Inktober: vale la pena provarci?

Questo è il periodo dell’anno in cui i social sono pieni di disegni a base d’inchiostro e gli artisti danno di matto per rispettare le scadenze… più o meno.

Per chi non lo sapesse, l’Inktober è una sfida che prevede di disegnare ogni giorno un soggetto differente seguendo un suggerimento predefinito che può essere interpretato come si vuole.

La mia esperienza con l’Inktober

Nel 2017 ho postato su Instagram un post al giorno per i primi 7 giorni, ma la mancanza di tempo (e soprattutto di competenze) mi hanno convinta a lasciar perdere. Era un periodo in cui ero molto più dedita all’arte digitale, perciò ho interrotto senza troppo senso di colpa.

disegni dell'inktober 2017
I disegni erano piccoli, ma un disegno al giorno era troppo per me.

Nel 2018 ci ho riprovato, a costo di portarmi un po’ avanti nei giorni in cui avevo tempo, e con tanta fatica sono arrivata a fine mese!

È stato bello portare a termine la sfida? Sì, sicuramente dà molta soddisfazione.

La qualità dei disegni è rimasta sempre alta? Ci sono stati degli alti e bassi.

Mi sono divertita? Perlopiù, ma a volte volevo davvero lasciare perdere.

Ero contenta che fosse finita? Sì.

Ero migliorata? Un po’ credo di sì.

Sì, a volte ho avuto voglia di usare anche pennarelli grigi e colorati, ma non ero molto brava a fotografare i miei disegni… soprattutto perché erano fatti su un quaderno abbastanza piccolo e poco malleabile.

Nel 2019 ci ho provato per la terza volta, ma non a mano libera, in digitale. Ho tirato fuori vignette e disegni più complessi, quasi tutti nelle sfumature di nero, bianco e grigio, con pochi tocchi di colore dove serviva. La versione digitale ha richiesto più tempo, ma il risultato finale è stato quello con la qualità più alta in assoluto rispetto ai disegni degli anni precedenti. Ricordo che postai l’ultimo disegno mentre stavo andando al Lucca Comics… e sì, fu davvero una soddisfazione!

Sono molto soddisfatta del mio lavoro del 2019 e credo non solo di aver imparato cose nuove, ma di aver pure sperimentato al di fuori della mia confort zone, con le tecniche e con la creatività!

Dopo lo sforzo del 2019, non ho più avuto modo di replicare l’esperienza… e credo sia un bene, perché ho avuto molto da lavorare e da scrivere in questo periodo.

A chi consiglio l’Inktober?

In generale l’Inktober è consigliabile a chiunque, dai principianti ai più esperti, anche se forse sono gli artisti intermedi quelli che trarranno più beneficio da questa sfida; ogni giorno l’Inktober costringe a spremere la propria creatività e ad affrontare sfide sempre diverse che alla lunga migliorano di molto le proprie capacità.

L’altro lato della medaglia riguarda invece la mancanza di tempo: se l’illustrazione non è il vostro mestiere principale, fare un disegno completo al giorno potrebbe portarvi via una quantità di tempo eccessiva; stessa cosa se siete studenti.

Se avete poco tempo a disposizione ma volete comunque fare un test, provate almeno a fare qualche scarabocchio senza postarlo da nessuna parte; vi aiuterà comunque a migliorare la tecnica o almeno a sviluppare la vostra inventiva personale.

Se invece le sfide dell’Inktober non vi piacciono, potete sempre inventarvi una sfida personalizzata o seguirne una creata da qualcun altro.

Link utili per migliorare

Magari per qualcuno di voi questo sarà il momento giusto per riprendere in mano le penne d’inchiostro impolverate. Se questo è il caso, vi lascio qualche link che vi potrebbe essere utile:

Avete presente Domestika, il sito dedicato alla creatività in ogni forma? Ecco, anche questa piattaforma sta organizzando vari eventi a tema inchiostro proprio durante questo mese!

Ogni giorno compaiono dei corsi nuovi, non necessariamente dedicati all’illustrazione a mano libera!

