Quando un personaggio esce spontaneamente dal tuo libro

Vi siete mai chiesti cosa accade quando un personaggio di un libro decide di andarsene da quel libro? Non pensate possa succedere? Oh, sì che può. A me è capitato. E adesso ci sono un sacco di pagine vuote che devo riscrivere. E lo farò, non temete.
Immaginatevi un libro quasi finito, un libro a cui manca solo la conclusione per essere praticamente terminato. Immaginatevi che a un passo da quel finale, a cui pensate ormai da mesi, vi venga voglia di guardarvi indietro e vi accorgiate che uno dei personaggi che avevate inventato ha fatto i bagagli e ha cambiato vita. E’ come scalare una montagna e scoprire, una volta in vetta, di non essere affatto arrivati alla vetta.
Cosa fa uno scrittore in questi casi? Dice addio a quel che aveva scritto e ricomincia da zero, salvando quel che merita di essere salvato e lasciando andare tutto il resto.
In fondo cosa volete che sia riscrivere un libro, dopo che si è riscritto la propria vita?

Ok, adesso la smetto di fare metafore. Scusate, è che le trovo divertenti. Mi fanno sembrare intellettuale e quindi mi viene voglia di abusarne. Comunque, al di là dei significati occulti di questo messaggio, il senso è semplicemente questo: avevo quasi terminato di scrivere il seguito di “Le avventure di Norvy”, ma al momento Norvy non è più il “gatto immaginario di Luca e Chiara”, dunque devo fare qualche sistemazione (leggasi come: devo riscrivere praticamente da capo).
Norvy e io abbiamo passato momenti peggiori, una riscrittura non ci spaventa affatto. Nel frattempo, preparategli un po’ di lasagne per ingannare l’attesa.

KIRIA RACCONTA: “Quando i personaggi se la prendono con l’autore”

Vi racconterò una storia.
C’era una volta una Chiara che scriveva racconti traboccanti di personaggi tristi o un po’ psicopatici. Ma non “tristi” per dire un po’ giù di morale, proprio depressi, affranti, in pezzi. E quando dico “psicopatici” non intendo leggermente inquietanti, intendo completamente andati, così disagiati da non riuscire a connettere pensiero e realtà. Sapete cosa è successo? Quei personaggi si riunirono e decisero di boicottare Chiara. Non le mostrarono un minimo di riconoscenza per averli messi al mondo, anzi; le diedero la colpa per la loro tristezza e la loro psicosi. Lei provò a rincorrerli, cercando di riacchiapparli per continuare le loro storie, ma loro erano evanescenti come fantasmi. Una di loro, una studentessa di diciotto anni con i capelli corti e lo sguardo ambiguo, venne eletta capo della rivolta.
“Mia cara, tu e io abbiamo ancora un conto in sospeso!” gridò la ragazza, leccando la lucida lama del suo coltello. “Mi hai torturato per convincermi a ritornare nel mio racconto e a restarmene lì buona, poi mi hai costretta a uscire di nuovo, facendomi rivivere la tortura… Hai fatto fare a me la figura della cattiva, quando è ovvio che sia stata tu a manovrarmi come un burattino!”
“È questo che fa uno scrittore” si difese Chiara. “Inventa personaggi e scrive le loro storie!”
“Le nostre storie fanno schifo” si lamentò un ragazzo con i capelli biondi. “Io sono lo sfigato di turno, ignorato dalle ragazze e con una vita familiare alle spalle che fa pena! Per non parlare del mio amico che…”
“ZITTO!” lo redarguì Chiara. “Tu sei il personaggio di un libro che non ho ancora pubblicato, vedi di non raccontare troppo!”
“E allora io?” disse una giovane donna dotata di una bellezza divina. “Mi hai dato dei poteri talmente grandi che la mia terra…”
“MA INSOMMA!” gridò Chiara. “Neanche il tuo libro è ancora stato pubblicato! Non puoi parlare di niente!”
La donna la fissò con uno sguardo pieno di rancore.
“Andiamo ragazzi, la vita non è così male tutto sommato” disse un grosso gatto grigio, rimasto in disparte a leccarsi fino a quel momento.
“Ah no?!” dissero gli altri personaggi, voltandosi verso di lui.
“Tu sei un gattaccio parlante che vive in casa, che poltrisce dalla mattina alla sera e si ingozza di lasagne come un pozzo senza fondo!” obiettò la ragazza col coltello in mano. “Vorrei vedere come reagiresti se qualcuno tentasse di cavarti gli occhi!”
“Per non parlare del fatto che la tua storia è l’unica a essere effettivamente stata pubblicata” disse il ragazzo biondo. “Non hai idea di quanto vorrei finire anche io sugli scaffali di una libreria!”
“Con tutto il rispetto, amico mio” disse la donna bellissima “ma credo che tocchi prima a me! Chiara sta lavorando alla mia storia da lunghi anni ormai! Il mio destino vide il suo compimento ben prima che il tuo avesse inizio!”
“Ma la mia storia è praticamente finita” obiettò lui. “La tua è solo un gran casino di personaggi strani, innamoramenti fuori luogo e…”
“Ah, davvero?” disse la donna, trattenendo la rabbia a stento. “E tu allora, che sei riuscito a farti fregare da…”
“RAGAZZI! Ma che devo fare con voi?!” gridò Chiara, cercando di riprendere il controllo dei suoi personaggi.
“STAI ZITTA!” gridarono quelli all’unisono.
A Chiara non restò altro da fare che sedersi mesta di fronte al suo portatile, sperando che i suoi personaggi fossero troppo impegnati a scannarsi tra di loro per ricordarsi di lei…

