LIBRI: “Le quattro casalinghe di Tokyo” – Natsuo Kirino

Lo ammetto, questo libro è rimasto sullo scaffale per almeno due anni. Purtroppo ho quella bruttissima abitudine di comprare/farmi regalare più libri di quanti riesca effettivamente leggerne, ma finalmente mi sto rimettendo in pari (da quando si è rotto il tablet, per essere precisa… ma quella è un’altra storia).

Le quattro casalinghe di Tokyo, titolo originale アウト Out, è un romanzo noir della scrittrice giapponese Natsuo Kirino, edito in Giappone nel 1997 e giunto in Italia solo nel 2003. Avevo già letto un libro di questa autrice, intitolato Una storia crudele, molto crudo e particolarmente dettagliato, ma devo dire che la storia di queste quattro casalinghe ha superato di molto ogni mia aspettativa.

Iniziamo col dire che io non ho letto molti romanzi di questo genere, ma proviamo ad analizzare l’opera di Kirino nel dettaglio.

La copertina della versione italiana; al momento non è facilissimo da reperire, ma su Amazon troverete comunque la versione con la copertina flessibile.

Trama

Giappone, ultimi decenni del secolo scorso. Quattro casalinghe si ritrovano a lavorare insieme in uno stabilimento che produce colazioni pronte. Ciascuna di loro ha una situazione familiare delicata alle spalle, soprattutto la giovane Yayoi, madre di due figli piccoli e moglie di un marito che ha sperperato tutti i beni di famiglia tra sale da gioco e ragazze a pagamento. Una sera Yayoi, prima di andare a lavoro, finisce per strangolare il marito con la cintura dei pantaloni. In preda al panico, chiama una delle tre colleghe per farsi aiutare a liberarsi del cadavere… e qui mi fermo.

Violenza e lati oscuri

Alcune pagine di questo romanzo sono estremamente dettagliate e disturbanti; non solo l’autrice indugia in descrizioni degne del migliore film/gioco horror, ma esplora le profondità più perverse dell’animo umano con un’abilità che io mi posso solo sognare.

Per via dei contenuti trattati, sconsiglio fortemente la lettura a tutte le persone troppo giovani e/o impressionabili; di solito io non mi faccio inquietare dalla scrittura, ma certi brani sono davvero al limite: si parla di stupri, uccisioni, violenza, smembramenti e altri argomenti affini.

Perché leggerlo
  • Stile di scrittura scorrevole e piacevole
  • I capitoli sono brevi e sono come le ciliegie, uno tira l’altro
  • I personaggi sono ben studiati e le parti descrittive sono poche, sempre in funzione della trama
  • Il romanzo, essendo scritto da una donna, mostra in modo crudo e reale le esperienze di una donna giapponese costretta a dividersi tra lavoro e famiglia
  • Perfetto per chi sta imparando a scrivere racconti gialli, thriller, psicologici o noir
Perché non leggerlo
  • Il libro conta circa 650 pagine, dimensione che potrebbe scoraggiare i lettori occasionali o i pendolari che leggono principalmente sui mezzi
  • Alcune pagine sono controindicate ai lettori sensibili, soprattutto i capitoli finali

Conoscevate l’autrice di questo romanzo? Avete già letto qualche sua opera? La sua produzione letteraria è molto vasta, ma non tutto è stato tradotto in italiano… per ora.

Fatemi sapere se ci sono altri libri che mi consigliate di leggere e buona lettura a tutti!

PS: Se anche voi state cercando un po’ d’ispirazione o volete ascoltare qualche podcast, vi lascio un paio di link provenienti da Domestika; qui potrete scoprire perché le persone odiano il Comic Sans e perché molti preferiscano scarabocchiare sui bordi.

LIBRI: “Il racconto dell’ancella” – Margaret Atwood

Erano mesi che quel libro con la copertina rossa e bianca se ne stava lì a prendere la polvere… un giorno, finalmente, mi sono decisa a riesumarlo.

Il racconto dell’ancella (titolo originale: The handmaid’s tale), scritto da Margaret Atwood nel 1985, non è un libro “carino”: è un romanzo distopico dalla bellezza sublime e agghiacciante, con uno stile tecnico perfetto a cui posso solo sperare di aspirare.

Sicuramente anche il traduttore (Camillo Pennati) ci ha messo del suo per rendere al meglio l’adattamento, ma vale la pena approfondire la storia principale e la metafora che rappresenta senza fare troppi spoiler.

La copertina stilizza l’abbigliamento tipico dell’ancella: vesti rosse e ampie, per essere identificata anche da lontano, cuffietta bianca sul capo che la nasconda dagli sguardi indiscreti e le impedisca di guardarsi troppo intorno.

Trama

Nord America, anni ottanta: il presidente è morto durante un colpo di stato e gli Stati Uniti sono dominati da una dittatura teocratica in cui le donne sono state private di ogni potere; alla maggior parte di esse è vietato persino leggere.

La fertilità del genere umano è drasticamente calata a causa dei materiali radioattivi che hanno avvelenato l’aria e la terra; solo alcune giovani donne, sia nubili, sia sposate, sono ancora in grado di concepire dei figli.

Le donne nubili, tra cui la nostra protagonista, vengono impiegate come “ancelle” e affidate a un uomo di alto rango, più vecchio di loro e sposato a una moglie spesso anziana e sterile.

