Ricordi estivi arancioni

Norvy balzò sulla scrivania e si accomodò con garbo sulle mie gambe, facendo le fusa come un gatto quasi normale.
“I miei sensi felini mi dicono che sei assorta in un pensiero un po’ strano”, disse lui. “Ne vogliamo parlare?”
“Stavo ripensando ad alcuni momenti della mia infanzia”, risposi. “L’estate è finita, e questo per me significa varie cose: mandare in vacanza il rasoio, abbandonare i vestitini rosa e i sandali, comprare duecento borse dell’acqua calda e far saltare la corrente almeno un milione di volte tentando di accendere la stufa mentre la lavastoviglie è in funzione.”

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Pensieri, negazioni, affermazioni

A volte è impressionante quanti pensieri filosofici colpiscano il cervello mentre si hanno le mani impegnate e non si ha modo di scrivere nulla. Un po’ come quando si vogliono ricordare i sogni notturni, ma questi decidono di sparire al risveglio come se non li avessimo mai concepiti.
Mi colse uno di quei momenti filosofici poco dopo aver finito di vedere una commedia su Netflix. I voti del pubblico e della critica mi parvero troppo alti rispetto all’impressione che mi aveva fatto, ma chi sono io per giudicare?

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Due guanciali, tre domande esistenziali

Abbracciai forte il mio secondo cuscino, cercando di dormire. Eh sì, da qualche giorno avevo preso l’abitudine di tenere ben due guanciali nel letto: uno per la testa e uno per le ginocchia, le gambe, le braccia, i piedi, le mani o qualunque altra cosa mi andasse di posarci sopra. Stavo di nuovo scrollando il telefono senza ritegno, guardando foto di gatti e tutorial di disegno decisamente troppo avanzati per le mie abilità.

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Guanciali speciali e amebe a riposo

Mi asciugai l’angolo dell’occhio sinistro con il dorso della mano, tirando su col naso prima di seppellire la testa nel mio guanciale rosa.
Quel guanciale era davvero speciale per me; non perché raccontasse qualche storia commovente, ma perché me l’ero fatto fare su misura da un’artigiana. Ero sempre stata molto schizzinosa per quanto riguardava i guanciali del letto (e non solo per quello, a dirla tutta), ma quella donna aveva confezionato un piccolo capolavoro. Dopo tutti quegli anni era ancora morbido e comodo, nonostante l’imbottitura un po’ schiacciata.

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Dialoghi notturni tra gatti e umani

Anche se le temperature erano chiaramente scese, c’erano altre faccende a tenermi sveglia fuori orario. Presi a scrollare il telefono, come ogni articolo sul dormire bene raccomanda di non fare, e mi imbattei in un post intitolato “perché il tuo gatto dorme con te”.
Mentre leggevo una slide dopo l’altra, sentii qualcosa atterrarmi sul petto con la sua soverchiante mole da norvegese delle foreste.

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lady oscar e maria antonietta

Lavarsi o cambiarsi solo i vestiti?

Vi pongo un piccolo quesito moderno. Se proprio foste costretti a scegliere tra: potervi lavare ogni giorno per un mese (anche più volte al giorno), senza poter però cambiare i vostri vestiti, oppure potervi cambiare i vestiti quanto volete, disponendo anche di profumi e deodoranti, senza però potervi lavare per un mese intero con acqua e sapone, che cosa preferireste?

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nanaBlackStones

SERIE TV – NANA: uno degli anime più belli di sempre

Premettiamo che io non ho visto chissà quanti anime, ma Nana era nella mia lista di anime da vedere ormai da anni. Qualche settimana fa, mentre ero a casa malata, mi sono messa a vederlo e… uau, ragazzi, uau. Di tutti gli anime che ho visto, è quello che maggiormente ha toccato le corde della mia anima (e no, non sto esagerando… ora vi spiego).

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graphic novel "menta"

FUMETTI: “Menta” – Christian Galli

Lo ammetto, in questo periodo mi sono data molto al fumetto e ho letto di tutto: manga giapponesi, manga italiani, fumetti, libri e… graphic novel. Oggi, infatti, voglio parlarvi di Menta, un graphic novel appena uscito e pubblicato dalla casa editrice Tunué.

Lamia è una studentessa con una grande passione per la letteratura, la botanica e i profumi delle piante. Il suo olfatto è talmente sviluppato da permetterle di associare un profumo particolare a ogni persona che conosce (come, appunto, il profumo di menta).

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Le rose di Versailles: il riassunto

Man mano che leggevo Le rose di Versailles, mi sono scritta il riassunto per non perdere il filo della trama. Nel caso qualcuno sia interessato, vi lascio qui tutti i miei appunti, dalla prima all’ultima pagina.

1755: Il generale De Jarjayes, infastidito dalla nascita dell’ennesima figlia femmina, nata nel giorno di Natale, decide di chiamarla Oscar Francois e di crescerla come un maschio e di renderla capitano della guardia reale. Lo stesso anno, nascono Maria Antonia Giuseppa Giovanna (2 novembre) e Hans Axel Von Fersen (4 settembre).

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