LISTA DELLE LIBRERIE DOVE NORVY E’ DISPONIBILE SENZA ORDINAZIONE

Gli amanti degli acquisti online già sapranno che il libro di Norvy è disponibile sul sito Kimerik, Amazon, IBS, Feltrinelli, Mondadori, ecc.

Alcuni mi hanno segnalato qualche difficoltà dovuta all’incapacità dei librai di reperire il libro di Norvy. Vi garantisco che avete solo avuto sfortuna e vi consiglio di cambiare libreria, perché vi assicuro che è assolutamente ordinabile in qualsiasi parte dell’Italia!

Per fortuna ci sono alcune libreria che vedono “Le avventure di Norvy” anche senza ordinazione! La maggior parte sono al Sud perché la casa editrice è siciliana.

NORD
❤ “LIBRERIA FONTANA” di “Torino”
❤ “Libreria Galla 1880 srl” di “Vicenza”
❤ “Libreria Internazionale Ulrico Hoepli” di “Milano”
❤ “Mondadori Occasioni D’Inchiostro ” di “Milano”
❤ “Libreria Lovat Trieste Don srl ” di “Trieste”
❤ “LIBRERIA SISTINA di SISTINA ROVELLI” di “Rovellasca”

CENTRO
❤ “Libreria Cavour di Del Monte A. & C. Snc” di “Macerata”
❤ “Libreria StarMusic di Pantini Stefano ” di “Roma”

SUD
❤ “Pitagora Scolastica Snc” di “Matera”
❤ “Libernova srl (Feltrinelli point Messina)” di “Messina”
❤ “Libreria Bonanzinga Di Bonanzinga Daniela ” di “Messina”
❤ “Libreria Baba Jaga” di “Messina”
❤ “Cartolibreria Filoramo Stefano di Paolo” di “Milazzo”
❤ “Libreria L’Approdo Snc” di “LOCOROTONDO”
❤ “LUNA DI SABBIA S.R.L.S.” di “Trani”
❤ “Libreria Capitolo 18 ” di “Patti”

Spero che piano piano compaiano nella lista anche biblioteche del Centro!

Grazie a tutte le persone che ogni giorno mi taggano su Instagram per mostrarmi la loro copia del mio libro! E’ una gioia immensa sapere che il risultato del mio lavoro vi sta regalando ore di sorrisi in compagnia di Norvaccio!
Ormai non è un segreto, sto scrivendo il seguito, ma sono ancora un po’ indecisa sul finale…
Chissà!

IL LIBRO DI NORVY E’ FINALMENTE ACQUISTABILE!

