TRASFERIMENTO IN CORSO #9: Muffa e mobili in decomposizione

Ho un mal di test da deprivazione di sonno niente male, in questo momento. E comunque, anche se volessi dormire, non sarebbe facile. Ho troppe cose da fare.
In questi giorni ci sono state delle ondate di gelo anomale che hanno dato il colpo di grazia all’armadio tarlato che abbiamo in camera da letto.
Una sera, stavo tranquillamente spostando dei vestiti quando – SORPRESA!- un bello strato di muffa verdina fa capolino sulla parete interna dell’armadio. Non abbiamo ancora osato spostare le coperte per vedere come sono conciate, ma sappiate che abbiamo riempito tre sacchi con la roba da lavare che non è ancora stata del tutto contaminata. Al momento, siamo senza vestiti di ricambio, senza asciugamani e senza lenzuola. Si è salvato solo quel poco che era sullo stendino. A proposito di stendino, ne abbiamo uno in arrivo da Amazon insieme a un deumidificatore che dovrebbe depurare un po’ la stanza. Avremo da fare bucati per giorni!
Il problema grosso però è un altro: pare che in tutta la città non ci sia nessuno disposto a venire a prendere l’armadio putrefatto in tempi ragionevoli. Non so voi, ma a me l’odore della muffa fa parecchio schifo! Forse, se fosse venuto il sole, non sarebbe successo nulla, ma quest’anno la primavera è latitante.
Nei prossimi giorni dovremo anche svuotare un altro armadio, quello nella stanza-magazzino che abbiamo infestato negli ultimi mesi con scatole vuote e cianfrusaglie varie. Oltre a questo, dovremo anche mangiare e fare video, ogni tanto. Aiuto.

TRASFERIMENTO IN CORSO #8: La lavastoviglie funziona, ma noi no

KIRIA racconta: questa settimana abbiamo dormito poco… uhm… abbiamo dormito? Siamo sicuri?
Finalmente, dopo tremila ere geologiche, il nostro bel soprammobile (detto anche “lavastoviglie”) è finalmente diventato operativo, grazie all’idraulico latitante che alla fine si è costituito e si è deciso a installarcela. L’idraulico è venuto a casa nostra alle otto e mezza di mattina (che è praticamente l’alba, per noi), e adesso c’è un bel tubo rossiccio nuovo di zecca appiccicato al muro. La soddisfazione di vedere il lavello sempre vuoto e di non dover più passare un’ora al giorno a strofinare pentole e posate è impagabile. Il grosso problema è che al momento abbiamo solo due bicchieri e poche posate, ma riusciremo a sopravvivere. In compenso, ora è possibile lavarsi le mani in bagno in meno di venti minuti, perché il getto d’acqua è sufficientemente potente.

Abbiamo appena preso una lavagnetta magnetica per attaccarla al frigo. Luca ed io abbiamo poca RAM, così io uso un’agenda in cui appunto qualsiasi cosa, ma a volte le cose ci vengono in mente mentre cuciniamo, così le scriviamo sulla lavagnetta. Il fatto è che, se non ci scordiamo cosa dovevamo scrivere, ci scordiamo di guardare cosa abbiamo scritto. Abbiamo anche i pennarelli colorati per rendere la lavagnetta più simpatica, ma li teniamo in un’altra stanza, così ci scordiamo di usarli. Abbiamo messo due sveglie nuove sul comodino, ma ci scordiamo sempre di inserirci le pile, così stanno lì a prendersi la polvere. Qualcuno ci faccia un upgrade.

