TRASFERIMENTO IN CORSO #6: Lavastoviglie latitante e idraulico nullafacente

KIRIA racconta: A volte mi sorprendo delle nostre capacità di casalinghi. Puliamo la cucina e il bagno regolarmente, facciamo il bucato, cambiamo la biancheria spesso, puliamo il pavimento e mettiamo persino in ordine. Adesso abbiamo addirittura i sacchetti per la raccolta differenziata, il cesto della biancheria e *rullo di tamburi* presto ci arriveranno anche delle pentole nuove! Yeeeeh!
Quel che sto cercando di dire è che la casa è decente, nonostante la presenza di due schiacciasassi come noi. La cosa che ci turba è il fatto che abbiamo ordinato la lavastoviglie circa tre secoli fa, ma ancora non ci è arrivata. Ci hanno chiamato tutti costernati per informarci che non arriverà prima della prossima glaciazione. Evidentemente la stanno assemblando molecola dopo molecola. Luca ed io ci diamo amorevolmente il cambio nel lavaggio delle stoviglie. Abbiamo rotto un paio di guanti, distrutto almeno tre spugne e consumato un flacone di detersivo (uno di quelli grossi, peraltro) a causa di quei manigoldi truffaldini che ci han detto “la lavastoviglie arriva tra quindici giorni”. Quindici giorni, ma a partire da quando?!

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Oltretutto, questa casa non ha mai avuto una lavastoviglie, perciò c’è da fare l’impianto idraulico. Poiché io di nome non faccio Super Mario, abbiamo chiamato l’idraulico che da sempre si occupa di questa casa. Lo abbiamo chiamato per fissare un appuntamento, ma costui ha deciso di sua sponte che sarebbe venuto per cambiare il termosifone. Quando Luca gli ha detto che non c’era urgenza di cambiare il calorifero perché prima avrebbe dovuto sistemare la vasca, il rubinetto del lavandino e il sistema di tubi della lavatrice e della lavastoviglie, quell’individuo ha automaticamente inteso che il suo lavoro non era più necessario, ma ovviamente non ci ha comunicato questa sua deduzione. Lo abbiamo aspettato tutto il pomeriggio, per poi chiamarlo e scoprire che non sarebbe mai venuto ma che ci avrebbe richiamato lui per fissare un nuovo appuntamento. Avete forse ricevuto la sua chiamata, voi? Noi NO.

7 cose da NON dire a un vegetariano

KIRIA scrive: se siete vegetariani, benvenuti fratelli e sorelle. Consoliamoci insieme con una coppa di fragole. Se non siete vegetariani, è probabile che un giorno conosciate qualcuno che lo è. Ecco cosa NON dovete MAI e poi mai dirgli (a meno che non vogliate prendervi una noce di cocco in testa):

MA DOVE PRENDI LE PROTEINE? E IL CALCIO? E IL FERRO? NON SAI CHE LA CARNE E’ IMPORTANTE?

Qualcuno mi spieghi come mai se fumi, se bevi, se ti strippi di hamburger nessuno dice nulla ma quando sei vegetariano tutti si trasformano in dietologi e nutrizionisti di fama mondiale. Sappiate che il fabbisogno giornaliero di una persona è composto da: 70% carboidrati, 20% grassi, 10% proteine. State tranquilli che quel maledetto 10%, tra legumi, yogurt e altri legumi lo raccattiamo. Anche il calcio e il ferro; vi sembrerà strano, ma il calcio e il ferro si trovano anche nei vegetali!

SEI UN INSENSIBILE! ANCHE LE PIANTE SOFFRONO, SE FOSSI COERENTE MANGERESTI I SASSI, MA VISTO CHE NON PUOI MANGIARE I SASSI ALLORA TANTO VALE MANGIARE LA CARNE.

Ma che cavolo di ragionamento è?! Vi prego, toglietemi dalle mani questi individui, o li trasformo in uno spezzatino per cannibali. Giusto per la cronaca: non ho mai visto una carota sposarsi, fare figli, ridere, piangere, lamentarsi o sognare di vedere il mondo, ERGO non soffre.

