KIRIA RACCONTA: “Quando i personaggi se la prendono con l’autore”

Vi racconterò una storia.
C’era una volta una Chiara che scriveva racconti traboccanti di personaggi tristi o un po’ psicopatici. Ma non “tristi” per dire un po’ giù di morale, proprio depressi, affranti, in pezzi. E quando dico “psicopatici” non intendo leggermente inquietanti, intendo completamente andati, così disagiati da non riuscire a connettere pensiero e realtà. Sapete cosa è successo? Quei personaggi si riunirono e decisero di boicottare Chiara. Non le mostrarono un minimo di riconoscenza per averli messi al mondo, anzi; le diedero la colpa per la loro tristezza e la loro psicosi. Lei provò a rincorrerli, cercando di riacchiapparli per continuare le loro storie, ma loro erano evanescenti come fantasmi. Una di loro, una studentessa di diciotto anni con i capelli corti e lo sguardo ambiguo, venne eletta capo della rivolta.
“Mia cara, tu e io abbiamo ancora un conto in sospeso!” gridò la ragazza, leccando la lucida lama del suo coltello. “Mi hai torturato per convincermi a ritornare nel mio racconto e a restarmene lì buona, poi mi hai costretta a uscire di nuovo, facendomi rivivere la tortura… Hai fatto fare a me la figura della cattiva, quando è ovvio che sia stata tu a manovrarmi come un burattino!”
“È questo che fa uno scrittore” si difese Chiara. “Inventa personaggi e scrive le loro storie!”
“Le nostre storie fanno schifo” si lamentò un ragazzo con i capelli biondi. “Io sono lo sfigato di turno, ignorato dalle ragazze e con una vita familiare alle spalle che fa pena! Per non parlare del mio amico che…”
“ZITTO!” lo redarguì Chiara. “Tu sei il personaggio di un libro che non ho ancora pubblicato, vedi di non raccontare troppo!”
“E allora io?” disse una giovane donna dotata di una bellezza divina. “Mi hai dato dei poteri talmente grandi che la mia terra…”
“MA INSOMMA!” gridò Chiara. “Neanche il tuo libro è ancora stato pubblicato! Non puoi parlare di niente!”
La donna la fissò con uno sguardo pieno di rancore.
“Andiamo ragazzi, la vita non è così male tutto sommato” disse un grosso gatto grigio, rimasto in disparte a leccarsi fino a quel momento.
“Ah no?!” dissero gli altri personaggi, voltandosi verso di lui.
“Tu sei un gattaccio parlante che vive in casa, che poltrisce dalla mattina alla sera e si ingozza di lasagne come un pozzo senza fondo!” obiettò la ragazza col coltello in mano. “Vorrei vedere come reagiresti se qualcuno tentasse di cavarti gli occhi!”
“Per non parlare del fatto che la tua storia è l’unica a essere effettivamente stata pubblicata” disse il ragazzo biondo. “Non hai idea di quanto vorrei finire anche io sugli scaffali di una libreria!”
“Con tutto il rispetto, amico mio” disse la donna bellissima “ma credo che tocchi prima a me! Chiara sta lavorando alla mia storia da lunghi anni ormai! Il mio destino vide il suo compimento ben prima che il tuo avesse inizio!”
“Ma la mia storia è praticamente finita” obiettò lui. “La tua è solo un gran casino di personaggi strani, innamoramenti fuori luogo e…”
“Ah, davvero?” disse la donna, trattenendo la rabbia a stento. “E tu allora, che sei riuscito a farti fregare da…”
“RAGAZZI! Ma che devo fare con voi?!” gridò Chiara, cercando di riprendere il controllo dei suoi personaggi.
“STAI ZITTA!” gridarono quelli all’unisono.
A Chiara non restò altro da fare che sedersi mesta di fronte al suo portatile, sperando che i suoi personaggi fossero troppo impegnati a scannarsi tra di loro per ricordarsi di lei…

LIBRI: “The Martian” – Andy Weir (NON CONTIENE SPOILER)

KIRIA Pensante scrive: Qualche tempo fa, in una delle subscription box che Luca ed io testiamo mensilmente (nel caso specifico, la ZBOX che potete vedere qui) abbiamo trovato “The Martian”, tradotto in italiano come “Sopravvissuto”. Ho pensato che fosse un buon modo per migliorare il mio inglese, anche se in alcuni punti ho faticato a capire tutto a causa dei pullulanti termini scientifici (che nemmeno in Italiano conosco, a onor del vero). Mi è piaciuto al punto che anche Luca si è convinto a leg… a vedere il film, che pensavate?

Trama
Mark Watney, il diciasettesimo essere umano ad aver mai calpestato il suolo marziano, è stato abbandonato sul pianeta rosso dai suoi compagni perché creduto morto. Mark è un tipo pieno di risorse, di senso dell’umorismo e di forza d’animo, ma anche di una bella dose di sfiga marziana che lo accompagnerà per tutta la sua permanenza extraterrestre. Anche quando le cose finalmente stanno prendendo il verso giusto, gli capita sempre qualcosa che ribalta la situazione a suo sfavore.

Stile
Il libro è costituito per la maggior parte dai resoconti giornalieri di Mark, sotto forma di diario, pertanto in prima persona, con sporadiche intrusioni in terza persona che narrano gli eventi di cui Mark è vittima. Inoltre, talvolta si assiste anche agli accadimenti sulla Terra o si conosce il punto di vista dei cinque astronauti compagni di Mark.
Il libro è scorrevole, piacevole, e l’umorismo di Mark permea ogni singola pagina; come c’era da aspettarsi, i capitoli abbondando di dettagliatissimi paragrafi descrittivi e tecnici che appesantiscono un po’ la narrazione per chi, come me, non conosce benissimo i tecnicismi (figuriamoci in inglese). Se non altro, Mark ogni tanto fornisce qualche riassunto per spiegare in parole spicciole cosa sta combinando.

Lo consiglierei?
Certo che sì. L’unico accorgimento: ogni tanto (probabilmente), trattandosi di finzione letteraria, viene tirato fuori qualche sfondone che non si basa propriamente su fondamenti scientifici, quindi va letto come un romanzo di fantascienza e non come un manuale serio di sopravvivenza su Marte. Non sono certa del fatto che le patate crescano bene su Marte (anche se pare che qualcuno abbia intenzione di scoprirlo), non sono certa del fatto che viaggiare su un’astronave smembrata sia sicuro e non so nemmeno se è possibile ottenere acqua dal carburante, perciò il libro è godibile a patto di non mettersi a insultare l’autore per aver inventato un po’.

Il film
Dopo aver concluso la lettura, Luca ed io abbiamo anche visto il film. Sono lieta di constatare che la sceneggiatura è piuttosto fedele al libro, anche se, come sempre succede, alcune scene sono state tagliate per non allungare eccessivamente il film, già abbastanza lunghetto di per sé. La parte un po’ più rimaneggiata è il finale, al quale sono state fatte modifiche a aggiunte che non sconvolgono il succo della questione. Comunque, da buon topo di biblioteca quale sono, devo dirlo: il libro è sempre meglio!

Ecco il video in cui potrete vedere dove mi sono procurata il libro. Per chi fosse interessato ad acquistare il libro, in italiano, potete trovarlo qui: http://amzn.to/1SJrJgv