KIRIA racconta: “L’assassino delle fiabe” – PARTE 2

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La scuola venne chiusa per una settimana. Gli studenti erano terrorizzati e molti insegnanti decisero di licenziarsi. Il preside stesso era sul punto di dare le dimissioni, ma alla fine decise di restare e di tentare di capire cosa stesse accadendo. Venne istituito un servizio speciale di autobus che prelevasse i ragazzi a domicilio per portarli a scuola, in modo che nessuno potesse trovarsi da solo. Molti studenti però decisero di cambiare scuola. Quelli che rimasero iniziarono a pensare che i due omicidi fossero da ricondurre a colui che era stato fidanzato con entrambe le vittime. Era uno dei ragazzi più belli e popolari della scuola, eppure presto nessuno volle più avere a che fare con lui. La polizia lo aveva interrogato a lungo, e lui aveva giurato di aver visto “Cenerentola” cadere dalle scale da sola. Nessuno era in grado di spiegare che fine avesse fatto la sua scarpa, ma non erano stati trovate prove evidenti che lo potessero ricondurre alla morte delle sue fidanzate. Molti, però, non erano dello stesso avviso.

Una mattina, sentii due mie compagne parlare tra di loro. Erano sedute proprio dietro di me, non avrei potuto fare a meno di sentirle nemmeno se avessi voluto.
“Tu credi che sia stato lui davvero a ucciderla? L’ha davvero buttata giù dalle scale?”
“No, non penso. Penso che sia stato solo un incidente.”
“Eppure non è strano che ci siano già due morti che sembrano uscite da una fiaba?”
“Sulla prima non c’è dubbio, ma la seconda… è stato solo un… un…”
“Non è stato un incidente, lo sappiamo tutti.”
Mi voltai verso di loro.
“Sapete qualcosa che io non so?” domandai.
“Senti, io…” disse una delle due ragazze. “Io mi chiamo Alice, ok? E se veramente questo pazzo sta uccidendo le persone come se fossero personaggi delle fiabe, è solo questione di tempo prima che io mi ritrovi infilzata da una lancetta di un orologio, o soffocata da un pezzo di torta o….”
La guardai inorridita.
“Non… non credo che sia questo il criterio con cui uccide” risposi. “Nessuna delle vittime aveva niente a che fare con le fiabe da cui il killer ha preso spunto”.
“E con che criterio uccide, allora?” rispose Alice. “Io mi sto ammalando in questa scuola. Me ne voglio andare, prima che sia troppo tardi!”
“E se uccidesse anche persone che non sono di questa scuola?” domandò l’altra ragazza.
“Allora saremo tutti in pericolo, ovunque andremo…” risposi io, sentendomi gelare il sangue.

I miei genitori iniziarono a farmi pressione affinché cambiassi scuola. Decisi di restare. Non mi sarei fatta cogliere impreparata da un assassino così ridicolo. Evidentemente non era nemmeno in grado di combattere, visto che aveva ucciso le sue vittime senza quasi toccarle, perciò decisi di iscrivermi in palestra e di iniziare un corso di autodifesa. Ogni pugno che mettevo a segno rafforzava la convinzione che non avrei mai dovuto temere niente, e che quelle ragazze si fossero solo fatte cogliere alla sprovvista.

Mancava solo un giorno all’inizio delle vacanze di Natale. I nostri professori, o meglio, quei pochi rimasti, avevano fatto i salti mortali per finire le interrogazioni e i compiti in classe. La scuola era piena di decorazioni natalizie. Al centro dell’ingresso era stato posto un bellissimo abete per risollevare il morale di tutti.
Durante l’ultima ora di lezione, fui colta da un terribile mal di testa. Alice mi accompagnò in infermeria, ma fu costretta a tornarsene in classe per farsi interrogare. Rimasi da sola per almeno mezz’ora, massaggiandomi le tempie nella speranza che il dolore passasse, ma non lo fece. Mi diressi nuovamente in classe per salutare i miei compagni. La campanella suonò dopo pochi minuti. Tutti fummo rapidissimi a scambiarci gli auguri e a dirigersi verso l’ingresso con gli altri studenti, ma fummo bloccati da un ondata di orrore che si riversò su di noi come acqua gelida.
Ai piedi dell’albero di Natale giaceva il corpo senza vita del fidanzato di “Cenerentola” e di “Biancaneve”. Aveva gli occhi aperti, congelati verso il soffitto. Tra le mani stringeva un fiore bianco, macchiato di rosso dal sangue che gli usciva dalla ferita sul petto. Qualcuno gli aveva dipinto il volto di azzurro.
Un cartello era stato appeso ai rami più bassi dell’albero.

Il principe che non salva le principesse è destinato alla loro stessa fine

Gridai talmente forte che svenni. Quando mi svegliai, ero nel letto di casa mia.

