Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – IL CACCIATORE– 13°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

Norvy, con il pancino pieno dopo una scorpacciata di triglia al forno, sonnecchiava sul davanzale della finestra aperta del salotto, quando d’un tratto un rumore lo costrinse ad aprire gli occhi. Un passerotto stava cinguettando su un ramo a un solo metro di distanza dal davanzale.
In un istante, un’idea malsana balenò nel cervello di Norvy.
“E se provassi a prenderlo?” si chiese. “Non ho mai cacciato prima, ma i gatti sono abilissimi cacciatori. Ho dei denti aguzzi e delle unghie affilate… al momento rivestite di rosa, che schifo, ma sono pur sempre un gatto. Quasi quasi ci provo… aspetta, com’è che si fa? Com’è che faceva la mamma?”
Norvy abbassò la pancia e la testa, tenendo lo sguardo fermo sul passerotto; iniziò ad ondeggiare con la parte posteriore del corpo, cercando di calcolare le distanze e prendendo bene la mira.
Quando si sentì pronto, distese le zampe posteriori per spiccare un salto ma qualcosa lo bloccò e gli impedì di portare a termine il suo agguato. L’uccellino finalmente si accorse di essere sotto tiro e volò via.
Norvy si voltò e si accorse che ciò che l’aveva trattenuto altro non era che la mano di Chiara, saldamente stretta intorno alla sua coda.
“Cosa credevi di fare, eh, gattaccio?”
“Io sono un grande cacciatore! E tu mi hai fatto scappare la preda, umana insolente!”
“Ma cosa pensavi di fare?! Hai mangiato come un porcellino, a pranzo! Non hai bisogno di infastidire gli uccelli!”
“Ma che vuoi capirne, tu! La caccia per noi gatti è istintiva, è un legame ancestrale con la natura stessa!
“La caccia è istintiva, eh? Allora come mai quando Luca gioca con il tuo topo meccanico, tu scappi come un forsennato sopra il tuo armadio, invece di provare a prenderlo?”
“CHE C’ENTRA! Quello è brutto e rumoroso! Io parlo di prede vere, che scappano, che fanno provare il vero brivido della caccia, che ti lasciano in bocca il sapore della selvaggina fresca!”
“Ieri Luca ha cotto la tua braciola per trenta secondi in meno del solito e tu hai scatenato un finimondo perché in un punto era appena rosata, e l’hai costretto a ricuocerla. Lo sai che in natura i gatti mangiano solo carne cruda, vero?”
“IN NATURA I GATTI NON HANNO A CHE FARE CON UMANI ROMPISCATOLE CHE BLOCCANO I LORO AGGUATI E INCOLLANO SCHIFEZZE ROSA SULLE LORO UNGHIE!”
“D’accordo, mi hai convinta. Adesso ti tolgo i gommini. Però non ti daremo più di mangiare. Sei un gatto quasi adulto, è ora che ti procacci da solo il cibo. Ratti, uccelli, talpe, lucertole, là fuori è pieno di prede che aspettano solo di finire nel tuo stomaco. Ah, povero Luca, adesso chi mangerà le sue sogliole al piatto? Chi mangerà i suoi branzini arrosto? E soprattutto, chi dividerà con lui quelle enormi teglie di lasagne che grondano sugo da ogni parte? Ma tu sei un grande cacciatore, tu non perdi certo tempo con queste frivolezze da micio domestico. Su, dammi la zampa, che ti tolgo questi cosi rosa; i tuoi artigli saranno le tue armi, devono essere lucide e appuntite per la battuta di caccia che ti attende!”
Norvy, con sguardo terrorizzato , iniziò a balbettare: “Ripensandoci… Credo proprio che tu abbia ragione. Perché dovrei dare fastidio a quei poveri uccellini? Non mi hanno mica fatto niente di male! E poi non trovi che il rosa mi doni?” aggiunse guardandosi le zampe. “E’ una tonalità così delicata, mi sta d’incanto! E poi non vorrei che Luca perdesse la passione per la cucina a causa mia, oh no, non lo permetterei mai! Soprattutto oggi che voleva cucinare il sugo di vongole… ehm, volevo dire, sarebbe crudele da parte mia togliergli il gusto di cucinare!”
Chiara sorrise e accarezzò Norvy sulla testa.
“Se ti ripesco a dare la caccia agli uccellini mangerai broccoli per una settimana, intesi?”
Norvy deglutì e fece cenno di sì con la testa.
“Adesso siediti qui con me, è ora della spazzolata.”
Dopo qualche minuto, un altro uccellino si posò sul davanzale. Norvy si voltò verso di lui e gridò: “VAI VIA!”.
L’uccellino fuggì in un baleno.
“Così va bene?” chiese Norvy con un sorriso ironico.
“Così va bene!” rispose Chiara, ricominciando a spazzolarlo.