MA ALLORA COSA MANGI?

Mangio gli idioti che me lo chiedono, al forno con le patate. Tralasciando gli scheerzi, ci sono miliardi di cibi che non comportano l’uso di cadaveri (o di stereotipatissime insalate), te lo assicuro. Anzi, faresti meglio a scoprirlo anche tu: non sai che troppe proteine fanno male? Muahahahha. Scusate, dovevo dirlo.

MA IO NON MANGIO TANTA CARNE…

Che fai, ti scusi? E poi a me cosa importa?

MA LO SAI CHE LA CUGINA DELLA SORELLA DELLA MIA PROF HA UNO ZIO CHE DA BAMBINO E’ FINITO ALL’OSPEDALE PERCHÉ’ I SUOI GENITORI ERANO VEGETARIANI?

E’ una storia che viene fuori almeno una volta all’anno. Dei bambini obesi che i genitori ingozzano di merendine nessuno dice nulla, ma quando spunta fuori un vegetariano irresponsabile fa notizia. La dieta vegetariana è perfetta anche per un bambino, solo, indovinate un po’, serve il cervello!

NON SAI CHE TI PERDI!

E non voglio saperlo, grazie. Sto bene così. Pensa ai cavoli tuoi.

MA IL PESCE LO MANGI?

In quale universo i pesci non sono animali, onnivoro di poco acume? “Vegetariano” significa “non mangio animali”, non “non mangio animali di terra”.

MA MIA CUGINA E’ VEGETARIANA E MANGIA IL PESCE!

Dite a vostra cugina di prendere uno sgabello e un cappio, di legarsi il cappio al collo e di saltare dallo sgabello. Ah, il cappio va fissato a qualcosa, prima, tipo una trave del soffitto.
Traduzione per chi non ha colto l’ironia: non ho niente contro chi mangia il pesce, ma non vada in giro a dire di essere vegetariano! C’è già abbastanza confusione, su questo argomento, non c’è bisogno di crearne di nuova!

Ok, adesso nei commenti si scatenerà un finimondo. Lo sapevo. Lo accetterò e basta. Spero di avervi fatto ridere, ma soprattutto di avervi fatto capire che i vegetariani non sono mostri a cinque teste che cercheranno di azzannarvi nel sonno, non sono neanche contagiosi. Non mordono nemmeno… a meno che non diciate loro una delle sopracitate frasi.

TRASFERIMENTO IN CORSO #5: Stampante, spesa online e vasca da bagno

KIRIA racconta: Che Luca ed io fossimo due sommi geni ormai è chiaro, no? Qualche giorno fa abbiamo ordinato una stampante su Amazon. Luca, con tutta la sua pazienza, si è letto non so quante recensioni e articoli vari per decidere quale acquistare. Dopo qualche giorno, finalmente, è arrivata: undici chili di stampante sono rimasti sdraiati nell’ingresso fino a sera, quando finalmente abbiamo avuto il tempo di tirarla fuori dalla confezione. Mentre Luca era con le istruzioni in mano tentando di accenderla, un’atroce certezza si è fatta strada prepotente nella mia testa: non avevamo neanche un singolo foglio per testarla. Luca si è messo a girare per casa nella speranza di trovare qualche sparuto A4, e per tutto il tempo non ho fatto altro che ripetergli che i precedenti inquilini di questo appartamento non avrebbero avuto alcun motivo per acquistare una risma di fogli da stampante. Insomma, dopo aver aperto ogni sportello e ogni cassetto possibile, alla fine si è effettivamente arreso. Qualcuno potrebbe dire: perché non siete andati in cartoleria? Perché erano circa le due di notte. Insomma, la stampante è rimasta inerte sul suo mobile di fronte alla scrivania, a guardarci con occhi beffardi. “Poveri sciocchi” sembrava ripetere “Senza fogli sono completamente inutile!”.
Alla fine, il giorno dopo, Luca si è fatto un giro nella zona e ha trovato una cartoleria. Meglio domani che mai.

