La vera storia delle principesse Disney: LA SIRENETTA

I film della Disney fanno sognare, e conservano tutti un meraviglioso lieto fine… Ma cosa sarebbe successo se la Disney avesse rispettato le fiabe originali? Le fiabe della tradizione popolare presentano più di una versione; di seguito leggete quella che conosciamo noi. Ecco la vera storia de La Sirenetta.

LA SIRENETTA – H. C. ANDERSEN
Una sirena si innamorò di un principe che aveva salvato mentre stava per annegare. Per conquistare il suo amore, chiese un paio di gambe alla strega del mare, la quale volle in cambio la sua voce e la sua lingua. Se il principe l’avesse sposata, avrebbe avuto le gambe per sempre, ma, se avesse sposato un’altra donna, lei sarebbe diventata schiuma marina.
Nonostante ogni passo sulla terra fosse per lei un tormento, la sirena conobbe effettivamente il principe, che l’accolse nel suo palazzo. La sirenetta trascorse molto tempo con lui, ma questi non ricambiò mai i suoi sentimenti, a annunciò il suo matrimonio con un’altra.
La notte prima delle nozze, le sorelle della sirena, per salvarla, sacrificarono i loro capelli alla strega, che dette loro in cambio un pugnale: se la sirenetta avesse ucciso con quel pugnale il principe e bagnato le sue gambe col suo sangue avrebbe riavuto le pinne e non sarebbe divenuta schiuma.
La sirena però, ancora innamorata, non fu in grado di ucciderlo, e si gettò in mare pronta a morire, ma uno spirito dell’aria decise di risparmiarle la vita, come lei l’aveva risparmiata al principe. La fece diventare uno spirito dell’aria a sua volta, promettendole un’anima immortale se avesse imparato a rendere felici i bambini.

Ursula cerca di ingannare Ariel
“Non pretendo molto, un compenso del tutto simbolico… una sciocchezza! Una cosa di cui puoi fare a meno. Quello che voglio da te è…La tua voce.”

Interpretazioni: Andersen è l’autore, oltre che de “La Sirenetta”, anche de “Il brutto anatroccolo”, “Il soldatino di stagno”, “Pollicina” e molte altre fiabe. Fattore che accomuna i protagonisti di queste storie è il tema della diversità: i protagonisti hanno qualche differenza fisica rispetto all’oggetto dei loro desideri (la sirena vorrebbe somigliare al principe ed avere le gambe, l’anatroccolo vorrebbe essere bello come gli altri anatroccoli, al soldatino manca una gamba, Pollicina è molto più piccola di quanto vorrebbe). La differenza però non viene vissuta come un valore negativo; infatti la sirena riesce comunque a dimostrare il suo buon cuore preferendo sacrificare la sua vita che quella del principe, ottenendo in cambio la salvezza. Questo aspetto può essere anche letto in chiave religiosa: le sirene, essendo creature a metà tra l’umano e l’animale, desiderano un anima immortale come gli uomini. La sirena protagonista riuscirà a raggiungere questo fine rinunciando per sempre al mare e alla coda di pesce.

Pubblicato da

Kiria EternaLove

Aspirante scrittrice e disegnatrice, youtuber e videogiocatrice per passione e per vocazione da nerd.

13 commenti su “La vera storia delle principesse Disney: LA SIRENETTA”

  1. Significativa come storia ma molto tragica ridpetto alla storia della Disney, Chiara comunque volevo farti notare che c’è qualche errore come ad esempio “in principe” comunque nulla di grave

  2. VOGLIO I MIEI PIEDIIIIIIII!!!!!! OH GRAZIEEEE ORA HO I PIED*gmphf “*;”*–‘mmmmmmmhhh-*'”*-“”*-*'””*’-*”‘*- !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (e non acclamò più i suoi piedi per poter stare con Giangingillo
    Cari lettori avete appena letto la sintesi della notissima storia “LA GIANGINGILLETTA”

    Stavo scherzandoooo!!!!!!!!!! per acclamare ancora i suoi piedi ammazzò Giangingillo!!!! cosa credevate???

    ADESSO KIRIA È AL SETTIMO CIELO PERÒ AVRÀ UNA NUOVA NEMICA!!!!!!!!!!!!!! C’E LA FARÀ?????
    ECCOVI LA RISPOSTA: (rullo di tamburi) tun tun tun tun
    EEEEEEEEEEEEEÈ
    no

  3. Chiara sarebbe bello che riuscisti a trovare la storia vera di Frozen ovvero ala regina delle nevi,mi sembra che sia sempre di Andersen.

  4. PIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEDIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

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