Il compito delle ancelle è dare alle luce i figli dei loro padroni, così che possano essere cresciuti come loro legittimi eredi; queste donne perdono ogni diritto sui bambini che partoriscono e una volta concluso l’allattamento verranno inviate da un altro uomo nella speranza che riescano a concepire ancora.

La protagonista, da sola coi suoi pensieri, racconta in prima persona al lettore la sua vita presente e passata, come se stesse parlando a un gruppo di amici pronto ad ascoltarla e confortarla.

La serie su Amazon Prime

Amazon Prime ospita già da tempo una serie intitolata The handmaid’s tale, che ricalca il modo più o meno fedele l’omonimo romanzo.

C’è da precisare che gli eventi narrati nel libro coprono solo gli episodi della prima stagione; il resto non fa parte del romanzo.

Devo ancora vedere la serie, perciò non dirò altro: sappiate comunque che l’ancella protagonista, chiamata June nell’adattamento, non rivela mai il suo vero nome per tutta la durata del romanzo.

La protagonista si fa chiamare Offred nella versione originale, tradotto in italiano come Difred. In entrambi i casi si tratta di una sorta di patronimico derivato dal nome del suo padrone, Frederick.

Perché è importante leggerlo

L’autrice, con un uso sapientissimo del lessico e delle metafore, riesce a delineare un quadro distopico dettagliato e allo stesso tempo fumoso, ma perfettamente capace di evocare nella mente un’immagine nitidissima di cosa potrebbe accadere a chiunque, in qualunque momento, e mostra quanto sia sciocco e superficiale dare qualcosa per scontato, anche il dettaglio più piccolo e banale della propria esistenza.

L’avvento della dittatura, la suddivisione in classi, la continua eliminazione dei diritti sono raccontati in modo tale da affascinare e terrorizzare il lettore. Per quanto alcune parti siano fisicamente dolorose da leggere, è difficile distogliere l’attenzione dal racconto della nostra protagonista.

Al di là del contenuto, il romanzo è di facile comprensione e non si fa alcuna fatica a leggerlo, anzi; io personalmente ho avuto difficoltà a interrompere le sessioni di lettura.

Perché leggerlo
  • Fa riflettere molto ed è estremamente attuale
  • Ottimo per gli amanti delle distopie
  • Lettura che i femministi apprezzeranno
  • Lo stile di scrittura è magnifico
Perché non leggerlo
  • Lettura non proprio leggerissima
  • Il romanzo è lungo quasi 400 pagine; chi legge soprattutto sui mezzi potrebbe trovarlo ingombrante (a meno che non legga l’ebook)

E voi cosa mi dite? Avete letto il libro? Visto la serie? Entrambe? Nessuna delle due? Fatemi sapere se vi ho incuriosito con questa breve recensione e, se già conoscevate Il racconto dell’ancella, fatemi sapere le vostre opinioni.

BLACK FRIDAY 2021: cosa comprare per IMPARARE a SCRIVERE

In Italia non festeggiamo il Ringraziamento, ma a quanto pare il Black Friday non ci dispiace neanche un po’! Lo scopo del Black Friday è comprare i regali di Natale a prezzo inferiore, comprare qualcosa di cui si ha più o meno bisogno a prezzo scontato o magari… investire un po’ sulle proprie passioni.

Ciascuno di voi avrà qualche hobby o qualche campo di studi che vuole coltivare e approfondire; personalmente, ci sono tre cose che reputo particolarmente importanti:

  1. La scrittura (che è anche il mio lavoro) e la lettura (fondamentale per imparare a scrivere)
  2. I videogiochi (l’altro mio lavoro)
  3. L’arte (che non è un lavoro ma vorrei che un giorno lo fosse).

Per il punto 2 dovrei scrivere un articolo intero… e a dire il vero anche per il punto 3, ma per adesso vi lascio una lista di corsi di Domestika che potrebbero essere utili.

L’articolo di oggi è dedicato al punto 1, perciò ecco qualche dritta che forse potrebbe essere d’aiuto.

Libri di Kiria EternaLove
Per quanto abbia illustrato i miei romanzi dedicati a Norvy, ho ancora tanto da imparare per quanto riguarda il mondo dell’illustrazione!

Come imparare a scrivere

In questi ultimi anni ho fatto di tutto per avvicinarmi allo status di scrittrice professionista e in parte ci sono già riuscita. La strada è ancora lunga e di certo ho tantissimo da imparare, ma questi sono i consigli che mi sento di dare a tutti gli aspiranti scrittori là fuori.

1 – Leggete!

Non mi stancherò mai di dirlo; se non leggete nulla di buono, non scriverete mai nulla di buono. Leggete libri, articoli, giornali, fumetti, qualunque cosa vi ispiri e vi nutra il cervello. Se volete imparare qualcosa in particolare, concentratevi su un autore in particolare.

Volete imparare a scrivere i gialli? Leggete la saga di Sherlock Holmes di sir Arthur Conan Doyle oppure i libri di Agatha Christie.

Volete imparare a scrivere libri per bambini? Leggete Gianni Rodari. Horror? Stephen King; se volete qualcosa di ancora più inquietante, allora Lovecraft.

Libri romantici, adolescenziali e un po’ strappalacrime? Qualcosa di John Green. Io lessi Cercando Alaska alle superiori e… mamma mia, ecco.

Volete scrivere un fantasy? Il signore degli anelli è d’obbligo, magari abbinato alla saga di Harry Potter e a qualche libro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Se invece volete imparare a scrivere fumetti, anche qui vale la stessa regola; nel dubbio, leggetevi Death Note che si va sempre sul sicuro.