Per la prima volta in vita nostra, inoltre, abbiamo approfittato del servizio di spesa a domicilio offerto dal Carrefour. Ci sono voluti due giorni perché riuscissimo a completare l’ordine entro un’ora decente. Non perché il sito sia difficile da usare: si trattava solo di sviste di due rintronati che sono capaci di comprare una stampante ma non i fogli. Alla fine, siamo riusciti a rifornire decentemente la dispensa. Dovete sapere che il parcheggio qui è in salita, e che non è il massimo farsi tremila volte il percorso macchina-casa e viceversa portando venti chili alla volta. In fondo, se questi servizi esistono e per una volta vengono fatti come si deve, che male c’è ad usarli?

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Mi ero scordata di raccontarvi come è stata l’esperienza del primo bagno nella vasca da bagno. Mi sono offerta volontaria per fare la cavia. Vi descrivo un po’ la vasca: ha un quoziente assassino del 50%, ovvero non ha la base zigrinata ma liscia, e i bordi interni, dove si poggiano le chiappe, per capirsi, sono stondati anziché squadrati, e lo spazio per stare seduti è abbastanza stretto. Inoltre, il bordo esterno dove si poggiano le mani per uscire è liscio anch’esso e privo di appigli. Voi dovete sapere che io ho la fobia delle vasche troppo lisce con la seduta stretta: l’ultima volta che ho fatto la doccia in una di quelle (una vasca moooolto più assassina di quella di cui sto parlando) ho fatto uno scivolone epocale e non so come sarebbe finita se Luca non fosse stato pronto a riprendermi al volo. Comunque, la vasca che abbiamo in casa non è troppo cattiva con il prossimo; in compenso ci sono due piccoli particolari di cui avrei fatto a meno: uno è uno stendino attaccato sopra la testa, del tipo “mi alzo per uscire dalla vasca e ci batto una musata”; altra piacevolissima chicca di quella vasca sono i due simpatici tubi di scarico della lavatrice che fuoriescono graziosamente da un buco nel muro e vanno legati al muro con un elastico per non tenerli in ammollo mentre ci si fa il bagno. Una volta capito di fare attenzione allo stendino e ai tubi, sono riuscita a farmi il bagno! Ah, già: non c’è il tappo per impedire all’acqua di scendere, quindi ho ficcato al suo posto (idea di Luca) un guanto di lattice che impedisse all’acqua di venire risucchiata, e devo dire che hai funzionato davvero!

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Ecco a cosa penso quando vedo una vasca da bagno. Chi li ha riconosciuti, lo scriva nei commenti.

Al prossimo aggiornamento.

TRASFERIMENTO IN CORSO #4: Siamo sopravvissuti ai primi 10 giorni!

KIRIA scrive: siamo arrivati in questa casa il 5 ottobre, di sera tardi: da allora, abbiamo disinfestato la casa dai ragni, reso abitabile bagno e cucina, sistemato il letto, disposto i computer e il microfono, colonizzato gli armadi, il mobiletto del bagno (almeno in parte) e qualche scompartimento della cucina, fatto la spesa tre volte, fatto tre bucati, comprato (ma non ancora ricevuto) la lavastoviglie e non abbiamo ancora visto dal vivo i nostri vicini. Ai vampiri non piace dover dare troppe spiegazioni. Giusto oggi stavo dicendo a Luca quanto sarebbe divertente mettersi in bocca un paio di zanne di plastica (tanto siamo vicini ad Halloween, no?) e una capsula di sangue finto da mordere all’occorrenza. Dovremmo appostarci vicino all’ingresso, magari fingendo di prendere la posta. Non appena avvistato un vicino, basterebbe mordere la capsula e fare bella mostra di un sorriso zannuto e insanguinato, magari accompagnato da un innocente “Buongiorno/buonasera”. Mi piacerebbe tanto vedere l’espressione del malcapitato!