Con la lavastoviglie, ci hanno regalato un robot da cucina: apparentemente dovrebbe essere in grado di cucinare qualunque cosa. E’ collegato a un’applicazione contenente un sacco di ricette, ma ci scordiamo di guardarle, e finiamo per cucinare alla vecchia maniera. A me piace stare ai fornelli, purché non mi si metta fretta, vediamo se sarà divertente anche usare questo robottino. Se qualcuno di voi ce l’ha, saremmo curiosi di sapere cosa gli chiedete di fare. A proposito di robot, abbiamo tentato di pulire il pavimento della cucina, provato da sgocciolii e impronte di idraulico, con il nostro robot pulitore, munito di straccio umido e detersivo: il pavimento fa più schifo di prima. Aspetto ancora il giorno in cui inventeranno degli androidi come quelli che si vedono nel film “L’uomo bicentenario”. Chi non l’ha visto, corra immediatamente a rimediare e inventi un robot come quello. Poi mi telefoni, così ci mettiamo d’accordo su cosa farne.

TRASFERIMENTO IN CORSO #7: Tirannosauri e materassi misteriosi

KIRIA racconta: nonostante tutte le mie chiacchiere riguardo la nuova casa, mi sono scordata di parlare del “materasso/i”. Laddove dovrebbe esserci un materasso matrimoniale ci sono quattro materassi singoli, sottilissimi, imbottiti di materiali sconosciuti (forse lana?), che tentano di separarsi in ogni istante, creando solchi in mezzo al letto che ci fanno scivolare sulla rete o direttamente sul pavimento. Luca dice “dobbiamo provarlo, un materasso nuovo, prima di acquistarlo”. La mia schiena invece sostiene che non c’è bisogno di essere tanto schizzinosi e grida vendetta, sognando materassi a molle insacchettate. Potete immaginarlo, c’erano altre priorità da sistemare, prima del materasso spacca-schiena, per esempio l’arrivo della lavastoviglie. Che, tanto per dire, dovrebbe arrivare oggi. Purtroppo però non abbiamo ancora rintracciato lo stramaledetto idraulico che dovrebbe occuparsene, e senza di lui la tanto sospirata lavastoviglie finirà per far la figura del soprammobile. Gli abbiamo telefonato e non ci ha risposto. Dopo un’oretta gli abbiamo ritelefonato ed era occupato. Quindi agli altri risponde, a quanto pare!

Ah, a proposito di modifiche della casa: dopo il suicidio di massa delle lampadine della stanza di registrazione e di quelle dell’ingresso, Luca ha svaligiato il reparto illuminazioni di Amazon e ha comprato un bel po’ di lampadine a luce rigorosamente fredda. Io odio la luce calda, con tutto il cuore. Una volta cambiate tutte le lampadine morte della stanza di registrazione, adesso sembra di essere in paradiso. Qualunque altra stanza sembra illuminata dalle candele.

Vi racconto un’altra cosa interessante: abbiamo dei tirannosauri al piano di sopra. O a quello sopra ancora. Forse è colpa della saga di Jurassic Park che ci siamo appena guardati, ma vi assicuro che il rumore che ci ha svegliato oggi sembrava proprio il vocalizzo di un tirannosauro parecchio arrabbiato che cercava di sbranarsi i nostri vicini. Faccia pure, dico io, ma lo faccia in silenzio.
Purtroppo però quel tirannosauro non è riuscito a sbranarli per bene, visto che hanno continuato a fare una confusione terribile. Sembra che organizzino delle lotte di gladiatori all’ultimo sangue, lassù. Oppure stanno girando il seguito di The Saw, o magari si stanno limitando a torturarsi a vicenda. Ripeto, facciano pure, ma lo facciano in silenzio!

TRASFERIMENTO IN CORSO #6: Lavastoviglie latitante e idraulico nullafacente

KIRIA racconta: A volte mi sorprendo delle nostre capacità di casalinghi. Puliamo la cucina e il bagno regolarmente, facciamo il bucato, cambiamo la biancheria spesso, puliamo il pavimento e mettiamo persino in ordine. Adesso abbiamo addirittura i sacchetti per la raccolta differenziata, il cesto della biancheria e *rullo di tamburi* presto ci arriveranno anche delle pentole nuove! Yeeeeh!
Quel che sto cercando di dire è che la casa è decente, nonostante la presenza di due schiacciasassi come noi. La cosa che ci turba è il fatto che abbiamo ordinato la lavastoviglie circa tre secoli fa, ma ancora non ci è arrivata. Ci hanno chiamato tutti costernati per informarci che non arriverà prima della prossima glaciazione. Evidentemente la stanno assemblando molecola dopo molecola. Luca ed io ci diamo amorevolmente il cambio nel lavaggio delle stoviglie. Abbiamo rotto un paio di guanti, distrutto almeno tre spugne e consumato un flacone di detersivo (uno di quelli grossi, peraltro) a causa di quei manigoldi truffaldini che ci han detto “la lavastoviglie arriva tra quindici giorni”. Quindici giorni, ma a partire da quando?!

