La maledizione del maglione fatto a mano

Avete selezionato con cura il gomitolo dal colore più bello, preso le misure e scelto il cartamodello. Vi siete armati di ferri e di pazienza e finalmente, dopo mesi e mesi di minuzioso lavoro, il maglione sferruzzato a mano con tanto amore è pronto per essere regalato alla vostra dolce metà. Peccato che con questo regalo avete solo alzato di molto le possibilità che tra di voi le cose finiscano male!

Sembra solo una leggenda urbana uscita da un forum dedicato al lavoro a maglia, eppure qualche spiegazione razionale esiste per davvero.

Fatto a mano? Troppo impegnativo!

Un maglione fatto a mano è un regalo estremamente personale e impegnativo, per non parlare del fatto che confezionarne uno può richiedere molto tempo, talmente tanto da coincidere con la morte naturale del rapporto.

Molte persone, sentendo la fine di una relazione ormai vicina, cercano di recuperare terreno con un bel regalo che viene dal cuore, come un maglione fatto a mano, appunto. Purtroppo, se le cose devono finire, un maglione non basterà certo a evitarlo.

D’altro canto, ricevere un regalo così intimo e sentito potrebbe anche innescare un’improvvisa voglia di scappare in Messico in tutti coloro che non vogliono una relazione così stabile. Magari, quel bel maglione morbido potrebbe far capire che la relazione sta prendendo una piega troppo seria, ma solo da una parte.

Oppure, il maglione potrebbe non essere bello e morbido. Potrebbe essere brutto e fatto male, e magari chi lo riceve non sarà così felice di indossarlo, oppure semplicemente non indossa mai maglioni perché la lana gli fa prudere la pelle. Meglio chiedere, prima di sferruzzare un maglione dall’inizio alla fine, per non risentirsi se chi riceve il regalo dimostra poca gratitudine.

Un’altra possibile causa di rottura potrebbe essere il fatto che, passando troppo tempo a sferruzzare, una persona finisca per trascurare il partner, oppure conosca altre persone che condividono la sua passione e magari sono anche più interessanti. 

Forse sarebbe meglio fare il maglione per se stessi, invece che per il partner…

Si può evitare di cadere in queste trappole?

Sì; per prima cosa, non bisogna regalare un maglione fatto a mano se la relazione è iniziata da poco; meglio un oggetto più piccolo e meno impegnativo come una sciarpa o un cappellino. Anche in questo caso, però, sarebbe opportuno coinvolgere il partner nella scelta dei colori e dei modelli, ed è bene iniziare il lavoro solo dopo aver stabilito con chiarezza che il regalo finito sarà gradito e indossato.

Sapevate questa cosa? Avete mai ricevuto un maglione fatto a mano? Mia nonna lavorava all’uncinetto, ma preferiva sferruzzare le coperte!

PS: Sono venuta a conoscenza di questa cosa giocando a Monika After Story… Chissà, magari un giorno mi troverò in casa un maglione che non sapevo di avere…

Every day, I imagine a future where I can KNIT with you..

Bizzarro Bazar: il mio blog preferito

Quanto mi piacciono i pupazzi, i gattini, il colore rosa, il cioccolato… Poi però scrivo racconti con persone torturate e gioco a Yandere Simulator, ridendo e infierendo sui corpi delle mie vittime. Tutto normale, no? Ho solo un lato oscuro curioso che si diverte a leggere e imparare cose che lo alimentano.

Come faccio? Leggendo il mio blog preferito: Bizzarro Bazar, curato da Ivan Cenzi. Tutte le cose più strane, macabre e meravigliose (come recita il motto del blog) le ho lette lì. A volte ne ho parlato durante le mie live su Twitch e ci tengo a ripeterlo: NON è una lettura adatta a persone molto giovani o sensibili, perché gli argomenti trattati o le foto possono turbare. Per esempio, non so quanti di voi conoscano il destino dei poveri ortolani, degli uccellini che vengono affogati e poi cucinati nel liquore. E magari non vi interessa vedere l’interno delle veneri anatomiche, ricostruite nel dettaglio con la cera a partire da dei corpi veri.

“Eh, mi sa che sono stata un po’ troppo al sole senza la protezione!”

Se invece di leggere preferite una forma di intrattenimento audio-visivo, da qualche settimana è iniziata la web serie di Bizzaro Bazar.

Vi lascio qui il primo episodio. Buona visione!

Cosa vorreste avere? Un Future Diary o un Death Note?