Finalmente, dopo tante ore passate davanti al computer a correggere, sistemare, scrivere, disegnare e vegliare, finalmente Norvy, nato proprio su questo blog, ha visto la luce!
Potete acquistarlo qui:

❤ KIMERIK: http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=2783
❤ AMAZON: http://amzn.to/2kGMIfs
❤ IBS: https://www.ibs.it/avventure-di-norvy-gatto-immaginario-libro-kiria-eternalove/e/9788893750707?inventoryId=89717365
❤ FELTRINELLI: http://www.lafeltrinelli.it/libri/kiria-eternalove/avventure-norvy-gatto-immaginario-luca/9788893750707
❤ MONDADORI: http://www.mondadoristore.it/avventure-Norvy-gatto-Kiria-EternaLove/eai978889375070/
❤ LIBRERIA UNIVERSITARIA: https://www.libreriauniversitaria.it/avventure-norvy-gatto-immaginario-luca/libro/9788893750707
❤ HOEPLI: https://www.hoepli.it/libro/le-avventure-di-norvy-il-gatto-immaginario-di-luca-e-chiara/9788893750707.html
❤ LIBRO CO: https://www.libroco.it/dl/Kiria-EternaLove/Kimerik/9788893750707/Le-avventure-di-Norvy-Il-gatto-immaginario-di-Luca-e-Chiara/cw693683357526444.html

Oppure potete ordinarlo in qualunque libreria! 

Voglio dire grazie a voi, che mi avete supportato fin dalla prima storia.
Voglio dire grazie a Luca, che è stato sveglio con me fino all’ultima correzione.
Voglio dire grazie alla Kimerik, la casa editrice che ha avuto la pazienza di sopportarmi fino all’ultima email.

Pensate che il viaggio di Norvy sia giunto al termine? Sbagliato! Sapete perché? Perché sto già scrivendo il seguito!
Fatemi sapere se pensate di acquistarlo e se vi piacerà! GRAZIE A TUTTI!

TRASFERIMENTO IN CORSO #5: Stampante, spesa online e vasca da bagno

KIRIA racconta: Che Luca ed io fossimo due sommi geni ormai è chiaro, no? Qualche giorno fa abbiamo ordinato una stampante su Amazon. Luca, con tutta la sua pazienza, si è letto non so quante recensioni e articoli vari per decidere quale acquistare. Dopo qualche giorno, finalmente, è arrivata: undici chili di stampante sono rimasti sdraiati nell’ingresso fino a sera, quando finalmente abbiamo avuto il tempo di tirarla fuori dalla confezione. Mentre Luca era con le istruzioni in mano tentando di accenderla, un’atroce certezza si è fatta strada prepotente nella mia testa: non avevamo neanche un singolo foglio per testarla. Luca si è messo a girare per casa nella speranza di trovare qualche sparuto A4, e per tutto il tempo non ho fatto altro che ripetergli che i precedenti inquilini di questo appartamento non avrebbero avuto alcun motivo per acquistare una risma di fogli da stampante. Insomma, dopo aver aperto ogni sportello e ogni cassetto possibile, alla fine si è effettivamente arreso. Qualcuno potrebbe dire: perché non siete andati in cartoleria? Perché erano circa le due di notte. Insomma, la stampante è rimasta inerte sul suo mobile di fronte alla scrivania, a guardarci con occhi beffardi. “Poveri sciocchi” sembrava ripetere “Senza fogli sono completamente inutile!”.
Alla fine, il giorno dopo, Luca si è fatto un giro nella zona e ha trovato una cartoleria. Meglio domani che mai.

Per la prima volta in vita nostra, inoltre, abbiamo approfittato del servizio di spesa a domicilio offerto dal Carrefour. Ci sono voluti due giorni perché riuscissimo a completare l’ordine entro un’ora decente. Non perché il sito sia difficile da usare: si trattava solo di sviste di due rintronati che sono capaci di comprare una stampante ma non i fogli. Alla fine, siamo riusciti a rifornire decentemente la dispensa. Dovete sapere che il parcheggio qui è in salita, e che non è il massimo farsi tremila volte il percorso macchina-casa e viceversa portando venti chili alla volta. In fondo, se questi servizi esistono e per una volta vengono fatti come si deve, che male c’è ad usarli?