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Oltretutto, questa casa non ha mai avuto una lavastoviglie, perciò c’è da fare l’impianto idraulico. Poiché io di nome non faccio Super Mario, abbiamo chiamato l’idraulico che da sempre si occupa di questa casa. Lo abbiamo chiamato per fissare un appuntamento, ma costui ha deciso di sua sponte che sarebbe venuto per cambiare il termosifone. Quando Luca gli ha detto che non c’era urgenza di cambiare il calorifero perché prima avrebbe dovuto sistemare la vasca, il rubinetto del lavandino e il sistema di tubi della lavatrice e della lavastoviglie, quell’individuo ha automaticamente inteso che il suo lavoro non era più necessario, ma ovviamente non ci ha comunicato questa sua deduzione. Lo abbiamo aspettato tutto il pomeriggio, per poi chiamarlo e scoprire che non sarebbe mai venuto ma che ci avrebbe richiamato lui per fissare un nuovo appuntamento. Avete forse ricevuto la sua chiamata, voi? Noi NO.

7 cose da NON dire a un vegetariano

Se siete vegetariani, benvenuti fratelli e sorelle. Consoliamoci insieme con una coppa di fragole. Se non siete vegetariani, è probabile che un giorno conosciate qualcuno che lo è. Ecco cosa NON dovete MAI e poi mai dirgli (a meno che non vogliate prendervi una noce di cocco in testa):

MA DOVE PRENDI LE PROTEINE? E IL CALCIO? E IL FERRO? NON SAI CHE LA CARNE E’ IMPORTANTE?

Qualcuno mi spieghi come mai se fumi, se bevi, se ti strippi di hamburger nessuno dice nulla ma quando sei vegetariano tutti si trasformano in dietologi e nutrizionisti di fama mondiale. Sappiate che il fabbisogno giornaliero di una persona è composto da: 70% carboidrati, 20% grassi, 10% proteine. State tranquilli che quel maledetto 10%, tra legumi, yogurt e altri legumi lo raccattiamo. Anche il calcio e il ferro; vi sembrerà strano, ma il calcio e il ferro si trovano anche nei vegetali!

SEI UN INSENSIBILE! ANCHE LE PIANTE SOFFRONO, SE FOSSI COERENTE MANGERESTI I SASSI, MA VISTO CHE NON PUOI MANGIARE I SASSI ALLORA TANTO VALE MANGIARE LA CARNE.

Ma che cavolo di ragionamento è?! Vi prego, toglietemi dalle mani questi individui, o li trasformo in uno spezzatino per cannibali. Giusto per la cronaca: non ho mai visto una carota sposarsi, fare figli, ridere, piangere, lamentarsi o sognare di vedere il mondo, ERGO non soffre.

MA ALLORA COSA MANGI?

Mangio gli idioti che me lo chiedono, al forno con le patate. Tralasciando gli scheerzi, ci sono miliardi di cibi che non comportano l’uso di cadaveri (o di stereotipatissime insalate), te lo assicuro. Anzi, faresti meglio a scoprirlo anche tu: non sai che troppe proteine fanno male? Muahahahha. Scusate, dovevo dirlo.

MA IO NON MANGIO TANTA CARNE…

Che fai, ti scusi? E poi a me cosa importa?

