KIRIA racconta: “L’assassino delle fiabe” – PARTE 6

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“FRANCESCO!” gridai, disperata, gettandomi su di lui. Cercai di liberarlo dalle corde e dalla benda, presi la sua testa tra le braccia e iniziai a piangere.

“Marta…” sussurrò lui.

“SEI VIVO!”  gridai, abbracciandolo più stretto. Chiamai immediatamente l’ambulanza, che fu lì nel giro di pochissimi minuti insieme alla polizia.

I paramedici fecero allontanare tutti i ragazzi e tentarono di mandare via anche me, ma Francesco protestò. “E’ la mia ragazza!” disse. “E’ lei che vi ha chiamato. Fatela restare per piacere!”

Un infermiere iniziò a tagliare i vestiti di Francesco per poterlo bendare. “O santo cielo…” sussurrò. Sulla schiena di Francesco, l’assassino aveva inciso la sagoma di un uncino. Alla base di essa aveva affondato il suo coltello, ma senza colpire organi vitali.

“L’assassino voleva accoltellarmi di nuovo ma si è fermato. L’ho sentito” disse Francesco. “Per qualche motivo è fuggito. Forse stava arrivando qualcuno”.

“L’hai visto?!” domandai, col cuore in gola.

“No. Mi ha dato una botta in testa e mi ha bendato. Ha fatto tutto mentre ero svenuto. Mi ha svegliato il dolore alla schiena quando mi ha pugnalato.”

“Questo spiega parecchie cose…” sussurrò un poliziotto, che aveva ascoltato tutto.

I paramedici portarono via Francesco. Le lezioni furono sospese per l’ennesima volta, così non mi restò altro da fare che tornarmene a casa. Ero felice, ma terrorizzata. E se l’assassino avesse deciso di riprendere l’opera da dove era rimasto? Stava riscrivendo le fiabe in modo da eliminare ogni lieto fine, ma Capitan Uncino aveva di nuovo avuto la peggio contro Peter Pan. Quella fiaba non era riuscito a riscriverla. Perché? Mi lambiccai il cervello fino a cadere addormentata.

Quando mi svegliai, mi accorsi che era ancora presto, così decisi di andare a trovare Francesco in ospedale.

Presi la bicicletta e mi misi in marcia. “Oh, no…” pensai, vedendo le volanti della polizia parcheggiate davanti all’ingresso dell’edificio. Mollai la bicicletta al primo marciapiede che trovai e corsi a piedi verso l’unica persona che riconobbi: la poliziotta con cui avevo parlato in palestra.

“Che è successo?!” domandai, spaventata. “Un’altra vittima?”

“Ancora tu?!” disse la poliziotta, quando mi vide. “No! Però ci ha provato. L’assassino ha provato di nuovo a  uccidere il tuo ragazzo, ma si è salvato anche stavolta. Ha sette vite come i gatti.”

“Posso vederlo?” chiesi, col cuore in gola.

La poliziotta fece cenno ai suoi colleghi di lasciarmi passare. Trovai Francesco nel suo letto, circondato da agenti. Gli gettai le braccia al collo e mi sciolsi in lacrime.

“Non ti avevo mai vista piangere se non adesso e stamattina!” disse lui, accarezzandomi i capelli. “Allora mi vuoi bene.”

“Sei un deficiente!” dissi, sorridendo tra le lacrime e cercando di darmi un contegno. “Che è successo stavolta?”

“Ho visto l’assassino!” esclamò lui. Era alto, vestito di nero dalla testa ai piedi!”

“Cosa?!” esclamai.

“Sì, te  lo giuro! È entrato qui dentro mentre dormivo, non ho idea di come abbia fatto, e ha cercato di strangolarmi. Ho provato a urlare, ma non ci sono riuscito! Poco prima che perdessi i sensi mi ha lasciato andare ed è scappato! Qualcuno lo ha visto fuggire e hanno temuto che mi avesse fatto fuori, e invece eccomi qui! E nessuno l’ha più visto in giro, pare svanito nel nulla!”

“Hai capito se era un uomo o una donna?”

“Potrei dire che mi sembrava un uomo, ma conciato com’era… mi chiedo perché mi abbia risparmiato di nuovo! Che senso aveva tornare qui e rischiare di farsi scoprire se non aveva intenzione di uccidermi?”

“Non lo so, ma non me ne andrò via da qui finché non verrai dimesso. Non posso stare a casa e vivere con quest’angoscia.”

“Non preoccuparti” mi disse uno degli agenti. “Nemmeno noi abbiamo intenzione di lasciare il tuo ragazzo qui da solo. Vivi pure tranquilla”.

“Non posso restare qui durante la notte?” domandai.

“D’accordo, resta.” Disse una voce di donna.

Solo in quel momento mi accorsi che c’era una piccola donna con i capelli neri striati di grigio seduta vicino a Francesco: sua madre. L’avevo vista un paio di volte fuori da scuola, ma non ci eravamo mai parlato prima di quel momento. Mi scusai per non averla salutata, ma lei mi fermò. “La situazione ti concede di non essere formale. Eri preoccupata per Francesco. Avrei reagito nello stesso modo.”