Signora Natale VS Mary Poppins ESPLICITO

La baby-sitter dotata di poteri magici contro la moglie di Babbo Natale: ecco una Rap Battle nata dalla fantasia di Whitney Avalon, una simpaticissima youtuber che si diverte a indossare i panni delle eroine più amate!

I sottotitoli che vedete nel video sono opera nostra, ma i giochi di parole sono talmente tanti da aver bisogno di una spiegazione aggiuntiva, che trovate qui sotto! Questi video sono davvero ben fatti e volevamo farveli conoscere, quindi abbiamo trascorso un po’ di tempo traducendo i testi in modo che anche chi non ha molta dimestichezza con l’inglese possa goderseli! Attenzione, le fanciulle ci sono andate giù un po’ pesanti con gli insulti e le volgarità!

Ringraziamo Whitney per la sua gentilezza e per averci spiegato alcuni doppi sensi un po’ difficili da rendere in italiano!
Dear Whitney, thanks for your kindness and your help with the translations!

Mary: Quando incombe una battaglia
da affrontare e combattere,
la lezione è: inizia all’istante!
Le persone praticamente perfette
preferiscono essere gentili,
ma certe volte devi proprio dire
“fanc**o!”
Non ricevi mai elogi,
Sei la parte dipendente della coppia,
Sei nota come quella che incarta i giocattoli
Ma le mie abilità nel rappare ti distruggeranno
Sono preziosa per i Banks,
quindi mostrami rispetto
Se mi strappi come fossi carta
allora risorgerò
E penso che dovresti controllarti
il colesterolo due volte.
Hey, gatta grassa,
come te cavi a prendere i topi?
Sei come una sfoglia
così facile da sbriciolare
Darò agli uccelli quel che resta di te
non appena ti avrò reso spazzatura
Ho sentito dire che sono passati anni
da quando il Polo diventò rigido
Le previsioni di oggi mi dicono
che tu sei completamente frigida.

Le persone praticamente perfette: Mary Poppins si presenta al signor Banks, il padre dei bambini di cui andrà ad occuparsi, come “praticamente perfetta sotto ogni aspetto”.
Ma le mie abilità nel rappare ti distruggeranno: in inglese si vuol giocare sull’assonanza tra “wrapping” (incartare) e “rapping” (reppare). In italiano tutto questo ha poco senso.
Sono preziosa per i Banks: Banks è il cognome della famiglia per la quale lavora Mary. Inoltre, il signor Banks lavora proprio in banca ed è molto attaccato all’idea del denaro. Gioco di parole che rende molto meno se tradotto in italiano.
Se mi strappi come fossi carta allora risorgerò: la famiglia Banks era in cerca di una baby sitter per i loro due bambini, i quali decisero di scrivere la descrizione della candidata ideale. Tale descrizione fu fatta a pezzi e gettata nel camino, ma ricomparve magicamente intera proprio tra le mani di Mary Poppins. I versi si riferiscono a questo episodio.
E penso che dovresti controllarti il colesterolo due volte: iconicamente, la Signora Natale ha spesso qualche chilo di troppo, pertanto Mary assume che i dolci che cucina (e che probabilmente mangia) possano averle alzato il colesterolo.
Hey, gatta grassa, come te cavi a prendere i topi?: Spesso i gatti in sovrappeso non sono molto agili, quindi più in difficoltà se devono catturare un topo. Anche questa è un allusione al peso della Signora Natale.
Ho sentito dire che sono passati anni da quando il Polo diventò rigido Le previsioni di oggi mi dicono che tu sei completamente frigida: battuta a sfondo sessuale: Mary assume che Babbo Natale e signora non siano più una coppia molto appassionata a causa dell’età avanzata.

Signora Natale: Non provarci, cara,
in città si dice
che basta un poco di zucchero
per farti andare giù
Il pappagallo sul tuo ombrello
non fa altro che lamentarsi
Sei una serva piena di sé
vestita in modo ho-ho-orribile
Siamo la più grande azione di carità di sempre,
aiutiamo la gente
Grazie a te quei due bambini
si sono riempiti il c**o di schegge (Screanzata!)
Le tue rime sono gracili,
se un giocatore mediocre,
Vieni qui, mostriciattolo,
che ti canto una canzoncina
Io sto dietro le quinte,
ma questo non significa che sia una sciocca
mi prendo cura del laboratorio, dei libri,
e sono la consigliera del Confettino
Sono una pasticcera, faccio i rolls,
sembro un pugile grande e grosso,
anche il tuo riflesso
pensa che tu sia una perdente.

