VITA DA VEGETARIANA – Le ricette di Luca & Chiara: “Farfalle agli zucchini”

Per sfatare il mito “ma sei vegetariana?! Allora cosa mangi?!”, ecco a voi una delle ricette che ci aiutano a mangiare bene e sano. E’ una ricetta velocissima, a patto di avere un buon robot da cucina oppure molta pazienza.

INGREDIENTI (dose consigliate per due persone):
– Quattro zucchini di medie dimensioni
– Uno spicchio o due d’aglio
– Olio extravergine di oliva
– Due etti circa di farfalle

PROCEDIMENTO:
Scaldare l’olio e far rosolare l’aglio finché non risulterà dorato. Nel frattempo, dopo aver lavato gli zucchini, passateli nel robot da cucina per tagliarli a forma di fiammifero. Se non disponete di un robot, affettateli a pezzi piccoli, in modo che si amalgamino bene tra di loro. Cuocere gli zucchini un quarto d’ora circa (ricordate che perdono molto del volume iniziale; spesso iniziamo la cottura con la padella piena e la concludiamo con la padella vuota; quindi occhio alle dosi!).
Quando le farfalle saranno cotte ma al dente, scolatele e mescolatele al sugo di zucchini. A piacere, aggiungere olio d’oliva.

Modifiche consigliate: Se preferite, la stessa ricetta è replicabile usando i broccoli al posto degli zucchini (anche se i broccoli richiedono di essere precedentemente bolliti). Luca apprezza entrambe le versioni, mentre Chiara non sopporta i broccoli. Ovviamente potete sostituire le farfalle con qualunque tipo di pasta, ma secondo noi è quella che meglio si addice a questo tipo di condimento.

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – IL GATTO VAMPIRO – 11°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Amore, che ha quel gatto, adesso?” chiese Luca, guardando di sbieco Norvy.
“Oh, ti riferisci al fatto che ha passato gli ultimi tre quarti d’ora gettandosi dalla credenza e sbattendo le zampe come se fossero ali?” rispose Chiara con noncuranza.
“Sì, sì, mi riferivo proprio a quello. Perché fa così?”
“Domandaglielo.”
Luca si avvicinò a Norvy e seguì il consiglio di Chiara. “Norvy, si può sapere che ti è preso?”
Norvy, dopo l’ennesimo tentativo di volo fallito, tentò di alzarsi sulle zampe posteriori, si coprì il muso con la zampa destra, tentando di risultare teatrale, estrasse un libro da sotto il divano con la zampa sinistra e disse “Io sono il conte Dracatula, vampiro della Norvegia! E questo libro ne è la prova! Ho i canini lunghi, odio l’aglio e odio il sole! È la prova! È la prova!”
“Oh, questa è buona.” esclamò Luca. “Dovresti proprio nasconderli, i tuoi dannati libri!” disse poi rivolto a Chiara, che in quel momento stava giusto esaminando la libreria e constatando la presenza di uno spazio vuoto.
“Sì, credo che dovrei farlo. Se trovo un altro libro con un una pagina spiegazzata darò di matto!” rispose Chiara.
Norvy, rendendosi conto che nessuno gli stava prestando attenzione, si esibì in una scenetta degna di un consumato attore teatrale: tirò fuori da sotto il divano un mantello nero (ovvero una maglietta di Luca), che si appuntò alla gola, e mostrò i canini, rivendicando con convinzione il suo status di nobile principe della notte.
Luca e Chiara si scambiarono un’occhiata e sospirarono.
“Lo sai cosa mangiano i vampiri, vero?” chiese Chiara.
“Certo! Succhiano il sangue delle loro vittime direttamente dal collo! Chi di voi due vuole essere la mia prima vittima?”
Luca aprì bocca per rispondere, ma Chiara gli fece cenno di tacere, e rispose al suo posto: “I vampiri moderni bevono il sangue direttamente dalla tazza: non vorrai rischiare di rovinare la punta dei tuoi bellissimi canini cercando di infilzare una parte del corpo dura come il collo, vero? Se ci dai un attimo, andiamo di là e ti portiamo un po’ di sangue umano, d’accordo? Un po’ del mio e un po’ di quello di Luca.”
“Va bene, vi aspetto!” Norvy si acciambellò sul divano e guardò i due umani allontanarsi.
“Ma ti ha dato di volta il cervello?” borbottò Luca, quando furono fuori dalla portata di Norvy.
“Ssssh, sta a sentire. Adesso io…” rispose Chiara, sussurrando nel suo orecchio.
“Aaaah, geniale!” disse Luca con un sorriso.

Qualche minuto dopo, gli umani furono di ritorno: Chiara reggeva un piattino pieno di un caldo liquido rosso scuro che porse a Norvy.
Norvy vi immerse appena la lingua ed esclamò: “Ma che schifo! È amarissimo! Ma come fanno i vampiri a bere questa roba?!”
“Esatto, i vampiri ci riescono! Tu no: sai cosa significa questo?”
“Sigh… allora non potrò mai diventare un pipistrello e svolazzare intrepido nella notte…” esclamò Norvy sconsolato.
“No, ma se vuoi più tardi puoi vedere la TV con noi, d’accordo?”
“Ok!” disse Norvy. Dopo pochi istanti, scosso dall’emozione di non essere un vampiro, crollò addormentato.
Chiara tornò in cucina e versò in una tazza un po’ dello stesso liquido rosso che aveva fatto assaggiare a Norvy, e iniziò a sorseggiarlo.
“Bleah, non capirò mai come fai a bere quella roba senza un briciolo di zucchero!” disse Luca.
“In effetti all’inizio non è il massimo, ma dopo un po’ ti abitui. Il karkadè contiene molta vitamina C, bevine un po’ anche tu!” disse Chiara, versando un del karkadè anche per Luca, il quale aggiunse almeno tre cucchiaini di zucchero.
“Dici che se l’è bevuta?” sussurrò Luca.
“Oh, sì…. Letteralmente!”

– FINE UNDICESIMA PUNTATA-

Chiara