Scaffale pieno di libri
Uno dei miei scaffali pieno di libri. Qui potete notare un po’ di tutto: gialli, classici, libri in inglese, romanzi adolescenziali…

2 – Studiate!

Leggere è bello, ma per capire come costruire una trama solida o un protagonista interessante dovrete fare un passo in avanti. Lo studio può essere svolto in due modi: a livello scolastico oppure come autodidatti.

Studiare a scuola

Esistono molti corsi sparsi in tutta Italia che insegnano sceneggiatura, scrittura creativa e altri argomenti affini.

I costi sono medio-alti e vi serviranno diversi anni per concludere gli studi. Se abitate in Piemonte potreste anche frequentare la prestigiosa Scuola Holden, o magari frequentare qualcuno dei suoi corsi (anche a distanza).

Io personalmente ho studiato lettere all’università; anche se il mio percorso è stato meno specifico, mi ha comunque permesso di fare molta pratica.

Studiare come autodidatti

Esistono molti manuali che potete leggere per migliorare le vostre conoscenze della narrativa, per esempio Anatomia di una storia e tutti manuali della collana Dino Audino.

Per quanto riguarda la sceneggiatura dei fumetti, invece, mi è stato consigliato di leggere Capire, fare e reinventare il fumetto, un grosso manuale con un buon approfondimento sulle basi.

Se invece preferite seguire un video anziché leggere, potete acquistare un corso online a tema, a seconda delle vostre esigenze. Di solito si tratta di corsi non particolarmente costosi e piuttosto versatili, come quelli proposti dalla piattaforma Domestika. Qui trovate un bel po’ di corsi di scrittura che potrete seguire quando meglio credete; sono tutti scontati per via del Black Friday, quindi fateci un pensierino!

Promozione Domestika per il Black Friday
Se vi perdete gli sconti del Black Friday non temete: i prezzi rimangono sempre molto accessibili.

3 – Scrivete!

Ovviamente, per imparare a scrivere bisogna scrivere… ma bisogna anche essere pronti ad alcuni piccoli problemi:

  • Ogni tanto scriverete qualcosa di buono, altre volte scriverete delle vere e proprie schifezze. Per fortuna anche le schifezze possono insegnare qualcosa, ovvero cosa non bisogna fare!
  • Gli errori non li vedrete sempre subito: a volte vi serviranno mesi di studio prima di capire cosa avete sbagliato.
  • Molti concept brillanti e interessanti saranno destinati a morire sul vostro PC o nel vostro taccuino di appunti; è giusto e normale che sia così.
  • Scrivere un libro richiede tempo, pianificazione e un pizzico di coraggio; iniziate con qualcosa di più breve come un racconto.
  • Se volete scrivere un libro, preparatevi a trascorrere mesi (e a volte anni) di vita a scrivere, ma soprattutto a riscrivere.
  • Le revisioni e le riscritture richiedono più tempo della stesura della bozza! Siate pronti a cestinare pagine e pagine di contenuto… oppure a riscriverlo direttamente da capo.
  • Se vi aiuta, provate a svolgere qualche challenge di scrittura oppure comprate un libro di esercizi. Io ci ho provato ogni tanto, ma tendo a mollare velocemente.
Scaffale di fumetti
Questo è il mio attuale scaffale di fumetti; notate la raccolta completa di Death Note e di Le rose di Versailles… più un numero imprecisato di manga di Upper Comics e di fumetti di Mirkand.

Far leggere i propri racconti ad amici e parenti?

Ah, se vi stesse venendo in mente di chiedere un feedback alle persone a voi care… vincete l’ansia e fatelo; anche se non sono addetti ai lavori, potrebbero comunque darvi degli spunti fondamentali! Mia mamma per esempio non è una scrittrice, ma ha una cultura sconfinata in materia di horror e thriller, cosa che mi è tornata utile diverse volte.

Insomma, come avete capito l’avventura è tutt’altro che breve; quando stringete tra le mani un libro, state toccando con mano lo sforzo che una persona ha compiuto leggendo, studiando, sbagliando, mettendosi in discussione e cercando ogni piccolo errore.

In questo momento, per esempio, ho sotto mano l’ultima bozza de L’ultima regina, il fantasy che pubblicherò nel 2022, e non vi nascondo di essere un po’ in ansia… ma di questo parleremo prossimamente!

Se avete altri consigli da condividere scrivetemeli nei commenti!

Il mio primo fumetto yuri!

Iniziamo col dire che io leggo manga da pochissimo tempo e che sul mio scaffale ci sono veramente pochi fumetti, anche se devo ammettere che il loro numero (complice anche Upper Comics) è in costante crescita… Un po’ li leggo per studiarli e un po’ per diletto, ecco.

Qualche tempo fa, mente gironzolavo su Amazon, mi sono imbattuta in un manga con la copertina rosa che ha attirato particolarmente la mia attenzione. Il fumetto in questione si intitola I married a girl to shut my parents up, di Noako Kodama.

Lo ammetto, sono bastati i colori per incuriosirmi… Se volete dare un’occhiata, lo trovate qui!

Visto che qualche settimana fa ho recensito un titolo yaoi e per par condicio adesso tocca all’amore saffico! Si tratta di un volume unico con una trama molto semplice e pochi personaggi, ma è comunque una storia carina per chi ha voglia di una romance senza impegno.

