Buon SESTO compleanno, Norvy!

Era il 14 gennaio 2016 quando pubblicai sul mio blog il primo episodio de “Le avventure di Norvy”.

In quella prima storia, una strana coppia di umani portava a casa un gattino Norvegese delle Foreste di 3 mesi, salvo scoprire una volta a casa che quel gattino non aveva niente di normale! Facendo un veloce calcolo, si scopre che quel piccolo norvegese era nato tre mesi prima, ovvero il 14 ottobre 2015, perciò…

🎂Buon sesto compleanno Norvy!🎂

Una rappresentazione un po’ troppo edulcorata di Norvy, che in realtà è molto più perfido di così.

Ma alla fine, chi è veramente Norvy?

  • è il protagonista del mio primo libro, Le avventure di Norvy
  • è il protagonista del mio terzo libro, Le avventure di Norvy e Chiara
  • è un gatto grigio, grosso, saccente, parlante, goloso, pestifero, intelligente e anche adorabile (ma non diteglielo che sennò si offende).

Avevo iniziato tanti racconti prima del 2016, ma niente che somigliasse neanche vagamente a un libro (o meglio, c’erano altri due titoli, ma… di questo parleremo un’altra volta). I racconti su Norvy cominciarono ad accumularsi su questo blog, uno dopo l’altro, e alla fine venne fuori il mio primo romanzo per ragazzi.

Norvy non è solo un personaggio, non è solo un gatto immaginario; è il motivo per cui:

  • Ho iniziato la mia carriera da scrittrice professionista
  • Ho fatto il primo raduno insieme a voi (e anche il secondo)
  • Ho conosciuto tante persone meravigliose, dal vivo e a distanza, con cui mi sento ancora
  • Ho illustrato il mio primo libro (anche se sono solo un’illustratrice amatoriale)
  • Ho trovato la voglia di scrivere il secondo libro sulle avventure di Norvy… e forse un giorno ci sarà anche il terzo!
Il vlog del primo raduno a Torino nel 2018!

So che molte delle persone che mi seguono sono un po’ troppo grandi per apprezzare appieno le avventure del mio gattone immaginario, ma se un giorno riuscirete a vincere la paura che non vi piaccia… beh, spero che vi saprà tenere compagnia come l’ha tenuta a me mentre scrivevo.

Ormai Norvy è diventato una parte di me… forse è per quello che il suo segno zodiacale è la bilancia! Spero che un giorno usciranno altri racconti dedicati a lui… in realtà ho un’idea piuttosto precisa di cosa raccontare, ma di questo parleremo in futuro.

Ancora tanti auguri, gattone mangialasagne!

PS: Anche se Norvy ha compiuto sei anni, nella storia ne dovrebbe avere al massimo due o tre. Ci sarà tempo per farlo invecchiare…

Inktober: vale la pena provarci?

Questo è il periodo dell’anno in cui i social sono pieni di disegni a base d’inchiostro e gli artisti danno di matto per rispettare le scadenze… più o meno.

Per chi non lo sapesse, l’Inktober è una sfida che prevede di disegnare ogni giorno un soggetto differente seguendo un suggerimento predefinito che può essere interpretato come si vuole.

La mia esperienza con l’Inktober

Nel 2017 ho postato su Instagram un post al giorno per i primi 7 giorni, ma la mancanza di tempo (e soprattutto di competenze) mi hanno convinta a lasciar perdere. Era un periodo in cui ero molto più dedita all’arte digitale, perciò ho interrotto senza troppo senso di colpa.

disegni dell'inktober 2017
I disegni erano piccoli, ma un disegno al giorno era troppo per me.

Nel 2018 ci ho riprovato, a costo di portarmi un po’ avanti nei giorni in cui avevo tempo, e con tanta fatica sono arrivata a fine mese!

È stato bello portare a termine la sfida? Sì, sicuramente dà molta soddisfazione.

La qualità dei disegni è rimasta sempre alta? Ci sono stati degli alti e bassi.

Mi sono divertita? Perlopiù, ma a volte volevo davvero lasciare perdere.