in città si dice che basta un poco di zucchero per farti andare giù: riprendendo il famoso ritornello “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”, la Signora dà a Mary della ragazza di facili costumi.
vestita in modo ho-ho-orribile: ripresa del tipico “ho-ho-ho” iconicamente associato a Babbo Natale.
mostriciattolo: in inglese “freak”, parola che indica tutto ciò che diverge dalla normalità; in questo caso, il riferimento è ai poteri sovrannaturali di Mary.
che ti canto una canzoncina: “I’ll one-horse open slay ya”, in inglese; la Signora ha storpiato un verso di “Jingle Bells” per minacciare Mary di morte, ma in italiano non era possibile rendere il doppio senso.
rolls: dolci spesso noti in italia con il nome di “girelle”.
riflesso: il riflesso di Mary nello specchio a volte prende qualche iniziativa personale slegata dalla volontà di Mary.

Mary: Tutto questo è noioso, giochiamo in doppio!

Signore Natale: Fatti sotto, sorella,
che vi facciamo il c**o!

Babbo Natale: Bert

Bert: Babbo

Babbo Natale: Mary

Mary: Signora…?

Bert: Improvviso proprio davanti ai tuoi occhi
Rido da morire quando vedo i grassi perdenti che odio
Mi piace cosa reppo e reppo quello che mi piace.
perchè Van Dike sa usare quel microfono dannatamente bene!
Tu sei un simbolo della cupidigia
che ha corrotto il periodo natalizio
Porti il carbone ai bambini cattivi,
Mary, spiegagliene il motivo, lei è:

Mary: Super chic, spaccac**i, forte e strepitosa

Mary & Bert: Super chic, spaccac**i, forte e strepitosa

Mary: Potrei recitarlo anche al contrario,
ma credo proprio
di star completamente sprecando il mio tempo,
perché non esistete nemmeno!

Bert: è lo spazzacamino amico di Mary.
Rido da morire: riferimento a una canzone del film, cantata dallo zio di Mary, “Love to laugh” in lingua originale.
Van Dike: Dick Van Dyke è l’attore che interpreta Bert.
Super chic, spaccac**i, forte e strepitosa, Potrei recitarlo anche al contrario: riferimento a “Supercalifragilistichespiralidoso”, canzone cantata in duetto da Bert e Mary, durante la quale Mary afferma di essere in grado di dire questa parola anche alla rovescia.

Babbo Natale: Sciocca, sono vero, e sono spettacolare
Questo Dick non riesce ad attenersi a un accento
o a un vernacolo

Signora Natale: La tua orrenda borsa tappeto
può far colpo su un cretino

Babbo Natale: Ma il mio sacco contiene miliardi
di regali tutti insieme
Tutto il paese fa il conto alla rovescia
fino alla Vigilia di Natale
L’inverno sta arrivando,
sono il “Re del Nord”

Questo Dick non riesce ad attenersi a un accento: critica che venne mossa all’attore riguardo il suo modo di parlare. Sottile ironia sul nome “Dick”, che in inglese oltre ad essere un diminutivo di “Richard” (vero nome dell’attore) è anche un termine volgare per indicare l’organo sessuale maschile.
borsa tappeto: la borsa magica di Mary è fatta con un tappeto e contiene di tutto.
Ma il mio sacco contiene miliardi di regali tutti insieme: ambiguo riferimento di Babbo Natale al sacco pieno di regali e ai propri testicoli (notare dove tiene la mano mentre lo dice e la conseguente faccia disgustata di Mary).
L’inverno sta arrivando, sono il “Re del Nord”: riferimento a “Il trono di spade”. “Winter is coming”, “l’inverno sta arrivando”, è il motto della casata Stark, sovrana del Nord prima della venuta della famiglia Targaryen.

Signora Natale: Bere una Coca all’anno
ci ha fatto diventare ricchi

Babbo Natale: La mia lista non sbaglia mai:
dice che sei una tr**a!

Mary: Per favore, non atteggiarti
come se fossi una specie di santo, Nicola

Bert: Sei sempre a spiare i bambini

Mary & Bert: Non hanno raggiunto l’età del consenso, coglione!

Signora Natale: Questa noiosa ragazza britannica
ha proprio bisogno
di andare il letargo

Babbo Natale: Sei stata una bimba cattiva,
stai zitta e siediti sulle mie ginocchia

Mary: Ne ho abbastanza,
il vento sta cambiando, qui
Vediamo come volate bene
senza le vostre renne!

Bere una Coca all’anno: in alcuni spot pubblicitari della Coca Cola si vede proprio Babbo Natale come testimonial.
come se fossi una specie di santo, Nicola: riferimento al nome inglese di Babbo Natale, ovvero Santa Claus, San Nicola, il quale donò a tre fanciulle una consistente somma di denaro per costituire la loro dote, permettendo loro di sposarsi anziché essere avviate dal padre alla prostituzione.