La protagonista, Machi, è una giovane donna giapponese in carriera, figlia di genitori severi che hanno sempre programmato la sua vita al posto suo. Quando Machi si rende conto che i genitori sono sul punto di programmare anche il suo matrimonio, accetta il consiglio della sua amica Hana (innamorata di lei) e decide di sposarla civilmente per non doversi subite un marito. Vi lascio immaginare come andranno le cose quando le due inizieranno a convivere…

Perché leggerlo
  • I disegni dell’autrice sono molto godibili; ho il sospetto che non volesse disegnare personaggi maschili troppo accurati, perché i volti degli uomini sono tutti molto abbozzati.
  • Essendo un volume unico, è perfetto per chi non ha il tempo di leggersi una lunga saga.
  • Le scene romantiche sono effettivamente romantiche, senza un erotismo eccessivo che renderebbe il volume inadatto ai più giovani.
  • La trama è carina e piuttosto dolce.
Perché NON leggerlo
  • Se cercate una storia complessa piena di colpi di scena, non è il manga che fa per voi. L’autrice stessa definisce il volume come pieno di “amore sdolcinato”, “tette” e “tante cose sceme”.
  • Le scene erotiche sono letteralmente inesistenti, il che un po’ mi dispiace. Avrei creduto di trovare qualche scena paragonabile a quelle che ho letto nel mio fumetto yaoi, ma a quanto ho capito difficilmente gli yuri sono prodighi di scene di sesso.
  • La conclusione è netta, ma comunque in linea con l’opera.
A quanto pare Machi (la mora) pensava che le lesbiche fossero una specie di figura mitologica.

E voi cosa mi dite? Vi piacciono i fumetti yuri? Col tempo inizierò a leggere (e recensire) anche altri generi! Per esempio, c’è una raccolta piuttosto classica che mi sta aspettando sullo scaffale! Piccolo spoiler? La saga viene considerata un precursore del fumetto yuri, con una protagonista femminile che fa di tutto per sembrare un uomo… Ma di questo parleremo la prossima volta!

Voi conoscevate questo piccolo yuri dalla copertina rosa? Se sì, vi è piaciuto? E nel caso vogliate consigliarmi qualcosa da leggere… vi aspetto nei commenti! A dire il vero sto cercando anche qualche bel videogioco yuri, ma non so proprio dove cercarlo…

Piccolo racconto ispirato a Ryoba Aishi – Yandere Simulator 1980 Mode

In questo periodo non ho molto tempo per scrivere qualcosa di creativo, ma un giorno ho iniziato a sentire la voglia di buttar giù qualcosa dal punto di vista di Ryoba Aishi, la protagonista di Yandere Simulator 1980 Mode… ed eccolo qui.

Se volete sentire la mia voce che interpreta (più o meno maldestramente) questo racconto, ecco il video su YouTube!

La prima rivale

Molte persone vivono l’amore come se fosse un vento stagionale: alla fine non è importante se arriva da nord, da sud, da ovest o da est, e non importa nemmeno se quel vento porterà con sé il profumo del mare o la neve delle montagne. Alle altre ragazze sta bene cambiare fidanzato ogni settimana, ma per me… per me è inaccettabile. Per me esiste un solo uomo, lui soltanto, e non m’interessa nessun’altro. 

Alla fine non mi sembra una richiesta eccessiva, giusto? Vorrei solo che l’uomo che amo ricambiasse i miei sentimenti… io purtroppo sono timida, talmente timida da non riuscire a parlare con lui, ma sicuramente con il tempo riuscirò a risolvere la cosa… sempre se qualcuna non si mette nel mezzo.

Negli ultimi giorni ho notato una ragazzina coi capelli castani tagliati a caschetto che sta sempre vicino al mio Senpai. Ma dico io, con tutti i ragazzi single che esistono in Giappone, lei deve proprio insidiare quell’unico ragazzo che interessa a me? Io non sopporto che qualcuno intralci i miei piani, è una cosa che mi fa… impazzire.

Calma Ryoba, calma… non devi perdere la pazienza per così poco… in fondo sarà molto facile risolvere questo problema… basterà trovare una soluzione definitiva per liberarsi di quella ragazza… basterà… Ucciderla.

Ho messo un bigliettino nell’armadietto della mia rivale. Le ho scritto che ci saremmo viste in bagno ma ho evitato di firmare il biglietto. Non voglio certo lasciare delle prove con la mia firma sopra!

Adesso me ne sto nascosta qui, ad aspettare che lei veda il biglietto… oh! Ecco! Lo sto leggendo! E si è messa a correre verso il bagno! Poverina, non sa cosa l’aspetta…

Salgo le scale piano piano, cercando di non farmi vedere; aspetto che lei entri in bagno e poi la seguo.

“Oh, Ryoba!” esclama lei appena mi vede. “Dunque l’hai scritto tu quel bigliettino! Cosa mi dovevi dire?”

La mia mano destra è fredda, ancora più fredda del coltello che tengo nella tasca della gonna, rubato al club di cucina. Sfioro la lama con un dito… è veramente appuntita. Se non faccio attenzione potrei tagliarmi.

“Oh, sai…” rispondo io, ridacchiando. “Volevo parlarti di quel ragazzo che ti piace…”

“M-ma… come fai tu a saperlo? Che imbarazzo, che imbarazzo!”

La mia rivale sta visibilmente arrossendo e alla fine si gira con la faccia verso il muro. Stringo le dita intorno al manico del mio coltello e inspiro forte. Credevo che mi sarei sentita agitata, nervosa… invece sto benissimo!

“Beh…” mi dice la rivale alla fine, dopo essersi calmata, “A parte questo… cosa mi dovevi dire?”

