Pride 2017

Su Deviantart si sta celebrando il Pride 2017 tramite le forme artistiche. Il mio contributo lo vedete nell’immagine in cima all’articolo.
Lo sapete, ho sempre detto apertamente che secondo me tutte le coppie hanno il diritto di sposarsi, mettere su famiglia e vivere la propria vita a fianco delle persone che amano. Trovo veramente fuori di testa che nel ventunesimo secolo ancora ci sia chi si preoccupa del sesso delle persone.
Ci sono persone, tante, tantissime, purtroppo, che nascoste dietro paroloni, religioni, morali poco solide e intolleranza, ancora vogliono negare ai gay, alle lesbiche, ai bisessuali, ai trans, ai queer, di vivere la loro vita come chiunque altro.
Veramente l’essere uomo o donna dovrebbe contare davvero?
Veramente, con tutti i problemi che ci sono, si deve stare a discutere se il matrimonio gay possa in qualche modo corrompere l’idea di famiglia?
Veramente ci si chiede ancora se sia meglio lasciare i bambini a marcire negli orfanotrofi o darli in adozione a due mamme o due papà? Ho sentito tanta gente dire che i bambini devono avere “un padre e una madre”, come se non esistessero le famiglie con un solo genitore, con i genitori che litigano o si tradiscono, con i genitori che hanno problemi di droga o di alcolismo. Per non parlare di quelle persone che invocano la scienza: da due donne o da due uomini non nasce un figlio! Beh, nemmeno dalle persone sterili, se è per questo, eppure nessuno dice niente.
Ancora si dà dei malati di mente a chi nasce nel corpo sbagliato?
Ancora si dà dei pervertiti a chi ama sia gli uomini che le donne?
Perché molte persone si inquietano quando vedono due ragazzi tenersi per mano o due ragazze che si scambiano un bacio?
Io sono felice di difendere i diritti degli esseri umani, non me ne importa nulla se sono maschi, femmine, entrambi o nessuno dei due. Non mi importa nemmeno dei loro gusti; sono esseri umani e come tali meritano di poter vivere serenamente.
Io non sono gay, ma questo non significa che la discriminazione non mi tocchi.
Per tutti gli eterosessuali che stanno leggendo: come vi sentireste se qualcuno dicesse che i vostri sentimenti sono vergognosi, impuri, schifosi e indegni di esistere? Io li prenderei a calci dove non vi dico.
Per tutti i cisgender* che stanno leggendo: come vi sentireste se ogni volta che vi guardate allo specchio vedeste l’immagine di qualcuno che non siete voi? Male. Io mi sentirei abbastanza male.
Sogno un mondo in cui le etichette cadono e restano solo le persone.

*Cisgender è il contrario di transgender, ovvero una persona che sente corrispondenza tra il sesso biologico, con cui è nato, e il sesso a cui si sente di appartenere.

Siate quello che volete essere, non quello che gli altri dicono che siete

Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta molto a cuore. Parecchi tra coloro che leggono questo blog sono giovani e adolescenti che ancora stanno cercando di capire che cosa e chi vogliono diventare. Un consiglio per tutti: non permettete MAI che siano gli altri a dire per voi cosa siete e cosa diventerete. MAI.
Qualche giorno fa, ho postato un mio disegno in cui mostro la prima bozza di Tommaso, il protagonista di uno young adult novel che sto scrivendo (lo vedete nell’immagine in cima a questo articolo). Tommaso ha origini tedesche, perciò l’ho descritto alto, con gli occhi chiari e i capelli biondi. Io amo i capelli lunghi, sia nei ragazzi che nelle ragazze, perciò ho deciso che Tommaso avrà i capelli lunghi fino a mezza schiena, e che solitamente li porterà legati in una coda.
Purtroppo, come era ovvio aspettarsi, qualcuno ha tentato di “definire” la sessualità di Tommaso basandosi sui suoi capelli o sui suoi vestiti. Vi prego, NO. Siamo nel ventunesimo secolo. Non ditemi che un uomo con i capelli lunghi è una donnicciola e una donna con i capelli corti è un maschiaccio, o peggio ancora non mischiate apparenza con gusti sessuali. Portare i capelli lunghi NON è da gay: definirsi gay è da gay. Una donna con i capelli corti non è necessariamente lesbica; lesbica è invece quella donna che si definisce e si riconosce come tale. Io ho passato buona parte della mia vita vestendomi da maschiaccio, con tanto di felpone e scarpe da uomo. Eppure mi sono sempre identificata come femmina etero. L’abbigliamento non definisce IN ALCUN MODO i gusti di una persona. Ficcatevelo in testa finché siete giovani, per piacere.
Un’ultima cosa: non fatevi condizionare dagli stereotipi tipo “il calcio non è da femmine” oppure “la danza classica non è da maschi”; fate quello che cavolo volete. Siete ragazzi e vi piace sferruzzare? Fatelo. Siete ragazze e andate matte per il rugby? Fatelo. Siete maschi e vi piace truccarvi? Fatelo lo stesso. Chi vi guarderà storto non ha capito ancora che qui non si tratta di maschi e femmine, ma di esseri umani con delle passioni.
Io non mi trucco, mi asciugo i capelli alla “comevieneviene”, non uso mai i tacchi, non uso smalti o gioielli, eppure sono sempre io. Usate il tempo che avete per fare quello che vi piace, non date retta a chi è ancora vittima degli stereotipi. Vivete solo per voi stessi.

