Quando un personaggio esce spontaneamente dal tuo libro

Vi siete mai chiesti cosa accade quando un personaggio di un libro decide di andarsene da quel libro? Non pensate possa succedere? Oh, sì che può. A me è capitato. E adesso ci sono un sacco di pagine vuote che devo riscrivere. E lo farò, non temete.
Immaginatevi un libro quasi finito, un libro a cui manca solo la conclusione per essere praticamente terminato. Immaginatevi che a un passo da quel finale, a cui pensate ormai da mesi, vi venga voglia di guardarvi indietro e vi accorgiate che uno dei personaggi che avevate inventato ha fatto i bagagli e ha cambiato vita. E’ come scalare una montagna e scoprire, una volta in vetta, di non essere affatto arrivati alla vetta.
Cosa fa uno scrittore in questi casi? Dice addio a quel che aveva scritto e ricomincia da zero, salvando quel che merita di essere salvato e lasciando andare tutto il resto.
In fondo cosa volete che sia riscrivere un libro, dopo che si è riscritto la propria vita?

Ok, adesso la smetto di fare metafore. Scusate, è che le trovo divertenti. Mi fanno sembrare intellettuale e quindi mi viene voglia di abusarne. Comunque, al di là dei significati occulti di questo messaggio, il senso è semplicemente questo: avevo quasi terminato di scrivere il seguito di “Le avventure di Norvy”, ma al momento Norvy non è più il “gatto immaginario di Luca e Chiara”, dunque devo fare qualche sistemazione (leggasi come: devo riscrivere praticamente da capo).
Norvy e io abbiamo passato momenti peggiori, una riscrittura non ci spaventa affatto. Nel frattempo, preparategli un po’ di lasagne per ingannare l’attesa.

KIRIA RACCONTA: “Quando i personaggi se la prendono con l’autore”

Vi racconterò una storia.
C’era una volta una Chiara che scriveva racconti traboccanti di personaggi tristi o un po’ psicopatici. Ma non “tristi” per dire un po’ giù di morale, proprio depressi, affranti, in pezzi. E quando dico “psicopatici” non intendo leggermente inquietanti, intendo completamente andati, così disagiati da non riuscire a connettere pensiero e realtà. Sapete cosa è successo? Quei personaggi si riunirono e decisero di boicottare Chiara. Non le mostrarono un minimo di riconoscenza per averli messi al mondo, anzi; le diedero la colpa per la loro tristezza e la loro psicosi. Lei provò a rincorrerli, cercando di riacchiapparli per continuare le loro storie, ma loro erano evanescenti come fantasmi. Una di loro, una studentessa di diciotto anni con i capelli corti e lo sguardo ambiguo, venne eletta capo della rivolta.
“Mia cara, tu e io abbiamo ancora un conto in sospeso!” gridò la ragazza, leccando la lucida lama del suo coltello. “Mi hai torturato per convincermi a ritornare nel mio racconto e a restarmene lì buona, poi mi hai costretta a uscire di nuovo, facendomi rivivere la tortura… Hai fatto fare a me la figura della cattiva, quando è ovvio che sia stata tu a manovrarmi come un burattino!”
“È questo che fa uno scrittore” si difese Chiara. “Inventa personaggi e scrive le loro storie!”
“Le nostre storie fanno schifo” si lamentò un ragazzo con i capelli biondi. “Io sono lo sfigato di turno, ignorato dalle ragazze e con una vita familiare alle spalle che fa pena! Per non parlare del mio amico che…”
“ZITTO!” lo redarguì Chiara. “Tu sei il personaggio di un libro che non ho ancora pubblicato, vedi di non raccontare troppo!”
“E allora io?” disse una giovane donna dotata di una bellezza divina. “Mi hai dato dei poteri talmente grandi che la mia terra…”
“MA INSOMMA!” gridò Chiara. “Neanche il tuo libro è ancora stato pubblicato! Non puoi parlare di niente!”
La donna la fissò con uno sguardo pieno di rancore.
“Andiamo ragazzi, la vita non è così male tutto sommato” disse un grosso gatto grigio, rimasto in disparte a leccarsi fino a quel momento.
“Ah no?!” dissero gli altri personaggi, voltandosi verso di lui.
“Tu sei un gattaccio parlante che vive in casa, che poltrisce dalla mattina alla sera e si ingozza di lasagne come un pozzo senza fondo!” obiettò la ragazza col coltello in mano. “Vorrei vedere come reagiresti se qualcuno tentasse di cavarti gli occhi!”
“Per non parlare del fatto che la tua storia è l’unica a essere effettivamente stata pubblicata” disse il ragazzo biondo. “Non hai idea di quanto vorrei finire anche io sugli scaffali di una libreria!”
“Con tutto il rispetto, amico mio” disse la donna bellissima “ma credo che tocchi prima a me! Chiara sta lavorando alla mia storia da lunghi anni ormai! Il mio destino vide il suo compimento ben prima che il tuo avesse inizio!”
“Ma la mia storia è praticamente finita” obiettò lui. “La tua è solo un gran casino di personaggi strani, innamoramenti fuori luogo e…”
“Ah, davvero?” disse la donna, trattenendo la rabbia a stento. “E tu allora, che sei riuscito a farti fregare da…”
“RAGAZZI! Ma che devo fare con voi?!” gridò Chiara, cercando di riprendere il controllo dei suoi personaggi.
“STAI ZITTA!” gridarono quelli all’unisono.
A Chiara non restò altro da fare che sedersi mesta di fronte al suo portatile, sperando che i suoi personaggi fossero troppo impegnati a scannarsi tra di loro per ricordarsi di lei…