Mi lascio sfuggire una risatina e per un attimo il mondo si ferma. Lei non mi sta guardando…

Afferro stretto il coltello e faccio un passo in avanti.

Allungo il braccio sinistro e appoggio il palmo della mano sulla bocca calda della mia rivale. Lei rimane immobile, non sa come reagire, e allora io premo più forte.

Sento il suo respiro caldo uscire dal suo corpo, sento il calore contro le mie dita gelide.

Trattengo forte la testa la sua testa e la strattono all’indietro.

Posso ancora fermarmi.

Posso ancora fermarmi.

Posso ancora fermarmi…

Ma non voglio farlo.

Le sue dita si stringono intorno alle mie. Non capisce cosa sta succedendo, sta cercando di voltarsi e di reagire.

Ma io la tengo stretta.

Stringo più forte il pugnale, sento che le mie labbra si stanno increspando in un sorriso. Dirigo la punta affilata verso la gola di questa inutile creatura e d’improvviso le mie fredde mani si fanno calde… e rosse.

Il suo sangue sta schizzando ovunque, bollente e viscido come il fango sotto le suole in un giorno di pioggia.

Me lo sento sui capelli, sul viso, sulle braccia.. per un attimo mi pare di scorgere la vita abbandonare per sempre i suoi occhi. Il terrore sparisce a lascia il posto a un’ombra scura che la fa somigliare a un manichino.

Il corpo che fino a un secondo fa si dibatteva in preda al panico adesso si è adagiato tristemente tra le mie braccia… caspita, sembra d’improvviso diventato più pesante.

Lo lascio cadere a terra e mi guardo velocemente nello specchio.

Sono sporca, eppure rido. Ho l’uniforme macchiata di sangue che non riuscirò a lavare facilmente e il pavimento è un vero disastro, ma non m’importa. Laverò il pavimento, brucerò l’uniforme e il coltello…  e poi brucerò anche lei.

Oh, sì. Nessuno potrà mai trovarla così, e Senpai non avrà più notizie di questa stupida ragazza…

Prendo un sacchetto della spazzatura dal pacchetto che ho trovato nell’aula di economia domestica e inizio a infilarci dentro quest’inutile cadavere umano.

Prima di chiuderlo, do un ultimo sguardo alla faccia…

Oh, ha ancora gli occhi aperti.

Poso una mano su questa fronte sporca e ormai tiepida e chiudo per sempre le sue palpebre, che si porteranno via l’immagine di un candido muro piastrellato.

“Addio cara” dico io, con una risatina. “Ecco cosa succede a mettersi tra Ryoba Aishi e il suo Senpai.

Chiudo bene il sacchetto con il filo e lo afferro forte tra le braccia.

Guardo in basso, notando una sagoma a forma di persona circondata da una pozza di sangue. Dovrò stare attenta a dove metto i piedi o finirò per scivolare.

Una volta il leader del club dell’occulto mi ha detto che al terzo piano delle scuole, dentro il bagno delle ragazze, è possibile trovare il fantasma di una studentessa morta in modo violento, di nome Hanako San… e mi ricordo che quel giorno le ragazze del club fecero entrare i ragazzi di nascosto qui dentro per investigare!

Tu come ti chiamavi? Sumire, giusto? Beh, Sumire… chissà che un giorno quei pazzi del club dell’occulto non si mettano a indagare… pure su di te!

L’ULTIMA REGINA – Il mio primo romanzo fantasy!

In questo blog mi capita spesso di leggere libri e di recensirli, ma oggi non parleremo dei libri scritti dagli altri autori, ma di quelli che ho scritto io!

Chi mi segue da più tempo sa già che ho scritto diversi libri: uno è una raccolta di tre racconti del mistero che trovate su Amazon, L‘assassino delle fiabe, mentre gli altri due sono libri illustrati dedicati al mio gatto immaginario Norvy (Le avventure di Norvy, Le avventure di Norvy e Chiara); questi invece si trovano sia il libreria sia su amazon.

Molti di voi sapranno bene che sto lavorando anche alla sceneggiatura del manga La stanza grigia con l’editore Upper Comics, in cui una ragazza yandere di nome Angelica rapisce un compagno di scuola di cui è follemente innamorata.

Quello che però pochi sanno è che io sto scrivendo un altro romanzo, o meglio, l’ho già scritto da tempo ed è arrivato il momento di parlarvene, visto che uscirà nei primi mesi del 2022.

Estel Iviole Elmas Kindreik, Estel per gli amici

Il romanzo si intitola L’ultima regina ed è un fantasy ambientato in una sorta di continente europeo medievale alternativo che non è devastato da guerre ed epidemie di peste.

La protagonista del romanzo si chiama Estel Iviole Elmas Kindreik, regina di Elberas, detta “la rosa rossa”. Come tutte le sue antenate, discende da una divinità primordiale figlia della Luna, pertanto, pur essendo per metà umana, è dotata di moltissimi poteri curativi.

Nonostante la sua natura divina, però, si porta dietro fin dalla nascita il peso di una profezia ambigua che potrebbe portare il regno di Elberas in rovina… ma di questo parleremo più in là!

Per adesso spero di avervi messo un po’ di hype e prima o poi vi racconterò degli altri dettagli.

La regina Estel in mezzo a delle rose stilizzate.
Estel disegnata da Komaki nel 2021, seguitela su Instagram!

Quando iniziai a scrivere (ormai 13 o 14 anni fa)

Adesso però voglio raccontarvi una storia un po’ triste di come ho iniziato il libro “L’ultima regina”.

