KIRIA racconta: “L’assassino delle fiabe” – PARTE 1

Guardai l’orologio, rassegnata. Erano le sei e mezza di mattina. Mi alzai di malavoglia e andai in cucina a preparare del caffè per tenermi sveglia. Avevo trascorso la notte in bianco, immersa in un sogno a occhi aperti di cui non ricordavo niente. Mi girava la testa e sentivo di avere un alito tremendo, ma non vi diedi peso. Bevvi il caffè e andai in bagno a lavarmi la faccia. La veglia mi aveva donato due belle occhiaie violacee che non avrei perso tempo a coprire col trucco. Era il secondo giorno di quinta liceo. Quell’anno avrei dovuto sostenere la maturità, non mi andava di perdere tempo a occuparmi del mio aspetto fisico.

Mi infilai i primi vestiti puliti che riuscii a trovare e uscii in punta di piedi, senza svegliare i miei genitori. La notte prima avevano dovuto tenere aperto il ristorante fino alle due di notte a causa di una cena aziendale privata. Erano tornati tardi, non volevo svegliarli. Presi la bicicletta e mi diressi verso la scuola. Avrei dovuto aspettare almeno mezzora prima che aprissero il portone, ma l’idea di godermi l’aria frizzante di settembre immersa nella lettura di un buon libro non mi dispiaceva. Posai la bici a ridosso del solito muro, misi la catena e mi diressi verso i gradini della scala antincendio su cui ero solita sedermi quando arrivavo a scuola troppo presto. Con mia sorpresa, mi resi conto che i gradini erano cosparsi di fiori bianchi. Guardai in alto: tutta la scala era coperta di fiori, fino al secondo piano. Iniziai a salire le scale. Quando ebbi percorso quattro rampe, vidi un’enorme distesa di fiori bianchi sul pianerottolo. Mi avvicinai. Notai con orrore che una persona stava dormendo proprio in mezzo a quei fiori. Era una ragazza; aveva i capelli neri e il rossetto rosso. Sul volto aveva un fondotinta troppo pallido per la sua carnagione. Mi avvicinai, tremando. Aveva le braccia conserte sul petto e tra le mani stringeva una mela rossa morsicata. Un biglietto, scritto a macchina, era stato lasciato accanto a lei.

Il principe non verrà mai a svegliarla dal suo sonno.

Mi sentivo paralizzata. Non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel volto immobile. Gridai con tutto il fiato che avevo in corpo.

La polizia mi fece un mucchio di domande. Mi chiesero se conoscessi la vittima, se avessi toccato qualcosa, che cosa ci facessi in giro a quell’ora. Alla fine mi lasciarono andare, intimandomi di tornare a casa per riprendermi dallo shock. Non sapevo niente di quella ragazza. Ricordavo solo che a volte la sua classe divideva la palestra con la mia durante le ore di educazione fisica, ma non avevo neppure idea di quale fosse il suo nome. Sul suo corpo non c’erano tracce di violenza, era stata soffocata da una mela che le si era incastrata nella gola.

Quando tornai a scuola, la storia di Biancaneve era un sussurro sulla bocca di tutti. La professoressa d’italiano scoppiò in lacrime nel mezzo della lezione; la vittima era stata una sua allieva fino all’anno prima. Una studentessa promettente, gentile con i compagni, separata dalla vita così presto. Ci raccontò che il suo fidanzato l’aveva lasciata pubblicamente durante l’ultimo giorno di scuola per fidanzarsi con un’altra ragazza, spezzandole il cuore.

Bene o male, tutti noi studenti ricominciammo a vivere come prima dell’omicidio. Vedevamo spesso degli agenti pattugliare la zona durante le prime ore di lezione e durante l’intervallo, ma ci avevano assicurato che non c’era alcun pericolo reale che venissero fatte altre vittime.

Decisi di non voler mai più arrivare a scuola troppo presto: non volevo correre il rischio di imbattermi in altri cadaveri né tanto meno volevo diventare un cadavere io stessa. Mi sentivo quasi sollevata quando arrivavo in ritardo. La notte di Halloween alcuni miei compagni avevano deciso di organizzare una festicciola per esorcizzare la paura dovuta agli ultimi avvenimenti, ma io non potetti partecipare a causa di un’interrogazione di fisica programmata per la prima ora il mattino seguente. Passai tutta la notte a leggere e rileggere le stesse cose e alla fine mi risvegliai con il mal di testa e un gran freddo addosso: mi ero addormentata sui libri. La sveglia indicava le nove meno cinque di mattina.

“Il professore penserà che l’abbia fatto di proposito!” pensai, uscendo di casa come un razzo e salendo sulla bici. Quando arrivai a cento metri dalla scuola, mi resi conto che l’ingresso era costellato di volanti della polizia. Un brivido mi attraversò la schiena.

Mi avvicinai, cercando di capire cosa fosse successo. Vidi un ragazzo piangere e gridare, tenuto stretto da due agenti. Prima che una poliziotta mi cacciasse, vidi una ragazza bionda sdraiata a terra. Il cemento ai piedi della scala antincendio era diventato rosso. Alla ragazza mancava una delle scarpe.

Clicca qui per sapere come continua.

spacer

12 comments on “KIRIA racconta: “L’assassino delle fiabe” – PARTE 1

  1. bbeatryx

    Wow… Voglio subito il seguito. Mi ha fatto venire i brividi… BRAVISSIMA KIRIA!

  2. Elisa

    Kiria… Ti adoro.

    CONTINUALA SEI BRAVISSIMAAAAAAAAAA *O*

  3. Non so che nome scrivere

    Questa storia già la adoro

  4. The lolest

    Wow…sei incredibile a far entrare nella testa del lettore quello che sta succedendo…ho quasi visto la tua espressione, nel momento in cui hai trovato i cadaveri…
    Come ti é venuta questa idea? La tua situazione a scuola è simile a quella della protagonista?
    Sono curioso di vedere cos hai in testa 😉

    (già mi immagino il background di cene*emh* dell ultima ragazza: di umili origini, c’era stato un ballo qualche giorno prima, ecc…)
    (l’anti spam é pesante però :[)

  5. Virginiarocks

    Voglio assolutamente il seguito, sei bravissima a scrivere storie!

  6. Sofia

    Bravissima Kiria, sei la mia you-tuber preferita.
    Credo di parlare a nome di tutti i tuoi fan quando dico che vogliamo il seguioto della storia.
    Brava, continua così!!!!

  7. Christian

    Kiriaaa é la prima volta che commento, spero non sia una gaffe ahahah
    volevo farti notare che hai scritto che la protagonista non partecipa alla festa di Halloween perché deve prepararsi per il giorno dopo all’interrogazione di Fisica… però il giorno dopo é il 1 Novembre, la festa di Ognissanti! Non penso proprio che la scuola sia aperta quel giorno, a meno che non mi sia sfuggito qualcosa…
    grandissima, aspetto la prossima parte del racconto :3

    1. EternaLove

      Ti ringrazio per avermelo fatto notare! In effetti non ci avevo pensato, e nemmeno quel puntiglioso di Luca XD Sistemerò la cosa in qualche modo, cercando di conservare l’idea che fosse Halloween! 🙂

  8. Pinko Pallino

    La prima donna era chiaramente Biancaneve, per la seconda mi viene in mente solo Rapunzel ma forse mi sbaglio.
    Vogliamo tutti il seguito!
    (Quante parti ci saranno??)

    1. Giorgiabia02

      A me sembra che la seconda è Cenerentola perché è stata descritta con capigliatura bionda e senza una scarpa…

Leave a reply