LISTA DELLE LIBRERIE DOVE NORVY E’ DISPONIBILE SENZA ORDINAZIONE

Gli amanti degli acquisti online già sapranno che il libro di Norvy è disponibile sul sito Kimerik, Amazon, IBS, Feltrinelli, Mondadori, ecc.

Alcuni mi hanno segnalato qualche difficoltà dovuta all’incapacità dei librai di reperire il libro di Norvy. Vi garantisco che avete solo avuto sfortuna e vi consiglio di cambiare libreria, perché vi assicuro che è assolutamente ordinabile in qualsiasi parte dell’Italia!

Per fortuna ci sono alcune libreria che vedono “Le avventure di Norvy” anche senza ordinazione! La maggior parte sono al Sud perché la casa editrice è siciliana.

NORD
❤ “LIBRERIA FONTANA” di “Torino”
❤ “Libreria Galla 1880 srl” di “Vicenza”
❤ “Libreria Internazionale Ulrico Hoepli” di “Milano”
❤ “Mondadori Occasioni D’Inchiostro ” di “Milano”
❤ “Libreria Lovat Trieste Don srl ” di “Trieste”
❤ “LIBRERIA SISTINA di SISTINA ROVELLI” di “Rovellasca”

CENTRO
❤ “Libreria Cavour di Del Monte A. & C. Snc” di “Macerata”
❤ “Libreria StarMusic di Pantini Stefano ” di “Roma”

SUD
❤ “Pitagora Scolastica Snc” di “Matera”
❤ “Libernova srl (Feltrinelli point Messina)” di “Messina”
❤ “Libreria Bonanzinga Di Bonanzinga Daniela ” di “Messina”
❤ “Libreria Baba Jaga” di “Messina”
❤ “Cartolibreria Filoramo Stefano di Paolo” di “Milazzo”
❤ “Libreria L’Approdo Snc” di “LOCOROTONDO”
❤ “LUNA DI SABBIA S.R.L.S.” di “Trani”
❤ “Libreria Capitolo 18 ” di “Patti”

Spero che piano piano compaiano nella lista anche biblioteche del Centro!

Grazie a tutte le persone che ogni giorno mi taggano su Instagram per mostrarmi la loro copia del mio libro! E’ una gioia immensa sapere che il risultato del mio lavoro vi sta regalando ore di sorrisi in compagnia di Norvaccio!
Ormai non è un segreto, sto scrivendo il seguito, ma sono ancora un po’ indecisa sul finale…
Chissà!

IL LIBRO DI NORVY E’ FINALMENTE ACQUISTABILE!