Era una fredda mattinata giornata d’autunno, frequentavo la seconda liceo ed era il periodo dello scambio culturale con il Belgio. Io e il mio compagno di banco Alessio (che era anche il mio migliore amico e il mio primo ragazzo) eravamo rimasti a scuola e non c’era veramente un tubo di interessante da fare.

Quel giorno eravamo talmente scocciati che ci mettemmo a inventare dei personaggi a partire dai nostri nomi, dai nomi dei nostri amici e da quelli dei Cavalieri dello Zodiaco, perché in quel periodo eravamo fissati con quell’anime.

I personaggi che vennero fuori si chiamavano Krales (da Alessio + Kristal), Kiria (da Chiara + Sirio), Pegal e Sanex.

Da quel momento iniziai (o iniziammo? Non ricordo!) a inventarmi delle storie con questi personaggi e mi immaginai che ciascuno di loro avrebbe avuto il potere di governare un elemento. Kiria poteva controllare l’aria, Krales il ghiaccio e così via. Mi immaginavo che fossero quattro ragazzi moderni risucchiati nel passato per aiutare una regina a risolvere non so qualche guaio, e si sarebbero accorti solo in quella circostanza di avere dei poteri speciali.

Il libro si sarebbe dovuto chiamare I guerrieri elementali, ma alla fine feci così tanti cambiamenti che Sanex e Pegal sparirono nel nulla, lasciando solo Krales e Kiria.

Krales e Kiria, una regina e un principe fratelli

Krales e Kiria diventarono fratelli, Kiria salì al trono come regina e cambiai completamente il look di entrambi. Alla fine, iniziai io stessa a usare il nome Kiria e cambiai il nome del mio personaggio in Aether.

Aether però era troppo difficile da leggere, così feci un omaggio a Tolkien e scelsi il nome Estel. Non so se lo sapete, ma Estel in sindarin, che è la lingua degli elfi, significa “speranza” ed è uno dei tanti nomi del re Elessar, noto ai più come Aragorn.

A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: come mai avevi detto che sarebbe stata una storia triste?

La risposta è semplice: la persona con la quale ho dato il via a tutto questo, ovvero Alessio, purtroppo non c’è più da oltre dieci anni per via una brutta malattia. Non importa quanto tempo passa, io non smetterò mai di ricordarmi di lui e di quegli anni di liceo che vivemmo insieme.

Con il mio libro ho voluto far rivivere Alessio nel personaggio di Krales, visto che si tratta dell’unica cosa che io abbia deciso di mantenere tra tutte le idee iniziali che invece ho scartato. Questo libro l’ho voluto dedicare a lui, perché non solo era un mio grande amico, ma anche un grande appassionato di fantasy.

Estel disegnata da me diversi anni fa e pubblicata sul mio profilo Instagram

Gli ultimi ritocchi prima della stampa

L’ultima regina è ormai è praticamente finito, però ho già in mente di scrivere un seguito… al momento, però, non dirò nulla sull’argomento; meglio sistemare una cosa per volta. Sappiate solo che adesso manca l’ultima revisione, la copertina e pochissime altre cose!

Lo ammetto, questo libro è pensato più per le lettrici che per i lettori, ma vi assicuro che i personaggi maschili degni di nota non mancheranno…. o almeno spero! Questo me lo dovrete dire voi quando avrete letto il libro!

Mi raccomando seguitemi su tutti i social, così che possa tenervi aggiornati sull’argomento! Alla prossima.

Buon SESTO compleanno, Norvy!

Era il 14 gennaio 2016 quando pubblicai sul mio blog il primo episodio de “Le avventure di Norvy”.

In quella prima storia, una strana coppia di umani portava a casa un gattino Norvegese delle Foreste di 3 mesi, salvo scoprire una volta a casa che quel gattino non aveva niente di normale! Facendo un veloce calcolo, si scopre che quel piccolo norvegese era nato tre mesi prima, ovvero il 14 ottobre 2015, perciò…

🎂Buon sesto compleanno Norvy!🎂

Una rappresentazione un po’ troppo edulcorata di Norvy, che in realtà è molto più perfido di così.

Ma alla fine, chi è veramente Norvy?

  • è il protagonista del mio primo libro, Le avventure di Norvy
  • è il protagonista del mio terzo libro, Le avventure di Norvy e Chiara
  • è un gatto grigio, grosso, saccente, parlante, goloso, pestifero, intelligente e anche adorabile (ma non diteglielo che sennò si offende).

Avevo iniziato tanti racconti prima del 2016, ma niente che somigliasse neanche vagamente a un libro (o meglio, c’erano altri due titoli, ma… di questo parleremo un’altra volta). I racconti su Norvy cominciarono ad accumularsi su questo blog, uno dopo l’altro, e alla fine venne fuori il mio primo romanzo per ragazzi.

Norvy non è solo un personaggio, non è solo un gatto immaginario; è il motivo per cui:

  • Ho iniziato la mia carriera da scrittrice professionista
  • Ho fatto il primo raduno insieme a voi (e anche il secondo)
  • Ho conosciuto tante persone meravigliose, dal vivo e a distanza, con cui mi sento ancora
  • Ho illustrato il mio primo libro (anche se sono solo un’illustratrice amatoriale)
  • Ho trovato la voglia di scrivere il secondo libro sulle avventure di Norvy… e forse un giorno ci sarà anche il terzo!
Il vlog del primo raduno a Torino nel 2018!