“SONO UNA RAGAZZA, E AMO UNA RAGAZZA!”

KIRIA pensante scrive: quando ho compiuto gli anni, una ragazza mi ha scritto qualcosa tipo “Meno male che mia sorella sta usando il cellulare della sua ragazza, così io ho potuto prendere il suo e farti gli auguri!”.
Un ragazzino le ha risposto: “Ma come? Una ragazza può avere una relazione con un’altra ragazza?”.
Risposta: SI’! Una ragazza può avere una relazione con una ragazza, con un ragazzo, con un transessuale, con una transessuale, con chiunque abbia catturato il suo cuore e la sua attenzione. E ovviamente, lo stesso vale per un ragazzo.
Durante le live di Twitch, alcuni di voi ci hanno tenuto a chiederci esplicitamente cosa pensiamo dell’amore omosessuale.
Onestamente, trovo sciocco parlare di amore omosessuale o eterosessuale. L’amore è amore, punto è basta. Se due persone sono felici tra di loro, a chi importa che cromosomi hanno? A me no di sicuro. Eppure viviamo ancora in un mondo in cui gli adulti cercando di difendere i bambini dall’esistenza di certe realtà, come se fossero pericolose, come se facessero paura. Molti genitori ancora non riescono a tollerare le preferenze sessuali dei figli, che talvolta scoprono di essere attratti dall’uno o dall’altro sesso (o da entrambi) fin dalla più tenera età.
Vivere nell’ombra, però, vuol dire non vivere davvero per quello che si è. Trovo ridicolo che nel ventunesimo secolo ancora si debba discutere di parità di diritti tra uomo e donna, tra bianco e nero, tra etero e gay.
Non mi addentrerò nei meandri politici o religiosi, ma vorrei dare un consiglio a tutti coloro che sanno, dal profondo del cuore, di amare qualcuno che forse la società non approverebbe. Amare, volere bene, affezionarsi, provare attrazione, non sono colpe. Essere gay, lesbica, bisessuale o trans, non è una colpa. E’ come incolpare qualcuno perché ha i riccioli, o le lentiggini, o gli occhiali. Non ha senso.
Io ho capito che mi piacevano i ragazzi fin da quando avevo tre o quattro anni. E se mi fossero piaciute le ragazze, oltre ai ragazzi? E se mi fossero piaciute solo le ragazze? Non sarei stata comunque la stessa? Non sarei stata comunque la rompiscatole ironica e riflessiva che tutti voi conoscete? Non avrei comunque amato i libri e il disegno?
Lasciate perdere le etichette, innamoratevi di chi volete.
Il mondo è forse più duro per chi esce dalla maggioranza, è vero: è più duro per i mancini, per i celiaci, per i diabetici, per i balbuzienti, per i disabili, per i vegani, per i transessuali e per i gay. Eppure, ognuno ha diritto lo stesso ad essere felice come vuole, e nessuna convenzione sociale deve o può impedirglielo.