MA LO SAI CHE LA CUGINA DELLA SORELLA DELLA MIA PROF HA UNO ZIO CHE DA BAMBINO E’ FINITO ALL’OSPEDALE PERCHÉ’ I SUOI GENITORI ERANO VEGETARIANI?

E’ una storia che viene fuori almeno una volta all’anno. Dei bambini obesi che i genitori ingozzano di merendine nessuno dice nulla, ma quando spunta fuori un vegetariano irresponsabile fa notizia. La dieta vegetariana è perfetta anche per un bambino, solo, indovinate un po’, serve il cervello!

NON SAI CHE TI PERDI!

E non voglio saperlo, grazie. Sto bene così. Pensa ai cavoli tuoi.

MA IL PESCE LO MANGI?

In quale universo i pesci non sono animali, onnivoro di poco acume? “Vegetariano” significa “non mangio animali”, non “non mangio animali di terra”.

MA MIA CUGINA E’ VEGETARIANA E MANGIA IL PESCE!

Dite a vostra cugina di prendere uno sgabello e un cappio, di legarsi il cappio al collo e di saltare dallo sgabello. Ah, il cappio va fissato a qualcosa, prima, tipo una trave del soffitto.
Traduzione per chi non ha colto l’ironia: non ho niente contro chi mangia il pesce, ma non vada in giro a dire di essere vegetariano! C’è già abbastanza confusione, su questo argomento, non c’è bisogno di crearne di nuova!

Ok, adesso nei commenti si scatenerà un finimondo. Lo sapevo. Lo accetterò e basta. Spero di avervi fatto ridere, ma soprattutto di avervi fatto capire che i vegetariani non sono mostri a cinque teste che cercheranno di azzannarvi nel sonno, non sono neanche contagiosi. Non mordono nemmeno… a meno che non diciate loro una delle sopracitate frasi.

TRASFERIMENTO IN CORSO #5: Stampante, spesa online e vasca da bagno

KIRIA racconta: Che Luca ed io fossimo due sommi geni ormai è chiaro, no? Qualche giorno fa abbiamo ordinato una stampante su Amazon. Luca, con tutta la sua pazienza, si è letto non so quante recensioni e articoli vari per decidere quale acquistare. Dopo qualche giorno, finalmente, è arrivata: undici chili di stampante sono rimasti sdraiati nell’ingresso fino a sera, quando finalmente abbiamo avuto il tempo di tirarla fuori dalla confezione. Mentre Luca era con le istruzioni in mano tentando di accenderla, un’atroce certezza si è fatta strada prepotente nella mia testa: non avevamo neanche un singolo foglio per testarla. Luca si è messo a girare per casa nella speranza di trovare qualche sparuto A4, e per tutto il tempo non ho fatto altro che ripetergli che i precedenti inquilini di questo appartamento non avrebbero avuto alcun motivo per acquistare una risma di fogli da stampante. Insomma, dopo aver aperto ogni sportello e ogni cassetto possibile, alla fine si è effettivamente arreso. Qualcuno potrebbe dire: perché non siete andati in cartoleria? Perché erano circa le due di notte. Insomma, la stampante è rimasta inerte sul suo mobile di fronte alla scrivania, a guardarci con occhi beffardi. “Poveri sciocchi” sembrava ripetere “Senza fogli sono completamente inutile!”.
Alla fine, il giorno dopo, Luca si è fatto un giro nella zona e ha trovato una cartoleria. Meglio domani che mai.

Per la prima volta in vita nostra, inoltre, abbiamo approfittato del servizio di spesa a domicilio offerto dal Carrefour. Ci sono voluti due giorni perché riuscissimo a completare l’ordine entro un’ora decente. Non perché il sito sia difficile da usare: si trattava solo di sviste di due rintronati che sono capaci di comprare una stampante ma non i fogli. Alla fine, siamo riusciti a rifornire decentemente la dispensa. Dovete sapere che il parcheggio qui è in salita, e che non è il massimo farsi tremila volte il percorso macchina-casa e viceversa portando venti chili alla volta. In fondo, se questi servizi esistono e per una volta vengono fatti come si deve, che male c’è ad usarli?