So che molte delle persone che mi seguono sono un po’ troppo grandi per apprezzare appieno le avventure del mio gattone immaginario, ma se un giorno riuscirete a vincere la paura che non vi piaccia… beh, spero che vi saprà tenere compagnia come l’ha tenuta a me mentre scrivevo.

Ormai Norvy è diventato una parte di me… forse è per quello che il suo segno zodiacale è la bilancia! Spero che un giorno usciranno altri racconti dedicati a lui… in realtà ho un’idea piuttosto precisa di cosa raccontare, ma di questo parleremo in futuro.

Ancora tanti auguri, gattone mangialasagne!

PS: Anche se Norvy ha compiuto sei anni, nella storia ne dovrebbe avere al massimo due o tre. Ci sarà tempo per farlo invecchiare…

Inktober: vale la pena provarci?

Questo è il periodo dell’anno in cui i social sono pieni di disegni a base d’inchiostro e gli artisti danno di matto per rispettare le scadenze… più o meno.

Per chi non lo sapesse, l’Inktober è una sfida che prevede di disegnare ogni giorno un soggetto differente seguendo un suggerimento predefinito che può essere interpretato come si vuole.

La mia esperienza con l’Inktober

Nel 2017 ho postato su Instagram un post al giorno per i primi 7 giorni, ma la mancanza di tempo (e soprattutto di competenze) mi hanno convinta a lasciar perdere. Era un periodo in cui ero molto più dedita all’arte digitale, perciò ho interrotto senza troppo senso di colpa.

disegni dell'inktober 2017
I disegni erano piccoli, ma un disegno al giorno era troppo per me.

Nel 2018 ci ho riprovato, a costo di portarmi un po’ avanti nei giorni in cui avevo tempo, e con tanta fatica sono arrivata a fine mese!

È stato bello portare a termine la sfida? Sì, sicuramente dà molta soddisfazione.

La qualità dei disegni è rimasta sempre alta? Ci sono stati degli alti e bassi.

Mi sono divertita? Perlopiù, ma a volte volevo davvero lasciare perdere.

Ero contenta che fosse finita? Sì.

Ero migliorata? Un po’ credo di sì.

Sì, a volte ho avuto voglia di usare anche pennarelli grigi e colorati, ma non ero molto brava a fotografare i miei disegni… soprattutto perché erano fatti su un quaderno abbastanza piccolo e poco malleabile.

Nel 2019 ci ho provato per la terza volta, ma non a mano libera, in digitale. Ho tirato fuori vignette e disegni più complessi, quasi tutti nelle sfumature di nero, bianco e grigio, con pochi tocchi di colore dove serviva. La versione digitale ha richiesto più tempo, ma il risultato finale è stato quello con la qualità più alta in assoluto rispetto ai disegni degli anni precedenti. Ricordo che postai l’ultimo disegno mentre stavo andando al Lucca Comics… e sì, fu davvero una soddisfazione!

Sono molto soddisfatta del mio lavoro del 2019 e credo non solo di aver imparato cose nuove, ma di aver pure sperimentato al di fuori della mia confort zone, con le tecniche e con la creatività!

Dopo lo sforzo del 2019, non ho più avuto modo di replicare l’esperienza… e credo sia un bene, perché ho avuto molto da lavorare e da scrivere in questo periodo.

A chi consiglio l’Inktober?

In generale l’Inktober è consigliabile a chiunque, dai principianti ai più esperti, anche se forse sono gli artisti intermedi quelli che trarranno più beneficio da questa sfida; ogni giorno l’Inktober costringe a spremere la propria creatività e ad affrontare sfide sempre diverse che alla lunga migliorano di molto le proprie capacità.

L’altro lato della medaglia riguarda invece la mancanza di tempo: se l’illustrazione non è il vostro mestiere principale, fare un disegno completo al giorno potrebbe portarvi via una quantità di tempo eccessiva; stessa cosa se siete studenti.

Se avete poco tempo a disposizione ma volete comunque fare un test, provate almeno a fare qualche scarabocchio senza postarlo da nessuna parte; vi aiuterà comunque a migliorare la tecnica o almeno a sviluppare la vostra inventiva personale.

Se invece le sfide dell’Inktober non vi piacciono, potete sempre inventarvi una sfida personalizzata o seguirne una creata da qualcun altro.

Link utili per migliorare

Magari per qualcuno di voi questo sarà il momento giusto per riprendere in mano le penne d’inchiostro impolverate. Se questo è il caso, vi lascio qualche link che vi potrebbe essere utile:

Avete presente Domestika, il sito dedicato alla creatività in ogni forma? Ecco, anche questa piattaforma sta organizzando vari eventi a tema inchiostro proprio durante questo mese!

Ogni giorno compaiono dei corsi nuovi, non necessariamente dedicati all’illustrazione a mano libera!

E io cosa ho fatto per questo Inktober 2021?

Alla fine ho tirato fuori almeno un disegno, che non c’entra niente con i temi proposti, ma che comunque è correlato ai miei recenti contenuti su Twitch… che dite, le somiglia?

Come una vera esperta, ho messo ai lati i pennarelli e le penne che ho usato.
Ecco la mia playlist YouTube dedicata a Life is Strange TRUE COLORS, dove raccolto le live di Twitch.

LIBRI: “Favole e leggende del Giappone” – Claudius Ferrand

Dopo mesi trascorsi leggendo la saga di Piccole donne, ho cambiato completamente paese e mi sono comprata un libro di fiabe giapponesi raccolte da Claudius Ferrand, un padre missionario vissuto tra il 1868 e il 1930. La raccolta si intitola Favole e leggende del Giappone e conta 13 fiabe della tradizione nipponica.

