TRASFERIMENTO IN CORSO #9: Muffa e mobili in decomposizione

Ho un mal di test da deprivazione di sonno niente male, in questo momento. E comunque, anche se volessi dormire, non sarebbe facile. Ho troppe cose da fare.
In questi giorni ci sono state delle ondate di gelo anomale che hanno dato il colpo di grazia all’armadio tarlato che abbiamo in camera da letto.
Una sera, stavo tranquillamente spostando dei vestiti quando – SORPRESA!- un bello strato di muffa verdina fa capolino sulla parete interna dell’armadio. Non abbiamo ancora osato spostare le coperte per vedere come sono conciate, ma sappiate che abbiamo riempito tre sacchi con la roba da lavare che non è ancora stata del tutto contaminata. Al momento, siamo senza vestiti di ricambio, senza asciugamani e senza lenzuola. Si è salvato solo quel poco che era sullo stendino. A proposito di stendino, ne abbiamo uno in arrivo da Amazon insieme a un deumidificatore che dovrebbe depurare un po’ la stanza. Avremo da fare bucati per giorni!
Il problema grosso però è un altro: pare che in tutta la città non ci sia nessuno disposto a venire a prendere l’armadio putrefatto in tempi ragionevoli. Non so voi, ma a me l’odore della muffa fa parecchio schifo! Forse, se fosse venuto il sole, non sarebbe successo nulla, ma quest’anno la primavera è latitante.
Nei prossimi giorni dovremo anche svuotare un altro armadio, quello nella stanza-magazzino che abbiamo infestato negli ultimi mesi con scatole vuote e cianfrusaglie varie. Oltre a questo, dovremo anche mangiare e fare video, ogni tanto. Aiuto.

TRASFERIMENTO IN CORSO #4: Siamo sopravvissuti ai primi 10 giorni!

KIRIA scrive: siamo arrivati in questa casa il 5 ottobre, di sera tardi: da allora, abbiamo disinfestato la casa dai ragni, reso abitabile bagno e cucina, sistemato il letto, disposto i computer e il microfono, colonizzato gli armadi, il mobiletto del bagno (almeno in parte) e qualche scompartimento della cucina, fatto la spesa tre volte, fatto tre bucati, comprato (ma non ancora ricevuto) la lavastoviglie e non abbiamo ancora visto dal vivo i nostri vicini. Ai vampiri non piace dover dare troppe spiegazioni. Giusto oggi stavo dicendo a Luca quanto sarebbe divertente mettersi in bocca un paio di zanne di plastica (tanto siamo vicini ad Halloween, no?) e una capsula di sangue finto da mordere all’occorrenza. Dovremmo appostarci vicino all’ingresso, magari fingendo di prendere la posta. Non appena avvistato un vicino, basterebbe mordere la capsula e fare bella mostra di un sorriso zannuto e insanguinato, magari accompagnato da un innocente “Buongiorno/buonasera”. Mi piacerebbe tanto vedere l’espressione del malcapitato!

Insomma, in qualche modo siamo sopravvissuti!
Facciamo ancora degli orari un po’ (INSERIRE AGGETTIVO CASUALE CON CONNOTAZIONE NEGATIVA), però risolveremo anche questo. Spero. Oppure ci trasferiremo in Transilvania. Inoltre dobbiamo ancora procurarci bicchieri, posate e piatti, qualche asciugamano e lenzuolo in più, tovaglie… Non abbiamo nemmeno i cestini della spazzatura, dobbiamo sperare che i sacchetti stiano su da soli appoggiati al muro! Poi c’è da chiamare l’idraulico perché il rubinetto del bagno è restio a erogare acqua calda, poi bisogna cambiare l’impianto della lavatrice e creare quello della lavastoviglie, e ci serve un elettricista perché diverse prese della corrente non funzionano.
Insomma, cose da fare ce ne sono, quindi potete capire perché a volte preferiamo fare le live piuttosto dei video. Le cose cominciano a farsi più organizzate, adesso, e stiamo creando una sorta di routine che sta funzionando. Per ora riusciamo a tenere la casa pulita, a mangiare due volte al giorno e a trovare anche qualche ora per dormire. Vi terremo aggiornati!

