TRASFERIMENTO IN CORSO #9: Muffa e mobili in decomposizione

Ho un mal di test da deprivazione di sonno niente male, in questo momento. E comunque, anche se volessi dormire, non sarebbe facile. Ho troppe cose da fare.
In questi giorni ci sono state delle ondate di gelo anomale che hanno dato il colpo di grazia all’armadio tarlato che abbiamo in camera da letto.
Una sera, stavo tranquillamente spostando dei vestiti quando – SORPRESA!- un bello strato di muffa verdina fa capolino sulla parete interna dell’armadio. Non abbiamo ancora osato spostare le coperte per vedere come sono conciate, ma sappiate che abbiamo riempito tre sacchi con la roba da lavare che non è ancora stata del tutto contaminata. Al momento, siamo senza vestiti di ricambio, senza asciugamani e senza lenzuola. Si è salvato solo quel poco che era sullo stendino. A proposito di stendino, ne abbiamo uno in arrivo da Amazon insieme a un deumidificatore che dovrebbe depurare un po’ la stanza. Avremo da fare bucati per giorni!
Il problema grosso però è un altro: pare che in tutta la città non ci sia nessuno disposto a venire a prendere l’armadio putrefatto in tempi ragionevoli. Non so voi, ma a me l’odore della muffa fa parecchio schifo! Forse, se fosse venuto il sole, non sarebbe successo nulla, ma quest’anno la primavera è latitante.
Nei prossimi giorni dovremo anche svuotare un altro armadio, quello nella stanza-magazzino che abbiamo infestato negli ultimi mesi con scatole vuote e cianfrusaglie varie. Oltre a questo, dovremo anche mangiare e fare video, ogni tanto. Aiuto.

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – IL BAGNETTO – 5°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Cos’era quell’erba gatta di cui parlava il veterinario?” domandò Norvy, una volta tornato a casa.
“E’ un erba che ai gatti, o almeno alla maggioranza, piace parecchio.” rispose Luca.
“Dove la posso trovare?”
“Non ne ho idea. Credo che la usino anche per fare dei pupazzetti.”
“Posso averne uno?”
“Tu che ne pensi?” chiese Luca rivolto a Chiara.
“Penso che Norvy sia già esagitato così com’è, non c’è bisogno di peggiorare la situazione.”
“Buaaaah, che umani cattivi mi sono trovato! Buaaah! Non potrò più vedere la TV, e non ho diritto neanche ad un po’ di erba gatta! Buuuuh! Come sono triste e sfortunato! Buaaaah! Ehy, ma dove siete andati?”
Luca e Chiara erano ormai lontani, in camera da letto, intenti a cambiarsi i vestiti. Peccato si fossero chiusi dentro a chiave. Nonostante Norvy avesse imparato ad aprire le porte appendendocisi sopra, non aveva ancora imparato a scassinarle. Pertanto non gli restò altro da fare che prendere il suo tablet e cercare qualcosa sull’erba gatta. Non ebbe neanche il tempo di accedere a Wikipedia che due mani lo afferrarono e lo sollevarono in aria. “E’ ora del bagnetto!” disse Chiara alle sue spalle.
“NO! IL BAGNO NO! IL BAGNO NO!”
“Sì, invece! Il veterinario ha detto di farti un bagno perché ti stai leccando troppo poco il pelo e quando ricomincerai a farlo potresti ingerire troppi peli in una volta sola!”
“Io non ricordo di averlo sentito!”
“Lo ha detto mentre eri già dentro il trasportino. Ti ho preso il bagnoschiuma con ph apposito per gatti, un asciugamano morbidissimo e una paperella di gomma per distrarti mentre Luca ed io ti insaponiamo! Sei contento?”
“NO! NO! NO! Chiamerò il WWF! La C.I.A.! La polizia! Daenerys Targaryen!”
“Nemmeno lei ti salverà dal bagno. Primo, è colpa tua che non ti sei lavato abbastanza; secondo, è per la tua salute. Ora vieni con noi di tua spontanea volontà e andrà tutto bene.”
“Riavrò Netflix, se mi lascio lavare?”
“Vedremo.”
Nel frattempo, Luca aveva riempito il lavandino d’acqua calda e bagnoschiuma e riscaldato la stanza accendendo la stufa. Norvy immerse una zampetta nell’acqua, decretando che fosse troppo bagnata per i suoi gusti. Chiara lo immerse in acqua, lasciandogli solo la testa fuori, senza fare troppe cerimonie. Mentre Luca lo teneva fermo, Chiara iniziò ad insaponarlo con una spugna, fermandosi di tanto in tanto per spazzolarlo. Grossi gomitoli di pelo iniziarono a staccarsi da Norvy.
“Vedi cosa ti saresti mangiato, senza questo bagno?” disse Chiara passandogli i gomitoli davanti agli occhi.
“Bastava una spazzolata, allora!”
“Così siamo più sicuri!”
“E’ un affronto alla mia dignità! Vi citerò in giudizio, ci vedremo in un’aula di tribunale! E’ una vergogna! E’ un oltraggio!”
“Smetti di lagnarti, ho quasi finito!”. Chiara sciacquò via tutto il sapone dal pelo di Norvy e lo avvolse in un asciugamano caldo.
“Suvvia, è stato così terribile?” chiese Luca.
“Tremendo. Una tortura! Un orribile supplizio!”
“Adesso dobbiamo asciugarti con il phon.”
“Il phon? Quell’arnese infernale che fa un rumore assordante? Neanche per sogno!”
“Ti ammalerai se non ti lasci asciugare.”
Norvy corse verso la porta, bagnato fradicio. Si appese alla maniglia e tentò di uscire, ma l’aria del corridoio, così gelida rispetto a quella tiepida del bagno, lo fece desistere e ritornare mestamente sotto le sgrinfie dei suoi aguzzini.
Dopo venti minuti di phon (che sarebbero stati meno, se solo fosse stato fermo), Norvy aveva il pelo asciutto, morbido, gonfio e lucido.
“Sei bellissimo! Dovresti fare il bagno più spesso!” disse Chiara accarezzandolo.
“Non ci penso neanche! Bleah, non mi piace il sapore del mio pelo.”
“Leccati più spesso e perderà subito il sapore del bagnoschiuma. Adesso ecco una piccola ricompensa per farti dimenticare il bagno.” Luca gli gettò un cuscinetto imbottito.
“Cos’è questo profumino delizioso?” chiese Norvy estasiato.
“Erba gatta. Divertiti.”

– FINE QUINTA PUNTATA-

Chiara

ragazza con in braccio gatto appena lavato (fumetto)