Ero contenta che fosse finita? Sì.

Ero migliorata? Un po’ credo di sì.

Sì, a volte ho avuto voglia di usare anche pennarelli grigi e colorati, ma non ero molto brava a fotografare i miei disegni… soprattutto perché erano fatti su un quaderno abbastanza piccolo e poco malleabile.

Nel 2019 ci ho provato per la terza volta, ma non a mano libera, in digitale. Ho tirato fuori vignette e disegni più complessi, quasi tutti nelle sfumature di nero, bianco e grigio, con pochi tocchi di colore dove serviva. La versione digitale ha richiesto più tempo, ma il risultato finale è stato quello con la qualità più alta in assoluto rispetto ai disegni degli anni precedenti. Ricordo che postai l’ultimo disegno mentre stavo andando al Lucca Comics… e sì, fu davvero una soddisfazione!

Sono molto soddisfatta del mio lavoro del 2019 e credo non solo di aver imparato cose nuove, ma di aver pure sperimentato al di fuori della mia confort zone, con le tecniche e con la creatività!

Dopo lo sforzo del 2019, non ho più avuto modo di replicare l’esperienza… e credo sia un bene, perché ho avuto molto da lavorare e da scrivere in questo periodo.

A chi consiglio l’Inktober?

In generale l’Inktober è consigliabile a chiunque, dai principianti ai più esperti, anche se forse sono gli artisti intermedi quelli che trarranno più beneficio da questa sfida; ogni giorno l’Inktober costringe a spremere la propria creatività e ad affrontare sfide sempre diverse che alla lunga migliorano di molto le proprie capacità.

L’altro lato della medaglia riguarda invece la mancanza di tempo: se l’illustrazione non è il vostro mestiere principale, fare un disegno completo al giorno potrebbe portarvi via una quantità di tempo eccessiva; stessa cosa se siete studenti.

Se avete poco tempo a disposizione ma volete comunque fare un test, provate almeno a fare qualche scarabocchio senza postarlo da nessuna parte; vi aiuterà comunque a migliorare la tecnica o almeno a sviluppare la vostra inventiva personale.

Se invece le sfide dell’Inktober non vi piacciono, potete sempre inventarvi una sfida personalizzata o seguirne una creata da qualcun altro.

Link utili per migliorare

Magari per qualcuno di voi questo sarà il momento giusto per riprendere in mano le penne d’inchiostro impolverate. Se questo è il caso, vi lascio qualche link che vi potrebbe essere utile:

Avete presente Domestika, il sito dedicato alla creatività in ogni forma? Ecco, anche questa piattaforma sta organizzando vari eventi a tema inchiostro proprio durante questo mese!

Ogni giorno compaiono dei corsi nuovi, non necessariamente dedicati all’illustrazione a mano libera!

E io cosa ho fatto per questo Inktober 2021?

Alla fine ho tirato fuori almeno un disegno, che non c’entra niente con i temi proposti, ma che comunque è correlato ai miei recenti contenuti su Twitch… che dite, le somiglia?

Come una vera esperta, ho messo ai lati i pennarelli e le penne che ho usato.
Ecco la mia playlist YouTube dedicata a Life is Strange TRUE COLORS, dove raccolto le live di Twitch.

LIBRI: “Favole e leggende del Giappone” – Claudius Ferrand

Dopo mesi trascorsi leggendo la saga di Piccole donne, ho cambiato completamente paese e mi sono comprata un libro di fiabe giapponesi raccolte da Claudius Ferrand, un padre missionario vissuto tra il 1868 e il 1930. La raccolta si intitola Favole e leggende del Giappone e conta 13 fiabe della tradizione nipponica.

Lo ammetto, forse ho iniziato il libro con troppe aspettative, fatto sta che avrei creduto di leggere qualcosa di molto più esotico… invece, con mia sorpresa, mi sono ritrovata tra le mani una raccolta non troppo diversa da un libro scritto da La Fontaine o dai fratelli Grimm.