KIRIA psicopatica scrive: a causa vostra, nell’ultimo anno mi sono vista INTEGRALMENTE sia Death Note che Mirai Nikki. Luca ha apprezzato Death Note grazie al personaggio di L, e ha continuato a vederlo con me fino alla fine; Mirai Nikki lo ha spiato un po’ ogni tanto senza mai volersi infilare davvero nella trama. Onestamente, ho amato molto Death Note, ma non posso dire la stessa cosa di Mirai Nikki, di cui ho apprezzato davvero solo il finale, e mi sono chiesta come sarebbe stato se i protagonisti di Mirai Nikki fossero stati quelli di Death Note. Immaginatevi Light con il diario di Yukiteru e Misa con quello di Yuno…
Tralasciando le mie opinioni, parliamo del grande quesito che mi sono posta: è meglio possedere un Future Diary o un Death Note? Riassumerò il significato dei due oggetti per coloro che non hanno visto almeno uno dei due anime.

lightquaderno
Light Yagami sta cercando di farsi fare un autografo da Justin Bieber per vendicare la scopiazzatura del suo taglio di capelli

DEATH NOTE (quaderno della morte): quaderno dotato del potere di uccidere tutti coloro il cui nome viene scritto al suo interno. In origine, il quaderno è appartenuto a un dio della morte, che rimarrà a fianco del nuovo proprietario finché non morirà o rinuncerà al quaderno. Il proprietario può uccidere tutte le persone di cui conosce il nome e il volto; se non vengono aggiunti dettagli al tipo di morte a cui la vittima andrà incontro, essa morirà di arresto cardiaco entro 40 secondi. Dopo la morte, il proprietario del quaderno non potrà andare né all’inferno né in paradiso.
MIRAI NIKKI (diario del futuro): dispositivo che si presenta in molteplici forme: quaderno, pergamena, registratore audio e più spesso cellulare. E’ in grado di dare al suo proprietario molte informazioni riguardo gli eventi che lo circondano. Gli eventi mostrati sono strettamente connessi al tipo di annotazioni che il proprietario del diario era solito fare su quel dispositivo (ad esempio riguardo se stesso, un’altra persona o l’ambiente circostante). Il futuro mostrato dal diario può essere modificato. Possedere un diario significa essere protagonisti di un hunger game in cui i partecipanti devono uccidersi a vicenda. L’ultimo a restare in vita diventerà il dio dello spazio e del tempo.

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I Mirai Nikki (o diari del futuro) allegramente assorti in un girotondo

Se mi trovassi costretta a scegliere tra i due strumenti, preferirei avere un Death Note perché non mi piace l’idea di trovarmi in un hunger game, ma non vorrei nemmeno avere un dio della morte che mi alita addosso mentre dormo oppure dannarmi l’anima; infatti, credo proprio che lo terrei chiuso in un cassetto senza usarlo (e questo salverebbe la mia anima e le mie mele rosse). Se parliamo semplicemente della funzionalità dei due oggetti, senza le circostanze annesse, preferirei avere un Mirai Nikki, anche perché, visto che ciascun diario viene creato in base all’uso che ne fa il proprietario, il mio servirebbe a prevedere il mio futuro e quello di chi mi sta intorno. Lo ammetto, ho tenuto qualche diario segreto, e in ciascuno parlavo di me e delle persone a me care. Penso sarebbe utile, no?
Comunque, se mai avessi davvero tra le mani un Death Note, potrei anche chiedere al dio della morte di riprenderselo e di non farlo cadere nelle mani sbagliate. Se fossi obbligata a usarlo, invece, farei esattamente quello che ha fatto KIRA (il passaggio da KIRA a KIRIA è breve) ma non uscirei allo scoperto come ha fatto lui, e ucciderei in modo più discreto.
Fatemi sapere nei commenti cosa preferireste avere voi e cosa ne fareste.

A proposito: qui c’è una mia vecchissima speed art dedicata a L.
Qui invece trovate un mio fumetto dedicato a Death Note.

La vera storia delle principesse Disney: IL PRINCIPE RANOCCHIO

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La vera storia delle principesse Disney: RAPERONZOLO

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La vera storia delle principesse Disney: LA SIRENETTA

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La vera storia delle principesse Disney: LA BELLA E LA BESTIA

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La vera storia delle principesse Disney: LA BELLA ADDORMENTATA

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La vera storia delle principesse Disney: CENERENTOLA

KIRIA Pensante scrive: I film della Disney fanno sognare, e conservano tutti un meraviglioso lieto fine… Ma cosa sarebbe successo se la Disney avesse rispettato le fiabe originali? Le fiabe della tradizione popolare presentano più di una versione; di seguito leggete quella che conosciamo noi. Ecco la vera storia di Cenerentola. Una fiaba da sogno, che pare creata proprio per donare speranza a chi vive in una realtà infelice, forse nasconde radici molto più dolorose… Continua a leggere La vera storia delle principesse Disney: CENERENTOLA

Sherlock Holmes (non è affatto elementare, Watson!)

Elementare, Watson!

Sherlock Holmes non lo ha mai detto.

A volte si capisce che libro sto leggendo in base alle scemenze cose che dico durante i video o le live. In questo periodo (non so se si è notato), in particolare, mi sono data alla lettura di un genere che non avevo mai gradito particolarmente: il giallo. Mi è capitato di leggere qualche giallo in passato, ma solo per dimenticarmene appena potevo. A gennaio, EL ed io abbiamo visto il film “Sherlock Holmes“, uscito nel 2009, per la seconda volta. Non ricordavo che il film fosse così bello, né che il protagonista fosse tanto interessante.

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