Mi scusai di nuovo e feci un salto a casa per avvisare i miei genitori dell’accaduto. Provai un po’ di imbarazzo nel dire che avevo un ragazzo. Non avevo mai risposto “sì” alla sua proposta, ma il timore di aver perso Francesco per sempre mi aveva fatto capire che i miei sentimenti erano più forti di quanto pensassi. Riempii lo zaino con quel che avrebbe potuto servirmi durante la notte e mi feci accompagnare in macchina da mio padre fino all’ospedale. Non ricordavo bene dove fosse la camera di Francesco, ma i due agenti piazzati davanti alla sua porta me lo rammentarono subito. Quando entrai, mi accorsi subito che Francesco era da solo. Sua madre se ne era andata. Non si accorse del mio arrivo, stava dormendo. Sicuramente lo avevano messo k.o. con qualche antidolorifico. Sistemai una coperta sulla squallida poltrona vicino al letto, cercando di non far rumore, e mi sedetti. Guardai Francesco dormire per qualche minuto. I suoi occhiali erano stati piegati e riposti sul comodino. Era bello, per una volta, vedere il suo volto per intero, senza le lenti a far da scudo. Mi resi conto di star ridacchiando come una bambina. Cercai di dormire un po’, ma la vicinanza di Francesco mi faceva agitare e me lo impediva. Andai in bagno per sgranchirmi le gambe. Mi sciacquai la faccia con dell’acqua fresca. Quando mi guardai nello specchio, mi parve di vedere un’ombra scura alle mie spalle. Mi guardai un po’ intorno, ma non vidi nessuno.

“Non puoi vedermi” disse una voce di cui non riuscii a identificare il genere.

Mi sentii paralizzata dal terrore.  Mi voltai in fretta: non c’era anima viva.

“Ti ho già detto che non puoi vedermi. Adesso ti metterò a dormire e mi occuperò del tuo amichetto. E’ la seconda volta che non riesco a ucciderlo per colpa tua!”

“Cosa vuoi da lui?” risposi. “Lascialo stare!”

“Peter Pan sta cercando di crescere. Ha una ragazza, ora. Non può più stare nell’isola che non c’è. Devo aiutarlo ad andarsene.”

“Sei completamente pazzo!” gridai, sperando che qualcuno mi sentisse.

“Oh, non sai nemmeno quanto…”

Un agente spalancò le porte del bagno.

“Perché gridi? Tutto bene?” chiese.

“No! C’è l’assassino! Qui da qualche parte, mi ha parlato, ma non sono riuscita a vederlo!”

Il poliziotto estrasse la pistola dalla fondina e iniziò a esaminare ogni angolo del gabinetto.

“Tornatene in camera” disse l’uomo. Se è qui, non mi scapperà.

Corsi verso la stanza di Francesco. Tutto quel trambusto non l’aveva svegliato. Presi la sua mano destra, libera dalle flebo, e la strinsi piano. “Non permetterò che quell’individuo si avvicini a te!” promisi.

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11 comments on “KIRIA racconta: “L’assassino delle fiabe” – PARTE 6

  1. Ary

    Le cose si fanno movimentate! Non vedo l’ora che aggiorni, sono troppo ansiosa, mi sta piacendo un sacchissimo!!

  2. Greta

    Io mi sono appassionata sempre di più dopo l’arrivo di Francesco nella vita di Marta. Sono sicura che riuscirà a salvarlo, intanto rileggo per l’ennesima volta la storia

  3. Greta

    Mi sono appena accorta che nella favola
    di Hansel e Gretel in italiano Gretel è Greta…Ora ho paura di essere stordita e cucinata

  4. Elisa

    Ti prego Lidia continua la non vedo l’ora di leggerla tra un po andavo addosso alla scrivania DI Camera mia

  5. Elisa

    Ti prego Kiria continua la non vedo l’ora di leggerla tra un po andavo addosso alla scrivania DI Camera mia

  6. eve_AquaRose

    Voglia la prossima parte al piú presto!(c’é, perfavore)Non dormiró la notte per la curiositá!

  7. Venerella004

    Ma la ragazza di nome Marta è in qualche favola??

  8. Lucrezia

    Che bello!!! Francesco è vivo! Però stanotte mi sa che non ho il coraggio neanche di andare in bagno!
    P.S. sapete se nelle fiabe c’è qualche Lucrezia?
    Se sì per favore rispondetemi!

  9. Ila_02

    Non so perchè ma lo sapevo che Francesco e ancora vivo ma aspetta! se marta e un problema per assasino perché non l’ha elimina? Forse perché è la protagonista anche se non penso che una scritrice come te non metta anche la morte di questa, comunque la storia di fa sempre più interesante u.u
    Ps : l’asasino mi fa ricordare la yandere non so perché XD

  10. Dark Wolf

    E così la mia teoria sta diventando sempre più
    Vera… secondo me è lei che ha la doppia personalità malvagia…non vedo l’ora di scoprire la verità sull’assassino!❤ Cmq BRAVISSIMA Kiria!

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