Insomma, in qualche modo siamo sopravvissuti!
Facciamo ancora degli orari un po’ (INSERIRE AGGETTIVO CASUALE CON CONNOTAZIONE NEGATIVA), però risolveremo anche questo. Spero. Oppure ci trasferiremo in Transilvania. Inoltre dobbiamo ancora procurarci bicchieri, posate e piatti, qualche asciugamano e lenzuolo in più, tovaglie… Non abbiamo nemmeno i cestini della spazzatura, dobbiamo sperare che i sacchetti stiano su da soli appoggiati al muro! Poi c’è da chiamare l’idraulico perché il rubinetto del bagno è restio a erogare acqua calda, poi bisogna cambiare l’impianto della lavatrice e creare quello della lavastoviglie, e ci serve un elettricista perché diverse prese della corrente non funzionano.
Insomma, cose da fare ce ne sono, quindi potete capire perché a volte preferiamo fare le live piuttosto dei video. Le cose cominciano a farsi più organizzate, adesso, e stiamo creando una sorta di routine che sta funzionando. Per ora riusciamo a tenere la casa pulita, a mangiare due volte al giorno e a trovare anche qualche ora per dormire. Vi terremo aggiornati!

I nemici nascosti dei vegetariani

KIRIA vegetariana scrive: forse qualcuno penserà che, tutto sommato, la vita per un vegetariano sia semplice. Basta evitare carne e pesce, no? Sbagliato: la carne e il pesce, se pur in forme strane e destrutturate, si trovano in più posti di quelli che pensate! Se siete appena diventati vegetariani, volete essere d’aiuto a qualche vostro amico/parente vegetariano oppure siete semplicemente curiosi, di seguito trovate un elenco di cibi che sembrano sicuri, ma non lo sono affatto!

  • Bavaresi, marshmallow, caramelle, e tutto quel che contiene la gelatina: la gelatina, nella maggior parte dei casi, viene ottenuta dalla colla di pesce. Sapete come si fa la colla di pesce? Si prendono gli scarti di macellazione (tendini, nervi, cartilagini, eccetera) e si bollono tutti insieme finché non si ottiene la gelatina. Quanto volete acquistare un prodotto di pasticceria, domandate sempre che non ci sia colla di pesce tra gli ingredienti; quando invece acquistate delle caramelle confezionate, leggete che tipo di gelatina viene usata. La versione vegetale della gelatina si ottiene con l’agar agar, ricavato da un’alga, adatto quindi anche ai vegani. Ironia della sorte, la Simmental usa proprio l’agar agar, per la sua carne in scatola.
  • Strutto, alias grasso di maiale: il maledetto strutto imperversa in moltissimi prodotti da forno; focacce, biscotti, grissini, panini, ovunque! E non solo nei prodotti confezionati, anche in quelli freschi che trovate nei panifici! Come sempre, basta domandare. Quando entro in un panificio nuovo, guardo il commesso e chiedo: “C’è qualcosa senza strutto?”; di solito, la risposta è “No”. Questo è il motivo per cui Luca ed io abbiamo comprato la macchina del pane. Alcuni fornai vi diranno di aver fatto uso di “strutto vegetale”, altro modo per chiamare la margarina. La margarina è vegana, però è molto ricca di grassi saturi.
  • Liquori: alcuni liquori e bevande alcoliche e analcoliche sono rosse a causa della cocciniglia, un colorante fatto con gli omonimi insetti macinati. Non credo serva aggiungere altro. La sua sigla è E 120.
  • Integratori, antibiotici, antidolorifici: ebbene sì; i medicinali non sono adatti ai vegetariani. Molti di essi, tra gli eccipienti, riportano la dicitura “magnesio stearato”, ovvero grasso animale! Purtroppo, alcune volte non si può fare a meno di certe medicine. Spero che un giorno le aziende farmaceutiche si decidano a prendere in considerazione anche i vegetariani.
  • Saponi: giusto perché lo sappiate, spesso anche le saponette hanno come primo ingrediente “Sodium tallowate”, ovvero il solito grasso animale. La prossima volta che vi lavate il viso con una saponetta, pensateci bene…