Illustrazione a inizio volume

Iniziamo col dire che il libro non è esclusivamente testuale, ma ci sono anche diverse immagini (alcune delle quali colorate) poste all’inizio e alla fine del volume oppure tra una fiaba e l’altra. In genere si tratta di illustrazioni antiche e spesso in tema con la fiaba in questione; alcune occupano una pagina intera, altre sono molto più piccole. Dal punto di vista estetico, niente da dire; il volume è gradevole e piacevole da sfogliare.

13 fiabe giapponesi: gli elementi classici

In queste tredici storie si trovano tutti gli elementi classici della fiaba tradizionale:

  • animali parlanti e antropomorfi che interagiscono con gli esseri umani
  • divinità e creature mitologiche o mostruose
  • personaggi virtuosi in contrapposizione netta ai personaggi viziosi, senza spazio per le vie di mezzo
  • finali moraleggianti che cercano di insegnare ai lettori il giusto modo di comportarsi.

Ho letto diverse raccolte di fiabe in vita mia, ma devo ammettere che questa non è tra le mie preferite; probabilmente ciò è dovuto al fatto che, avendo già letto molte fiabe, non ho sentito quell’effetto sorpresa che un bambino riesce a provare quando si sente raccontare una storia per la prima volta.

Voglio comunque mantenermi oggettiva ed elencarvi esattamente i pro e i contro di questa raccolta.

Perché leggerlo
  • È un volume breve e poco impegnativo, dal prezzo contenuto
  • Le singole fiabe sono abbastanza corte, perfette da leggere prima di dormire per rilassarsi
  • Le illustrazioni interne sono belle
  • Il libro è leggero e maneggevole; ha una dimensione perfetta per essere infilato in borsa o nello zaino
Perché non leggerlo
  • Almeno due o tre fiabe ricordano in maniera eccessiva alcune famose fiabe europee, come “Il lupo e i sette capretti” dei fratelli Grimm
  • Alcune fiabe sembrano quasi prive di un finale, oppure premiano il vizio invece della virtù

In generale, consiglio Favole e leggende giapponesi a chi non ha mai letto i libri di fiabe classici della tradizione europea e agli amanti del Giappone.

se volete dare una possibilità a questo libro, lo trovate su Amazon! Mi raccomando, fatemi sapere se ci sono altri libri che potrei leggere per poi recensirli per voi!

Investire su se stessi: Domestika

Ho sempre avuto l’animo della disegnatrice, oltre che della scrittrice, ma ormai sono anni che non riesco più a ritagliarmi il tempo per disegnare sul serio. In realtà è un buon segno, vuol dire che ho da lavorare, ma ogni tanto la mia sanità mentale richiede che io mi metta lì e disegni qualcosa, giusto per sfogare il cervello.

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So bene che sta per iniziare un periodo incasinato per me: devo far uscire un fumetto e un libro fantasy (di questo parleremo meglio a breve) e devo portare avanti un lavoro abbastanza impegnativo; ogni tanto, tuttavia, spero di ritagliarmi un’oretta per disegnare o almeno per imparare qualcosa di nuovo.

Quando si disegna si tende sempre a rifare le stesse due cose che ci fanno sentire a proprio agio, come me che disegno solo teste di donna ed evito le mani; ecco, adesso ho deciso di smetterla: l’anatomia è lì perché la impari, non perché la eviti. Ovviamente farò i miei errori, ma è così che si migliora, no? E poi i miei prossimi libri illustrati dovranno essere spettacolari, quindi è bene che mi metta sotto!

Domestika: una soluzione per chi ha poco tempo (e soldi)

Domestika è una piattaforma in cui gli utenti possono acquistare a basso prezzo dei corsi dedicati a vari argomenti; ogni corso è suddiviso in varie lezioni che possono essere seguite in qualunque momento, anche alle tre di notte quando dovreste ormai dormire da ore.

Ho scoperto da tempo l’esistenza della Domestika, ma ci è voluto un po’ prima che mi iscrivessi! Adesso son qui che sto scegliendo il mio primo corso… in realtà non ho ancora deciso se sceglierò qualcosa a tema illustrazione o scrittura, perché i corsi che mi interessano sono tanti!