– FINE TREDICESIMA PUNTATA-

Chiara

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – MANICURE – 12°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Io lo strozzo, quel gatto!” esclamò Chiara di fronte all’ennesimo rotolo di carta igienica distrutto. Brandelli di carta giacevano ovunque sul pavimento, e i pochi fogli ancora interi recavano dei profondi solchi causati dagli artigli di Norvy.
“Non volevo arrivare a tanto, ma mi ha costretto! Amore, vammi a prendere quella cosa.”
“Quella? Sei sicura? Non staremo esagerando?”
“Francamente, me ne infischio. Consideralo un incipit della mia campagna punitiva/vendicativa verso di lui!”
Luca andò a prendere quella cosa, mentre Chiara preparò un agguato per Norvy: sparse dell’erba gatta sul divano ed attese, appostata dietro lo schienale. Luca la raggiunse e si nascose con lei.
Dopo qualche minuto, Norvy, venuto in cucina per prendere da bere, notò l’erba e iniziò a rotolarcisi in mezzo senza notare gli umani, che un attimo dopo gli furono addosso e lo immobilizzarono per bene.
“COSA VOLETE DA MEEE?!” urlò Norvy tentando di dimenarsi, invano. Luca lo teneva ben stretto per le zampe.
“Ho deciso di porre fine alla strage di carta igienica che si consuma ogni giorno nel bagno! Più e più volte ti abbiamo detto di smetterla, ma tu no, non ha voluto ascoltarci! Adesso la pagherai! Spero che ti piaccia il rosa…”
“Il rosa? Odio il rosa! Che c’entra il rosa? Non vorrai… non sono mica… NOOO! NOO!”
Chiara tirò fuori una scatolina trasparente: al suo interno c’erano quaranta gommini rosa creati apposta per rivestire le unghie dei più pestiferi e indisciplinati animali domestici, dei minuscoli guanti per artigli maleducati. .
“E smetti di agitarti, te la sei cercata! Vedi questi gommini? Una volta posizionati rimarranno al loro posto per almeno un mese! Non potrai più distruggere la carta igienica, le tende, il divano, l’armadio, il letto, i peluche, niente di niente! Le tue unghie saranno completamente rosa e INERMI!”
Impiegando circa il doppio del tempo previsto dalle istruzioni a causa della mancata collaborazione di Norvy, finalmente Chiara piazzò anche l’ultimo gommino rosa. Luca lasciò andare Norvy, che subito cerco di strappare i gommini a morsi, se pur senza successo.
“Sono incollati, non verranno via se non te li toglie qualcuno! E noi non lo faremo!” sogghignò Luca, che sotto sotto provava un po’ di pena per il povero micio.
“VI ODIO! VI ODIOOO! UMANI MALEDETTI! LA PAGHERETE CARA!” gridava Norvy tentando invano di prendere a unghiate una sedia.
“Vuoi un paio di polpette?” domandò Luca, con voce calma.
“Sì, grazie, ma non scaldarle troppo!” rispose Norvy, sedendosi a tavola per aspettare le polpette.

– FINE DODICESIMA PUNTATA-

Chiara

P.S.: Questi gommini rosa esistono davvero! Si chiamano “Soft Paws” e sono disponibili per cani e gatti.
Vanno applicati con una colla atossica e rimangono in posizione per varie settimane, senza provocare dolore agli animali che li indossano. Possono essere particolarmente utili in caso di gatti aggressivi o scapestrati, come Norvy, che vivono in casa ed escono di rado.
I gommini sono stati inventati per arginare il “declawing”, un’operazione chirurgica legale in molti paesi del mondo che prevede l’asportazione definitiva degli artigli dei gatti tramite l’amputazione dell’ultima falange. I gatti che subiscono questa operazione non potranno mai più arrampicarsi, cacciare o alleviare lo stress su un tiragraffi. In Italia il declawing è illegale e considerato crudele verso gli animali.