Un ultima cosa, che forse non tutti sanno; non c’entra con l’alimentazione, ma ci tenevo a dirvela: la seta è un tessuto di origine animale, come la lana; la raccolta della lana, però, se effettuata correttamente, non comporta sofferenza per l’animale. Quando il baco da seta produce il bozzolo e si trasforma in pupa, viene ucciso con l’acqua bollente, in modo da impedirgli di sfarfallare e di rovinare il filo di seta di cui è costituito il bozzolo. Esiste anche una seta chiamata seta ahimsa, prodotta con i resti del bozzolo delle farfalle, che invece è prodotta nel rispetto dell’animale.

Spero di esservi stata utile, in qualche modo! Se ho dimenticato qualcosa, fatemelo sapere!

TRASFERIMENTO IN CORSO #3: Vicini mattinieri e telefonate inopportune

KIRIA racconta: la casa in cui abitiamo adesso è rimasta disabitata per più di un anno; eppure, fin dalla prima notte che abbiamo passato qui dentro, tutte le compagnie telefoniche hanno saputo tramite sfera di cristallo del nostro arrivo. Ci hanno telefonato tutte, più volte, quasi sempre mentre ancora eravamo a letto. La Telecom ci telefona ogni giorno per chiederci se vogliamo sottoscrivere un contratto. Per tre volte abbiamo risposto che non abbiamo intenzione di cambiare compagnia, e domani sicuramente tornerà all’attacco. Oggi ci ha telefonato anche una finta Fastweb. Perché dico che era finta? Perché, quando abbiamo dichiarato di avere un contratto proprio con Fastweb, ci hanno riattaccato in faccia. Se questo è il comportamento tipico degli operatori Fastweb, rivaluteremo la richiesta della Telecom. Ah, anche l’Enel è stata informata dai folletti del nostro arrivo, e ha provveduto a telefonarci a sua volta. Tralasciando gli scherzi, probabilmente la recente ripresa d’uso delle infrastrutture della corrente e della fibra ha fatto capire alle grosse compagnie che la casa era di nuovo abitata, ma la loro insistenza sta mettendo a dura prova la mia pazienza, che è già molto poca di suo.

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La faccia di KIRIA quando suona per l’ennesima volta il telefono

Ah, abbiamo avuto il primo contatto di terzo tipo con i vicini. Giusto per dire, qui vige la regola per cui oltre le 23 non devi fare confusione. Noi stavamo per metterci a registrare un video alle 22:30, mezz’ora prima del coprifuoco. Giusto il tempo di dire “Cari amici” che subito si sono messi a pestare con forza sul soffitto per farci zittire. Notare che nessuno, da quando siamo arrivati, è sembrato interessato a venire a vedere se eravamo furetti assetati di sangue, zombie, o vampiri, cosa che in effetti siamo. Non che ci aspettassimo il comitato di benvenuto, anzi, ci piace vivere nell’ombra come i principi della notte. Adesso sapete perché ci sono molte più live di prima… L’identità dei vicini ci è ancora ignota. Potrebbero essere alieni, tirannosauri, ectoplasmi, magari anche mummie, chi lo sa. Vi terremo aggiornati.