Vi segnalo l’esistenza di Domestika proprio adesso perché dal 20 fino al 26 settembre, durante la settimana dell’Illustrazione digitale, ci saranno varie risorse gratuite disponibili a tutti, tra cui articoli come questi:

Se volete buttarvi direi che è il momento giusto, perché tutti i corsi Domestika Basics dedicati a un software specifico saranno in offerta a 9.90 euro.

Che poi diciamolo, c’è un corso appena uscito che mi piace veramente tanto, tutto dedicato ai disegni in stile kawaii. Lo stile kawaii mi è sempre piaciuto, e certo una messa a punto non mi farebbe male!

Norvy è abbastanza kawaii per questo stile? Naaaah…

Fatemi sapere se conoscevate già questo sito e se ci sono delle skill che vorreste sviluppare… tempo permettendo, ovviamente!

FILM HORROR – LA TRILOGIA DI FEAR STREET | RECENSIONE

Sono una persona estremamente ansiosa e se devo scegliere un film da vedere, in genere cerco di nutrire la mia anima tormentata con commedie o film di animazione come quelli della Pixar/Disney o dello studio Ghibli. Ogni tanto, però, la mia ansia riesce ad avere la meglio e finisco per fare delle piccole maratone di film dell’orrore; se l’ultima volta toccò alla saga di Annabelle, stavolta è stato il turno della trilogia di Fear Streat comparsa su Netflix durante gli ultimi mesi e basata sull’omonima serie di libri scritti da Robert Lawrence Stine, che forse molti di voi conosceranno per la serie Piccoli brividi.

Trailer di Netflix per presentare la trilogia (sottotitoli in italiano)

Trama (senza spoiler)

Sunnyvale e Shadyside sono due cittadine rivali in perenne competizione tra di loro (un po’ come Pisa e Livorno); se l’una è ridente, allegra e sicura, l’altra è perennemente sconvolta da crimini, incidenti e addirittura serial killer. La leggenda narra che una strega abbia lanciato una maledizione su Shadyside alcuni secoli addietro, poco prima della propria esecuzione, ma ovviamente non tutti credono a questa storia.

La vicenda si snoda in tre diversi titoli (che vanno visti necessariamente nell’ordine), ciascuno ambientato in un epoca diversa.

Appunti che mostrano uno schizzo con la strega Sarah Fier impiccata,
Sarah Fier, la strega che venne giustiziata a Shadyside e che scagliò una maledizione sui suoi abitanti

Fear Street Parte 1: 1994:

In seguito all’ennesima carneficina, alcuni ragazzi di Shadyside decidono di indagare sul sanguinoso mistero che affligge la loro cittadina e cercano di rimettere insieme le poche prove che sono riusciti a raccogliere; possibile che sia davvero colpa di una strega morta nel 1600?

Uno dei killer di Shadyside, con il volto coperto da una maschera da teschio.
Uno dei simpatici abitanti di Shadyside.

Fear Street Parte 2: 1978

Durante le loro indagini, i protagonisti riescono a mettersi in contatto con una ragazza che forse potrebbe aiutarli a far luce sulle strane vicende che affliggono Shadyside. La ragazza inizia a raccontare gli eventi accaduti durante l’estate del 1978, all’interno di un campeggio estivo popolato da adolescenti e scoutmasters appena più grandi.

Istantanea di un campeggio estivo che appare nel secondo titolo di Fear Street.
“Benvenuti al Camp Nightwing”… ma facevate meglio a stare a casa.

Fear Street Parte 3: 1666

Una delle protagoniste torna indietro nel tempo con la mente e rivive sulla propria pelle la storia della strega a cui è imputata la maledizione che affligge la cittadina da generazioni. Questo è il capitolo conclusivo dell’arco narrativo, e personalmente è anche quello che ho apprezzato maggiormente.