spesa-online

Mi ero scordata di raccontarvi come è stata l’esperienza del primo bagno nella vasca da bagno. Mi sono offerta volontaria per fare la cavia. Vi descrivo un po’ la vasca: ha un quoziente assassino del 50%, ovvero non ha la base zigrinata ma liscia, e i bordi interni, dove si poggiano le chiappe, per capirsi, sono stondati anziché squadrati, e lo spazio per stare seduti è abbastanza stretto. Inoltre, il bordo esterno dove si poggiano le mani per uscire è liscio anch’esso e privo di appigli. Voi dovete sapere che io ho la fobia delle vasche troppo lisce con la seduta stretta: l’ultima volta che ho fatto la doccia in una di quelle (una vasca moooolto più assassina di quella di cui sto parlando) ho fatto uno scivolone epocale e non so come sarebbe finita se Luca non fosse stato pronto a riprendermi al volo. Comunque, la vasca che abbiamo in casa non è troppo cattiva con il prossimo; in compenso ci sono due piccoli particolari di cui avrei fatto a meno: uno è uno stendino attaccato sopra la testa, del tipo “mi alzo per uscire dalla vasca e ci batto una musata”; altra piacevolissima chicca di quella vasca sono i due simpatici tubi di scarico della lavatrice che fuoriescono graziosamente da un buco nel muro e vanno legati al muro con un elastico per non tenerli in ammollo mentre ci si fa il bagno. Una volta capito di fare attenzione allo stendino e ai tubi, sono riuscita a farmi il bagno! Ah, già: non c’è il tappo per impedire all’acqua di scendere, quindi ho ficcato al suo posto (idea di Luca) un guanto di lattice che impedisse all’acqua di venire risucchiata, e devo dire che hai funzionato davvero!

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Ecco a cosa penso quando vedo una vasca da bagno. Chi li ha riconosciuti, lo scriva nei commenti.

Al prossimo aggiornamento.

TRASFERIMENTO IN CORSO #4: Siamo sopravvissuti ai primi 10 giorni!

KIRIA scrive: siamo arrivati in questa casa il 5 ottobre, di sera tardi: da allora, abbiamo disinfestato la casa dai ragni, reso abitabile bagno e cucina, sistemato il letto, disposto i computer e il microfono, colonizzato gli armadi, il mobiletto del bagno (almeno in parte) e qualche scompartimento della cucina, fatto la spesa tre volte, fatto tre bucati, comprato (ma non ancora ricevuto) la lavastoviglie e non abbiamo ancora visto dal vivo i nostri vicini. Ai vampiri non piace dover dare troppe spiegazioni. Giusto oggi stavo dicendo a Luca quanto sarebbe divertente mettersi in bocca un paio di zanne di plastica (tanto siamo vicini ad Halloween, no?) e una capsula di sangue finto da mordere all’occorrenza. Dovremmo appostarci vicino all’ingresso, magari fingendo di prendere la posta. Non appena avvistato un vicino, basterebbe mordere la capsula e fare bella mostra di un sorriso zannuto e insanguinato, magari accompagnato da un innocente “Buongiorno/buonasera”. Mi piacerebbe tanto vedere l’espressione del malcapitato!

Insomma, in qualche modo siamo sopravvissuti!
Facciamo ancora degli orari un po’ (INSERIRE AGGETTIVO CASUALE CON CONNOTAZIONE NEGATIVA), però risolveremo anche questo. Spero. Oppure ci trasferiremo in Transilvania. Inoltre dobbiamo ancora procurarci bicchieri, posate e piatti, qualche asciugamano e lenzuolo in più, tovaglie… Non abbiamo nemmeno i cestini della spazzatura, dobbiamo sperare che i sacchetti stiano su da soli appoggiati al muro! Poi c’è da chiamare l’idraulico perché il rubinetto del bagno è restio a erogare acqua calda, poi bisogna cambiare l’impianto della lavatrice e creare quello della lavastoviglie, e ci serve un elettricista perché diverse prese della corrente non funzionano.
Insomma, cose da fare ce ne sono, quindi potete capire perché a volte preferiamo fare le live piuttosto dei video. Le cose cominciano a farsi più organizzate, adesso, e stiamo creando una sorta di routine che sta funzionando. Per ora riusciamo a tenere la casa pulita, a mangiare due volte al giorno e a trovare anche qualche ora per dormire. Vi terremo aggiornati!