spesa-online

Mi ero scordata di raccontarvi come è stata l’esperienza del primo bagno nella vasca da bagno. Mi sono offerta volontaria per fare la cavia. Vi descrivo un po’ la vasca: ha un quoziente assassino del 50%, ovvero non ha la base zigrinata ma liscia, e i bordi interni, dove si poggiano le chiappe, per capirsi, sono stondati anziché squadrati, e lo spazio per stare seduti è abbastanza stretto. Inoltre, il bordo esterno dove si poggiano le mani per uscire è liscio anch’esso e privo di appigli. Voi dovete sapere che io ho la fobia delle vasche troppo lisce con la seduta stretta: l’ultima volta che ho fatto la doccia in una di quelle (una vasca moooolto più assassina di quella di cui sto parlando) ho fatto uno scivolone epocale e non so come sarebbe finita se Luca non fosse stato pronto a riprendermi al volo. Comunque, la vasca che abbiamo in casa non è troppo cattiva con il prossimo; in compenso ci sono due piccoli particolari di cui avrei fatto a meno: uno è uno stendino attaccato sopra la testa, del tipo “mi alzo per uscire dalla vasca e ci batto una musata”; altra piacevolissima chicca di quella vasca sono i due simpatici tubi di scarico della lavatrice che fuoriescono graziosamente da un buco nel muro e vanno legati al muro con un elastico per non tenerli in ammollo mentre ci si fa il bagno. Una volta capito di fare attenzione allo stendino e ai tubi, sono riuscita a farmi il bagno! Ah, già: non c’è il tappo per impedire all’acqua di scendere, quindi ho ficcato al suo posto (idea di Luca) un guanto di lattice che impedisse all’acqua di venire risucchiata, e devo dire che hai funzionato davvero!

bathtub
Ecco a cosa penso quando vedo una vasca da bagno. Chi li ha riconosciuti, lo scriva nei commenti.

Al prossimo aggiornamento.

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – TOPO MECCANICO– 18°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Sta dormendo?” sussurrò Chiara.
“Sì, mi sembra di sì. Fa anche le fusa!” rispose Luca. Piano piano, i due umani si avvicinarono a Norvy e appoggiarono un topo meccanico sul divano, davanti al suo muso, per poi allontanarsi nuovamente in modo da godersi la scena a debita distanza e pilotare il piccolo marchingegno.
Non appena il topo si appoggiò sul naso di Norvy, questi aprì gli occhi e fece un balzo tale che quasi toccò il lampadario.
“Aah! RATTI! PESTE! INFESTAZIONE! CHIAMATE LA DERATTIZZAZIONE! BRUCIATE LA CASA!” iniziò ad urlare Norvy in preda al panico, mentre Luca e Chiara quasi stavano soffocando dalle risate. Norvy si stava ancora riprendendo dallo shock, quando Luca avviò il topolino e lo fece camminare sul divano, provocando la fuga di Norvy, che corse via dalla stanza gridando come la sirena della polizia.
Alla fine gli umani, paghi di tanto divertimento, recuperarono il sorcio semovente e andarono a rassicurare Norvy riguardo la tragedia che lo aveva appena colpito.
“Norvy, era solo un topo meccanico! Stai tranquillo, non può attaccarti la peste!” disse Chiara ridendo.
“Sì, sì, ma io lo sapevo. L’avevo capito da… dalla forma delle orecchie. Erano troppo grosse! E poi puzzava troppo poco.” Rispose Norvy col fiato corto, recitando mentalmente una sequela di insulti che avrebbe fatto impallidire anche il più navigato degli scaricatori di porto.
“Ceeerto che l’avevi capito!” disse Luca “E’ per questo che sei schizzato sul lampadario, è per questo che hai emesso quell’acuto da soprano. Per spaventarlo, giusto?”
“Giusto! Per spaventarlo! Come ogni bravo cacciatore!” rispose Norvy, ancora col fiatone.
“Ma come, per spaventarlo? Ma non avevi detto di essere perfettamente conscio del fatto che il topo era fasullo?” domandò Chiara.
“Sì, infatti, ma io ho finto che fosse vero per tenermi in allenamento, casomai un giorno me ne capiti uno vero!”
“Noi ti crediamo, ovviamente. Quindi se adesso te lo lasciamo qui in modo che tu faccia pratica….” Disse Luca tirando fuori il topo da dietro la schiena.
“PORTATELO VIA! ORRORE E RIBREZZO! CHE SCHIFO! VIA, VIAAA!” gridò Norvy drizzando il pelo ed appiattendosi contro il muro.
Luca si mise il topo in tasca.
“Vi odio, vi odio, vi odio!” borbottò Norvy, quando gli umani se ne furono andati.