TRASFERIMENTO IN CORSO #2: Lavatrici esplosive

KIRIA racconta: Come molti di voi sapranno, al momento siamo in una casa disabitata da un anno che ha un gran bisogno di essere rimessa in moto.
Vorrei parlarvi di quel miracolo idraulico che è la nostra lavatrice. Premesso che l’abbiamo trovata qui, e non l’abbiamo scelta noi (altrimenti avremmo preso una lavasciuga), abbiamo pensato che fosse giusto fare un bucato anche solo per sbloccare i tubi e vedere se funzionava.
L’impianto con cui la lavatrice è collegata alle tubature è quantomai ridicolo: condivide il tubo dell’acqua con la vasca da bagno, e quando la lavatrice è in funzione bisogna controllare di continuo che l’acqua non manchi, che non sia troppa, che non esploda o che non prenda fuoco. Il tutto manualmente. Per manualmente, intendo che un essere umano deve fare la spola tra la vasca e la lavatrice per controllare che la lavatrice non decolli. E non scherzo: la lavatrice stava davvero decollando! Si è inceppata almeno tre volte, ha fatto cicli di lavaggio inesistenti e si è fossilizzata su una centrifuga che spruzzava sapone da tutti i pori anche dopo tre ore di risciacquo. Che bello! E sapete qual è la parte migliore? Abbiamo ancora un sacchetto pieno di panni da lavare che attendono il loro turno per essere lavati. Sarà una lunga notte…

TRASFERIMENTO IN CORSO: RAGNI, TUBI ESPLOSIVI E TELEFONI PREISTORICI

KIRIA racconta: Sapete cosa succede ad andare in una casa che è ormai disabitata da più di un anno?
Immaginatevi due ragazzi (nella fattispecie, Luca ed io), in macchina, sommersi da pacchi, pacchetti, valigie e sacchi, che guidano in mezzo alle salite per raggiungere un appartamento in cui non vive più nessuno da un bel pezzo. Prima di approdare verso il nuovo covo, i due hanno bisogno di una sosta al supermercato, che chiude nel giro di dieci minuti, giusto in tempo per afferrare un po’ di cibo e qualche prodotto per l’igiene, pagare e farsi sbattere fuori dalle guardie.
Dopo aver parcheggiato (in salita) e aver scaricato i bagagli, finalmente i due si mettono ai fornelli per mangiare, perché non hanno praticamente pranzato e stanno morendo di fame. Peccato che non ci sia la lavastoviglie, che non ci sia niente di pronto, che il forno non funzioni e che le poche pentole che ci sono siano da lavare, ovviamente.

Una volta riattivata l’acqua calda e il gas, igienizzato il lavello e il gabinetto, rifatto il letto e sistemato i primi oggetti, è il momento di lavare le pentole, preparare qualcosa di caldo e servirlo nei piatti di plastica. Dopo una cena rinfrancante, pensiamo che sarebbe bello rilassarci un po’, ma uno dei due (ovvero io) suggerisce di fare un giro ricognitivo per controllare di non avere ragnatele che ci piovano in testa. Così, dopo essersi armati di Swiffer e torcia (del cellulare), inizia la caccia alle ragnatele… e ai ragni. Non dirò quanti ce n’erano, ma vi dirò che gli angoli del soffitto erano cimiteri oppure nidi di ragni giganti. Che schifo e che ribrezzo!

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Ecco l’aggeggio con cui abbiamo debellato la minaccia di aracnidi.

Una volta bonificata la casa, giunge il momento di provare ad usare i vari rubinetti; tutto pare funzionante, finché la manopola dell’acqua calda del bidè fa tremare talmente tanto la casa da far sembrare i tubi sul punto di esplodere! Fortunatamente, si tratta solo di bolle d’aria nei tubi, che al momento sono uscite. Per qualche motivo, però, il rubinetto del bagno non eroga più acqua calda a meno che non venga aperto anche il rubinetto della vasca da bagno. Misteri dell’idraulica.

La cosa bella di questa nuova casa è la connessione: finalmente abbiamo la stramaledetta fibra! Sfortunatamente per noi, un paio di compagnie telefoniche si sono accorte già della nostra presenza, e hanno cominciato a tormentarci con varie telefonate atte a farci cambiare contratto. Dovreste vedere i telefoni che ci sono qui; secondo me, molti di voi non li hanno nemmeno mai visti, se non a casa di qualche bis bis bisavolo. Il telefono in camera da letto ha i numeri disposti a cerchio: per comporre il numero, bisogna infilare il dito nel buco corrispondente alla cifra che si vuol comporre e fare il giro in senso antiorario. Nell’epoca del touch screen, vi assicuro che è improponibile.

