Quando un personaggio esce spontaneamente dal tuo libro

Vi siete mai chiesti cosa accade quando un personaggio di un libro decide di andarsene da quel libro? Non pensate possa succedere? Oh, sì che può. A me è capitato. E adesso ci sono un sacco di pagine vuote che devo riscrivere. E lo farò, non temete.
Immaginatevi un libro quasi finito, un libro a cui manca solo la conclusione per essere praticamente terminato. Immaginatevi che a un passo da quel finale, a cui pensate ormai da mesi, vi venga voglia di guardarvi indietro e vi accorgiate che uno dei personaggi che avevate inventato ha fatto i bagagli e ha cambiato vita. E’ come scalare una montagna e scoprire, una volta in vetta, di non essere affatto arrivati alla vetta.
Cosa fa uno scrittore in questi casi? Dice addio a quel che aveva scritto e ricomincia da zero, salvando quel che merita di essere salvato e lasciando andare tutto il resto.
In fondo cosa volete che sia riscrivere un libro, dopo che si è riscritto la propria vita?

Ok, adesso la smetto di fare metafore. Scusate, è che le trovo divertenti. Mi fanno sembrare intellettuale e quindi mi viene voglia di abusarne. Comunque, al di là dei significati occulti di questo messaggio, il senso è semplicemente questo: avevo quasi terminato di scrivere il seguito di “Le avventure di Norvy”, ma al momento Norvy non è più il “gatto immaginario di Luca e Chiara”, dunque devo fare qualche sistemazione (leggasi come: devo riscrivere praticamente da capo).
Norvy e io abbiamo passato momenti peggiori, una riscrittura non ci spaventa affatto. Nel frattempo, preparategli un po’ di lasagne per ingannare l’attesa.

TRASFERIMENTO IN CORSO #6: Lavastoviglie latitante e idraulico nullafacente

KIRIA racconta: A volte mi sorprendo delle nostre capacità di casalinghi. Puliamo la cucina e il bagno regolarmente, facciamo il bucato, cambiamo la biancheria spesso, puliamo il pavimento e mettiamo persino in ordine. Adesso abbiamo addirittura i sacchetti per la raccolta differenziata, il cesto della biancheria e *rullo di tamburi* presto ci arriveranno anche delle pentole nuove! Yeeeeh!
Quel che sto cercando di dire è che la casa è decente, nonostante la presenza di due schiacciasassi come noi. La cosa che ci turba è il fatto che abbiamo ordinato la lavastoviglie circa tre secoli fa, ma ancora non ci è arrivata. Ci hanno chiamato tutti costernati per informarci che non arriverà prima della prossima glaciazione. Evidentemente la stanno assemblando molecola dopo molecola. Luca ed io ci diamo amorevolmente il cambio nel lavaggio delle stoviglie. Abbiamo rotto un paio di guanti, distrutto almeno tre spugne e consumato un flacone di detersivo (uno di quelli grossi, peraltro) a causa di quei manigoldi truffaldini che ci han detto “la lavastoviglie arriva tra quindici giorni”. Quindici giorni, ma a partire da quando?!

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Oltretutto, questa casa non ha mai avuto una lavastoviglie, perciò c’è da fare l’impianto idraulico. Poiché io di nome non faccio Super Mario, abbiamo chiamato l’idraulico che da sempre si occupa di questa casa. Lo abbiamo chiamato per fissare un appuntamento, ma costui ha deciso di sua sponte che sarebbe venuto per cambiare il termosifone. Quando Luca gli ha detto che non c’era urgenza di cambiare il calorifero perché prima avrebbe dovuto sistemare la vasca, il rubinetto del lavandino e il sistema di tubi della lavatrice e della lavastoviglie, quell’individuo ha automaticamente inteso che il suo lavoro non era più necessario, ma ovviamente non ci ha comunicato questa sua deduzione. Lo abbiamo aspettato tutto il pomeriggio, per poi chiamarlo e scoprire che non sarebbe mai venuto ma che ci avrebbe richiamato lui per fissare un nuovo appuntamento. Avete forse ricevuto la sua chiamata, voi? Noi NO.