TRASFERIMENTO IN CORSO: RAGNI, TUBI ESPLOSIVI E TELEFONI PREISTORICI

KIRIA racconta: Sapete cosa succede ad andare in una casa che è ormai disabitata da più di un anno?
Immaginatevi due ragazzi (nella fattispecie, Luca ed io), in macchina, sommersi da pacchi, pacchetti, valigie e sacchi, che guidano in mezzo alle salite per raggiungere un appartamento in cui non vive più nessuno da un bel pezzo. Prima di approdare verso il nuovo covo, i due hanno bisogno di una sosta al supermercato, che chiude nel giro di dieci minuti, giusto in tempo per afferrare un po’ di cibo e qualche prodotto per l’igiene, pagare e farsi sbattere fuori dalle guardie.
Dopo aver parcheggiato (in salita) e aver scaricato i bagagli, finalmente i due si mettono ai fornelli per mangiare, perché non hanno praticamente pranzato e stanno morendo di fame. Peccato che non ci sia la lavastoviglie, che non ci sia niente di pronto, che il forno non funzioni e che le poche pentole che ci sono siano da lavare, ovviamente.

Una volta riattivata l’acqua calda e il gas, igienizzato il lavello e il gabinetto, rifatto il letto e sistemato i primi oggetti, è il momento di lavare le pentole, preparare qualcosa di caldo e servirlo nei piatti di plastica. Dopo una cena rinfrancante, pensiamo che sarebbe bello rilassarci un po’, ma uno dei due (ovvero io) suggerisce di fare un giro ricognitivo per controllare di non avere ragnatele che ci piovano in testa. Così, dopo essersi armati di Swiffer e torcia (del cellulare), inizia la caccia alle ragnatele… e ai ragni. Non dirò quanti ce n’erano, ma vi dirò che gli angoli del soffitto erano cimiteri oppure nidi di ragni giganti. Che schifo e che ribrezzo!

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Ecco l’aggeggio con cui abbiamo debellato la minaccia di aracnidi.

Una volta bonificata la casa, giunge il momento di provare ad usare i vari rubinetti; tutto pare funzionante, finché la manopola dell’acqua calda del bidè fa tremare talmente tanto la casa da far sembrare i tubi sul punto di esplodere! Fortunatamente, si tratta solo di bolle d’aria nei tubi, che al momento sono uscite. Per qualche motivo, però, il rubinetto del bagno non eroga più acqua calda a meno che non venga aperto anche il rubinetto della vasca da bagno. Misteri dell’idraulica.

La cosa bella di questa nuova casa è la connessione: finalmente abbiamo la stramaledetta fibra! Sfortunatamente per noi, un paio di compagnie telefoniche si sono accorte già della nostra presenza, e hanno cominciato a tormentarci con varie telefonate atte a farci cambiare contratto. Dovreste vedere i telefoni che ci sono qui; secondo me, molti di voi non li hanno nemmeno mai visti, se non a casa di qualche bis bis bisavolo. Il telefono in camera da letto ha i numeri disposti a cerchio: per comporre il numero, bisogna infilare il dito nel buco corrispondente alla cifra che si vuol comporre e fare il giro in senso antiorario. Nell’epoca del touch screen, vi assicuro che è improponibile.

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La cosa che più mi sorprende è che questi cosi funzionino ancora!

Insomma, al momento abbiamo il frigo vuoto, la dispensa quasi vuota, la lavastoviglie assente, le valigie ancora accampate nell’ingresso e una postazione da registrazione che fa eco da tutte le parti, però la casa adesso è pulita e abbiamo abbastanza vestiti di ricambio. Staremo un po’ a vedere come ce la caveremo nei prossimi giorni!