Piccoli pareri oggettivi

Diciamolo chiaramente: trovare un horror fatto bene è difficile; si rischia sempre di cadere nei soliti cliché per cui:

  • Gli eroi si separano in gruppi invece di restare uniti.
  • Gli eroi credono di aver ucciso il cattivo e se ne vanno, dando al cattivo tutto il tempo di riprendere i sensi e di massacrare tutti nella scena successiva.
  • Le coppiette si appartano chissà dove e quindi muoiono per prime.
  • Le persone decidono di fare cose stupide perché altrimenti la trama non prosegue o magari non inizia nemmeno.
Le due protagoniste della trilogia di Fear Street
Come nella maggior parte dei film horror, oltre alla morte c’è anche l’ammmmmore! 🏳️‍🌈

La trilogia di Fear Street, tuttavia, non è vittima dei soliti stereotipi che spesso affliggono i film horror. Ovviamente alcune scene sono delle chiare citazioni di altri film (come Scream e Shining), ma nel complesso non si avvertono delle forzature eccessive.

Riassumendo, potremmo dire che:

Motivi per vedere Fear Street
  • Le scene violente e/o splatter non sono gratuite, ma alcune sono comunque pesanti. Non consiglio la visione del film ai minori di 14 anni per via di alcune scene particolarmente sanguinose.
  • I film scorrono bene; pur essendo chiaramente pensati per un pubblico giovane, sono perfetti anche per gli adulti appassionati del genere.
  • Il finale è molto interessante e coerente con il resto della storia.
  • Se vi piacciono i film ambientati nel passato, apprezzerete molto il terzo titolo.
Motivi per NON vedere Fear Strett
  • Si tratta di una trilogia in cui ogni capitolo è collegato agli altri. I film presi singolarmente sono privi di senso, a differenza di quanto avviene in altre saghe (come Scream o Saw). Questo non è un vero e proprio punto a sfavore, ma alcuni potrebbero non gradire il fatto che sia necessario vedere tre film prima di ottenere una conclusione della trama.
  • Il secondo titolo della serie vi richiamerà alla mente Jason di Venerdì 13 per molte ragione (forse un po’ troppe).
  • Molte scene vengono girate al buio o in condizioni di quasi completa oscurità, rendendo difficile seguire alcuni eventi.

Vi consiglio di vedere questa trilogia? Sì, purché il sangue non vi disturbi! La trama non è troppo difficile da seguire ma è complessa al punto giusto, ed è bello vedere come tutti i tasselli finiscono al loro posto.

Mi raccomando fatemi sapere se ci sono altri film (non eccessivamente) horror che potrei recensire! Ah, un ultima cosa: occhio a quello che trovate quando scavate sottoterra, potrebbero capitarvi dei “reperti” molto strani…

26 agosto 2021 (un mese esatto prima dei ** anni)

Il 26 agosto, dopo essermi lavata i capelli, avevo in mente di andarmene in terrazzo ad asciugarli al sole, magari leggendo un libro… Ma il vento fresco e il sole basso mi hanno ricordato che ormai agosto sta finendo. E visto che tra un mese esatto è anche il mio compleanno, ho cominciato a scrivere questa cosa…

L’autunno sta arrivando.

Lo sento nel vento che non mi asciuga più i capelli, nel sole che sparisce più presto, nella coperta in cui mi avvolgo per dormire.

Lo sento nelle foglie arancioni che scricchiolano sotto i piedi, nel pelo dei gatti che sta diventando più folto, nei capelli caduti che mi restano tra le dita.

Manca un mese esatto al mio compleanno, alla fine di un decennio che, a guardarmi indietro, mi chiedo dove diamine sia andato.

Non l’ho sentito arrivare questo nuovo decennio, ma ci pensano i social a ricordarmi che potrei scadere, che devo sposarmi, che la mia pelle non sarà liscia per sempre.

All’inferno i social, non spetta a loro decidere quanti anni ho io; forse non spetta nemmeno alla mia data di nascita, forse è una scelta che posso fare da sola.

Se voglio mettermi una maglia rosa coi gattini, posso avere quindici anni?