– FINE DICIOTTESIMA PUNTATA-

Chiara

Norvy Update #1: Stregatti, libri e copertine

Chiara scrive: Alcuni di voi ricorderanno che in questo periodo la parte scrittrice che è in me sta dormendo un po’ più del previsto; grazie ai vostri consigli e a quelli di Luca, qualcosa si sta smuovendo, e spero di mostrarvi presto i risultati.
Per non farmi mancare une bella dose di follia quotidiana, in questo periodo mi sono presa una fissazione con “Alice nel Paese delle Meraviglie“: ho appena letto l’omonimo libro e visto il film di Tim Burton, “Alice in Wonderland“, e non vedo l’ora di vedere anche il sequel, “Alice attraverso lo specchio“, ispirato ad “Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò“, libro che sto leggendo attualmente. La versione che sto leggendo (questa, per la precisione) è corredata di note, illustrazioni e spiegazioni che mi hanno facilitato di non poco la discesa nella tana del Bianconiglio (grazie, Sara!).

Cosa c’entra tutto questo con Norvy? Nella storia della settimana scorsa, ho citato più o meno spudoratamente il dialogo che avviene tra Alice e lo Stregatto (o Gatto del Cheshire, per gli amanti dei nomi originali), trasformandolo in una conversazione tra Norvy e me.

Micio del Cheshire, […] potresti dirmi, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?”
“Dipende soprattutto da dove vuoi andare” disse il Gatto.
“Non mi importa molto…” disse Alice.
“Allora non importa che strada prendi” disse il Gatto.
“…purché arrivi in qualche posto!” aggiunse Alice come spiegazione.
“Oh, per questo stai pure tranquilla” disse il Gatto, “basta che non ti fermi prima.”

Insomma, forse sta tornando qualche buona idea. Per il momento, sto lavorando anche a qualche disegno a tema Norvy e ho buttato giù una bozza della copertina del libro che sogno prima o poi di poter pubblicare. Staremo a vedere.

Grazie ancora per i consigli (che, per inciso, sono ancora ben accetti). Norvy vi augura una buona serata e vi minaccia di rubare tutte le vostre lasagne (tranne quelle vegane, naturalmente).

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – ISPIRAZIONE MANCANTE– 17°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Che stai facendo?” chiese Norvy a Chiara, balzando sulla scrivania.
“Sto cercando di scrivere, ma non mi sento ispirata!”
“Sai anche scrivere?”
“Lurido gatto, secondo te?”
“Hai ragione, agli umani viene insegnato a scrivere quando sono piccoli. Ai gatti no. I gatti imparano da soli.”
“Non ho voglia di perdere tempo con le tue quisquilie, non riesco a scrivere niente di buono e sono arrabbiatissima! Anzi, visto che sei qui, vorresti darmi, di grazia, qualche consiglio su cosa dovrei fare per trovare un po’ di ispirazione?”
“Dipende soprattutto da cosa vuoi scrivere, suppongo.” disse Norvy con un ghigno.
“Non m’importa molto…” rispose Chiara, pensierosa.
“Allora non importa molto cosa fai” asserì Norvy.
“… purché riesca a scrivere qualcosa!” aggiunse Chiara, riscuotendosi dai suoi pensieri.
“Ah, per questo stai pure tranquilla, basta che non ti fermi prima di aver riempito il foglio!” disse Norvy, leccandosi una zampa.
“Mi sei di grande aiuto, ti ringrazio!” rispose Chiara, ironica.
“Non c’è di chè!” disse Norvy, sparendo sotto il tavolo.