Finalmente, dopo tante ore passate davanti al computer a correggere, sistemare, scrivere, disegnare e vegliare, finalmente Norvy, nato proprio su questo blog, ha visto la luce!
Potete acquistarlo qui:

❤ KIMERIK: http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=2783
❤ AMAZON: http://amzn.to/2kGMIfs
❤ IBS: https://www.ibs.it/avventure-di-norvy-gatto-immaginario-libro-kiria-eternalove/e/9788893750707?inventoryId=89717365
❤ FELTRINELLI: http://www.lafeltrinelli.it/libri/kiria-eternalove/avventure-norvy-gatto-immaginario-luca/9788893750707
❤ MONDADORI: http://www.mondadoristore.it/avventure-Norvy-gatto-Kiria-EternaLove/eai978889375070/
❤ LIBRERIA UNIVERSITARIA: https://www.libreriauniversitaria.it/avventure-norvy-gatto-immaginario-luca/libro/9788893750707
❤ HOEPLI: https://www.hoepli.it/libro/le-avventure-di-norvy-il-gatto-immaginario-di-luca-e-chiara/9788893750707.html
❤ LIBRO CO: https://www.libroco.it/dl/Kiria-EternaLove/Kimerik/9788893750707/Le-avventure-di-Norvy-Il-gatto-immaginario-di-Luca-e-Chiara/cw693683357526444.html

Oppure potete ordinarlo in qualunque libreria! 

Voglio dire grazie a voi, che mi avete supportato fin dalla prima storia.
Voglio dire grazie a Luca, che è stato sveglio con me fino all’ultima correzione.
Voglio dire grazie alla Kimerik, la casa editrice che ha avuto la pazienza di sopportarmi fino all’ultima email.

Pensate che il viaggio di Norvy sia giunto al termine? Sbagliato! Sapete perché? Perché sto già scrivendo il seguito!
Fatemi sapere se pensate di acquistarlo e se vi piacerà! GRAZIE A TUTTI!

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – TOPO MECCANICO– 18°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Sta dormendo?” sussurrò Chiara.
“Sì, mi sembra di sì. Fa anche le fusa!” rispose Luca. Piano piano, i due umani si avvicinarono a Norvy e appoggiarono un topo meccanico sul divano, davanti al suo muso, per poi allontanarsi nuovamente in modo da godersi la scena a debita distanza e pilotare il piccolo marchingegno.
Non appena il topo si appoggiò sul naso di Norvy, questi aprì gli occhi e fece un balzo tale che quasi toccò il lampadario.
“Aah! RATTI! PESTE! INFESTAZIONE! CHIAMATE LA DERATTIZZAZIONE! BRUCIATE LA CASA!” iniziò ad urlare Norvy in preda al panico, mentre Luca e Chiara quasi stavano soffocando dalle risate. Norvy si stava ancora riprendendo dallo shock, quando Luca avviò il topolino e lo fece camminare sul divano, provocando la fuga di Norvy, che corse via dalla stanza gridando come la sirena della polizia.
Alla fine gli umani, paghi di tanto divertimento, recuperarono il sorcio semovente e andarono a rassicurare Norvy riguardo la tragedia che lo aveva appena colpito.
“Norvy, era solo un topo meccanico! Stai tranquillo, non può attaccarti la peste!” disse Chiara ridendo.
“Sì, sì, ma io lo sapevo. L’avevo capito da… dalla forma delle orecchie. Erano troppo grosse! E poi puzzava troppo poco.” Rispose Norvy col fiato corto, recitando mentalmente una sequela di insulti che avrebbe fatto impallidire anche il più navigato degli scaricatori di porto.
“Ceeerto che l’avevi capito!” disse Luca “E’ per questo che sei schizzato sul lampadario, è per questo che hai emesso quell’acuto da soprano. Per spaventarlo, giusto?”
“Giusto! Per spaventarlo! Come ogni bravo cacciatore!” rispose Norvy, ancora col fiatone.
“Ma come, per spaventarlo? Ma non avevi detto di essere perfettamente conscio del fatto che il topo era fasullo?” domandò Chiara.
“Sì, infatti, ma io ho finto che fosse vero per tenermi in allenamento, casomai un giorno me ne capiti uno vero!”
“Noi ti crediamo, ovviamente. Quindi se adesso te lo lasciamo qui in modo che tu faccia pratica….” Disse Luca tirando fuori il topo da dietro la schiena.
“PORTATELO VIA! ORRORE E RIBREZZO! CHE SCHIFO! VIA, VIAAA!” gridò Norvy drizzando il pelo ed appiattendosi contro il muro.
Luca si mise il topo in tasca.
“Vi odio, vi odio, vi odio!” borbottò Norvy, quando gli umani se ne furono andati.