Se mi vesto da donna, posso averne quaranta?

E se mi guardo allo specchio, posso scegliere di non farmi definire da un numero?

Sì, ho due capelli bianchi alle tempie, uno a destra e uno a sinistra; forse sono aumentati dall’ultima volta che controllato, ma francamente non m’interessa nemmeno; ho troppe magliette stampate che mi riportano indietro nel tempo, troppe bambole e peluche, troppi cartoni da guardare.

Lo sappiamo tutti che il capodanno non è il primo gennaio, ma il primo settembre: le vacanze finiscono, ammesso che ci siano state, e si torna sui banchi o dietro le scrivanie; non sento la mancanza dei banchi, e ormai vivo in simbiosi con questa scrivania. È qui che concepisco le mie idee, è qui che Norvy mi zampetta nell’anima e mi ricorda che l’età non serve a niente; lui è un gatto immaginario, invecchia solo quando glielo dico io… e io invece quando invecchierò?

Quando avrò tutti i capelli bianchi? Quando sarò diventata una nuova versione di me stessa? Quando sarò madre?

O forse, scrivendo da anni, son talmente abituata a viaggiare nel tempo della storia e nel tempo del discorso che rimarrò uguale per sempre?

No, non rimarrò uguale per niente, anzi. Invecchierò più dei personaggi che scrivo e dei disegni che faccio, così potrò fare dei disegni ancora più belli e dare vita a dei personaggi ancora più veri.

Io stessa non sono che un mio personaggio da riscrivere ogni giorno, un personaggio che tra un mese compie gli anni. Ogni anno è una pagina di un libro, vediamo cosa c’è da scrivere adesso…

SERIE TV – BEASTARS (S1 e S2) | RECENSIONE

Ok, lo ammetto; dopo anni di fedeltà ad Amazon e ad Amazon Prime Video, alla fine sono cascata anch’io nella splendida trappola di Netflix. Doveva essere solo un regalo per mia mamma, che si era appena comprata il suo primo televisore smart, ma in fondo che fai, paghi un servizio e non lo usi? Alla fine mi sono loggata pure io e…

In questa piccola serie di recensioni vi parlerò dei film/serie che ho visto e di cosa mi ha colpito di ciascuno/a. Sì, lo so che in genere queste cose le faccio con i libri o coi fumetti, ma sto ancora finendo di leggere I ragazzi di Jo, l’ultimo libro della quadrilogia di Piccole donne. Poi comincerò a leggere altri generi di libri, non temete… Ma fino ad allora, parliamo di serie TV!

In questo trailer potreste avere a che fare con qualche spoiler della seconda stagione, quindi fate attenzione!

BEASTARS: una metafora del razzismo?

L’universo di Beastars non è popolato da esseri umani, ma da animali antropomorfi di ogni specie; in particolare, i carnivori e gli erbivori convivono “pacificamente” all’interno degli stessi ambienti, eppure… ogni tanto gli incidenti capitano.

Non mi metterò a fare spoiler, perché non voglio guastarvi il piacere di immergermi in un universo alternativo così dannatamente vicino al nostro; vi dirò soltanto che tutto ruota intorno ad alcuni personaggi principali (come in qualunque altra serie). In particolare, nella prima stagione i protagonisti indiscussi sono Haru, una coniglietta bianca di 18 anni, e Legoshi, un grosso lupo grigio di 17.

Haru e Legoshi, la coniglietta e il lupo di Beastars, si guardano negli occhi
Secondo voi di chi si è innamorato follemente il nostro canide?

Tra i coprotagonisti, ricordiamo anche la bella lupacchiotta Juno e il cervo Luois (che ha lo stesso doppiatore di Light Yagami, Flavio Aquilone, e questo vi basti a capire che tipo è).

Louis, il cervo di Beastars, e la lupacchiotta Juno. Entrambi sembrano un po' perplessi.
Qualcuno pensa che questi due sarebbero una bella coppia, io non ho ancora deciso!