TRASFERIMENTO IN CORSO #3: Vicini mattinieri e telefonate inopportune

KIRIA racconta: la casa in cui abitiamo adesso è rimasta disabitata per più di un anno; eppure, fin dalla prima notte che abbiamo passato qui dentro, tutte le compagnie telefoniche hanno saputo tramite sfera di cristallo del nostro arrivo. Ci hanno telefonato tutte, più volte, quasi sempre mentre ancora eravamo a letto. La Telecom ci telefona ogni giorno per chiederci se vogliamo sottoscrivere un contratto. Per tre volte abbiamo risposto che non abbiamo intenzione di cambiare compagnia, e domani sicuramente tornerà all’attacco. Oggi ci ha telefonato anche una finta Fastweb. Perché dico che era finta? Perché, quando abbiamo dichiarato di avere un contratto proprio con Fastweb, ci hanno riattaccato in faccia. Se questo è il comportamento tipico degli operatori Fastweb, rivaluteremo la richiesta della Telecom. Ah, anche l’Enel è stata informata dai folletti del nostro arrivo, e ha provveduto a telefonarci a sua volta. Tralasciando gli scherzi, probabilmente la recente ripresa d’uso delle infrastrutture della corrente e della fibra ha fatto capire alle grosse compagnie che la casa era di nuovo abitata, ma la loro insistenza sta mettendo a dura prova la mia pazienza, che è già molto poca di suo.

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La faccia di KIRIA quando suona per l’ennesima volta il telefono

Ah, abbiamo avuto il primo contatto di terzo tipo con i vicini. Giusto per dire, qui vige la regola per cui oltre le 23 non devi fare confusione. Noi stavamo per metterci a registrare un video alle 22:30, mezz’ora prima del coprifuoco. Giusto il tempo di dire “Cari amici” che subito si sono messi a pestare con forza sul soffitto per farci zittire. Notare che nessuno, da quando siamo arrivati, è sembrato interessato a venire a vedere se eravamo furetti assetati di sangue, zombie, o vampiri, cosa che in effetti siamo. Non che ci aspettassimo il comitato di benvenuto, anzi, ci piace vivere nell’ombra come i principi della notte. Adesso sapete perché ci sono molte più live di prima… L’identità dei vicini ci è ancora ignota. Potrebbero essere alieni, tirannosauri, ectoplasmi, magari anche mummie, chi lo sa. Vi terremo aggiornati.

TRASFERIMENTO IN CORSO #2: Lavatrici esplosive

KIRIA racconta: Come molti di voi sapranno, al momento siamo in una casa disabitata da un anno che ha un gran bisogno di essere rimessa in moto.
Vorrei parlarvi di quel miracolo idraulico che è la nostra lavatrice. Premesso che l’abbiamo trovata qui, e non l’abbiamo scelta noi (altrimenti avremmo preso una lavasciuga), abbiamo pensato che fosse giusto fare un bucato anche solo per sbloccare i tubi e vedere se funzionava.
L’impianto con cui la lavatrice è collegata alle tubature è quantomai ridicolo: condivide il tubo dell’acqua con la vasca da bagno, e quando la lavatrice è in funzione bisogna controllare di continuo che l’acqua non manchi, che non sia troppa, che non esploda o che non prenda fuoco. Il tutto manualmente. Per manualmente, intendo che un essere umano deve fare la spola tra la vasca e la lavatrice per controllare che la lavatrice non decolli. E non scherzo: la lavatrice stava davvero decollando! Si è inceppata almeno tre volte, ha fatto cicli di lavaggio inesistenti e si è fossilizzata su una centrifuga che spruzzava sapone da tutti i pori anche dopo tre ore di risciacquo. Che bello! E sapete qual è la parte migliore? Abbiamo ancora un sacchetto pieno di panni da lavare che attendono il loro turno per essere lavati. Sarà una lunga notte…