– FINE DICIOTTESIMA PUNTATA-

Chiara

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – ISPIRAZIONE MANCANTE– 17°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Che stai facendo?” chiese Norvy a Chiara, balzando sulla scrivania.
“Sto cercando di scrivere, ma non mi sento ispirata!”
“Sai anche scrivere?”
“Lurido gatto, secondo te?”
“Hai ragione, agli umani viene insegnato a scrivere quando sono piccoli. Ai gatti no. I gatti imparano da soli.”
“Non ho voglia di perdere tempo con le tue quisquilie, non riesco a scrivere niente di buono e sono arrabbiatissima! Anzi, visto che sei qui, vorresti darmi, di grazia, qualche consiglio su cosa dovrei fare per trovare un po’ di ispirazione?”
“Dipende soprattutto da cosa vuoi scrivere, suppongo.” disse Norvy con un ghigno.
“Non m’importa molto…” rispose Chiara, pensierosa.
“Allora non importa molto cosa fai” asserì Norvy.
“… purché riesca a scrivere qualcosa!” aggiunse Chiara, riscuotendosi dai suoi pensieri.
“Ah, per questo stai pure tranquilla, basta che non ti fermi prima di aver riempito il foglio!” disse Norvy, leccandosi una zampa.
“Mi sei di grande aiuto, ti ringrazio!” rispose Chiara, ironica.
“Non c’è di chè!” disse Norvy, sparendo sotto il tavolo.

Chiara passò circa un’ora davanti allo schermo del suo portatile, battendo furiosamente le dita sulla tastiera, finché non fu distratta dalla testa di Norvy che comparve proprio dietro il suo schermo.
“NORVY! Smetti di fare queste entrate sceniche, mi hai fatto prendere un colpo!”
“Come va? Vedo che stai scrivendo. Allora il mio consiglio è servito a qualcosa?”
“No, naturalmente.”
“Umani! Sempre così ingrati! Luca mi ha appena sgridato nonostante lo abbia aiutato a scegliere cosa mangiare per cena!”
“Immagino che abbia fatto bene, a sgridarti.” Disse Chiara, ricominciando a scrivere.”
“Ovviamente no, invece! Ha cucinato sia dei filetti di sogliola che dei totani in umido, e non sapeva cosa mandare a domani e cosa mangiare oggi. Così mi sono sbafato tre filetti di sogliola per esprimere la mia preferenza riguardo la cena di stasera.”
“Immagino che tu abbia addotto come giustificazione il fatto che i totani non perderanno sapore nonostante il soggiorno in frigorifero.”
“Esatto! Ma Luca non ha voluto ascoltarmi e ha detto che stasera mi toccherà andare a letto digiuno!”
“Digiuno non direi proprio!” rise Chiara.
“Oh, ti ci metti anche tu, adesso? Un po’ di riconoscenza, accidenti! Se non fosse stato per me, staresti ancora brancolando davanti a una pagina bianca!”
“Ne sei un po’ troppo convinto! E se ti dicessi che sto scrivendo delle storie su di te?”
“Su di me?! Fammi leggere! Fammi leggere!” gridò Norvy, balzando sulla tastiera.
“Troppo tardi! Ho spento il pc e l’ho protetto con una password a prova di gattacci!” disse Chiara, mostrando lo schermo nero.
“Umani, specie infida! Non è giusto che tu scriva cosa su di me e poi non me le mostri!”
“Se vuoi cercherò di convincere Luca a darti qualcosa da mangiare, ma tu devi promettere che lascerai in pace il mio computer!”
“E va bene, va bene… posso avere un assaggino di totani, adesso?”
“Vedremo!” disse Chiara, prendendo Norvy in braccio e portandolo in cucina.