Tra erbivori e carnivori può nascere l’amicizia, può persino nascere l’amore, ma c’è sempre quel timore di essere divorati e divorare che permea ogni piccola interazione tra due mondi così vicini ma forse troppo diversi per poter davvero vivere insieme. Non si tratta di un vero e proprio razzismo, perché i carnivori non vengono semplicemente denigrati, ma vengono letteralmente temuti per quello che potrebbero fare… e che talvolta in effetti fanno.

Due stagioni di anime, 22 manga

Come molti altri anime, Beastars proviene da un manga con il quale presenta alcune differenze. Non ho (ancora) letto il manga, quindi non posso mettermi a fare confronti, ma so per certo che ci sono stati degli adattamenti che potrebbero non piacere a tutti, ma che potrebbero giovare al risultato complessivo. Se volete scoprire dove andrà a parare la serie, andate pure a procurarvi il manga; se invece avete pazienza, potete aspettare l’uscita delle prossime stagioni.

Il primo volume del manga

Vi consiglio di vedere la serie?

Sì, se vi piacciono gli anime un po’ alternativi. L’idea di fondo di Beastars è molto buona, penso che potrebbe piacere molto anche agli adulti che in genere non guardano troppi anime (un po’ come me, in fondo).

Per riassumere il punto della situazione, potremmo dire che:

Le parti migliori
  • Molto sfaccettata la storia d’amore tra Haru e Legoshi
  • Le scene di violenza e le scene allusive sono presenti, ma non eccessive, rendendo l’anime adatto anche ai più giovani
  • La serie pone parecchi dilemmi morali che possono tranquillamente adattarsi al mondo umano (vedi il tema del razzismo e della discriminazione)
Le parti peggiori
  • La storia d’amore tra Haru e Legoshi è caduta in secondo piano durante la seconda stagione
  • Alcuni ragionamenti e atteggiamenti dei personaggi sembrano un po’ strani, ma questa cosa potrebbe essere determinata dai tagli fatti al manga

La prima stagione mi ha tenuta incollata allo schermo fino all’ultimo episodio e anche la seconda mi è piaciuta parecchio (anche se non quanto la prima). Non vedo l’ora che esca la terza stagione, così potrò aggiornare questa recensione oppure scriverne una nuova!

Mi raccomando fatemi sapere nei commenti se ci sono delle altre serie di Netflix (e non solo) di cui vorreste leggere una recensione! Al momento la mia lista di serie di cui parlarvi è piuttosto lunga, anche se alcune non sono propriamente adatte ai più giovani… ma di questo parleremo la prossima volta!

LOVE WHISPERS: il mio primo fumetto yaoi!

Lo so, lo so, chi mi conosce penserà che io abbia la casa piena di manga yaoi e che sia una fujoshi o yaoista esperta.

Una playlist di video in cui non ci sono ASSOLUTAMENTE dei ragazzi innamorati.

In realtà no, non lo sono… ho pochissimi manga in casa, tra cui qualche one shot, qualche mini serie, Death Note e.. questo, intitolato Love whispers, even in the rusted night.

Se volete darci un’occhiata, lo trovate su Amazon

Ribadisco, non sono un’esperta di manga, perciò non so mai cosa devo aspettarmi quando ne leggo uno. Questo in particolare è un volume unico, perciò non mi aspettavo una storia particolarmente lunga e intricata… e così è stato.

Tutto inizia quando il protagonista, regolarmente picchiato dal suo ragazzo, incontra una cotta della sua adolescenza che non l’ha mai dimenticato. Il resto non ve lo dico, però sappiate una cosa: sì, ci sono MOLTE scene VM18, quindi non comprate il fumetto se la cosa vi disturba. Facciamo il punto della situazione per chi ha fretta:

Perché leggerlo
  • I disegni dell’autrice sono davvero belli e ben curati
  • Essendo un volume unico, è perfetto per chi ha poca voglia di leggersi una serie lunga
  • Le scene erotiche sono anche romantiche
  • La trama è interessante, pur essendo sviluppata in poco tempo
Perché NON leggerlo
  • Alcune scene sono violente, al limite dello stupro
  • La storia dei personaggi rimane un po’ superficiale a causa della mancanza di volumi successivi
  • Le scene erotiche sono parecchio spinte, rendendo il manga inadatto ai più giovani
  • Forse la conclusione è un po’ troppo netta

Insomma ragazzi, voi che ne pensate dei manga yaoi? Ultimamente ho poco tempo di leggere, quindi ho scelto qualcosa di leggero come i manga per rilassarmi un po’ prima di dormire. Tornerò presto a leggere anche i libri, eh, ci mancherebbe, però qualche fumetto ogni tanto non mi dispiace!