Chiara passò circa un’ora davanti allo schermo del suo portatile, battendo furiosamente le dita sulla tastiera, finché non fu distratta dalla testa di Norvy che comparve proprio dietro il suo schermo.
“NORVY! Smetti di fare queste entrate sceniche, mi hai fatto prendere un colpo!”
“Come va? Vedo che stai scrivendo. Allora il mio consiglio è servito a qualcosa?”
“No, naturalmente.”
“Umani! Sempre così ingrati! Luca mi ha appena sgridato nonostante lo abbia aiutato a scegliere cosa mangiare per cena!”
“Immagino che abbia fatto bene, a sgridarti.” Disse Chiara, ricominciando a scrivere.”
“Ovviamente no, invece! Ha cucinato sia dei filetti di sogliola che dei totani in umido, e non sapeva cosa mandare a domani e cosa mangiare oggi. Così mi sono sbafato tre filetti di sogliola per esprimere la mia preferenza riguardo la cena di stasera.”
“Immagino che tu abbia addotto come giustificazione il fatto che i totani non perderanno sapore nonostante il soggiorno in frigorifero.”
“Esatto! Ma Luca non ha voluto ascoltarmi e ha detto che stasera mi toccherà andare a letto digiuno!”
“Digiuno non direi proprio!” rise Chiara.
“Oh, ti ci metti anche tu, adesso? Un po’ di riconoscenza, accidenti! Se non fosse stato per me, staresti ancora brancolando davanti a una pagina bianca!”
“Ne sei un po’ troppo convinto! E se ti dicessi che sto scrivendo delle storie su di te?”
“Su di me?! Fammi leggere! Fammi leggere!” gridò Norvy, balzando sulla tastiera.
“Troppo tardi! Ho spento il pc e l’ho protetto con una password a prova di gattacci!” disse Chiara, mostrando lo schermo nero.
“Umani, specie infida! Non è giusto che tu scriva cosa su di me e poi non me le mostri!”
“Se vuoi cercherò di convincere Luca a darti qualcosa da mangiare, ma tu devi promettere che lascerai in pace il mio computer!”
“E va bene, va bene… posso avere un assaggino di totani, adesso?”
“Vedremo!” disse Chiara, prendendo Norvy in braccio e portandolo in cucina.

– FINE DICIASSETTESIMA PUNTATA-

Chiara

P.S.: Questa puntata contiene un’evidente citazione letteraria. Chi riesce a trovarla? 🙂

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – IL RITRATTO– 16°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Ho detto di no.” Ripetè Chiara per la decima volta nell’ultimo minuto.
“Ma come no! È un immenso onore che ti sto facendo!” replicò Norvy.
“Grazie, ma no. Non sono brava a disegnare gli animali, non ti piaceresti e ti lamenteresti tutto il giorno!”
“Voglio un mio ritratto!”
“Ho detto che non lo farò. Hai idea di quando sia difficile disegnare un essere che non sta fermo neanche tre secondi? Se vuoi posso provare a ritrarti a partire da una foto, se ci proprio ci tieni.”
“Ma che foto! Voglio un ritratto dal vivo!”
“E allora te lo fai da solo! Non starai fermo un attimo, ti conosco.”
“No, no! Starò fermo! Immobile! Una statua!”
Alla fine Chiara, snervata dal fetido felino, acconsentì a compiere l’oscena impresa. Per prima cosa fece accomodare Norvy su una sedia, e spese almeno cinque minuti per convincerlo che una posa in stile Napoleone, con una zampa sullo stomaco, non si addiceva a un gatto, e altri cinque per persuaderlo a non includere elementi bellici. Una volta che gli ebbe fatto assumere una posizione decente, si pose di fronte a lui con il blocco da disegno sulle ginocchia. Come Chiara aveva previsto, il concetto di Norvy riguardo lo stare immobile come una statua divergeva molto dal suo.
“Vuoi stare fermo?! Come credi che riesca a disegnarti se ti muovi?”
“Ma mi prude la coda! La devo grattare!” rispose Norvy lisciandosi la coda.
“Hai finito? Ok. Adesso sta’ buono. NO! NON TI LECCARE IL PELO PROPRIO ORA!”
Dopo venti, infernali, minuti, Chiara era sull’orlo di una crisi di nervi. Anzi, di Norvy.
“Oh, stai facendo il ritratto a Norvy? Buona fortuna! Fa vedere…” disse Luca, passando di là e sbirciando sul foglio.
Chiara sussurrò a denti stretti: “Io lo ammassho, qul hatto, prima o poi”
“Norvy, spero ti piaccia la pittura astratta.” Sentenziò Luca.
“Astratta? Intendi quella che ti fa schifo?”
“No, intendo dire che tu, come gatto, sei la quintessenza della bellezza. Nessun disegno potrebbe rendere giustizia al tuo magnifico portamento, alla tua principesca espressione, al reverenziale rispetto che la tua figura incute nel prossimo. Chiara ha umilmente tentato di sintetizzare in un foglio ogni tua singola virtù, ma come può un umano compiere tale opera?”
Norvy rimase talmente affascinato dalla spiegazione di Luca che accettò di buon grado persino il ritratto sgangherato che gli aveva fatto Chiara, e andò tutto contento ad appendere il disegno nella sua stanza.
“Alla faccia tua che mi accusi sempre di parlare troppo!” disse Luca a Chiara, quando furono rimasti soli.
“Va bene, te lo concedo, stavolta sei stato d’aiuto e te ne sono grata. Ma che non diventi un abitudine! Se lo continui a lodare così tanto, chissà cosa si metterà in testa… sai che voleva che lo ritraessi su un panzer?!”
“Ma cosa abbiamo sbagliato con quel gatto?!”