– FINE DICIASSETTESIMA PUNTATA-

Chiara

P.S.: Questa puntata contiene un’evidente citazione letteraria. Chi riesce a trovarla? 🙂

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – IL RITRATTO– 16°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Ho detto di no.” Ripetè Chiara per la decima volta nell’ultimo minuto.
“Ma come no! È un immenso onore che ti sto facendo!” replicò Norvy.
“Grazie, ma no. Non sono brava a disegnare gli animali, non ti piaceresti e ti lamenteresti tutto il giorno!”
“Voglio un mio ritratto!”
“Ho detto che non lo farò. Hai idea di quando sia difficile disegnare un essere che non sta fermo neanche tre secondi? Se vuoi posso provare a ritrarti a partire da una foto, se ci proprio ci tieni.”
“Ma che foto! Voglio un ritratto dal vivo!”
“E allora te lo fai da solo! Non starai fermo un attimo, ti conosco.”
“No, no! Starò fermo! Immobile! Una statua!”
Alla fine Chiara, snervata dal fetido felino, acconsentì a compiere l’oscena impresa. Per prima cosa fece accomodare Norvy su una sedia, e spese almeno cinque minuti per convincerlo che una posa in stile Napoleone, con una zampa sullo stomaco, non si addiceva a un gatto, e altri cinque per persuaderlo a non includere elementi bellici. Una volta che gli ebbe fatto assumere una posizione decente, si pose di fronte a lui con il blocco da disegno sulle ginocchia. Come Chiara aveva previsto, il concetto di Norvy riguardo lo stare immobile come una statua divergeva molto dal suo.
“Vuoi stare fermo?! Come credi che riesca a disegnarti se ti muovi?”
“Ma mi prude la coda! La devo grattare!” rispose Norvy lisciandosi la coda.
“Hai finito? Ok. Adesso sta’ buono. NO! NON TI LECCARE IL PELO PROPRIO ORA!”
Dopo venti, infernali, minuti, Chiara era sull’orlo di una crisi di nervi. Anzi, di Norvy.
“Oh, stai facendo il ritratto a Norvy? Buona fortuna! Fa vedere…” disse Luca, passando di là e sbirciando sul foglio.
Chiara sussurrò a denti stretti: “Io lo ammassho, qul hatto, prima o poi”
“Norvy, spero ti piaccia la pittura astratta.” Sentenziò Luca.
“Astratta? Intendi quella che ti fa schifo?”
“No, intendo dire che tu, come gatto, sei la quintessenza della bellezza. Nessun disegno potrebbe rendere giustizia al tuo magnifico portamento, alla tua principesca espressione, al reverenziale rispetto che la tua figura incute nel prossimo. Chiara ha umilmente tentato di sintetizzare in un foglio ogni tua singola virtù, ma come può un umano compiere tale opera?”
Norvy rimase talmente affascinato dalla spiegazione di Luca che accettò di buon grado persino il ritratto sgangherato che gli aveva fatto Chiara, e andò tutto contento ad appendere il disegno nella sua stanza.
“Alla faccia tua che mi accusi sempre di parlare troppo!” disse Luca a Chiara, quando furono rimasti soli.
“Va bene, te lo concedo, stavolta sei stato d’aiuto e te ne sono grata. Ma che non diventi un abitudine! Se lo continui a lodare così tanto, chissà cosa si metterà in testa… sai che voleva che lo ritraessi su un panzer?!”
“Ma cosa abbiamo sbagliato con quel gatto?!”