E se avete qualche fumetto da consigliarmi… vi aspetto nei commenti.

642 tiny things to write about – Il frigorifero

Alcuni anni fa mi ritrovai in possesso di un libretto dal titolo 642 tiny things to write about, in cui sono raccolti molti spunti per tutti gli scrittori, indipendentemente dal livello di esperienza. Ogni tanto, quando mi ricordo, scrivo qualcosina a riguardo, e… ecco cosa mi sono inventata di recente. Magari qualcuno di voi l’ha già letto sulle storie Instagram, ma per tutti gli altri… ecco i temi ed ecco come li ho svolti!

Apri il frigorifero e ti rendi conto che qualcuno ha rimpiazzato tutto il tuo cibo con degli alimenti che detesti. Descrivi cosa hai trovato.

Apro il frigo per mangiare uno yogurt greco alla fragola, ma… lo sportello si è trasformato nella porta d’ingresso dell’inferno. Bistecche grondanti sangue, polli interi con ancora la testa e le zampe, pesci dagli occhi vitrei ammassati insieme…

Chiudo il frigo e decido che anche oggi mangerò solo sassi.

La mia splendida calligrafia

Chi è stato a fare questo? E perchè?

“Che c’è, umana, qualcosa non va?” domanda una voce petulante e acuta proveniente da sotto il tavolo.

“Norvy”, sussurro. “Lo sapevo… Nessuno a parte te si macchierebbe di un crimine tanto infame! Che ne hai fatto del mio cibo?”

“Chissà, chissà…” risponde lui, indicando la pattumiera con la punta della coda.

“Se è davvero così che stanno le cose, allora non mi lasci altra scelta…”

Inspiro forte, allungo la mano e…

Prendo Norvy per la collottola e lo chiudo nella pattumiera!

Piccoli aggiornamenti importanti – Giugno 2021

Ragazzi, un piccolo update veloce per quanto riguarda la mia esistenza:

  • Ultimamente dovrò far uscire qualche video di Youtube in meno, perché ho diverse scadenze lavorative da rispettare. Qualche video uscirà lo stesso, non temete, ma non posso promettervi di essere sempre super puntuale! Soprattutto i video del Camp Buddy, ecco… Non dimenticatevi di me nel frattempo!
  • Il fumetto La stanza grigia che alcuni di voi hanno preordinato uscirà con qualche mese di ritardo, ovvero a dicembre 2021. Purtroppo la pandemia ha complicato la vita a tutti, pure alle case editrici, ma non temete: avrete il vostro fumetto! Promesso!
  • Sto revisionando il mio primo romanzo fantasy! Se tutto va bene, verrà pubblicato all’inizio del 2021. Si intitola L’ultima regina ed è un libro a cui lavoro da ormai… almeno un decennio, oserei dire. Forse è presto per parlarne, ma spero che vi piacerà leggerlo quanto a me è piaciuto scriverlo!
  • In questo periodo la mia salute mentale è un po’ in bilico; a parte gli scherzi, sono qui che aspetto un vaccino nella speranza di vivere un po’ più serenamente. Magari poi organizzerò anche qualche raduno, chissà!

Detto questo, spero anche di ritornare presto a fare live su Twitch e a postare su Instagram e sugli altri social! Spero che inventino presto gli androidi di Detroit: Become Human, così mi compro un vichingone e mi faccio aiutare da lui…

Alla prossima!

Questo disegno tenetelo a mente, ecco…