuno piangerebbe la nostra morte. Come sempre, il confine tra sanità e malattia è lo stesso che passa tra pensiero e azione. Se il pensiero di agire, di passarvi una lametta sulle braccia, si fa più forte, DOVETE farvi aiutare. Le balene stanno bene solo in acqua, non sulle braccia delle persone.
Avevo un amico, un tempo, che praticava autolesionismo. Una volta eravamo in giro per negozi; si fermò e mi mostrò il braccio. Aveva una cicatrice enorme e fresca, molto profonda, che si era fatto da solo. Anche il suo coraggio però fu enorme: parlò dell’accaduto con i genitori e loro trovarono il modo di farlo stare meglio affidandolo a dei professionisti. L’ultima volta che l’ho sentito aveva quasi finito l’università e stava bene. Fate come lui, per favore. PARLATE.