– FINE SEDICESIMA PUNTATA-

Chiara

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – LA FOTO– 15°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

“Norvy, ti spiacerebbe venire qui un momento?” disse Luca, tenendo qualcosa nascosto dietro la schiena.
Norvy, con la bocca piena di suoi peli, rispose: “Szì? Tze tzh’è?”
“Ci è arrivata una mail del tuo allevatore, ti ricordi di lui?”
“Ah szì? E che vuole?”
“Ci ha chiesto come stai e vorrebbe una tua foto.”
“Che si impicchi!”
“Dai, che ti costa! Stai un attimo fermo così ti faccio una bella fotografia.” Disse Luca tirando fuori la macchina fotografica.
“Neanche per sogno!”
“Ci ha detto di dirti che i tuoi genitori stanno bene e che i tuoi fratelli sono tutti felici nelle loro nuove famiglie.”
“Bene, mi fa piacere per loro. Ma niente foto!”
“E dai! Che vuoi che sia?”
“Ho detto di no! Quel tizio mi ha sempre odiato: non mi permetteva di dormire in camera sua, mi obbligava a utilizzare la lettiera puzzolente che usavano anche i miei fratelli e mi dava da mangiare dei croccantini schifosi! Non lo sopporto!”
“Ma non ti costa niente!”
“Ho detto no!” disse Norvy deciso.
“Stasera pensavo di cucinare dei filetti di sogliola… vuol dire che li mangerò tutti da solo…”
“Sogliola? Potevi dirlo subito?!”
Norvy balzò su una sedia per mettersi in posa, mentre Luca accese la fotocamera.
“Potresti non mostrare i denti, per favore?” chiese Luca, osservando l’inquietante sorriso dentato di Norvy.
“Ora rimetti gli artigli a posto, grazie… No, non devi soffiare all’obiettivo!”
“Non è colpa mia!” disse Norvy, stizzito “Ogni volta che ripenso a quell’allevatore mi viene da soffiare!”
“Ora non farlo! Dai, guarda qui… anzi, guarda da un’altra parte… non fare la linguaccia! Non fare gestacci con le zampe… no, no, così lo spaventi! Oh, basta, ci rinuncio! Ho fatto qualche foto, me le farò andare bene!”

“Amore, hai spedito all’allevatore le foto di Norvy?” chiese Chiara più tardi.
“Sì. In una sembra uno zombie, in una lo Stregatto e nell’altra un demone evocato durante un rituale di magia nera. Ah, gli ho mandato anche quella in cui sembra un vampiro. L’allevatore ha detto che di solito gli dispiace vendere i suoi gattini ma che Norvy è stato un’eccezione. Mannaggia a lui!”
“Ma dai, tutto sommato Norvy non è male. È pestifero, è vero, ma è molto meglio di qualunque gatto normale. Voglio dire, con lui puoi addirittura fare una conversazione intelligente!”
“TI HO SENTITO! TI HO SENTITO! Allora mi vuoi bene! Allora mi vuoi bene!” disse Norvy, sbucando dal mobile dietro cui si era nascosto per spiare gli umani.
Chiara prese in braccio Norvy e lo accarezzò sulla schiena: “Certo che ti vogliamo bene, anche se dovresti comportarti un po’ meglio con noi!”
“Ma è il mio modo per dimostrare il mio affetto! I miei dispetti sono un modo per dirvi che vi penso!”
“E allora pensaci un po’ meno!” rispose Luca, ridendo.

– FINE QUINDICESIMA PUNTATA-

Chiara

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – GELATINE ALLA FRUTTA– 14°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