TRASFERIMENTO IN CORSO: RAGNI, TUBI ESPLOSIVI E TELEFONI PREISTORICI

KIRIA racconta: Sapete cosa succede ad andare in una casa che è ormai disabitata da più di un anno?
Immaginatevi due ragazzi (nella fattispecie, Luca ed io), in macchina, sommersi da pacchi, pacchetti, valigie e sacchi, che guidano in mezzo alle salite per raggiungere un appartamento in cui non vive più nessuno da un bel pezzo. Prima di approdare verso il nuovo covo, i due hanno bisogno di una sosta al supermercato, che chiude nel giro di dieci minuti, giusto in tempo per afferrare un po’ di cibo e qualche prodotto per l’igiene, pagare e farsi sbattere fuori dalle guardie.
Dopo aver parcheggiato (in salita) e aver scaricato i bagagli, finalmente i due si mettono ai fornelli per mangiare, perché non hanno praticamente pranzato e stanno morendo di fame. Peccato che non ci sia la lavastoviglie, che non ci sia niente di pronto, che il forno non funzioni e che le poche pentole che ci sono siano da lavare, ovviamente.

Una volta riattivata l’acqua calda e il gas, igienizzato il lavello e il gabinetto, rifatto il letto e sistemato i primi oggetti, è il momento di lavare le pentole, preparare qualcosa di caldo e servirlo nei piatti di plastica. Dopo una cena rinfrancante, pensiamo che sarebbe bello rilassarci un po’, ma uno dei due (ovvero io) suggerisce di fare un giro ricognitivo per controllare di non avere ragnatele che ci piovano in testa. Così, dopo essersi armati di Swiffer e torcia (del cellulare), inizia la caccia alle ragnatele… e ai ragni. Non dirò quanti ce n’erano, ma vi dirò che gli angoli del soffitto erano cimiteri oppure nidi di ragni giganti. Che schifo e che ribrezzo!

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Ecco l’aggeggio con cui abbiamo debellato la minaccia di aracnidi.

Una volta bonificata la casa, giunge il momento di provare ad usare i vari rubinetti; tutto pare funzionante, finché la manopola dell’acqua calda del bidè fa tremare talmente tanto la casa da far sembrare i tubi sul punto di esplodere! Fortunatamente, si tratta solo di bolle d’aria nei tubi, che al momento sono uscite. Per qualche motivo, però, il rubinetto del bagno non eroga più acqua calda a meno che non venga aperto anche il rubinetto della vasca da bagno. Misteri dell’idraulica.

La cosa bella di questa nuova casa è la connessione: finalmente abbiamo la stramaledetta fibra! Sfortunatamente per noi, un paio di compagnie telefoniche si sono accorte già della nostra presenza, e hanno cominciato a tormentarci con varie telefonate atte a farci cambiare contratto. Dovreste vedere i telefoni che ci sono qui; secondo me, molti di voi non li hanno nemmeno mai visti, se non a casa di qualche bis bis bisavolo. Il telefono in camera da letto ha i numeri disposti a cerchio: per comporre il numero, bisogna infilare il dito nel buco corrispondente alla cifra che si vuol comporre e fare il giro in senso antiorario. Nell’epoca del touch screen, vi assicuro che è improponibile.

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La cosa che più mi sorprende è che questi cosi funzionino ancora!

Insomma, al momento abbiamo il frigo vuoto, la dispensa quasi vuota, la lavastoviglie assente, le valigie ancora accampate nell’ingresso e una postazione da registrazione che fa eco da tutte le parti, però la casa adesso è pulita e abbiamo abbastanza vestiti di ricambio. Staremo un po’ a vedere come ce la caveremo nei prossimi giorni!