Bizzarro Bazar: il mio blog preferito

Quanto mi piacciono i pupazzi, i gattini, il colore rosa, il cioccolato… Poi però scrivo racconti con persone torturate e gioco a Yandere Simulator, ridendo e infierendo sui corpi delle mie vittime. Tutto normale, no? Ho solo un lato oscuro curioso che si diverte a leggere e imparare cose che lo alimentano.

Come faccio? Leggendo il mio blog preferito: Bizzarro Bazar, curato da Ivan Cenzi. Tutte le cose più strane, macabre e meravigliose (come recita il motto del blog) le ho lette lì. A volte ne ho parlato durante le mie live su Twitch e ci tengo a ripeterlo: NON è una lettura adatta a persone molto giovani o sensibili, perché gli argomenti trattati o le foto possono turbare. Per esempio, non so quanti di voi conoscano il destino dei poveri ortolani, degli uccellini che vengono affogati e poi cucinati nel liquore. E magari non vi interessa vedere l’interno delle veneri anatomiche, ricostruite nel dettaglio con la cera a partire da dei corpi veri.

“Eh, mi sa che sono stata un po’ troppo al sole senza la protezione!”

Se invece di leggere preferite una forma di intrattenimento audio-visivo, da qualche settimana è iniziata la web serie di Bizzaro Bazar.

Vi lascio qui il primo episodio. Buona visione!

C’è mancato poco!

Forse nessuno leggerà questo commento, e magari a nessuno importa leggerlo, ma sappiate che il blog si è appena salvato dal mio essere cretina grazie al signor Alessandro che ha risposto alla mia chiamata all’assistenza. Per qualche ora avevo completamente perso la possibilità di accedere a questo blog. I moderatori ci hanno provato a darmi una mano, ma stavamo brancolando tutti nel buio. Comunque ora è tutto ok.

Stay tuned…

Per tutti coloro a cui non abbiamo ancora risposto

“Siete degli infami, sono due mesi che vi ho scritto e non mi avete ancora risposto.”

“Mio figlio vi ha scritto quattro mesi fa e non vi siete degnati di rispondergli nemmeno una volta, non meritate gli iscritti che avete!”

“Ehy, rispondete? Perché non mi rispondete? Cosa vi ho fatto?”

“Quando fate la mia fan made? E’ un sacco che ve l’ho mandata!”

Ecco il genere di messaggi che spesso ci vengono inviati. E’ vero, siamo lenti a rispondere, e, tristemente non rispondiamo a tutti. Ci dispiace, e ce ne scusiamo, ma è semplicemente IMPOSSIBILE.
Purtroppo è pieno di persone che la prendono sul personale, come se lo facessimo di proposito, di non rispondere proprio a loro. Beh, non è così.
Per farvi un’idea, i messaggi arrivano in diversi posti, ovvero:

  • Messaggi privati di Youtube (che leggiamo molto di rado perché si buggano in continuazione) del primo e del secondo canale
  • Commenti sotto ciascun video del primo e del secondo canale (che di solito leggiamo ma a quali rispondiamo solo in piccola percentuale)
  • Messaggi di Twitter (a cui non rispondiamo quasi mai perché usiamo pochissimo Twitter)
  • Messaggi di Facebook (una marea, a cui rispondiamo quando possiamo ma che controlliamo quotidianamente)
  • Messaggi di Instagram (parecchi, a cui rispondiamo quando possiamo e che controlliamo spesso)
  • Indirizzo mail commerciale (che qualcuno insiste ad usare a sproposito e che di conseguenza siamo costretti a ignorare)
  • Indirizzo mail per i fan (dove ci arrivano anche fan made e fan art che richiedono tempo per essere provate, senza contare che molti ci mandano ancora disegni e mappe su Facebook complicandoci la vita e le ricerche)
  • Commenti sotto ciascun post del blog (che leggiamo sempre)
  • Messaggi privati su Twitch (a cui, usando poco Twitch, rispondiamo poco)

Immaginatevi un po’ la situazione; voi siete più di 300.000; un centinaio di voi (escludendo coloro che commentano sotto i video e sotto i post) ogni giorno ci scrive, da qualche parte, e attende una risposta. Noi siamo solo due persone. Solo DUE.
Due persone che ogni giorno devono:

  • Pensare a cosa registrare
  • Compiere eventuali azioni preliminari alla registrazione
  • Registrare i video
  • Editare i video
  • Uploadare i video
  • Spesso ripetere il procedimento per due o per tre VOLTE
  • Mangiare due volte al giorno
  • Dormire qualche ora ogni notte/mattina
  • Ogni tanto uscire, fare la spesa, andare dal dottore, andare a fare qualcosa fuori di casa, insomma.
  • Riposare il cervello, almeno un quarto d’ora ogni cinquanta

Spero che a questo punto, la rabbia di coloro che non hanno mai ricevuto una risposta si sia dissolta. Se così non fosse, allora potete anche andarvene laddove l’educazione ci impedisce di dire in modo esplicito.