Lo ammetto, forse ho iniziato il libro con troppe aspettative, fatto sta che avrei creduto di leggere qualcosa di molto più esotico… invece, con mia sorpresa, mi sono ritrovata tra le mani una raccolta non troppo diversa da un libro scritto da La Fontaine o dai fratelli Grimm.

Illustrazione a inizio volume

Iniziamo col dire che il libro non è esclusivamente testuale, ma ci sono anche diverse immagini (alcune delle quali colorate) poste all’inizio e alla fine del volume oppure tra una fiaba e l’altra. In genere si tratta di illustrazioni antiche e spesso in tema con la fiaba in questione; alcune occupano una pagina intera, altre sono molto più piccole. Dal punto di vista estetico, niente da dire; il volume è gradevole e piacevole da sfogliare.

13 fiabe giapponesi: gli elementi classici

In queste tredici storie si trovano tutti gli elementi classici della fiaba tradizionale:

  • animali parlanti e antropomorfi che interagiscono con gli esseri umani
  • divinità e creature mitologiche o mostruose
  • personaggi virtuosi in contrapposizione netta ai personaggi viziosi, senza spazio per le vie di mezzo
  • finali moraleggianti che cercano di insegnare ai lettori il giusto modo di comportarsi.

Ho letto diverse raccolte di fiabe in vita mia, ma devo ammettere che questa non è tra le mie preferite; probabilmente ciò è dovuto al fatto che, avendo già letto molte fiabe, non ho sentito quell’effetto sorpresa che un bambino riesce a provare quando si sente raccontare una storia per la prima volta.

Voglio comunque mantenermi oggettiva ed elencarvi esattamente i pro e i contro di questa raccolta.

Perché leggerlo
  • È un volume breve e poco impegnativo, dal prezzo contenuto
  • Le singole fiabe sono abbastanza corte, perfette da leggere prima di dormire per rilassarsi
  • Le illustrazioni interne sono belle
  • Il libro è leggero e maneggevole; ha una dimensione perfetta per essere infilato in borsa o nello zaino
Perché non leggerlo
  • Almeno due o tre fiabe ricordano in maniera eccessiva alcune famose fiabe europee, come “Il lupo e i sette capretti” dei fratelli Grimm
  • Alcune fiabe sembrano quasi prive di un finale, oppure premiano il vizio invece della virtù

In generale, consiglio Favole e leggende giapponesi a chi non ha mai letto i libri di fiabe classici della tradizione europea e agli amanti del Giappone.

se volete dare una possibilità a questo libro, lo trovate su Amazon! Mi raccomando, fatemi sapere se ci sono altri libri che potrei leggere per poi recensirli per voi!

Investire su se stessi: Domestika

Ho sempre avuto l’animo della disegnatrice, oltre che della scrittrice, ma ormai sono anni che non riesco più a ritagliarmi il tempo per disegnare sul serio. In realtà è un buon segno, vuol dire che ho da lavorare, ma ogni tanto la mia sanità mentale richiede che io mi metta lì e disegni qualcosa, giusto per sfogare il cervello.

So bene che sta per iniziare un periodo incasinato per me: devo far uscire un fumetto e un libro fantasy (di questo parleremo meglio a breve) e devo portare avanti un lavoro abbastanza impegnativo; ogni tanto, tuttavia, spero di ritagliarmi un’oretta per disegnare o almeno per imparare qualcosa di nuovo.

Quando si disegna si tende sempre a rifare le stesse due cose che ci fanno sentire a proprio agio, come me che disegno solo teste di donna ed evito le mani; ecco, adesso ho deciso di smetterla: l’anatomia è lì perché la impari, non perché la eviti. Ovviamente farò i miei errori, ma è così che si migliora, no? E poi i miei prossimi libri illustrati dovranno essere spettacolari, quindi è bene che mi metta sotto!

Domestika: una soluzione per chi ha poco tempo (e soldi)

Domestika è una piattaforma in cui gli utenti possono acquistare a basso prezzo dei corsi dedicati a vari argomenti; ogni corso è suddiviso in varie lezioni che possono essere seguite in qualunque momento, anche alle tre di notte quando dovreste ormai dormire da ore.

Ho scoperto da tempo l’esistenza della Domestika, ma ci è voluto un po’ prima che mi iscrivessi! Adesso son qui che sto scegliendo il mio primo corso… in realtà non ho ancora deciso se sceglierò qualcosa a tema illustrazione o scrittura, perché i corsi che mi interessano sono tanti!

Vi segnalo l’esistenza di Domestika proprio adesso perché dal 20 fino al 26 settembre, durante la settimana dell’Illustrazione digitale, ci saranno varie risorse gratuite disponibili a tutti, tra cui articoli come questi:

Se volete buttarvi direi che è il momento giusto, perché tutti i corsi Domestika Basics dedicati a un software specifico saranno in offerta a 9.90 euro.

Che poi diciamolo, c’è un corso appena uscito che mi piace veramente tanto, tutto dedicato ai disegni in stile kawaii. Lo stile kawaii mi è sempre piaciuto, e certo una messa a punto non mi farebbe male!

Norvy è abbastanza kawaii per questo stile? Naaaah…

Fatemi sapere se conoscevate già questo sito e se ci sono delle skill che vorreste sviluppare… tempo permettendo, ovviamente!