– FINE SEDICESIMA PUNTATA-

Chiara

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – LA FOTO– 15°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Norvy, ti spiacerebbe venire qui un momento?” disse Luca, tenendo qualcosa nascosto dietro la schiena.
Norvy, con la bocca piena di suoi peli, rispose: “Szì? Tze tzh’è?”
“Ci è arrivata una mail del tuo allevatore, ti ricordi di lui?”
“Ah szì? E che vuole?”
“Ci ha chiesto come stai e vorrebbe una tua foto.”
“Che si impicchi!”
“Dai, che ti costa! Stai un attimo fermo così ti faccio una bella fotografia.” Disse Luca tirando fuori la macchina fotografica.
“Neanche per sogno!”
“Ci ha detto di dirti che i tuoi genitori stanno bene e che i tuoi fratelli sono tutti felici nelle loro nuove famiglie.”
“Bene, mi fa piacere per loro. Ma niente foto!”
“E dai! Che vuoi che sia?”
“Ho detto di no! Quel tizio mi ha sempre odiato: non mi permetteva di dormire in camera sua, mi obbligava a utilizzare la lettiera puzzolente che usavano anche i miei fratelli e mi dava da mangiare dei croccantini schifosi! Non lo sopporto!”
“Ma non ti costa niente!”
“Ho detto no!” disse Norvy deciso.
“Stasera pensavo di cucinare dei filetti di sogliola… vuol dire che li mangerò tutti da solo…”
“Sogliola? Potevi dirlo subito?!”
Norvy balzò su una sedia per mettersi in posa, mentre Luca accese la fotocamera.
“Potresti non mostrare i denti, per favore?” chiese Luca, osservando l’inquietante sorriso dentato di Norvy.
“Ora rimetti gli artigli a posto, grazie… No, non devi soffiare all’obiettivo!”
“Non è colpa mia!” disse Norvy, stizzito “Ogni volta che ripenso a quell’allevatore mi viene da soffiare!”
“Ora non farlo! Dai, guarda qui… anzi, guarda da un’altra parte… non fare la linguaccia! Non fare gestacci con le zampe… no, no, così lo spaventi! Oh, basta, ci rinuncio! Ho fatto qualche foto, me le farò andare bene!”

“Amore, hai spedito all’allevatore le foto di Norvy?” chiese Chiara più tardi.
“Sì. In una sembra uno zombie, in una lo Stregatto e nell’altra un demone evocato durante un rituale di magia nera. Ah, gli ho mandato anche quella in cui sembra un vampiro. L’allevatore ha detto che di solito gli dispiace vendere i suoi gattini ma che Norvy è stato un’eccezione. Mannaggia a lui!”
“Ma dai, tutto sommato Norvy non è male. È pestifero, è vero, ma è molto meglio di qualunque gatto normale. Voglio dire, con lui puoi addirittura fare una conversazione intelligente!”
“TI HO SENTITO! TI HO SENTITO! Allora mi vuoi bene! Allora mi vuoi bene!” disse Norvy, sbucando dal mobile dietro cui si era nascosto per spiare gli umani.
Chiara prese in braccio Norvy e lo accarezzò sulla schiena: “Certo che ti vogliamo bene, anche se dovresti comportarti un po’ meglio con noi!”
“Ma è il mio modo per dimostrare il mio affetto! I miei dispetti sono un modo per dirvi che vi penso!”
“E allora pensaci un po’ meno!” rispose Luca, ridendo.

– FINE QUINDICESIMA PUNTATA-

Chiara