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La cosa che più mi sorprende è che questi cosi funzionino ancora!

Insomma, al momento abbiamo il frigo vuoto, la dispensa quasi vuota, la lavastoviglie assente, le valigie ancora accampate nell’ingresso e una postazione da registrazione che fa eco da tutte le parti, però la casa adesso è pulita e abbiamo abbastanza vestiti di ricambio. Staremo un po’ a vedere come ce la caveremo nei prossimi giorni!

“SONO UNA RAGAZZA, E AMO UNA RAGAZZA!”

KIRIA pensante scrive: quando ho compiuto gli anni, una ragazza mi ha scritto qualcosa tipo “Meno male che mia sorella sta usando il cellulare della sua ragazza, così io ho potuto prendere il suo e farti gli auguri!”.
Un ragazzino le ha risposto: “Ma come? Una ragazza può avere una relazione con un’altra ragazza?”.
Risposta: SI’! Una ragazza può avere una relazione con una ragazza, con un ragazzo, con un transessuale, con una transessuale, con chiunque abbia catturato il suo cuore e la sua attenzione. E ovviamente, lo stesso vale per un ragazzo.
Durante le live di Twitch, alcuni di voi ci hanno tenuto a chiederci esplicitamente cosa pensiamo dell’amore omosessuale.
Onestamente, trovo sciocco parlare di amore omosessuale o eterosessuale. L’amore è amore, punto è basta. Se due persone sono felici tra di loro, a chi importa che cromosomi hanno? A me no di sicuro. Eppure viviamo ancora in un mondo in cui gli adulti cercando di difendere i bambini dall’esistenza di certe realtà, come se fossero pericolose, come se facessero paura. Molti genitori ancora non riescono a tollerare le preferenze sessuali dei figli, che talvolta scoprono di essere attratti dall’uno o dall’altro sesso (o da entrambi) fin dalla più tenera età.
Vivere nell’ombra, però, vuol dire non vivere davvero per quello che si è. Trovo ridicolo che nel ventunesimo secolo ancora si debba discutere di parità di diritti tra uomo e donna, tra bianco e nero, tra etero e gay.
Non mi addentrerò nei meandri politici o religiosi, ma vorrei dare un consiglio a tutti coloro che sanno, dal profondo del cuore, di amare qualcuno che forse la società non approverebbe. Amare, volere bene, affezionarsi, provare attrazione, non sono colpe. Essere gay, lesbica, bisessuale o trans, non è una colpa. E’ come incolpare qualcuno perché ha i riccioli, o le lentiggini, o gli occhiali. Non ha senso.
Io ho capito che mi piacevano i ragazzi fin da quando avevo tre o quattro anni. E se mi fossero piaciute le ragazze, oltre ai ragazzi? E se mi fossero piaciute solo le ragazze? Non sarei stata comunque la stessa? Non sarei stata comunque la rompiscatole ironica e riflessiva che tutti voi conoscete? Non avrei comunque amato i libri e il disegno?
Lasciate perdere le etichette, innamoratevi di chi volete.
Il mondo è forse più duro per chi esce dalla maggioranza, è vero: è più duro per i mancini, per i celiaci, per i diabetici, per i balbuzienti, per i disabili, per i vegani, per i transessuali e per i gay. Eppure, ognuno ha diritto lo stesso ad essere felice come vuole, e nessuna convenzione sociale deve o può impedirglielo.

SCHOOL LIFE: Quando il cuore batte per il compagno/a di classe

KIRIA consigliera scrive: le frecce di Cupido non vi risparmieranno neppure quando sarete chiusi in classe, anzi, sarà molto facile che vi innamoriate o vi prendiate una cotta per un compagno di classe o di scuola. Come sapere se ricambia i vostri sentimenti? Ci penso io!
Premessa: prima di andare all’attacco, assicuratevi che quella persona sia al corrente della vostra esistenza. Niente “Please notice me Senpai”. Prima di “provarci” con qualcuno, almeno assicuratevi di averci parlato. Sembra un consiglio scontato, ma non lo è: un mio compagno di classe, chiamiamolo S.P.L., decise di avvicinare una ragazza di un’altra classe, con cui non aveva mai avuto nulla a che fare, dicendole qualcosa tipo “E’ un mese che ti osservo…”.
Immaginatevi gli scenari horror che sono passati nella testa di quella disgraziata. Volete fare colpo? Non fate come S.P.L.!

