VITA DA VEGETARIANA – Le ricette di Luca & Chiara: “Risotto alle verdure”

Per sfatare il mito “ma sei vegetariana?! Allora cosa mangi?!”, ecco a voi una delle ricette che ho inventato durante gli ultimi mesi. Luca ed io l’abbiamo modificata più volte a seconda della stagione, del tempo a disposizione e di quello che avevamo in frigo, e così potete fare anche voi! E’un piatto unico adatto a chiunque cerchi un cibo sano e non troppo lento da preparare! Noi lo chiamiamo anche “riso verde”, perché le verdure che usiamo di solito per cucinarlo (eccetto le carote) sono tutte verdi.

INGREDIENTI (dose consigliate per due persone):
– Un etto di carote
– Un etto di zucchine
– Cipolla bianca q.b.
– Un etto di spinaci (noi usiamo quelli surgelati)
– Un etto di piselli (noi usiamo quelli surgelati)
– Dado vegetale senza glutammato monosodico*
– Olio extravergine di oliva
– Due etti circa di riso Carnaroli

PROCEDIMENTO:
Scaldare l’olio, quindi aggiungere cipolla e carota tagliate finemente. Dopo alcuni minuti, aggiungere anche zucchine, piselli e spinaci e un dado vegetale.
Quando le verdure saranno quasi cotte, aggiungete anche il riso e un pezzo di dado vegetale aggiuntivo. Togliete dal fuoco quando il riso è pronto e, a piacere, condite con olio d’oliva.

Modifiche consigliate: per la base del soffritto, potete usare anche il sedano, insieme a cipolle e carote. Tra le varie verdure che si possono aggiungere alla ricetta, abbiamo provato con i fagiolini (tagliati piccoli, altrimenti non cuociono mai) e ci stanno molto bene.
Se volete un piatto ancora più sostanzioso, al posto del riso usate la quinoa, un cereale sudamericano ricchissimo di proteine, ricordandovi che spesso ha un tempo di cottura inferiore a quello del riso.

*il glutammato monosodico è un esaltatore di sapidità usato per insaporire cibi altrimenti insipidi; è molto irritante per l’apparato digerente, perciò vi consiglio fortemente di leggere l’etichetta quando acquistate dei dadi per il brodo!

RisoPentola

Challenge: “Descrivi il tuo frigo, pieno di cibi che odi!”

KIRIA scrive: Come alcuni di voi ormai sanno, Luca ed io vorremmo, prima o poi, che le avventure di Norvy si materializzassero in un libro vero! Purtroppo però non sempre sono ispirata a scrivere, perciò sto cercando qualche input in questo libretto: 642 tiny things to write about (642 piccole cose di cui scrivere); l’obiettivo è completare 642 mini sfide che mi spingeranno a inventare una storiella a tema. La sfida di oggi prevede che io descriva come sarebbe il mio frigo se qualcuno l’avesse riempito di cose che odio. Fateci sapere se vi piace questa nuova, stramba idea!
Qui potete trovare la challenge precedente.

Getto un’occhiata distratta verso il grosso orologio appeso al soffitto. Sento gorgogliare lo stomaco, cosa rara per me, che non ho quasi mai fame. Pare che sia ora di pranzo. Ho comprato giusto ieri delle verdure fresche, magari potrei cucinarle con del cous cous.
Apro il frigorifero e un grido di terrore si leva dalla mia gola senza che il cervello abbia il tempo di accorgersene.
Sono spariti gli yogurt, sono spariti i succhi di frutta biologici, e non c’è più traccia delle verdure che avevo comprato. Sono rimaste solo delle carote mezze marce, che fanno capolino dallo sportello dei vegetali. Accanto a loro, spunta la chioma puzzolente di un broccolo. Le carote e il broccolo mi guardano con aria di sfida, gustando la mia sconfitta: sanno che non oserei mai mangiarli, se non camuffati da altri gusti più decisi che nascondano la loro nauseante consistenza, ma nel frigo non sono rimaste altre verdure che possano avvelenare il loro orrido sapore.
Una goccia di sangue ha lasciato una lunga traccia sullo sportello del frigo. Un’enorme bistecca cruda invade completamente il ripiano centrale. Mostrare una cosa simile a un vegetariano è un po’ come infilzare Superman con un pugnale di Kryptonite, oppure invitare un vampiro a una partita di beach volley a mezzogiorno. Anzi, è come invitarlo a una partita di beach volley a mezzogiorno e usare un palo di frassino al posto della palla. Nel piano superiore del frigo, un cumulo di latte rappreso sta invadendo la stanza con il suo fetore muffito. Qualche temerario chiama questo abominio “gorgonzola”, e ha pure il coraggio di mangiarlo. Magari dopo averlo scaldato e saltato in padella insieme a delle innocenti penne rigate.
So che non è Norvy, l’autore di questo scherzo infame. A lui fa impressione la vista della carne cruda. Deve trattarsi di una creatura ancora più spregevole. Chiudo il frigorifero, giurando vendetta allo sciagurato criminale che è giunto a tanto.