Chiara e Norvy erano seduti sul divano, intenti a giocare a sette e mezzo. Poco dopo la decima vittoria di Norvy, Luca tornò a casa, posò un sacchetto sul tavolo e si ritirò con Chiara nello studio per finire un lavoro la cui scadenza era fissata per l’indomani.
Norvy iniziò a sentire un’irresistibile curiosità. Si assicurò di essere solo, balzò sul tavolo e iniziò a trafficare nel sacchetto, tentando di estrarne il contenuto.
Si trattava di una scatola priva di scritte, piena di caramelle gelatinose confezionate singolarmente. Norvy fece del suo meglio per prenderne una verde, scartarla e ficcarsela in bocca. Se ne pentì dopo un nanosecondo.
Il canino destro di Norvy si conficcò dritto nella caramella, e ogni tentativo che fece per liberarsene fu vano. Provò a bere dell’acqua, versandone più a terra che nella sua bocca, tentò di mordere qualcosa, decise persino di succhiare via la caramella (che aveva pure un sapore orribile). La caramella era ancora lì, inchiodata al suo posto. Disperato, cercò di mangiare un biscotto per gatti, peggiorando solo la situazione: il biscotto andò ad incollarsi contro la gelatina insalivata impedendo a Norvy di chiudere la bocca.
“AHUUUOOO! AHUUUOOO!” gridava, correndo come un pazzo per tutta la cucina. Gettò per terra le pentole sporche accanto al lavandino, ribaltò una sedia, rovesciò una bottiglia d’acqua sul piano cottura, fece crollare la scopa sopra lo sportello aperto della lavastoviglie e ruppe un paio di bicchieri.
“MA INSOMMA, SI PUO’ SAPERE CHE STA SUCCEDENDO?!” urlò Chiara, uscita dallo studio e venuta a vedere cosa stesse combinando il lurido gatto.
Rimase per un attimo interdetta dal soqquadro che si era impadronito della cucina, ma riuscì ad acchiappare Norvy al volo quanto prima, per consegnarlo a Luca, alle sue spalle.
Norvy non oppose resistenza, ma mostrò la bocca in segno di resa.
“Ma che… ti sei messo a mangiare le gelatine? Ne hai una incastrat… bleeeh! Che cos’è questo schifo?!” disse Luca alludendo alle briciole di biscotto incollate sulla caramella.
“Guarda come ha ridotto questa stanza! Lasciamolo così!” suggerì Chiara.
“NOOOOO! ‘I ‘REGO! NOOOO!” cercò di dire Norvy.
“Non so se è una buona idea, potrebbe combinare di peggio.” Rispose Luca. Poi si rivolse a Norvy “E va bene, gattaccio, ora stai qui buono che ti libero. Ma non credere di passarla liscia! Hai demolito mezza cucina!”
Luca si mise un guanto di lattice e riuscì a togliere la caramella dal canino di Norvy.
“Adesso è l’ora che tu riceva la punizione!” sentenziò Luca. “Non dovresti MAI prendere le cose senza permesso perché potresti rischiare delle brutte sorprese. Questa volta ad esempio, sai cosa hai osato mettere in bocca? Delle gelatine per CANI! Le ho comprate per il bracchetto della nostra vicina, la signora Berlocchi! E tu ne hai quasi mangiata una!”
“COOOSA?! IO?! IO HO MANGIATO UNA COSA DESTINATA A UN CANE SCHIFOSO?! ONTA E DISONORE A ME, ONTA E DISONORE A MEEEE!”
Norvy scappò in camera sua e si chiuse dentro a chiave.
“Così queste sarebbero gelatine per cani, eh? Ma com’è che Norvy se le beve tutte, le sciocchezze che gli racconti?” disse Chiara scartando una caramella.
“Ho pensato che questo gli farà venire una sana fifa dei sacchetti dal contenuto ignoto.” Disse Luca, prendendo una caramella a sua volta.
“Oh, questo è certo. Vorrà lavarsi la bocca con il sapone di Marsiglia! “ rise Chiara.
“O con dello shampoo per cani!”

– FINE QUATTORDICESIMA PUNTATA-

Chiara

Le avventure di Norvy, il Gatto Immaginario di Luca e Chiara – IL CACCIATORE– 13°pt

Quella che state per leggere è una storia a puntate ricca di follie. Non leggetela se sperate di trovare qualcosa di sensato.
Qui trovate la puntata precedente.