Allora, partiamo dal presupposto che la persona che vi piace SAPPIA che esistete e che siate in grado di conversare.

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“Notice me Senpai” è una specie di meme che si usa per indicare una persona infatuata di un compagno di scuola più grande (chiamato “Senpai”, in Giappone). Spesso, tale persona vive con la speranza che, prima o poi, Senpai si accorga della sua esistenza e ricambi i suoi sentimenti.

PRIMO PASSO: Come farla/o innamorare
Il modo migliore per far innamorare qualcuno di sé è trascorrere molto tempo in sua compagnia. Invitate il vostro bello a casa per fare i compiti, proponetegli di andare a vedere l’ultimo film del suo genere preferito. Se vi dirà sempre di no, cambiate ragazzo/a. Non ha senso perdere tempo con chi non vi vuole. Sapere come si dice dalle mie parti? Amare senza essere amato è come pulirsi il didietro senza aver… ci siamo capiti.
Se invece vi dirà di sì, siate gentili, affettuosi e ogni tanto fate qualche complimento sincero. Non esagerate, sennò sembrerete solo inquietanti. Se volete far colpo su una ragazza, non dimenticavi la buona vecchia cavalleria: apritele la porta, offritele un caffè o un gelato. Le donna impazziscono per la cavalleria (ma occhio alle approfittatici). Se invece il vostro bello è un ragazzo, ridete alle sue battute, ma solo se vi fanno ridere per davvero!

SECONDO PASSO: Come capire se è innamorato
Se avete seguito alla lettera i miei consigli e siete dotati di un certo fascino, la vittima dovrebbe ormai essere cotta a puntino. Vi scrive ogni giorno? Vi saluta con un bacetto sulla guancia? Ogni tanto arrossisce in volta presenza e ridacchia inspiegabilmente? Vi racconta le sue vicende personali? Avete fatto centro! Se però sentirete qualcosa tipo “Magari tutti i ragazzi/e fossero dolci come te”, oppure “Spero che resteremo amici per sempre”, allora significa che siete finiti in quella melma puzzolente detta FRIENDZONE. Si narra che sia molto difficile uscirne, ma forse avete ancora qualche misera speranza. Pensate a Ron e Hermione!

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Uscire dalla Frienzone? Si può, ma è dura!

TERZO PASSO: Mi dichiaro!
Quando avrete accertato di essere ricambiati (e quando sarete pronti ad accettare un eventuale rifiuto) bando alla timidezza e via alle dichiarazioni! La cosa migliore sarebbe dirlo a voce, niente SMS, Whatsapp, Facebook o diavolerie. Anche la lettera d’amore in stile anime può essere romantica, ma se finisse nelle mani sbagliate sarebbe drammatico. Verba volant, scripta manent, quindi PARLATE. Fatelo in privato, non deve sentirvi nessuno: se sarete ricambiati e inizierete una relazione con un compagno/a di classe, gli altri compagni potrebbero diventare particolarmente rompiscatole, quindi per qualche tempo vi conviene mantenere il segreto. Quando vi sentirete pronti, sarete liberi di volervi bene davanti a tutti!
Se invece la persona in questione vi dirà di no, potrete decidere se restare amici o chiudere definitivamente. Personalmente, vi consiglio di restare amici: non ha senso perdere un’amicizia a causa di una cotta non ricambiata!

P.S.: Avete presente tutte quelle scene romantiche degli anime tipo “Temi d’amore tra i banchi di scuola”? SCORDATEVELE. Sono tutte bubbole!