E io cosa ho fatto per questo Inktober 2021?

Alla fine ho tirato fuori almeno un disegno, che non c’entra niente con i temi proposti, ma che comunque è correlato ai miei recenti contenuti su Twitch… che dite, le somiglia?

Come una vera esperta, ho messo ai lati i pennarelli e le penne che ho usato.
Ecco la mia playlist YouTube dedicata a Life is Strange TRUE COLORS, dove raccolto le live di Twitch.

Challenge: “Tre consigli per non cadere da una nuvola”

KIRIA scrive: Come alcuni di voi ormai sanno, Luca ed io vorremmo, prima o poi, che le avventure di Norvy si materializzassero in un libro vero! Purtroppo però non sempre sono ispirata a scrivere, perciò sto cercando qualche input in questo libretto: 642 tiny things to write about (642 piccole cose di cui scrivere); l’obiettivo è completare 642 mini sfide che mi spingeranno a inventare una storiella a tema. A quanto pare, oggi vivo su una nuvola e la sfida di questa volta prevede che io dispensi consigli su come rimanere ancorati alla propria nuvola senza cadere. Fateci sapere se vi piace questa nuova, stramba idea!
Qui potete trovare la challenge precedente.

Giornalista: “Oggi intervisteremo Chiara, in arte Kiria EternaLove, il primo essere umano ad aver mai abitato su una nuvola! Si rifiuta di rendere note le motivazioni che l’hanno spinta ad una decisione tanto estrema, ma si è dichiarata disposta a parlare delle difficoltà che si hanno quando la propria abitazione è tanto instabile.
Chiara, ci racconti di questo suo curioso modo di vivere: qual è il segreto per dormire, mangiare e sentirsi a proprio agio con i piedi così lontani dal suolo?”
Chiara: “E’ facile, basta non pensarci. La densità delle nuvole è molto più bassa di quella di un corpo umano, perciò la fisica imporrebbe che io cadessi di sotto. Per far sì che ciò non accada ed esorcizzare così la gravità terrestre, ogni giorno, appena sveglia, devo saltellare sul piede destro per tre volte ripetendo: “Ambalabù, non cado giù, ambalabù, non cado giù, ambalabù, non cado giù”.”
Giornalista: “E questo serve e non precipitare a terra?”
Chiara: “Esatto! Ma attenzione a non sbagliare piede e a usare il sinistro! Una volta l’ho fatto, e mi è venuto il singhiozzo.”
Giornalista: “E’ sufficiente questo piccolo espediente per poter vivere tranquilli con la testa oltre le nubi?
Chiara: “Certo che no, ci vogliono ben altri accorgimenti. Per esempio, sa cosa succede se si bevono troppe bibite gassate? Succede che l’aria che uno ha nello stomaco comincia ad uscire dalla bocca, e questo è un grosso problema quassù! Tutta quella preziosa aria non vede l’ora di tornare verso il cielo, dove c’è altra aria. Per non cadere bisogna tenersela ben stretta, questa aria, in modo che l’attrazione tra l’aria dentro il corpo e quella fuori dal corpo impedisca di precipitare. Quindi niente bibite gassate, niente alimenti che provochino lo sviluppo di gas nella pancia, niente di niente!”
Giornalista: Sta cercando di dirmi che una dieta ad hoc e una filastrocca sono tutto quello di cui lei ha bisogno per vivere quassù?”
Chiara: “Adesso le svelerò cos’è che mi permette davvero di non aver bisogno di toccare il terreno con i piedi. La cosa più importante di tutte, al di là di versetti e gas intestinali, è l’essere innamorati. Quando si è innamorati il cuore diventa così leggero che persino una nuvola, al confronto, sembra pesante. L’amore riesce a vincere persino la forza di gravità! E adesso mi scusi se me ne vado, ma prima di questa intervista ho litigato con il mio fidanzato, e se non ci riappacifichiamo subito rischiamo di venir giù da qui come due prugne mature!”