Norvy, con il pancino pieno dopo una scorpacciata di triglia al forno, sonnecchiava sul davanzale della finestra aperta del salotto, quando d’un tratto un rumore lo costrinse ad aprire gli occhi. Un passerotto stava cinguettando su un ramo a un solo metro di distanza dal davanzale.
In un istante, un’idea malsana balenò nel cervello di Norvy.
“E se provassi a prenderlo?” si chiese. “Non ho mai cacciato prima, ma i gatti sono abilissimi cacciatori. Ho dei denti aguzzi e delle unghie affilate… al momento rivestite di rosa, che schifo, ma sono pur sempre un gatto. Quasi quasi ci provo… aspetta, com’è che si fa? Com’è che faceva la mamma?”
Norvy abbassò la pancia e la testa, tenendo lo sguardo fermo sul passerotto; iniziò ad ondeggiare con la parte posteriore del corpo, cercando di calcolare le distanze e prendendo bene la mira.
Quando si sentì pronto, distese le zampe posteriori per spiccare un salto ma qualcosa lo bloccò e gli impedì di portare a termine il suo agguato. L’uccellino finalmente si accorse di essere sotto tiro e volò via.
Norvy si voltò e si accorse che ciò che l’aveva trattenuto altro non era che la mano di Chiara, saldamente stretta intorno alla sua coda.
“Cosa credevi di fare, eh, gattaccio?”
“Io sono un grande cacciatore! E tu mi hai fatto scappare la preda, umana insolente!”
“Ma cosa pensavi di fare?! Hai mangiato come un porcellino, a pranzo! Non hai bisogno di infastidire gli uccelli!”
“Ma che vuoi capirne, tu! La caccia per noi gatti è istintiva, è un legame ancestrale con la natura stessa!
“La caccia è istintiva, eh? Allora come mai quando Luca gioca con il tuo topo meccanico, tu scappi come un forsennato sopra il tuo armadio, invece di provare a prenderlo?”
“CHE C’ENTRA! Quello è brutto e rumoroso! Io parlo di prede vere, che scappano, che fanno provare il vero brivido della caccia, che ti lasciano in bocca il sapore della selvaggina fresca!”
“Ieri Luca ha cotto la tua braciola per trenta secondi in meno del solito e tu hai scatenato un finimondo perché in un punto era appena rosata, e l’hai costretto a ricuocerla. Lo sai che in natura i gatti mangiano solo carne cruda, vero?”
“IN NATURA I GATTI NON HANNO A CHE FARE CON UMANI ROMPISCATOLE CHE BLOCCANO I LORO AGGUATI E INCOLLANO SCHIFEZZE ROSA SULLE LORO UNGHIE!”
“D’accordo, mi hai convinta. Adesso ti tolgo i gommini. Però non ti daremo più di mangiare. Sei un gatto quasi adulto, è ora che ti procacci da solo il cibo. Ratti, uccelli, talpe, lucertole, là fuori è pieno di prede che aspettano solo di finire nel tuo stomaco. Ah, povero Luca, adesso chi mangerà le sue sogliole al piatto? Chi mangerà i suoi branzini arrosto? E soprattutto, chi dividerà con lui quelle enormi teglie di lasagne che grondano sugo da ogni parte? Ma tu sei un grande cacciatore, tu non perdi certo tempo con queste frivolezze da micio domestico. Su, dammi la zampa, che ti tolgo questi cosi rosa; i tuoi artigli saranno le tue armi, devono essere lucide e appuntite per la battuta di caccia che ti attende!”
Norvy, con sguardo terrorizzato , iniziò a balbettare: “Ripensandoci… Credo proprio che tu abbia ragione. Perché dovrei dare fastidio a quei poveri uccellini? Non mi hanno mica fatto niente di male! E poi non trovi che il rosa mi doni?” aggiunse guardandosi le zampe. “E’ una tonalità così delicata, mi sta d’incanto! E poi non vorrei che Luca perdesse la passione per la cucina a causa mia, oh no, non lo permetterei mai! Soprattutto oggi che voleva cucinare il sugo di vongole… ehm, volevo dire, sarebbe crudele da parte mia togliergli il gusto di cucinare!”
Chiara sorrise e accarezzò Norvy sulla testa.
“Se ti ripesco a dare la caccia agli uccellini mangerai broccoli per una settimana, intesi?”
Norvy deglutì e fece cenno di sì con la testa.
“Adesso siediti qui con me, è ora della spazzolata.”
Dopo qualche minuto, un altro uccellino si posò sul davanzale. Norvy si voltò verso di lui e gridò: “VAI VIA!”.
L’uccellino fuggì in un baleno.
“Così va bene?” chiese Norvy con un sorriso ironico.
“Così va bene!” rispose Chiara, ricominciando a spazzolarlo.

– FINE TREDICESIMA PUNTATA-

Chiara